Roma:
Il tifoso della Virtus Roma è… ma chi sono i tifosi di Roma? Alle ultime final 8 di coppa Italia a Milano erano in 32 compresi i parenti di Lawal che sono 24. Quando giocavano al Palalottomatica si caricava sparandosi nelle orecchie “La Solitudine” di Laura Pausini. Passati al garage denominato “Pala Tiziano”, la situazione è migliorata anche grazie alla presenza di un giocatore leggermente più bravo della media: Gigi “er pupone” Datome.
ll tifoso medio della Virtus è un tifoso della Roma che non fa le trasferte. Soprattutto nei play off quando ai 16 amanti del basket, si aggiunge il grande pubblico proveniente dall’Olimpico. In questo caso è facile sentire tra un canestro e l’altro “Gigi li mortacci tua, cazzo stai a fà in fuorigggioco?”

Biella:
Il tifoso medio di Biella è un tifoso caloroso abituato bene dalle precedenti stagioni. La società allestisce sempre buone squadre con un occhio di riguardo al bilancio. Questo è il tifoso medio di Biella fino a giugno 2012. Il tifoso medio di Biella da ottobre 2012 ha problemi di esaurimento nervoso, soffre di continui attacchi di panico soprattutto quando Jurak tira da 3 punti e da quest’anno ha abbandonato la religione cattolica a favore della bestemmia liberatoria. Le 74 operazioni in entrata e in uscita operate dalla società e il rientro di Soragna hanno leggermente migliorato la situaziona psicologica dei tifosi anche se la prognosi rimane riservata.

Sassari:
Il tifoso medio di Sassari è abbronzato. A differenza di quello milanese che ha una carnagione più scura tendente al bruciato a causa delle radiazioni prese nei centri abbronzatura, il tifoso di Sassari ha la pelle liscia, ambrata e al sapore di sale. Il tifoso di Sassari prende le sconfitte con filosofia, tanto cazzo vuoi che gliene freghi se i Diener non sono in giornata e ne prendono 40 da Avellino? A fine partita, in maglietta, pantaloncini, telo, materassino sotto braccio e pranzo al sacco si avvìa verso il mare blu a farsi un bel tuffo dallo scoglio. Deve solamente stare attento che lì vicino non ci sia un qualsiasi Vanuzzo intento a pescare. Se gli fai scappare il pesce diventa Ron Artest.

Varese:
Il tifoso medio di Varese quando gli domandi come sta andando la Cimberio ti dice che il Poz è un po’ fuori forma, che il Menego alza un po’ troppo spesso il gomito, che Zanus Fortes non fa più i blocchi di una volta e che Charlie Recalcati non ha più in mano il gruppo. Il tifoso varesino non ama parlare degli ultimi anni di basket giocato ma per sua fortuna da quest’anno pare sia tornata ad esserci una squadra decente che lotta per rimanere al vertice. E allora, “Poz?? Ah quello che fa il bagnino in Sicilia? Saran passati 35 anni da quando giocava qui, ora c’è Mike Green il sosia di Evander Holyfield ma con tutte e 2 le orecchie. Menego? Chi??? M’innamoro solo seeee, fa canestro Polonaraaaaaaaa”. Il tifoso medio varesino ha preso con filosofia la sconfitta in coppa Italia contro Siena “Uè al Minucci spero che i Nas gli facciano anche un controllo rettale”, oppure “comunque il Vitucci l’ha gestì la partida com un binbominkia dopo che l’è andai al Cocoricò”

Brindisi:
il tifoso medio brindisino è molto attaccato ai propri colori e nonostante la trasferta più vicina sia a 800 km segue sempre la sua squadra. C’erano più brindisini a Biella che Milanesi a Cantù. Da quando è arrivato Reynolds è facile trovare tra un ulivo e l’altro, un contadino con la barba come lui impegnato nella raccolte delle olive. Il tifoso brindisino ha un rapporto di amore e odio con Gibson: quando segna a ripetizione lo ama, quando forza 36 tiri a partita lo rinchiuderebbe dentro un trullo di 3 metri quadrati assieme a lu cumpare Giuseppino “quello che ama lu pistolino”.

Caserta:
il tifoso medio casertano ha la canotta di Shackleford, è mancino come Nando Gentile e ha chiamato il figlio Franco come Marcelletti. E’ un nostalgico che si fa forza sul passato perchè il presente ma soprattutto il futuro della squadra sono sicuri come vincere al superenalotto giocando 4 numeri. Un giorno la società pensa al futuro, il giorno dopo è sull’orlo del fallimento, il tifoso casertano è un po’ smarrito da questa situazione un attimino precaria. Il tifoso casertano non ha nulla da invidiare a nessun’altro tifoso quanto a calore, tifo, passione e mozzarelle di bufala.

Cantù:
il tifoso medio canturino va a far serata a Milano, beve e poi smaltisce il vetro delle birre contro i lunotti di tutte le Mercedes. Va al ristorante e prima di andare via lascia uno stronzo di 6 kg nel water e non tira l’acqua. Ogni tanto va a mangiare sempre in provincia di Milano e quando va in bagno a lavarsi le mani col piscio scrive “Varese” sul pavimento. Ultimamente quando va in trasferta, nei bagni degli autogrill scrive il numero di Kevin Anderson con l’annuncio “bocchini e airball come se piovessero, chiamare ore pasti”. Il tifoso canturino si è un po’ stufato di Arrigoni che ha scazzato il quinto playmaker di fila e ha lanciato in rete il sondaggio “chi sarà il playmaker nel 2014 della pallacanestro Cantù?”, per il momento è in vantaggio Alfonso, il parrucchiere di Cusin.

Bologna:
il tifoso medio virtussino va a palazzo da 700 anni e si ricorda ancora quella vittoria all’ultimo secondo in Coppa Korac contro Cartagine. Nelle prime file del parterre sono sempre presenti il bisnonno di Pagliuca, il trisavolo di Mingardi e il cugino di Tutankhamon. Ha capito dopo 10 anni che Sabatini in realtà è un comico di bassa lega che se andasse a Zelig lo ammazzerebbero alla prima battuta. Ora è talmente arrabbiato con lui che anche contro l’under 15 di Sassari si reca comunque a palazzo con altri 8000 che come lui che sono andati alla coop in settimana a comprare due lasagne Findus al ragù di cavallo “perchè tanto con 4 euro di spesa mi regalano 8 biglietti di parterre”.

Pesaro:
il tifoso medio della Scavolini soffre di insonnia da quando Crosariol ha tentanto un tiro in sospensione dall’angolo. Dice che la Scavolini non si è iscritta al campionato perchè non crede che quella di quest’anno sia una squadra di basket “non li vado a vedere perchè la pallamano non mi piace”.

Avellino:
il tifoso medio di Avellino segue con grandissima passione la squadra, tifa dal primo all’ultimo secondo ed è contettissimo della stagione in corso tant’è che a staff e giocatori appoggerebbe volentieri una badilata nei denti. Soprattutto agli americani. Il tifoso avellinese alla domanda “Cosa ne pensi di questa stagione?” risponde tranquillamente “Piens che chist’ann aggià vist chiù allenator ca’ vittorj”

Siena:
il tifoso medio senese va a vedere la partite di campionato in pantofole, copertina di lana e l’ultimo numero di “Chi” tanto è sicuro di vincere anche se giocano allenatore, vice e addetto stampa. Da ottobre però alle partite si porta letture un po’ meno impegnate perchè fino al 40 esimo “Quel grullo di Eze home minimo fa qualche troiata e finisce che la si perde hontro Montegranaro maremma buhaiola infiammata”. Il tifoso medio di Siena alla domanda “Cosa ne pensi dello scandalo Monte Paschi?” risponde “M’avvalgo della facoltà di un risponde, se vuole può parlà hol mio avvohato Lucianino, l’è il hugino di Cicoria”

Montegranaro:
il tifoso medio di Montegranaro mangia le olive all’ascolana anche tocciandole nel capuccino la mattina. Ultimamente però le fa raffreddare per una settimana in modo che diventino belle dure per poi tirarle in campo ai giocatori. Il tifoso di Montegranaro ha preso bene che qualche giocatore si sia rifiutato di allenarsi per il ritardo nel pagamento degli stipendi. Ne sa qualcosa la macchina di Slay che improvvisamente è da rottamare.

Reggio Emilia:
il tifoso medio reggiano regala anelli alla fidanzata. Purtroppo Dominic James ha fatto scuola e le gioiellerie nel reggiano hanno mediamente il fatturato della Apple. Il tifoso reggiano spera che regalando l’anello alla fidanzata, essa diventi un pezzo di passera spaventosa come la futura moglie di James. Accortosi della mancata trasformazione cade in profonda depressione. Ma vedendo la faccia di Deguara ci si dimentica di tutto.

Venezia:
il tifoso medio della Reyer quest’anno è felice solo per il fatto che finalmente la squadra è tornata a Venezia. Giocare a Treviso era come per un tifoso leccese giocare in casa al San Nicola di Bari. Mediamente è anziano ma si atteggia da ragazzino perchè va di moda imitare Alvin Young che ha 87 anni ma ne dimostra 60 di meno. Coccola tutti i giocatori come se fossero figli, anche se alla notizia dell’arrivo di Bulleri ha sperato che nel tragitto Treviso-Venezia ci fosse un anziano col cappello in contromano a bordo di una 127 bianca del 1961 che lo centrasse in pieno.

Cremona:
il tifoso medio di Cremona ha come idolo un playmaker italiano che sta facendo un’ottima stagione con cifre eccellenti al tiro e spiccate doti da leadership. E fin qui niente di strano. Volete che vi dica il nome del giocatore? Luca Vitali. Il tifoso medio di Cremona è appassionato di basket come Roberto Bolle di figa.

Milano:
il tifoso medio milanese va in giro con le scarpette rosse. No scherzo, il tifoso milanese segue la squadra e la incita come se fosse sempre una battaglia e l’abbigliamento ne è la perfetta testimonianza: camicia a collo alto (sotto i 35 cm di colletto rientri nella categoria barbùn), maglioncino di lino (sto lino sarà miliardario visto che hanno tutti i suoi maglioni), jeans strappato con lavaggio nel thè caldo inglese con qualche spruzzata di vernice di Picasso, mocassino a punta lunghissima (quelli per spegnere le sigarette negli angoli), sciarpina di chiffon multicolore, iPhone 5 comprato dopo 74 ore di coda all’Apple Store e abbronzatura modello “Carloconti”. Protesta contro Scariolo con la stessa veemenza con cui Bambi attacca un leone nella savana. Il tifoso milanese ha debellato il bagarinaggio “l’è una roba da terroni quella lì” con Group on. Se c’è l’offerta giusta si va al Forum, altrimenti “sushino dal giappy che tanto la Patty, la Titty, la Marty, il Luca, il Miky, il Danilo e Il Beppe quello terrone, sono già là che ci aspettano con un fluttino di bianco fermo un po’ agitato ma che appena mi vede se ne sta cagato, quel pirla di un vinello!”

Menzione d’onore per 2 tifoserie profondamente deluse:

Treviso:
il tifoso medio di Treviso non si lava mai perchè tutti i sabati pomeriggio va nei negozi Benetton e si prova 10 vestiti alla volta facendo aderire bene l’ascella pezzata alla camicia. Ha il fisico da rugbista, l’eleganza del pallavolista e la simpatia di Riccardo Pittis.

Fortitudo: (si divide in tue tipologie)
Tifoso medio Biancoblu: è quello che che associa il nome Fortitudo a tutto quello che vede di colore bianco e blu. Davanti a un paio di calzini spaiati uno bianco e uno blu fa una sciarpata al grido di “Fortitudo alè alè, noi cantiamo con il cuore e ovunque tu andrai, non ti lasceremo maiiiii”. Oppure associa la Fortitudo all’aquila, “Sta domenica abbiamo il derby con la Roma. Fortitudo dai noi non ti lasceremo mai, Fortitudo dai lotta e vinci insieme a noi, olè olè olè olè olè olè olà”. Insomma è un credulone che non si è ancora accorto di tifare per un fake. E’ come se mi dicessero che Silvana Pampanini è Belen e me la volessi chiavare comunque convinto che sia Belen.
Tifoso medio della Fossa: è quello esperto di giurisdizione, avvocato per passione, penalista, civilista che porta il cane a pisciare al parco delle stelle. E’ anche un grandissimo sentimentalista che seguirebbe la vera Fortitudo anche se giocasse in prima divisione in una palestra della scuola senza il tiro da 3 punti dagli angoli, con l’arbitro che arriva mezz’ora dopo perchè “soccia oh, ero alla Pioppa con Katiuscia, la nuova rumena arrivata ieri. Una passerona della madonna” e in posizione di guardia lo zio bagnino di Carlton Myers e sotto canestro il vicino di casa di Vincenzino Esposito. Il tifoso medio della Fossa pur di rivedere la vera Fortitudo ammazzerebbe a mani nude Romagnoli. Ma anche gratis.