Ogni volta che vedo qualcuno, diciamo non molto pratico, prendere in mano la palla a spicchi, la prima cosa che tenta di fare è il palleggio in mezzo alle gambe. Il risultato è sempre imbarazzante perché invece di piegare le gambe, aprirle leggermente in diagonale e portare il busto in avanti, il neofita alza la gamba modello “can can” e ci fa passare la palla sotto. E’ ridicolo solo perché gli manca la cosa fondamentale che rende il tutto armonioso ed efficace: la tecnica. Puoi essere talentuoso quanto vuoi, ma se non lavori sulla tecnica non raggiungerai mai il massimo livello che potresti raggiungere. E’ per questo che ci sono giocatori, magari di non eccelso talento ma di grandissimi fondamentali, che competono ad armi pari con avversari dotati di atletismo e inventiva superiori alla media. Quelli che hanno entrambe le caratteristiche sono tra i più forti al mondo e hanno la capacità di mettere in atto movimenti efficaci, stupendi da vedere e alla portata di pochi. Vi faccio una breve lista dei miei preferiti:

 

– Shake & bake

Come faccio a spiegarvi a parole com’è questo move?  Date un’occhiata al video!

Per chi non ha mai giocato a basket, già guardare questo movimento fa cadere la mascella e strabuzzare gli occhi, ma allo stesso tempo trasmette quella sensazione di leggerezza che solo i grandi talenti riescono a comunicare.  Per chi gioca o ha calcato i campi da basket, la reazione naturale è: ”Ma come gli è venuto in mente?” Questo è uno dei movimenti di puro talento, o ce l’hai o non ce l’hai. Se ce l’hai allora puoi allenarti per migliorarlo altrimenti mettiti l’anima in pace, lascia perdere e godi guardando gli altri. Ovviamente, la prima volta che l’ho visto in tv, mi sono fiondato al campo per provarci. Il risultato è stato un trauma cranico perché mi si sono incrociate le gambe e sono caduto, non prima di essermi lussato le spalle cercando di recuperare la palla incastrata dietro la schiena. Senza ombra di dubbio il miglior interprete, o almeno il giocatore che lo fa al livello più alto di competizione, è Jamal Crawford, una delle guardie più talentuose (appunto) che si allaccino le scarpe su un campo di pallacanestro. Il buon Jamal non è propriamente quello che si dice un giocatore ordinato, ma in fatto di estemporaneità, fantasia e creatività da la paga al 90% dei pari ruolo in NBA. Sono certo che nelle migliaia di playground sparsi negli States c’è qualcuno che lo fa ancora meglio, però non ci sono 20 mila spettatori ad applaudirlo o un anello in palio.

 

– Cross over

Il cross over ha diverse varianti, ma la dinamica è sempre la stessa: fintare di andare da una parte per poi cambiare direzione con un palleggio di incrocio (cross). Il palleggio può essere fatto davanti, in mezzo alle gambe o dietro la schiena e più volte consecutivamente. Di per sé, quello con il cambio di mano davanti, è abbastanza semplice, per impararlo e metterlo in atto basta ripeterlo tante volte come tutti i fondamentali. Quello che lo rende veramente spettacolare è la velocità con cui lo fai e quanto riesci a spostarti lateralmente per prendere più spazio possibile e sbilanciare molto l’avversario. Mi capita ogni tanto di usarlo e non dovete essere particolarmente fantasiosi nel dedurre che la velocità con cui lo faccio e lo spazio che guadagno non fanno di me uno dei migliori interpreti. Quelli con il palleggio dietro la schiena o in mezzo alle gambe richiedono una dose maggiore di talento quindi, come avrete già capito e commentato, non fanno parte del mio bagaglio. Se dovessi scegliere uno che rappresenti questo move, direi Allen Iverson. In NBA ce ne sono veramente tantissimi che lo fanno al meglio, ma Allen I ha avuto l’ardore, le palle e la bravura di farlo in faccia a sua maestà Michael Jordan. Due volte di fila. Godetevelo.

 

– Up & under

Solitamente movimento caratteristico dei lunghi, anche se ovviamente molte guardie lo sanno fare. Si sviluppa soprattutto quando si attacca spalle a canestro e serve una grande tecnica, un grande controllo del corpo e coordinazione. E’ l’evoluzione del nostrano “arresto, finta, passo e tiro” ed ha veramente una gamma di soluzioni ampissima e per tutti i gusti. Se si dovesse fare una traduzione dall’inglese, la si potrebbe interpretare cosi: “Up” perché fai la finta di tiro, “Under” perché poi passi sotto il difensore che ha saltato. La fase dove serve maggiormente la tecnica è la seconda e i movimenti che comprende sono sia soluzioni di tiro (schiacciata, semi gancio, fade away) che altre finte. Qui il piede perno la fa da padrone e devi essere in grado di fare movimenti veloci ma in grande controllo, quindi piegare le gambe è fondamentale ed essere coordinati pure. Ad alto livello viene fornito (ai meno avvezzi) anche il Travelgum, noto medicinale contro il mal di mare e contro il vomito, perché se fai più di una virata inizia a girare la testa. Serve che vi dica chi è il Re incontrastato e incontrastabile di questa bellezza? Hakeem “The dream” Olajuwon, of course. Se avete la mia età o qualcosa di più, il vostro ricordo è vivido e la soddisfazione che avete provato nel vederlo è tangibile. Se siete giovincelli andate su YouTube e chiudetevi in camera, (se i vostri genitori pensano male non c’è problema, ne vale la pena e più o meno è la stessa cosa di YouPorn) vedere un giocatore NBA con quella tecnica vi farà capire che l’evoluzione atletica può non bastare se si possono fare cose del genere. Faccio una piccola postilla europea, ho giocato con Sandrone Nicevic sia a Treviso che a Capo negli ultimi due anni e vi assicuro che vederlo attaccare spalle a canestro con la gamma di movimenti di cui dispone è un piacere per gli occhi. Ho chiesto molto spesso consigli a Sandro, ma all’ennesima perdita di equilibrio e vomitino annesso ho abbandonato ogni velleità.

 

– Euro step

In contropiede o in entrata, per saltare un giocatore o per passare in mezzo a due. Ora anche tanti brothers americani usano questa tecnica importata dall’Europa (da qui il nome) per arrivare al ferro. “Step” vuol dire passo e si riferisce al fatto che in questo terzo tempo le falcate che si fanno sono diverse dal solito: leggermente rallentate e decisamente allungate. In questo modo hai la possibilità di eseguire un vero e proprio slalom tra i paletti in mezzo all’area e seguire traiettorie che l’avversario non si aspetta. Requisiti fondamentali per metterlo in pratica sono un paio di gambe forti e grande elasticità, per non perdere troppa velocità e per coprire la lunghezza maggiore possibile cambiando sensibilmente direzione a ogni passo. Ho giocato con Siskauskas e in contropiede è stato uno dei più forti al mondo proprio per queste caratteristiche, che lui possedeva. Sembrava lento durante il movimento ma se lo marcavi ti rendevi conto che non lo era e guadagnava spazio ad ogni spostamento. Tra i migliori scelgo Tyreke Evans per quel che riguarda i giocatori americani, un atleta elegantissimo e bello da vedere mentre esegue il tutto. Però, e qui non temo smentite di sorta, il top dei top è Manu Ginobili che lo ha fatto diventare un suo marchio di fabbrica prima qui da noi e poi negli States, stupendo tutti gli addetti ai lavori che non avevano mai visto nulla del genere prima del fenomeno argentino. Molto orgogliosamente posso dire di aver giocato contro Manu diverse volte, sia in campionato che in Nazionale, e altrettanto orgogliosamente posso dire che in diverse situazioni mi ha perculato e fatto il culo con il suo move preferito.

 

– Bodiroga e Danilovic move

La storia dice che ad averlo inventato sia stato il croato Danko Cvjetićanin, ma ad averlo reso famoso a livello internazionale sono state le due leggende serbe. E’ uno di quei movimenti che in tanti possono fare e imparare ma in pochi lo fanno realmente in partita. La cosa strana, a mio parere, è che questo gesto non lo puoi fare contro un buon difensore, perché difficilmente perde l’equilibrio o cade nella finta, infatti le volte che ho visto i due campioni eseguirlo era in una situazione di cambio, quindi marcati da un lungo fuori dalla linea da tre punti o contro un difensore scarsino. Vi ricordate Ismael Santos? Tra le altre ha giocato anche a Treviso ed era conosciuto per essere un difensore tostissimo. Ho sentito una storia che lo riguardava: durante una partita mentre stava marcando Danilovic, il serbo ha provato a batterlo con quel movimento ma l’azione non ha dato nessun frutto. Finita la gara si sono ritrovati a cena e Sasha gli ha detto che aveva fatto una cazzata a provarci contro di lui, doveva sapere che non ci sarebbe mai cascato. Probabilmente per Santos quella confessione deve essere stata una delle soddisfazioni della sua carriera! Per la cronaca, Dejan Bodiroga con me non ha mai provato ad usarlo. E dai cazzo!!!

 

L’unica cosa che mi aspetto da voi, ora che è arrivata la bella stagione, è che andiate subito al campetto a provarli e riprovarli fino allo sfinimento. Non vi preoccupate, il Travelgum, il ghiaccio e l’ortopedico ve li fornisco io. Buon divertimento.

Pace, Amore e Felicità amici baskettari.