di Raffaele Ferraro

 

 

ore 6.25 non hai chiuso occhio, hai caldo, sei nervoso, una zanzara pagata dall’Avis ti ha fatto 21 prelievi di sangue.

ore 7.00 suona la sveglia, ti alzi e sali sulla bilancia. Fissi per 4 minuti il tuo peso e ripensando alle vacanze, a tutte le colazioni con 4 brioches, spuntini di metà mattina, pranzi, pre-merende, merende, aperitivi, cene, spuntini di mezzanotte, pane e nutella prima di andare a letto, ti commuovi maledicendoti al tempo stesso.

ore 7.15 fai colazione seguendo la dieta di Lance Armstrong in preparazione al Tour de France.

ore 7.30 fanculo l’ascensore, scendi le scale di corsa per scaldarti.

ore 7.31 due minuti di pausa alla seconda rampa.

ore 7.35 scattino per andare alla macchina.

ore 7.36 fitta alla gamba, chiedi il cambio.

ore 7.40 nessuno ti può dare il cambio, sali in macchina e vai in ufficio spingendo il pedale della frizione col tallone.

ore 8.30 fai stretching mentre sei seduto alla scrivania

ore 9.00 nella chat di gruppo della squadra fingi di essere contento di rivedere i compagni, in realtà pur di non fare atletica andresti all’Ikea con la morosa per 22 domeniche di fila.

ore 10.00 sfogliando l’album del workout di LeBron ti domandi a che cazzo serva sollevare il pneumatico di un tir.

ore 11.00 sale la tensione

ore 11.30 cerchi su Google “come non sentire la fatica durante il primo giorno di preparazione atletica“. Primo risultato nelle ricerche un link di Yahoo Answer, clicchi e casualmente una persona ha posto la tua stessa domanda. Prima risposta “Sparati un colpo in bocca, la fatica non la senti di sicuro, al massimo senti un po’ di freddo“.

ore 13.00 pranzo a base di uova e 4 Redbull

ore 14.00 i colleghi ti raccolgono dal cofano della macchina del direttore sulla quale sei volato giù dal terzo piano. Un attimo per riprenderti, renderti conto di essere senza lavoro e che quelli dello spot della Redbull sono degli stronzi. E tu più stronzo di loro che ci credi pure di avere le ali.

ore 15.30 mancano quattro ore. Sei più teso della moglie di Grignani quando il marito alza il gomito.

ore 17.00 esci dall’ufficio e ti fiondi a casa

ore 18.00 prepari la borsa ma sei depresso: le scarpe da basket non devi metterle dentro.

ore 18.30 cerchi di caricarti col dvd di tutte le gare di Gebrselassie.

ore 19.20 arrivi al campo sportivo accanto alla palestra dove oggi non entrerai. Sorrisi per tutti i compagni, si scherza, ci si raccontano le imprese delle vacanze, ovviamente tutti hanno scopato.

ore 19.30 il preparatore atletico ordina 30 giri di campo.

ore 19.31 sei già ultimo.

ore 19.33 dopo tre minuti di chiacchiere nel gruppo conditi da sgambetti, battute e risate, nessuno parla più. Bisogna risparmiare fiato.

ore 19.35 sei già costretto a studiare dei punti lungo il percorso nei quali poterti nascondere per saltare qualche giro.

ore 19.38 una gocciolina di sudore sgorga dalla tempia fino alla bocca. Sa di spritz.

ore 19.39 inizi il terzo giro. Gli under il settimo.

ore 19.40 realizzi che mancano 27 giri alla fine. Fingi un malore. Nessuno ti crede e sei costretto a fare uno scatto per recuperare sul gruppo. Mentre un under ti doppia per la quarta volta con ghigno da fenomeno, gli metti il piede sotto da dietro. Perone saltato, stagione finita. Era anche nel tuo ruolo, meglio così.

ore 20.25 finiscono i 30 giri. Chiami due compagni perchè facciano da testimoni al testamento orale che stai per fare.

ore 20.45 alla fine della serie di allunghi ti appare Datome che benedice te e la squadra, cerchi di chiedergli l’autografo quando ti accorgi che non è Datome ma il vice allenatore che non si fa la barba da maggio.

ore 21.00 non sai come, ma sei arrivato alla fine dell’allenamento. Insieme ai compagni ti dirigi verso lo spogliatoio.

ore 21.50 dopo 48 minuti termini la doccia. Il custode prova a fare irruzione nello spogliatoio per ucciderti a colpi di mocio.

ore 21.55 accappatoio, ciabatte e sguardo fisso verso la borsa. Nessuno ha la forza di rivestirsi.

ore 22.10 ancora tutti fermi immobili, nessuna parola, nessun movimento, quand’ecco il capitano prendere coraggio e formulare la parola magica “Birra?”. In 5 minuti si preparano tutti.

ore 22.45 finalmente birra ghiacciata, animi più rilassati, si ride e si scherza, hai una sete incredibile.

ore 23.00 crampo improvviso da seduto, un classico.

ore 23.45 chiedi alla tua ragazza di attaccarti la flebo e ti sdrai sul letto. Dormi in posizione salma.

ore 00.30 Non c’è verso di prendere sonno, continui a stirare le gambe, girarti e rigirarti, è molto caldo, ti alzi per andare a bere, il tragitto camera-cucina dura circa un quarto d’ora, bevi, pisci al buio perchè non riesci ad allungare il braccio per premere l’interruttore, pisci ovunque tranne che nel water, speri che il caldo faccia evaporare il tutto altrimenti se lo vede la tua ragazza hai le ore contate, torni a letto, non prendi sonno, provi a contare le pecore ma è un metodo di merda, provi a contare i mesi di fidanzamento con lei, non te li ricordi. Ecco, ideona, provi a contare i giri di campo che dovrai fare domani… Cominci a piangere ma pensi che in fondo hai rivisto i tuoi compagni dopo l’estate, e tra qualche giorno ritoccherai con mano quell’oggetto che da anni ti fa battere il cuore più di un posto di blocco il venerdì notte: la palla da basket.


E finalmente ti addormenti.