“Ma chi è il giocatore delle Minors?”

E’ colui che gioca solo ed esclusivamente per passione in C2, in serie D, in promozione, in prima divisione, in seconda divisione, al csi, all’uisp, al torneo dell’oratorio, al campetto con gli amici. E’ colui che incarna alla perfezione il vero spirito del giocatore di basket, che gioca al mercoledì sera alle 22 in una palestra sporca, vecchia, fredda, coi ferri piegati, tirando mattonate dalla media che anche a causa dei tabelloni di legno del 15-18 creano dei boati all’interno della palestra rilevati anche da sismografi.
Colui che anche nelle categorie infime gioca ogni partita come fosse una gara 7 delle finali Nba. Questo è il giocatore delle cosiddette “Minors”.

E qui si seguito la sua giornata tipo…

07.45. l’Homo Minors è in piedi, sa che oggi è il suo giorno. Stasera c’è gara 3 di finale di prima divisione, e deve cercare di prepararsi al meglio. Beve le uova come Rocky dando pugni al vento per caricarsi

07.50. l’Homo Minors è sul trono di casa: il water. Data di scadenza uova, Giugno 2009: ultima serie giocata di play-off Minors.
La moglie, una Pina di Fantozzi contemporanea, lo schiaffeggia spaventata e chiama il 118. Il Nostro si incazza “FRIDA, HO 43 ANNI! LASCIAMI! VAI VIAAA!!”

08.00. Frida accetta l’invito a pranzo di Oronzo Cummeriere, lo scaffalista di Taviano suo vicino di casa 1.65 m x 165 kg, e lo lascia.
Nel frattempo arriva il 118. Il Minors viene trasportato all’ospedale per la lavanda gastrica. Dopo essersi opposto a mani nude contro tutta l’équipe medica, si divincola attraverso l’ospedale e ne esce urlando, pugni al cielo, con un tubo su per il culo

09.30. Il Minors è contentissimo, finalmente quella stronza l’ha mollato e stasera va a giocare. Non gli sembra vero. In tutto questo, inopinatamente, si scorda di dover andare a lavorare

10.05. Dopo aver cercato in tutti i modi di togliere il tubo, entra nello stesso momento del Capo, che la prende bene: niente tredicesima/quattordicesima, ferie non pagate, unico dipendente a lavorare di Domenica mattina i prossimi 2 mesi e stipendio decimato. Conserva comunque il posto. Fa l’uomo delle pulizie

12.30. Pausa pranzo al bar: burella al cotto, Arcobrau temperatura ambiente, Slot machines e Tuttosport. Rutti acidi come il Vesuvio

13.25. Messaggio motivazionale del Coach. “Marcé, te non sai quanto mi fai schifo come giocatore. Sei totalmente inutile, e quando scorreggi in campo mi sembra di essere ad Auschwitz. Comunque sono tutti infortunati e stasera giochi, preparati.” “Capo, c’hai ancora quel paio di scarpe dell’anno scorso? Con le Kronos rigo il pavimento come un gratta e vinci”

14.30. Il Minors va giù di testa. GIOCA. Sfancula il lavoro, torna a casa e vede Frida e Oronzo limonare sul suo letto. La prende malissimo: prende una Peroni da 66 da minatore e brinda con Oronzo a torso nudo, cantando cori da Deportivo Comasina e lanciando i vuoti sul vetro della finestra chiusa

14.35. Frida è scappata in Siberia con due stracci. CASA LIBERA

17.00. Il Minors fa un giro di telefonate chiamando i suoi a raccolta per il prepartita.
Ci sono tutti. Si punta sulla motivazione: due ore di Discorso di Mussolini in Piazza Venezia e di Al Pacino in ‘Any Given Sunday’, rigorosamente in loop. Mezza squadra minaccia il suicidio dopo 20 minuti

17.45. Sono rimasti svegli in 5, perfetto. Mentre gli altri 4 cercano di destare i dormienti, Oronzo lo Stronzo viene buttato in un sacco della spazzatura, trasportato alla macchina fino alla baia e qui gettato

19.30. Un’ora alla contesa. Il Coach è stato avvertito della situazione e si è ripreso solo grazie a un massaggio cardiaco. Non si riesce manco a fare una ruota perché, come detto, sono in 5, e il vice ha 84 anni e non si muove; inoltre, essendo una prima divisione, a vedere non c’è nessuno. Panico totale

19.50. Gli arbitri si offrono di chiedere fuori dalla palestra se c’è qualche barbone che vuole fare riscaldamento. Aspettando i ragazzi delle giovanili, reclutati un muratore maghrebino sui 40 e un architetto gobbo. I mattoni si sprecano

20.25. L’architetto non supera la visita medica e il muratore non ha carta d’identità né permesso di soggiorno. Gli arbitri la vorrebbero annullare, ma si presentano 3 under 13 appena in tempo. Si gioca!

20.30. Il Minors comincia in panchina

20.48. Finisce il 1° quarto. 9-6. Padroni di casa tenuti in piedi da 3 bombe di Martino, classe 2001 e, curiosità, dello stesso ruolo del Minors

21.11. Finisce il 1° tempo. 19-17. Martino a quota 16. Minors a friggere in panca

21.20. Martino simula un infortunio alla fine dell’intervallo. In cambio, domani si ritroverà Call Of Duty 4, il nuovo Tekken e tutta la serie del GTA accanto all’X-Box

21.21. Il Coach è disperato ma non si dà per vinto: dentro Franceschino, classe 2004 al primo anno di minibasket. Prima azione: rimbalzo al ferro, palleggio in mezzo alle gambe in slalom, finta di dai e vai in transizione, rovesciata. Coach cazzo al vento, Minors a pezzi che chiede una penna al vice. “Grazie, è per il testamento” “Vuoi il mio, amico?”

21.50. Siamo alla fine. Minors ancora NE mentre il punteggio recita un esplosivo 48-49 per gli ospiti. Manca meno di un minuto, a questo punto il Nostro ricorre alla soluzione finale: finge di scivolare su una pozza d’acqua e colpisce in pieno Franceschino davanti alla panca. Rottura del setto nasale e incisivi spaccati. Non c’è scelta: il Coach decide che si continua in 4. Gli arbitri, con fare compassionevole, gli fanno cenno che non si può. Incredibile

21.53. Il Minors fa il suo esordio stagionale a 23” dalla fine della stagione stessa. Un paio di giudici vanno a controllare se è record, niente: si registra un certo Murray Bill, entrato gli ultimi 10” di una partita Moonstars – Looney Tunes nel 1997. Sfigato per sempre

21.54. Ultima azione. Serie di blocchi per liberare il tiratore che non si libera e tira, serie di tocchi a rimbalzo. Prima l’uno, poi l’altro, nessuno riesce a controllare la palla che rimpalla sulla linea di tiro libero…
poi, come d’incanto, E’ SUA.
E’ DEL MINORS. aiuto

21.55. Il Minors tocca la palla… L’accarezza, la struscia, la tiene per sé, coccolandola. La bacia. Scade il tempo

21.56. Gli ospiti festeggiano in mezzo al campo. I compagni impazziscono. Il vice si toglie la vita cadendo dalle scale della tribuna, il Coach fa chiamare uno spiegamento di forze che neanche quelle della polizia nei Blues Brothers. La gente del paese accorre, vecchi, bambini, donne, prigionieri politici, puttane. Cori da stadio, fumogeni, spari. Contusi, feriti, disabili, morti.
Soldi, moglie, lavoro, dignità. Il Minors aveva perso tutto. Ma lo vedevi uscire, con la palla in mano, scortato da centinaia di persone fuori da quella palestra sporca che, esattamente come lui, faceva schifo. Schifosamente felice.
Perché voleva giocare, cazzo.
Perché è uno di noi.

Scritta da Carlo Pedrielli di L’umiltà di chiamarsi Minors