Espertoni di tutto il mondo, dopo questo inizio dei playoff NBA potete impiccarvi tranquillamente.Troppe sorprese, un inizio che non rispecchia assolutamente i primi 6 (inutili) mesi di Regular Season. Le poche convinzioni a inizio aprile sono state fatte a pezzi nel giro di 72 ore. Già, quale convinzioni? Ho pensato di stilare una top ten delle certezze smontate come un castello di Lego in quelli che sono i playoff più belli forse di sempre.

 

1) San Antonio ha le carte in regola per tornare in finale NBA, Dallas prima vittima sacrificale:

Togliete San Antonio e mettete “Los Angeles” nella prima frase e questo pensiero è sinistramente simile a quello di 3 anni fa, dove zitta zitta “la compagnia del crucco” si mise l’anello al dito sweepando Lakers e trionfando sugli Heat in finale. Dallas ne ha di più, gioca peggio ma arriva sempre prima sulle palle vaganti e ha quella sensazione di essere squadra del destino. I Mavs sono andati da un Boris Diaw dal 3- 1 (video). Serie in parità, lunghissima ed estenuante per entrambe le squadre. Se gli Spurs passano è solo il primo turno, ad attenderli una tra Blazers e Rockets. E’ lunga, forse troppo. #vincilovestepoimuori

 

 

2) Lillard alla prima esperienza di playoff potrebbe fare una bella fatica: 

Ah sì? E’ alla prima? Non me ne sono accorto, non se n’è accorto nessuno. L’asse che forma con Lamarcus Aldridge è la più completa della NBA in questo momento. Il “Damiano Furioso” (mai visto ridere da quando gioca pro) sta spostando gli equilibri a Ovest, e il duello coi play Rockets è sbilanciato più de “I gemelli” De Vito – Schwarzenegger. Portland è a una W dal secondo turno, non è ancora fatta ma le facce sono quelle giuste, e soprattutto il condottiero con la palla in mano tende a non deludere. #maninamission

 

 

3) Sì ok Indiana in crisi, ma ai playoff cambia faccia vedrete:

Beh questo un po’ è vero, le facce le hanno cambiate. Sono passati da preoccupati a disperati. Mai visto nella storia NBA una squadra favorita addirittura per il titolo sciogliersi come neve al sole nel giro di pochi mesi: Paul George è forte ma non è trascinatore, da quando è stato rimbalzato dall’All Star Game Lance Stephenson lotta contro i mulini a vento per dimostrare … che cosa esattamente? Ieri notte è stato mica tanto Born Ready..  

David West si salva ma la sensazione è che giochi per salvare la reputazione. Vogel non ci può credere e io non posso credere che un allenatore a questo livello non riesca a invertire il trend. Sotto Kendrick Perkins sta facendo anche troppo. Ah no,è Roy Hibbert?! #mostridispacejamridategliiltalento

 

 

4) Atlanta è orrenda:

Ok che Indiana è più allo sbando di Jr Smith al volante alle 4 di notte, ma dall’altra parte c’è una squadra allenata meravigliosamente che in attacco è un orologio. Poche gerarchie, Teague e Millsap hanno qualche licenza in più ma tendenzialmente si cavalca chi è più in palla. Mi sembra che ieri Mike Scott lo fosse abbastanza (video). Occhio che se fanno il miracolo al primo turno dopo beccano verosimilmente Washington in una serie apertissima, poco considerata ma con due sistemi di gioco opposti. #aestcisidiverte

 

 

5) Quel volpone di Thibodeau porta Chicago al secondo turno anche stavolta:

Il buon Thib è un genio, tira fuori dal cilindro protagonisti inaspettati e sa fare perno sulle sicurezze che ha. E’ un genio ma non è Dio! Perdi Nate Robinson, dai via Belinelli, hai Boozer..è già un miracolo essere arrivati ai playoff (l’Est aiuta), ma contro Washington non c’è via di scampo. Ok la serie non è finita, forse gara 5 la vinci perché i Bulls hanno un orgoglio grande come l’Illinois. Poi però si esce e si comincia a pensare per una volta in grande all’anno prossimo #MeloeThe1234567thReturn

 

 

6) Wall quando ha dichiarato che è il miglior play della NBA era sotto acido dai: 

Non è il migliore, in effetti non so nemmeno chi possa essere il miglior playmaker adesso perché ce ne sono davvero troppi in circolazione e di stampo troppo differente (a scapito delle guardie il cui ruolo si sta quasi estinguendo). Wall però sta guidando una squadra che solamente anno scorso navigava in piena “zona retrocessione” al sogno di una possibile Finale di Conference. Non sta tirando bene è vero, ma ha le redini della squadra, sta meravigliosamente armando le mani di Beal e Ariza e ha convinto Nenè a dominare sotto le plance. Spesso un giocatore si giudica anche dai cosiddetti Intangibles..e Wall sta portando una città a credere nel miracolo. #johnwalldanceallaCasaBianca

 

 

7) Harden è il vero play di Houston:

Non avrei mai “pensato di pensarlo”, ma non è che ad Harden manchi Westbrook? Riflettiamoci. Il folletto di Oklahoma va dentro come un folle, ha una visione del gioco di una talpa sotto md, ma le difese per forza devono adattarsi e concedere qualcosa. E allora ci sono spazi per tiratori, per altre letture, per altri 1 vs 1. Harden è il miglior in circolazione in questo: letture delle difese e bombe in ritmo. A Houston spesso è costretto a portare palla = si stanca = viene pressato = è meno lucido = Houston è sotto 3-1. Beverley d’altro canto è anch’egli tiratore e poco costruttore, Lin dopo quello che ha fatto in gara 4 si merita di vedere il campo dalla Grande Muraglia. McHale (finora malissimo) deve trovare il modo di scardinare l’intensità Blazers e mettere in ritmo i suoi esterni, a partire dal suo miglior giocatore #freethebeard

 

 

8) Westbrook è la rovina di Oklahoma: 

Un giocatore che viaggia a più di 20 punti, più di 5 assist, più di 5 rimbalzi di media NON PUO’ essere un problema. Le statistiche non sono tutto, ma aiutano. Ok le letture, ma facciamo un gioco di ruolo: avete le gambe più esplosive di un supereroe, il passo più lungo di un Avatar, battete sempre l’uomo a piacimento e andate a schiacciare comodi. Non viene voglia di attaccare a ogni maledetto possesso, anche se accanto a te c’è Dio sceso in terra col 35? Normale pensarlo, normale andare in overdrive. Il problema di Oklahoma è ben altro: manca un supportino cast da titolo. Manca un 5 intimidatore, Ibaka è un po’ calato, manca assolutamente un altro esterno (passare da Harden a Kevin Martin al nulla è troppo). Non è un caso se i Thunders hanno espugnato Memphis grazie a Reggie Jackson, proprio quel giocatore in più che fa respirare il duo delle meraviglie. #daPordenoneconfurore

 

 

9) Golden State-Clippers è la serie dei sogni: 

Passaggio-tiro da 9 metri, alley oop, crossover, schiacciata, passaggio-tiro da 9 metri, alley oop… ecco il riassunto delle prime 4 gare tra i Warriors e i Clippers. Gara 1 roboante, le altre 3 mmm..a me non piace un basket del genere. Ok ci sono talenti devastanti, Steph Curry fa saltare dalla sedia più di “Shining”.. ma prendo tutta la vita una serie come Mavs-Spurs piuttosto, dove ci sono adattamenti e contromisure a ogni quarto addirittura. La serie adesso si trasforma al meglio delle 3, per me si inizia davvero stanotte, ma se le due squadre giocano così in tutti i modi al secondo turno sia Memphis che Oklahoma li fanno neri #nonditeloaSterling

 

 

10) L’upset di Brooklyn contro Toronto è più scontato dello sciopero di venerdì Toronto testa di serie 3, Brooklyn 6..ma tanto The Truth, JJ e Kidd in panca scherzano i canadesi. Ecco, peccato che in Canada ci siano dei giocatori con attributi cubici, due stelle e l’allenatore più sottovalutato della Lega. Ah sì, poi ci sono anche i tifosi Raptors che un minimo caricano (video)Ed ecco che si arriva alla gara 5, A TORONTO, in perfetta parità. Serie a mio avviso stupenda, sia nel gioco interno con Valanciunas che battaglia alla grande KG, sia sugli esterni perché Derozan sembra la reincarnazione di Re Mida. Pronostico assolutamente aperto, Miami intanto se la ride..#ohcanadaohcanada