Due ore e mezza di fila alle 16 da Cesenatico a Bologna con 37 gradi è un piccolo prezzo da pagare per poter vedere l’Italia al PalaDozza. Sono passati 16 anni dall’ultima uscita degli azzurri a (chiamiamola ancora così) Basket city.

E’ l’ultimo torneo di preparazione in vista dell’importantissimo Preolimpico a Torino dal 4 luglio.

L’ Imperial Basketball City Tournament vede impegnate 4 squadre: Italia, Canada e Filippine si giocheranno il Preolimpico, la Cina è già a Rio.

Nelle semifinali di sabato non c’è stata storia: Canada comoda sulla Cina, passeggiata di salute per i nostri ragazzi contro le Filippine, MVP i tifosi Gilas.

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Foto Tuttosport

Per parcheggiare ci metto esattamente 3 minuti, il chè mi fa presupporre che per Cina – Filippine non ci deve essere il tutto esaurito.

Mi avvicino al palazzo e non vedo una singola locandina sul torneo, potrebbe esserci davvero qualsiasi evento al “Madison” (mi piace ancora chiamarlo così). Entro, tempo di salutare qualche amico, e mi vado a gustare il secondo tempo tra due squadre che si erano già affrontate in finale nella Coppa D’Asia. Trascinati dall’idolo delle folle Romeo, un play tascabile con mano educatissima e altezza “mugsyboguesiana”, i Gilas si prendono la rivincita e si aggiudicano il terzo posto.

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L’highlight della partita è in realtà nel post match: tifosi cinesi e filippini in massa fuori ad attendere i propri beniamini per scattare selfie, farsi fare autografi o semplicemente per stringerli la mano. Mentalità.

Nell’oretta che ci separa dalla finalissima, inizio il mio personalissimo gran premio: qualche giro nell’anello interno del PalaDozza, come se fosse la più classica delle “vasche in centro”, tra una chiacchiera, una bevuta e un occhio al negozio.

Un unico negozio.

Il Fortitudo Point. Nell’angolo del negozio, non più di 5 magliette dell’Italia. Nessuna maglia di un giocatore.

Ricapitoliamo: no locandine fuori dal palazzo, praticamente no merchandising, non sottolineo l’assenza di una Fan Zone perché è come credere negli unicorni. Purtroppo non è stata sfruttata a dovere un’occasione d’oro come un evento cestistico a Bologna, anche se qualche spunto buono c’è: l’esposizione di maglie all’ingresso centrale del parterre è stata un’ottima idea per esempio. Le divise storiche dell’Italia dai primi anni ai giorni nostri, una maglia Virtus e una Fortitudo, insieme ad altre maglie che hanno fatto la storia della nostra pallacanestro. Ci si ferma a contemplarle, si pensa al tempo che è andato, #malinconia

Partiamo dal risultato finale: il Canada batte l’Italia dopo un tempo supplementare per 74-71.

Una partita non bella ma “vera”, peccato l’infortunio a Belinelli e l’assenza di Bargnani (che ha saltato 3 partite su 4 in questa preparazione).

Prima di far due chiacchiere sui nostri ragazzi, un paio di note in merito al Canada:

  • Anthony Bennett ha un fisico da P A U R A. Chissà se il suo agente capirà che, se viene in Europa, può fare sfracelli. La schiacciata in faccia a Cusin è statao un gesto atletico da top 3 in NBA.
  • Adoro Bredy Heslip. Non sbaglia una scelta. In difesa è un telepass, vero, ma in attacco si muove sempre da manuale. In riscaldamento gli ho visto fare dei 15 realizzati consecutivi mentre canticchiava.
  • Khem Birch è un animale d’area. Lo vedremo all’Olympiacos l’anno prossimo, super presa dei greci. Classico intimidatore d’area dai piedi rapidi che gli azzurri hanno sofferto tremendamente.
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foto Ciamillo

Bene, veniamo ai nostri ragazzi. Urge una fondamentale premessa:

E’ solo per far due chiacchiere, condividere qualche idea, sapendo che quest’anno abbiamo il miglior allenatore a disposizione.

 

COSA MI E’ PIAICUTO

1) ATTEGGIAMENTO

Nonostante l’aria condizionata faceva davvero molto caldo. Si vedeva chiaramente che i giocatori nei momenti di aridità offensiva andavano in debito d’ossigeno. Immagino anche siano “carichi” del lavoro fatto con Cuzzolin.

Ho visto più di una volta un giocatore tuffarsi per recuperare il pallone. Sono grandi segnali questi. Anche nei momenti di stanchezza, l’intensità non è mai venuta a mancare. Memorabile il tuffo di Datome per lanciare la transizione, peccato che questa sera la palla sia entrata raramente. Ma questo è lo spirito giusto in vista di un torneo dove i piccoli particolari faranno la differenza.

2) GIOCO INTERNO

Senza addentrarmi troppo nel game plan offensivo, dove comunque il pick and roll continua ad essere la naturale opzione per creare vantaggio, ho apprezzato molto l’idea generale di attaccare il canestro.

48 tiri tentati da 2, 21 liberi e 24 falli subiti. Certo, la statistica rilevante sarà il 4/26 da 3 ( 1 bomba di Belinelli, che poi non ha più giocato in pratica), ma spesso coach Messina ha provato quintetti enormi con l’idea di punire i mismatch anche andando spalle a canestro. Il quintetto con Gentile da 2, Datome da 3, Gallinari e Melli è davvero fisico, oltre che di qualità.

3) COLLABORAZIONE

Penso di aver detto almeno 10 volte tra me e me “TIRA!” su diverse occasioni nel corso dei 40 minuti. Questa nazionale si cerca tanto, pure troppo in campo. Il pick and roll non è visto come movimento “definitivo”, ma come inizio per andare a leggere il comportamento difensivo e colpire sulle lacune. Spesso arriva su un’uscita dove già si è creato un piccolo vantaggio e potrebbe anche esserci un tiro, ma la tendenza è quella di arrivare ad un “tiro migliore”. Tante soluzioni “piedi per terra”, i canestri arriveranno a Torino.

 

COSA NON MI E’ PIACIUTO

1) IL DRAMMA DEI RIMBALZI

E’ solo un’amichevole, si gioca per provare e sui 40 minuti ci sono davvero pochi aspetti “reali” in proiezione del torneo vero.

Il 33 – 51 subito a rimbalzo però fa abbastanza male. Il Canada è una squadra fisica, vero, ma ricordiamoci che dovremo affrontare la Croazia e la Tunisia. La Croazia la conosciamo già benissimo, e si sa che sarà una “tonnara”.

La Tunisia ha Mejri sotto le plance, ampiamente paragonabile al Birch di stasera. Cusin mi è sembrato stanchissimo e Cervi un po’ deconcentrato .. meglio a Giugno che a Luglio.

2) LEADERSHIP

Questa è la nazionale di Gallinari. Per me deve essere chiaro questo concetto. Lui è il leader, lui deve avere in mano la palla quando conterà. Nessun altro. Se poi viene raddoppiato, non ci va male con Datome e Belinelli. L’ultimo possesso della partita mi ha fatto tornare certi incubi di Lille che pensavo fossero ormai archiviati.

Gentile è un giocatore straordinario, è quello con l’ 1 vs 1 più pericoloso insieme al Gallo. A lui ci dobbiamo rivolgere tutte le volte che cerchiamo un canestro attaccando il ferro o per prendere 2 liberi.

L’ultima palla va a Gallinari, l’ho già detto?

3) INFORTUNI

Non è un aspetto tecnico o tattico, è il 90% sfiga. Per Belinelli poi si tratta di 100% made in Sfigolandia.

Fatto sta che se Hackett ha un problemino è un guaio vero in cabina di regia, perché Poeta ti dà minuti di grande energia ma a mio avviso è un giocatore che spezza il ritmo, e Cinciarini lo vedo un po’ fuori fase ( dopo questa Cinciarini MVP a Torino, easy).

Aggiungiamo che Bargnani ha saltato la terza partita di preparazione su 4, condiamo il tutto con la botta a Belinelli e anche a Gentile .. nelle difficoltà tiriamo fuori sempre il meglio, ma il primo obiettivo è quello di arrivare al 4 Luglio tutti abili e arruolati.

 

L’ultima partita prima del Preolimpico sarà quella di mercoledì a Biella contro il Portorico. Dopodichè Messina deciderà i 12 da portare a Rio.

Odio fare previsione sui tagli, il perché è quello scritto da Bart qualche riga più in su. Dico solo che, con Tonut e Pascolo fuori al 99.9%, tutti gli altri hanno ancora chance di superare l’ultima barriera.

La grande fortuna è che siamo nelle mani giuste.

Una settimana e si inizia, si percepisce comunque un grande attaccamento a questa nazionale, i giocatori lo sanno. Anche a Bologna, dove il tifoso medio si divide tra le due squadre e non è particolarmente patriottico, si sono visti centinaia di bambini a guardare in estasi il riscaldamento degli azzurri, ad aspettarli a fine partita per una foto o un autografo.

Sono aspetti importanti, assolutamente nuovi per quanto mi riguarda quando si parla della nazionale di basket. A Torino ci sarà praticamente il tutto esaurito per semifinali e finale.

Sperando che il palazzo si colori completamente d’azzurro, aspettiamo ancora qualche giorno e poi si comincerà a fare sul serio.

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di Ivan Belletti