La prima volta in Svezia non si scorda mai. Nonostante sia con una greca.

Vi chiederete se avete aperto veramente un articolo de “La Giornata Tipo” oppure siete involontariamente finiti su altri siti di racconti sulla gnocca svedese. Vi tranquillizzo da subito (purtroppo?) qui si parla di palle a spicchi e canestri svedesi.

La mia carriera sportiva è da sempre legata alla pallacanestro, partito da campionati d’eccellenza, serie C2 e D in Sicilia, fino alla Promozione romana con la LUISS, squadra dell’università dove studio. O meglio studiavo. A partire da Agosto mi sono trasferito in Svezia, a Gothenburg precisamente, per un’esperienza internazionale dalla durata annuale.

Prima di partire mi sono detto “prenderò un anno di stop”. Ma non ci sono riuscito, perché come tanti di voi, io sono malato di questo sport. Ho iniziato a cercare un po’ di informazioni sul basket svedese – il cui miglior esponente è senza dubbio Jonas Jerebko, visto anche a Biella – sulle division e sulle squadre. Insomma non mi sono lasciato trainare dagli stereotipi che gli Scandinavi hanno poco a che fare con i vari “ciaff” e “sdeng”.

Inizio Settembre, trovo una squadra con teams in First e Second Divisions, praticamente serie A e A2 svedesi. Ma non ero pronto ad affrontare i cinque allenamenti a settimana, più partita. Io vengo da campionati Minors, non avrei mai potuto fare questo salto in un mondo professionistico fuori dalla mia portata. Anche perché, detto tra noi, lo scambio di email è stato piuttosto imbarazzante. Vi cito parte di esse : “Who are you? Position, centimeters, strenghts, weaknesses, speak good English, ambition”. Dai, ma che mi chiedete? Ambizioni? Ma manco fosse l’intervista per un reality show.

Fine settembre riesco finalmente a trovare una squadra. Greca. Vi chiederete ma come una squadra greca in Svezia? Ebbene si. Composta da solo giocatori greci e l’aggiunta di due serbi ed un allenatore che per l’aspetto estetico potremmo definire the Greek Snoop Dogg: l’Hellas Gothenburg.

Il tesoriere, nonché giocatore e mio professore all’università – ecco come sono arrivato alla squadra – mi ha accolto a braccia aperte. D’altronde, italiano e greco si sa, “stessa faccia, stessa razza”. Squadra abbastanza aggressiva in campo, tanto puro sangue greco, ma le gambe sono quelle che sono e pochi hanno ancora la spinta e l’atletismo di un 22enne. Giochiamo in terza divisione e il livello è da bassa promozione italiana. But still good, la passione non ha limiti di categorie di gioco. Uno spogliatoio multiculturale in cui si parlano tre lingue, greco e svedese in primis, inglese per chi come me ha poca dimestichezza con le prime. Tutti almeno over 30, io sono l’unico under 25. Mi sono trovato in un contesto completamente nuovo ai miei occhi. Se gli anni precedenti ero in una Promozione di universitari, adesso mi ritrovo con gente che lavora e che porta i propri figli all’allenamento. Sto invecchiando.

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Potrei raccontarvene migliaia di aneddoti che ho passato con questa squadra. Per esempio, ogni allenamento facciamo le famose e odiate “stazioni” (tipo step, scivolamenti, saltelli etc) di ripresa fisica post estate e esercizi di ball-handling. O ancora, gli allenamenti con la musica greca (imbarazzante) e la mia prima partita. A quest’ultima, mi era stato detto di presentarmi un’ora e mezza prima della palla a due, peccato che sono stato un’ora ad aspettare non conoscendo il “ritardo” greco. In certe cose riscopro veramente quanto siamo simili, specialmente io da buon siciliano ed ereditiero della loro cultura.

Quello di cui vi parlerò, tuttavia, è un basket diverso dal contesto italiano. Il basket svedese non ha lontane origini e non è ovviamente lo sport nazionale. Tra le due nazionali quella “forte” in Europa è quella femminile (chissà come mai?!), e se gli atleti vestono la divisa gialla non riesci a capire dove finiscono i capelli per quanto sono biondi. Cercando un po’ di notizie ho visto che nel 2015 e 2013 ha partecipato all’europeo, e nel secondo ha pure battuto l’Italia con 17 punti di scarto nella finale femminile per il 7° posto.

Non esistono tanti palazzetti esclusivamente per la pallacanestro (o al massimo basket e pallavolo), e penso si possano contare sulle dita di una mano. Il parquet viene utilizzato per decine di altre attività, vedi pallamano, hockey “in-line”, calcio a 5 e hockey in carrozzina. Quindi ci sono disegnati diversi campi da gioco e riconoscere le linee è pressoché impossibile.

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Comunque, nonostante i -15°C fuori, i campi sono ben riscaldati e custoditi. Pensate che prima di ogni attività li puliscono anche (!!!). E’ in queste situazioni che ripenso a quando doveva essere la squadra a prendersi cura del campo. Che bei momenti – tear dropping.

La terza divisone svedese ricorda vagamente una bassa Promozione Italiana, dove sono il cuore e la passione a portarti oltre i tuoi mezzi fisici. Il gioco non è basato sulla velocità, ma sulla circolazione di palla e tanti, ma veramente tanti tiri da tre. Le difese a uomo sono sconosciute e proibite, esiste solo a zona 2-3 o 3-2 a seconda del reparto lunghi/grossi. Io per fortuna ancora un po’ di mezzi fisici li conservo, tanto che la prima partita difendevo alto sulla 2-3 e mi era stato detto di fregarmene del rimbalzo e partire in contropiede. Ho fatto una decina di punti solo così.

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In queste serie vince la flessibilità di pensiero e l’IQ. Poi se dall’altro lato c’è un mix di italiani, greci e serbi, sei finito. A proposito dell’italiano nei campionati svedesi, potete usarlo quando e come vi pare, certo senza rivolgervi face-to-face con l’arbitro. In questo, per fortuna, sono molto menefreghisti.

Non posso poi non raccontarvi di un altro episodio di metà stagione. Gli allenamenti sono due volte a settimana di due ore, anche due e mezza l’uno, il mercoledì e il venerdì. Poi la domenica si gioca alle 13, e attenzione a non mangiare a pranzo, semmai fare colazione abbondante, e tardi il sabato notte. Per gli svedesi, le 13 sono già post pranzo, hanno mangiato da almeno un’ora. Io ancora non sono abituato a questi orari, e mi viene molto difficile farlo. Se vengono a cena a casa di italiani aspettano anche le 10 per mangiare, e quanto gli piace la pasta!! Tornando agli allenamenti, entrambi finiscono molto tardi, per esempio il mercoledì alle 23. Quindi la birra post allenamento è veramente rara causa lavoro il giorno dopo. Al contrario, gli svedesi (quindi anche i miei compagni greci adattati alla cultura svedese) consumano caffè a volontà nell’after work settimanale, perché venerdì e sabato sono due giorni totalmente diversi e vi invito a testarli sul posto. Così, un giorno un mio compagno mi disse “Quest’estate voglio venire in Sicilia con la mia ragazza e tu mi devi consigliare i posti dove andare. Ci prendiamo una fika insieme?”. “Una fika insieme? Certo! Pure più di una risposi”. La fika per loro è come la birra post allenamento, un modo per rilassarsi e consolidare amicizie. In tutta onestà sono rimasto deluso dal venire a sapere che la fika è un coffee-time con i biscotti. Mi ero esaltato. Quindi altro messaggio, durante la settimana fika di squadra, non birra.

Potrei continuare all’infinito, perché ci sono tantissime immagini e scene che sto collezionando in questo anno all’estero. Ma, una tra tutte, è la sauna post allenamento. Voi, (ricchi) Minors svedesi non capirete mai cosa vuol dire essere Minors italiani. Noi, abituati ad alcune docce fredde post allenamento, o ai vari palazzetti freddi e impolverati. Noi non saremo mai come Voi. Però io intanto questo anno da Voi me lo sto gustando, e non è niente male direi.

Al di là di tutto, sto vivendo la mia prima esperienza di “basket without borders”, e i feedbacks sono più che positivi. Essere in una squadra è una cosa bellissima. Condividere con i compagni di squadra i tuoi pensieri così da creare gruppo è stupendo. Ma farlo con altre culture e in altre lingue è superlativo. Su una cosa sono sicuro, la passione per lo sport lega due o più persone in tutti e cinque i continenti, indipendentemente dalla bravura o meno.

Con questo vi saluto e ai greci dirò anche da parte vostra che ci vediamo a Torino dal 4 al 10 luglio al Pre-Olimpico. Forza Italia!

A presto / Σας δούμε σύντομα / Vi ses snart / See you soon,

 

Francesco Speciale