E’ successo solo due volte nella storia che una società,

con la prima squadra che gioca in serie C2,

vincesse lo scudetto italiano a livello giovanile.

 

Cernusco sul Naviglio è un tranquillo paese di 30 mila anime, vicino Milano. Quest’anno, una squadra che a inizio anno probabilmente aveva come obiettivo la salvezza e per i bookmakers aveva una quota talmente alta che appoggiandoci 1 euro ti saresti potuto comprare una casa nuova a fine anno, ha compiuto un mezzo miracolo. No scusate, non mezzo, ma un miracolo intero.

Sto parlando della Libertas di Cernusco sul Naviglio, precisamente la squadra giovanile Under 15.

Il palcoscenico dell’impresa sono le finali nazionali U15. Ma facciamo un passo indietro.

Tutto inizia lunedì 31 agosto 2015 con il primo allenamento stagionale. Il coach è Marco Cornaghi uno che nonostante la giovane età (spegnerà 28 candeline a novembre) di trofei e traguardi importanti ne ha collezionati prima da vice allenatore, dove spicca la partecipazione alle finali nazionali con i ’93 nel 2007 (prima volta della Libertas) e nel 2008, poi da capo allenatore con i ’98, collezionando finali nazionali nel 2012 (u14 terzo posto assoluto in Italia e premio miglior allenatore) 2013 (u15 terzo posto assoluto in Italia) e 2014 (fuori alla pre-top 8 u17 con gran parte della squadra sotto età), con i 2001 campioni lombardi nel 2014 che nello stesso anno e in quello successivo si aggiudicano il JTG u13 e u14.

La squadra è solida ma fisicamente parlando, è sotto la media; dalla sua il coach sa trasmettere ai suoi una mentalità vincente, cosa che soprattutto a livello giovanile è fondamentale per poter costruire successi.

Imposta la squadra con schemi offensivi semplici ma potenzialmente efficaci puntando molto sull’atletismo, sull’intensità e sfruttando le capacità dei singoli per non dare punti di riferimento agli avversari.

L’11 ottobre è il giorno dell’esordio nel campionato eccellenza e Cernusco espugna il campo della Pallacanestro Varese con il risultato di 80-57; vince le successive 7 gare diventando l’unica squadra imbattuta nel campionato eccellenza U15 lombardo.

Il record è infranto dalla Bluorobica Bergamo quasi 2 mesi dopo l’inizio del campionato, ma Cornaghi ha costruito una solidità mentale nei suoi che permette di restare uniti anche nelle sconfitte, rialzandosi per continuare a coltivare il sogno delle finali nazionali.

Detto fatto, infilato un altro filotto. Ma questa volta le vittorie consecutive sono addirittura 10 arrivando al record di 17-1.

Lo sforzo si fa sentire e le sconfitte nelle ultime 7 partite sono 3, ma la Libertas Cernusco conclude ugualmente al primo posto insieme all’Armani Jeans Milano che però ha dalla sua la differenza canestri negli scontri diretti che gli consegna il primato.

Il concentramento per la fase successiva si svolge a Ponzano Veneto. Ci sono le TOP 32 d’Italia.

Servono mezzi per spostarsi. Occorre qualcosa in più oltre le macchine dei genitori. Si preparano i pulmini dell’oratorio attaccandoci fogli con stampato il logo dei bufali. Eh sì, la Libertas è una società dilettantistica, sono degli “scappati di casa” e non hanno abbastanza fondi dagli sponsor da permettersi un pulmino societario e si arrangiano come possono.

pull

Incontrano Anzio, Rimini e Trieste.

Non c’è storia, i Bufali sono una schiacciasassi e annientano le 3 squadre rispettivamente di 42, 11 e 20 punti.

E’ un sogno che sta prendendo forma.

Ora le finali nazionali, obiettivo di inizio anno, sono realtà, anche se il girone non è di certo tra i più abbordabili visto che bisognerà affrontare Reyer Venezia, Eurobasket Roma e Grissin Bon Reggio Emilia.

L’emozione della “prima volta” per i ragazzi si fa sentire, le gambe tremano, il cuore batte forte, la salivazione è azzerata, la tensione alle stelle, ma i ragazzi di coach Cornaghi non ne vogliono sapere di issare bandiera bianca, lottano ma pagano tutto questo con la sconfitta di sole 3 lunghezze contro la Reyer; il passaggio sembra compromesso ma battono di 9 Eurobasket e, a sorpresa, Reggio Emilia (una delle candidate al titolo) di 7 dopo aver chiuso a -9 il primo quarto ottenendo così il primato per la classifica avulsa.

Nella fase eliminatoria operano due rimonte fenomenali, grazie alla difesa che li ha contraddistinti per tutta la stagione e al fattore CCP, prima nel sentitissimo derby con l’Armani Jeans (ai quarti) dal -12 al +3 finale e poi con i colossi di Bassano del Grappa (in semifinale) dal -18 al +2 finale con uno stratosferico ultimo quarto da 25-8.

E’ finale.

La piccola Cernusco sul Naviglio, squadretta con poche risorse ma tantissimo cuore, sarà sicuramente tra le prime 2 in Italia.

Il sogno di un tricolore insperato è ad un passo, c’è un ultimo ostacolo, la finale tutta lombarda con la Pallacanestro Varese con la quale i bufali hanno un record di 2-0 in stagione regolare.

L’inizio ancora una volta non è dei migliori per Cernusco, ma Cornaghi e i suoi si capiscono al volo, tutti sono consapevoli di potercela fare, i Bufali alzano l’intensità difensiva, mostrano la loro voglia di vincere e il loro cuore immenso; la quarta rimonta consecutiva è compiuta, con grande lucidità gestiscono il vantaggio.

Il risultato è fissato sul 57-50, il cronometro segna 11.3 secondi alla fine. Coach Cornaghi è immobile in piedi davanti alla sua panchina (cosa mai vista), non ci crede, 10.. 9.. 8.. 7.. 6.. 5.. 4.. 3.. 2.. 1..

Ho ancora i brividi mentre sto scrivendo.

vinto

Il presidente è al settimo cielo, e il pubblico, che non ha mai abbandonato i ragazzi nei momenti difficili, è in visibilio e fa invasione di campo andando ad abbracciare tutti: figli, allenatori, assistenti, passanti ed anche sconosciuti.

Per la prima volta nella sua storia la Libertas Cernusco, cenerentola delle finali, è CAMPIONE D’ITALIA.

Capitan Franco taglia la retina, Ferraris è MVP della finale, Buffo viene inserito nel miglior quintetto e il coro “Siamo noi i campioni dell’Italia siamo noiii” riecheggia tra le mura della palestra, e “We are the champions” fa da cornice al tutto. Lacrime. Sì gli occhi dei parecchi che occupano il parquet, sono lucidi. Non si è compiuta un’impresa ai livelli di Lebron, ma l’emozione, vi posso assicurare, è la stessa.

retina

Arriva il momento del coach sotto la doccia, portato a forza dai suoi ragazzi che continuano a cantare: devono fargli capire che non sta dormendo, non è un sogno, è tutto vero.

Ora è il momento di preparare ago e filo perchè c’è uno scudetto da cucirsi sul petto che tra qualche mese andrà difeso con i denti e con quel cuore immenso che i Bufali hanno mostrato a tutti in queste finali.

Una squadra fantastica che ha saputo sopperire alla poca fisicità con insegnamenti e consigli di un coach strepitoso che ha saputo lasciare il segno nel pubblico e negli amici veri che l’hanno sempre sostenuto e continueranno a farlo ma soprattutto nei ragazzi che allena e che ha allenato, ai quali ha insegnato ad essere squadra dentro e fuori dal campo e che a distanza di anni ancora lo ringraziano e lo stimano

Marco Cornaghi ha appeso le scarpe al chiodo a soli 20 anni, dedicando anima e corpo al ruolo di allenatore, rifiutando molte proposte di società blasonate perché sognava di cucirsi addosso il tricolore con i Bufali.

Non si tratta di una squadra di fenomeni a livello individuale –spiega il coach campione di Italia Marco Cornaghi, nè abbiamo utilizzato particolari schemi di gioco da capogiro, la nostra arma più devastante è stata la coesione del gruppo, la voglia di vincere, il lavoro duro in palestra, una solida e intensa difesa che ci ha permesso di recuperare partite anche quando sembravamo spacciati. Il resto lo ha fatto lo spogliatoio, il gruppo, i ragazzi, lo staff tecnico e la società che ci ha sempre sostenuto

Questa è una storia dove di piccoli ci sono solo paese e società. Perchè tutto il resto è di dimensioni enormi: la personalità e il talento dei giovani giocatori, la dedizione e la preparazione dello staff tecnico, il sostegno dei genitori e di tutti quelli che vogliono bene a questi colori.

campione

di Luca Sapienza

 

P.S. Ci tengo a ringraziare per la disponibilità e per le testimonianze, Marco e Riccardo Cornaghi, Matteo e Tommaso Franco, Edoardo e Alessandro Buffo, Luca e Michele Antelli, Federico Ferraris, Federico Casati, Alberto Lomuscio, Francesco Badocchi.