Fenerbahce-Real

Laboral-Panathinaikos

Lokomotiv Kuban-Barcellona

Cska-Stella Rossa

Alzi la mano chi, a inizio stagione, poteva prevedere questo tabellone per i quarti di finale di Eurolega. Abbiamo visto andarsene nel primo turno Milano e Sassari, abbiamo visto lasciarci le penne nelle Top 16 Efes, Khimki ed Olympiacos, abbiamo visto Datome, Hackett, Melli e Trinchieri spiegarla sui parquet di mezza Europa. Ma soprattutto abbiamo visto che queste otto sono quelle che più si sono meritate la possibilità di giocarsi un pass per le Final Four di Berlino.

I nostri alfieri di Eurolega Marco Pagliariccio e Ivan Belletti hanno immaginato di essere uno di fronte all’altro in ognuna delle quattro serie. E hanno pensato a come impostare la sfida, quali punti deboli degli avversari cercare di mettere a nudo, quali punti di forza propri provare a cavalcare.

Si inizia martedì sera, si gioca praticamente tutti i giorni, si va a Berlino vincendone tre. Ready?

 

FENERBAHCE ISTANBUL – REAL MADRID

REAL, TI BATTO COSI’ (di Marco Pagliariccio)

Siamo partiti un po’ a singhiozzo, quella ripassata a inizio stagione contro Strasburgo ci ha fatto bene. Ci siamo compattati in difesa e trovato equilibrio in attacco, abbiamo dominato il gruppo della morte con Real e Khimki nella prima fase e rischiato nulla nelle Top 16. Abbiamo un roster profondo e ricco di talento, per cui mi rifiuto di credere che le due sconfitte nelle ultime tre giornate a Zagabria e Malaga siano qualcosa di diverso da un calo di tensione. E mi rifiuto di chiedere che sia colpa dell’assenza di Vesely. Jan stava giocando da dio prima di infortunarsi al tendine d’Achille, è vero. Non ci dava solo atletismo e spettacolo, ma soprattutto rimbalzi di attacco (2,7 a partita) e perfette letture nei giochi a due e sulla linea di fondo. Salterà tutta la serie col Real. Sarà un problema, certo, perché dovremo giocare tanto con quintetti piccoli contro la forza d’urto di Ayon, Reyes e compagnia bella. Ma abbiamo soluzioni per sopperire. Udoh si è dimostrato solidissimo sotto, con Antic da 5 possiamo aprire il campo con il suo tiro da fuori. Non ne abbiamo altri di lunghi veri, se non vogliamo dare minuti veri a Hersek (e non mi pare il caso).

Vorrei usare parecchia zona 2-3 per smontare le uscite dai blocchi di Carroll e Maciulis. E Rivers, ce lo ricordiamo?

Ma soprattutto voglio andare forte con lo show, al limite del raddoppio, sui pick’n’roll di Llull e Rodriguez. Loro due amano molto spingere la transizione offensiva ma sono molto meno pericolosi se costretti a giocare a metà campo. E quest’anno che la difesa sta facendo acqua da parecchi parti (110,8 di defensive rating, solo Sassari ha fatto peggio in Eurolega), non sempre riescono ad esprimersi al meglio. Per cui dobbiamo tenere basso il ritmo. Per questo avere in buona forma Sloukas e Hickman, che hanno saltato diverse partite quest’anno, sarà cruciale per darci più controllo di “cavallo pazzo” Dixon, soprattutto per mettere in ritmo Bogdanovic e Datome. Ah, se abbiamo Gigi da 4 vogliamo attaccare fronte a canestro se è marcato da Reyes.

Il fattore campo in questa serie conterà il giusto, sappiamo di poter vincere ovunque noi e che possono farlo anche loro. E abbiamo visto che quando sono spalle al muro sanno tirare fuori il meglio di loro. Lo scorso anno era la prima volta che ci qualificavamo per le Final Four e ci hanno buttato fuori in semifinale. Quest’anno vogliamo fare un passo in più. E vendicarci, perché no?

 

FENERBAHCE, TI BATTO COSI’ (di Ivan Belletti)

E’ il miglior accoppiamento che potevamo avere. Non sto scherzando. Per la prima volta dopo tanti anni non partiamo da favoriti in una serie o gara ad eliminazione diretta. Se usciamo è perché gli avversari sono stati più bravi di noi. Nessuna delusione arrivati a questo punto. E’ stato un anno difficile, nonostante tutto la nostra Copa del Rey è a Madrid. Ora ci divertiamo.

Guardiamo un po’ di numeri: realizziamo 8 punti in più di media, siamo superiori a rimbalzo e negli assist. In regular season il fattore campo l’ha fatto da padrone, ma il Fener aveva un Vesely in più. Senza di lui va a cadere un importantissimo vantaggio atletico. Reyes e Ayon sono davvero difficili da marcare per Antic e Udoh: spingiamo al massimo la transizione anche per realizzare quei 10/12 punti facili con il rimorchio dei due lunghi. Llull e Rodriguez saranno sottoposti alla “cura Obradovic”, per qualche minuto forse li farò gioco insieme anche rischiando di essere piccolo… ma in difesa con Sergio su Bogdanovic e il “Chacho” su Dixon o Sloukas non vado troppo sotto.

Mi preoccupa Datome che è il loro leader offensivo, sguinzaglieremo Nocioni su di lui … Andres deve esser bravo a gestirsi coi falli, voglio pressione ma soprattutto voglio che sia in campo nei minuti importanti.

Sui pick and roll con Dixon, quando Reyes è coinvolto bisogna che esca forte, più che uno “show” deve quasi essere un raddoppio. Il play “turco” non deve entrare in ritmo col tiro, più tiene la palla in mano meglio è.

Possiamo ruotare a 10/11, è una serie in cui ogni possesso, ogni particolare è decisivo. Una tripla di Doncic, un canestro rubato di Hernangomez sono oro per noi.

La testa farà come al solito la differenza: ho letto che Vesely si è unito già al gruppo e la notizia ha caricato l’ambiente a mille. Non mi dispiacciono troppo queste cose, vuol dire che c’è una tensione e una certa preoccupazione tale per cui ogni aspetto fa fin troppo rumore. Obradovic è un genio, si gioca una fetta importante della sua ultima parte di carriera. Sono pronto ad una “guerra” con lui anche sugli arbitri, non voglio che il suo teatrino possa condizionare in alcun modo l’ambiente o i giocatori.

Ci aspetterà un ambiente infernale a Istanbul, mi aspetto anche un discreto esodo dei tifosi turchi anche a Madrid. Non è una cosa che ci spaventa, ho gente che è diventata campione d’Europa battendo la Francia davanti a 25mila tifosi transalpini scatenati.

Siamo arrivati fino a questo punto praticamente senza Rudy, so che uno squalo come lui per questi eventi sente “il sangue”. I possessi che contano passeranno da lui.

E’ una serie stupenda, i miei ragazzi non perdono un trofeo da quasi un anno. Andiamo a Istanbul per scrivere la storia.

 

LABORAL KUTXA VITORIA-PANATHINAIKOS ATENE

PANA, TI BATTO COSI’ (di Marco Pagliariccio)

Due obiettivi generali se vogliamo tornare alle Final Four a otto anni dall’ultima volta: tenere il fattore campo e non snaturarci. Fuori casa abbiamo faticato quest’anno (anche se abbiamo battuto Barca e Real) per cui dobbiamo blindare subito gara 1 e 2. Alla Fernando Buesa Arena ci ha battuto solo l’Olympiacos e per le greche quest’anno deve bastare così.

Dobbiamo cercare di mandarli fuori giri mettendo pressione forte sui loro esterni, in primis Calathes e Diamantidis (attenzione se porta spalle a canestro Adams o Causeur) ma non dobbiamo far accendere le fiammate di Feldeine e Williams. Non permettiamogli di addormentare la partita. Perché se poi riescono a giocare come vogliono rischiamo. Dobbiamo tenere i ritmi alti come piace a noi: siamo la squadra che gioca più possessi (77,8 a partita) e che costringe a giocarne di più agli avversari (76,9 a gara), mentre il Pana preferisce il piccolo trotto (71,6 possessi a sera) e quello può farci male perché, non avendo grande qualità, dobbiamo puntare sulla quantità. Cerchiamo molto Bourousis anche fronte a canestro, specie se lo marca Raduljica che non è un fulmine di guerra. Se invece c’è Gist, cerchiamolo in post basso per andare a trovare punti facili in area.

Sappiamo che il Pana è una squadra di gente abituata a questi livelli, che sa come si vincono le partite che non si possono fallire. La nostra forza deve essere quella di riuscire a stare in partita fino alla fine anche se non ci riescono le nostre cose. Perché nei finali in volata poi in qualche modo la portiamo (quasi) sempre a casa: abbiamo perso di 2 a Milano (alla prima giornata), ma vinto contro Efes, Real e Barca in partite chiuse con meno di 4 punti di scarto. Vi devo ricordare l’ultima?

 

LABORAL, TI BATTO COSI’ (di Ivan Belletti)

Ragazzi, abbiamo scherzato finora. Vinto quando dovevamo vincere, perso partite che se ci ripenso mi sale l’Alvertis. Nonostante tutto, siamo arrivati dove volevamo essere, evitando una delle forze dell’altro girone… ERRORE! Non si pensi che il Laboral abbia dato tutto finora per poi lasciarci aperte le porte per Berlino. E’ una squadra intensa, allenata bene, equilibrata nei ruoli, in casa ha perso solo una volta e non devo nemmeno ricordare contro di chi.

Noi però siamo più forti e più abituati a momenti del genere. Inutile dirlo, gara 1 può significare già tanto. Tornare a casa anche solo sull’ 1-1 è il nostro obiettivo.

Serve innanzitutto una gara “di testa”, in tutti i sensi: dobbiamo partire fortissimo e provare a dare il primo strappo. Sorprendiamoli, giochiamo subito di transizione e a ritmo alto, come se fossimo noi a giocare in casa. Gist è l’uomo giusto per mettere in difficoltà Bourousis, andiamo poi il più possibile da Radulijca per caricare il greco di falli. Deve essere un incubo per lui le prime 2 gare, ad Atene poi gli aspetterà un ambientino non proprio amichevole.

La sfida nella sfida tra gli americani non deve aver storia. Mi rifiuto di perdere contro un play che fino a qualche anno fa giocava in B1 in Italia. Non può non sentire la pressione, dobbiamo farlo sragionare.

I baschi perdono un sacco di palle perché giocano a ritmo davvero alto, hanno il rapporto assist/palle perse più basso di tutta la top 16: significa quantità ma qualità a tratti.

A trattamento di palla non c’è paragone, voglio che Calathes e Diamantidis si mangino i loro esterni: il “diamante” è carico come non mai, sarebbe l’ultima Final Four della sua carriera. Siamo in missione “refuse to lose”.

Gara 1 sarà una partita fisica, loro saranno carichissimi: l’importante non sarebbe tanto vincere (ovvio che poi andiamo lì per andare sul 2-0), ma far capire che delle due squadre chi impone la propria pallacanestro siamo noi. Il dato che mi preoccupa di più? I rimbalzi. Il Laboral è la squadra migliore dell’intera Eurolega, noi siamo penultimi tra le 8 pretendenti. Serve un gran lavoro dei lunghi, siamo lunghi e nessuno si deve risparmiare. Sarà una serie stupenda, siamo abituati a fare e prendere parziali. Una vittoria in Spagna, poi da noi il nostro pubblico può davvero essere il sesto uomo perfetto.

 

LOKOMOTIV KUBAN KRASNODAR – BARCELLONA

BARCELLONA, TI BATTO COSI’ (di Marco Pagliariccio)

Li abbiamo incontrati due volte in stagione, +4 noi all’andata, +4 loro al ritorno. Noi primi, loro secondi nel girone. Abbiamo il fattore campo a favore. Anche se loro si chiamano Barcellona e noi siamo per la prima volta nella storia del club ai quarti di Eurolega non abbiamo certo paura.

Come a noi, anche a loro piace giocare a ritmo basso (i catalani sono ultimi per numero di possessi con 70,4 a partita, noi poco più su con 71,4) ma non dobbiamo addormentarci sul loro gioco a metà campo, fatto di pick’n’roll (anche se meno esasperato dopo il passaggio in cabina di regia da Huertas a Satoransky) e gioco interno, poggiandosi tanto su Dorsey e Tomic (ve lo ricordate che culo ci ha fatto, sì?) Mettiamogli addosso la pressione difensiva che sappiamo mettergli, d’altronde non saremmo la miglior difesa d’Europa sennò (siamo gli unici a subire meno di 70 punti a partita e a tenerci sotto i 100 in defensive rating nelle Top 16). I nostri lunghi possono tenere benissimo i loro piccoli cambiando sul pick’n’roll, Navarro e Oleson non sono più dei fulmini di guerra e Ribas e Abrines si accontentano spesso del tiro da fuori. Se cercano il post basso con Perperoglu o con i lunghi, raddoppiamo sempre, ma attenti a non concedere tiri aperti a Doelmann e compagnia. Sappiamo che lì soffriremo, la differenza la deve fare la nostra aggressività

Se però in difesa soffriamo sotto, in attacco possiamo e anzi dobbiamo tirare fuori i loro lunghi per attaccarli in 1vs1 sia per andare al ferro che per armare i nostri tiratori, visto che ce li abbiamo e pure forti (Broekhoff e Janning in primis). Qualche volte possiamo anche giocarsi il pick’n’roll tra 4 e 5, sia Claver che Randolph e Singleton hanno gambe per batterli in palleggio o con l’arresto e tiro. Anthony in particolare ha fatto una gran Top 16 (14,5 punti a partita), cerchiamo di metterlo in ritmo.

Malcolm, a te non dico niente. Stai facendo una stagione da Mvp (15,2 punti a partita, +21,5 di offensive rating netto quando sei in campo), gioca come sai, solo cerca di limitare le palle perse che in partite di questo genere possono pesare tanto. Saranno loro a doversi preoccupare di te.

Non ci abbattiamo se perdiamo gara 1, possiamo riprendere la serie a Barcellona senza problemi. Ce la siamo guadagnata questa possibilità di fare la storia, prendiamocela! #WeGoLoko.

 

LOKOMOTIV, TI BATTO COSI’ (di Ivan Belletti)

Partiamo da un vantaggio psicologico: i russi sanno che devono fare la serie perfetta e il fattore campo favorevole è un’arma a doppio taglio. Due gare in 3 giorni, con l’intensità da playoff, comporta un dispendio di energia tale che la rotazione deve essere per forza allungata.

I russi sugli esterni hanno una panchina competitiva, ma sotto è un dramma vero, con il solo Singleton a poter far reparto come sesto uomo.

Noi invece ruotiamo a 10 giocatori “veri”, con alcuni giocatori da “special team”: Ribas per esempio dovrà andare in missione su Delaney, il miglior giocatore dei russi … o comunque quello che ha la palla in mano più spesso.

Deve essere un lavoro ai fianchi: sui pick and roll togliamo sempre il riferimento, all’inizio passiamo con Delaney sopra il blocco… poi “in quarta” e ogni tanto proviamo persino a cambiare. Il play americano deve sempre esser costretto a pensare, mai una soluzione “in automatico”. Per questo motivo Satoransky (fisico), Ribas (mastino) e Arroyo (attaccante) sono perfetti per metterlo in difficoltà.

Il Kuban è la migliore squadra nella rotazione di palla su vantaggio creato dagli esterni, ma perde anche quasi 14 palloni a partita ed è la terza squadra in Eurolega per tiri da 3 tentati con quasi il 40% di realizzazione (conseguenza dei vantaggi presi): preferisco invitare gli esterni (Claver incluso) dentro l’area piuttosto che mettere in ritmo i vari Janning o Broekhoff.

In attacco: palla sotto come se non ci fosse un domani. Deve essere la serie di Tomic, che già in regular season ha dominato nelle due partite.

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Mi aspetto che Doelmann e Claver si annullino, ma dalla panca Samuels e anche Vezenkov possono mettere in difficoltà Singleton e lo stesso Randolph, che bisogna caricare di falli.

Mentre per la maggior parte delle serie Gara 1 può risultare decisiva, in questo caso penso che il valore così simile tra le due squadre possa portare ad un equilibrio che prescinde da un eventuale vittoria in trasferta mercoledì nella prima uscita. E’ una serie in cui davvero può succedere di tutto, ma sappiamo come si vince ad Aprile. L’imperativo è andare in Russia non solo per ribaltare il fattore, ma proprio per portarsi subito 2- 0.

 

CSKA MOSCA – STELLA ROSSA BELGRADO

STELLA ROSSA, TI BATTO COSI’ (di Marco Pagliariccio)

Siamo l’attacco più scintillante d’Europa per distacco (92,1 punti a partita, il Real secondo a 84,5, col 57% da 2 e il 43% da 3), sugli esterni abbiamo una coppia come Teodosic e De Colo che, forse, non si può permettere nessuno dalle nostre parti, non siamo arrivati alle Final Four solo due volte negli ultimi 15 anni. Rischiamo solo se ci mettiamo davanti allo specchio a dirci quanto siamo belli, bravi e forti. E dobbiamo evitare di far gasare la Stella Rossa, perché poi andare a ribaltare una serie a Belgrado sarebbe un pelino complicato. In casa hanno perso solo contro Fenerbahce e Darussafaka e battuto Real, Loko, Khimki… Per cui dobbiamo imprimere il nostro marchio sulla serie sin da gara 1.

In difesa voglio grande pressione sui portatori di palla. Jovic, il titolare, è un play bravissimo a mettere in ritmo i compagni e a buttarsi dentro, ma possiamo concedergli qualcosa al tiro. Voglio che ci lavori forte Jackson. Micic è rinato da quando è arrivato dal Bayern, ora sembra decisamente di più quello che era stato scelto al draft dai 76ers (auguri). A lui il tiro non possiamo lasciarlo, così come a Simonovic. Occhio a Quincy Miller, gioca con intensità e sa segnare in tanti modi, e sotto la Stella Rossa ha tanti “fisici” con Zirbes e Stimac. Fuori casa segnano 10 punti in meno a partita, faticano ad arrivare ai 70 e ne subiscono quasi 85. Non abbandoniamoci allo showtime, vogliamo chiudere i conti prima possibile senza far gasare i loro tanti ragazzini. O meglio, showtime va bene se è così:

In attacco, sfruttiamo il pick’n’roll per aprire l’area. Se accettano i cambi con i loro lunghi, che non sono molto mobili, possiamo andare fino al ferro senza problemi. Cerchiamo di alzare il ritmo e di andare al ferro più rapidamente possibile, se poi si chiudono bene rallentiamo e scarichiamo visto che non ci manca la pericolosità sull’arco con Fridzon, Vorontsevich e tutti gli altri.

Siamo i padroni del nostro destino, siamo il Cska. Non alziamo la coppa dal 2008, di rospi ne abbiamo ingoiati anche troppi. Ora basta, andiamoci a prendere Berlino.

 

CSKA, TI BATTO COSI’ (di Ivan Belletti)

Un proverbio serbo recita così: “Sii umile perché sei fatto di terra, sii nobile perché sei fatto di stelle”.

Ecco come dobbiamo affrontare questa serie che sembra davvero impossibile: umiltà, perché sappiamo che sulla carta tra noi e loro ci sono 20 punti. Quello che stiamo facendo però quest’anno va oltre alla più rosea aspettativa. Abbiamo fatto qualcosa che nessuno si aspettava. Abbiamo fatto qualcosa che nessuno si aspettava, come vittorie del genere.

Si va a Mosca con l’atteggiamento di chi rispetta la forza dell’avversario, ma è ancora più conscio dei propri valori. Primo obiettivo tattico da rispettare: rimanere in partita nei primi 30 minuti. E’ imperativo categorico. In tutte le voci statistiche siamo sotto, possiamo reggere bene solo a rimbalzo. Il CSKA fa quasi 90 punti di media, è un ritmo che non abbiamo e dobbiamo escludere fin dalla palla a due.

Partiamo bene, azioni lunghe anche ai 24 secondi. Presseranno forse Jovic, abbiamo bisogno dei vantaggi che crea col pick and roll. Magari all’inizio Miller può dare una mano a portar palla, poi via di consegnato a Stefan e non abbiam fretta a cercare la conclusione immediata. Preferisco qualche infrazione di 24 secondi che 2 o 3 palle perse in contropiede. La palla deve sempre andare il più possibile a Zirbes. Canestri facili sono la nostra prerogativa. Sugli eventuali raddoppi scarico e tirare senza parole, Guduric e gli altri devono tirare senza pressione perché siamo nella condizione psicologica ideale. Ho bisogno del miglior Miller possibile, deve essere il leader fin dall’inizio e attaccare il canestro.

In difesa spendiamo pure i primi falli per negare loro la transizione o qualsiasi giocata dei due geni in regia. Innervosiamo Teodosic, anche con il caro e vecchio trash talking… lo voglio fuori dalla partita, voglio che Hines sia il miglior realizzatore, che ce ne faccia pure 20. Perché se ne fa 20 lui, allora nel CSKA qualcosa non va.

Gara 1 è sempre importante, lo è per tutte le partite. Per noi però è decisiva. Non siamo così lunghi da poter pensare di reggere il CSKA su 80 minuti, lo sappiamo benissimo.

Essere sotto 2-0 può capitare eccome. La serie però non sarà chiusa. Sì perché poi a Belgrado succederà di tutto, è casa nostra e non si passa. Un 2-2 non è utopia, il carattere può fare la differenza.

Abbiamo bisogno di un intero paese che ci sospinga, dall’ultimo della gradinata a Nole Djokovic. AJDE!

playoffs1516

 

(Immagine di copertina di Eleonora Catalini)

Articolo a cura di Marco Pagliariccio e Ivan Belletti