Entrambe le serie play-off di semifinale del nostro campionato sono sull’uno a uno. Il prossimo incontro sarà quindi cruciale perché darà il primo match point alle semifinaliste. In gergo, appunto, pivotal game.

È quindi interessante andare ad osservare qualche numero delle precedenti due partite per capire se ci sono state delle chiavi che hanno deciso le sorti delle partite.

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO – GERMANI BASKET BRESCIA

Gara 1 è stata vinta dai bresciani con una grande applicazione difensivache ha creato diversi grattacapi al già non oliato attacco milanese. Inoltre in fase offensiva è stata praticamente perfetta. Ecco dei numeri a riguardo:

Il 127,5 di Offensive Rating è la miglior prestazione statistica nei play-off della Germani; aggiungiamoci anche delle ottime percentuali al tiroe una buona dose di rimbalzi offensivi catturatied ecco che si capisce come non solo la difesa sia stata una chiave importante nell’economia della partita. Ma il dato più decisivo è il Pace: un ritmo oscillante tra i 60 e i 65 possessi è perfetto per i giocatori bresciani, in primis Luca Vitali. Oltretutto le rotazioni a 8 giocatori effettivi portano ad avere minutaggi elevati: non eccedere nella corsa aiuta i ragazzi di coach Diana ad arrivare nei finali di gara con sufficienti energie e lucidità mentale.

Difatti in gara 2 Milano ha aumentato il ritmo, soprattutto nel primo tempo, dove si è praticamente decisa la partita. Tale aumento ha influito negativamente sul gioco di Brescia che in generale è incappata anche in una giornata storta al tiro (molti tiri aperti sbagliati, soprattutto da Landry).

Milano invece ne ha beneficiato:

Le percentuali al tiro ci mostrano come la ricerca di contropiedi e transizioni più veloci abbiano facilitato Milano nel trovare tiri in ritmo: preso quello, Brescia non è stata più in grado di arginare il talento diffuso a disposizione di Pianigiani. In gara 3 sarà quindi decisivo capire chi detterà il ritmo: probabilmente chi lo controllerà, avrà maggiori chance di vittoria. Altra chiave saranno i rimbalzi: l’Olimpia in gara 2 ha dettato legge sotto entrambi i canestri, non concedendo (al contrario di gara 1) alcuni secondi comodi tiri alla Leonessa.

UMANA REYER VENEZIA – DOLOMITI ENERGIA TRENTO

Trento è una squadra spinosa, mai doma e con una difesa più che efficace. È sempre difficile affrontarla non solo per questi motivi, ma anche perché ha tra le sue fila alcuni giocatori peculiari, primo tra tutti Sutton, ma anche Hogue e Shields.

C’è da dire che gara 2 è stata una partita stranissima e a tratti molto confusionaria, quindi le statistiche sono sicuramente condizionate dal particolare andamento della partita. Ciò detto, seppur nel secondo incontro la squadra di Buscaglia sia arrivata a tanto così dall’ottenere una rocambolesca vittoria, si può dire che quel Pace di 81 non sia congeniale ai trentini. È vero, è anche grazie a questa accelerazione se Trento è rientrata in partita nel terzo quarto, ma è stata più una reazione di nervi che altro. Inoltre quelli sono i ritmi più graditi da Venezia: se ha perso la bussola giocando nelle condizioni più consone al suo stile offensivo è per via di altri fattori, esterni al gioco in sé.

In una partita normale quindi i ritmi alti dovrebbero favorire i veneziani: Trento dovrà cercare di non eccedere nel correre anche per limitare i contropiedi avversari.Altro fattore importante saranno le palle perse: in questa semifinale Trento ne sta perdendo poche per i suoi standard, al contrario di Venezia, ben sopra le sue abitudini (complice anche la arcigna difesa trentina). Dalle palle perse si generano contropiedi, che come abbiamo imparato è un’arma importante non solo per Venezia, ma anche per Trento.