La prima trasferta della mia (scarsa ma intensa) carriera cestistica fu a Reggio Emilia, a 14 anni circa. Era settembre, amichevole con la Reggiana. Noi un gruppo di ragazzi talentuosi ma nani, io il 5 titolare dall’alto dei miei 183 cm contro tale Hassan Gamal, egiziano di 2 metri e passa. La partita non ha storia, ricordo che si giocava in un palazzetto buio, bruttino, con un sacco di tribune. E c’era il parquet ovviamente, roba per cui andavo giù di testa visto che a Bologna la nostra casa era un garage con del cemento armato in pratica.

Hassan Gamal, Riccò, altri 3 / 4 giocatori super, un’organizzazione fantastica, non sembravano ragazzi. Era una “truppa nata per la pallacanestro”.

Questo fu il mio primo contatto con la realtà attuale più florida e italiana del panorama nazionale cestistico: la pallacanestro Reggiana.

Reggio Emilia nel basket è una favola, con una storia quasi quarantennale di personaggi che hanno fatto la pallacanestro a livello internazionale.

Parliamo di Joe Bryant per esempio, meraviglioso realizzatore in NBA che venne a dominare qui prima a Rieti, Reggio Calabria e Pistoia, poi proprio a Reggio. Mentre lui deliziava il pubblico, tra un tempo e l’altro il figlio si divertiva a tirare a canestro scoprendo che in fin dei conti ci sapeva fare. E bravo Kobe…

Categoria Propaganda 1990 – Pallacanestro Reggiana (guardate bene il numero 19…)

 

Bob Morse decise di chiudere la carriera nella provincia emiliana. “Solo”  24.6 di media l’ultimo suo anno, se pensiamo che adesso uno straniero da 15 punti è un lusso.. #altritempi

Nella carrellata di giocatori che hanno fatto il passato di questa realtà bisogna fermarsi un attimo. Non penso di dover presentare un personaggio del genere, non tento nemmeno. Basta guardare qui:

e ascoltare bene qui:

Mike Mitchell è la storia di Reggio Emilia.

 

Tutti questi nomi sono incredibilmente solo nei primi 10 anni della storia societaria reggiana in A1. E non è ancora venuto il bello. Il bello (in tutti i sensi per la gioia delle tifose) arriva con un ragazzo di giù che parla il giusto fuori dal campo ma dentro è pura poesia. Gianluca Basile porta l’allora CFM al traguardo storico della semifinale di campionato con una gara 5 irreale a Treviso. Lui 24, Jent 27, Damiao 11 . Allenatore Dado Lombardi, il vero e proprio guru della pallacanestro italiana. Mi ricordo ancora il secondo tempo sulla Rai a orario improbabile.

Come tutte le favole arriva sempre il momento delle difficoltà, il periodo buio. E’ sempre difficile per una realtà fondamentalmente locale migliorare anno dopo anno specialmente quando arrivi ad un passo dal massimo risultato possibile. Arrivarci è un conto, mantenersi è un altro. Aggiungiamoci poi che i tempi cambiano e cambiano in peggio.. E allora Reggio pian piano scende di livello, retrocede, cambia presidenti e arriva sempre ad un passo dalla promozione.  Una cosa però deve sempre balzare all’occhio: si parla sempre di risultati SPORTIVI, mai di fallimenti.

La promozione arriva finalmente con Frates, si aspettava solo quello per ripartire alla grande. E si riparte eccome. Solo che delle gioie, dei giocatori straordinari (Terrell McIntyre per dirne uno), anno dopo anno Reggio Emilia scala posizioni in classifica davanti ad un pubblico che è sempre numeroso al PalaBigi (palazzetto buio, bruttino.. ecco.. ma è in restauro!). Si arriva anche alla finale di Coppa Italia grazie ad un Mordente (toh, un italiano) straordinario e commovente.

Ecco quindi ai giorni nostri, con una semifinale di Coppa Italia e con un trionfo europeo a Bologna, invasa da migliaia di bandiere biancorosse.

 

Anno prossimo ci sarà l’Eurocup, ci sarà un roster a disposizione di Menetti che può puntare addirittura ad una finale scudetto (Diener – Polonara – Lavrinovic  non malissimo come acquisti), ci sarà l’entusiasmo di una piazza che vive di pallacanestro.

Reggio Emilia sta facendo tutto quello che a mio avviso una società con obiettivi chiari deve fare. Tanti italiani che non sono messi in campo allo sbaraglio ma assaggiano il parquet da diversi anni. Pensiamo solamente alla Coppa Italia dell’anno scorso, una straordinaria vittoria contro Cantù con Mussini (classe 1996!) titolare e Pini a dar man forte sotto, causa mille infortuni.

Per la prossima stagione ci saranno innanzitutto questi terribili giovani con un anno di esperienza in più (e mentre scrivo Mussini sta dominando gli Europei under 18). Ci sarà un Della Valle in più che non è stato “bruciato” subito ma ha lavorato per competere e partirà come sesto uomo di lusso. C’è un Frosini e un Dalla Salda che lavorano divinamente, capiscono cosa vuol dire creare un gruppo prima ancora di cercare dei nomi. Diener è un grande compagno di squadra oltre che un talento puro, Lavrinovic è un guerriero silenzioso, Polonara ha energia e voglia di mettersi in gioco in un’altra realtà. Tutti guidati dal miglior play italiano attualmente in circolazione, Cinciarini. E non dimentichiamoci che sotto le plance c’è Riccardo Cervi, super sia dentro che fuori dal campo (leggere le sue freddure su facebook per credere).

Reggio Emilia è pronta a stupire ancora, Reggio Emilia è pronta a vincere coi suoi italiani. Perché le favole sono ancora più belle se gli eroi vengono dalla propria terra.