CHICAGO BULLS

TEAM ROSTER
NO. NAME POS AGE HT WT COLLEGE 2017-2018 SALARY
15 Ryan Arcidiacono PG 23 6-3 195 Villanova
9 Antonio Blakeney SG 21 6-4 197 LSU
32 Kris Dunn PG 23 6-4 210 Providence $4,046,760
31 Jarell Eddie SG 25 6-7 218 Virginia Tech $57,672
6 Cristiano Felicio PF 25 6-9 280 $7,833,500
2 Jerian Grant PG 25 6-4 198 Notre Dame $1,713,840
7 Justin Holiday SG 28 6-6 185 Washington $4,615,385
25 Jaylen Johnson PF 21 6-9 230 Louisville $815,615
18 Bronson Koenig PG 22 6-4 194 Wisconsin
8 Zach LaVine PG 22 6-5 185 UCLA $3,202,218
42 Robin Lopez C 29 7-0 277 Stanford $13,788,500
24 Lauri Markkanen PF 20 7-0 230 Arizona $3,821,640
44 Nikola Mirotic PF 26 6-10 238 $12,500,000
11 David Nwaba PG 24 6-4 209 Cal Poly $1,312,611
22 Cameron Payne PG 23 6-3 185 Murray State $2,203,440
20 Quincy Pondexter SG 29 6-7 225 Washington $3,853,931
5 Bobby Portis PF 22 6-11 248 Arkansas $1,516,320
0 Diamond Stone C 20 6-11 255 Maryland $1,312,611
45 Denzel Valentine SG 23 6-6 214 Michigan State $2,186,400
16 Paul Zipser SG 23 6-8 226 $1,312,611

 

Un anno fa, di questi tempi, soffiavano venti d’ottimismo nella città ventosa per eccellenza, ignara della stagione surreale che stava per vivere. L’esperimento Butler – Rondo – Wade è stato dato per fallito molto presto, tanto da indurre il front office ad alcune trade che puzzavano di ricostruzione già a gennaio: poi però ha rischiato di funzionare. Biglietto strappato per i playoff con i denti, due vittorie di fila contro Boston che aveva il fattore campo, poi è arrivato l’infortunio di Rondo e l’inevitabile crollo delle speranze che qualcuno aveva iniziato a nutrire.

Il nuovo Youth Movement di Chicago è nato durante la notte del draft, con la cessione del leader Jimmy Butler (a cui sono seguiti poi gli addii di Rondo e Wade) per i servigi di Kris Dunn, Zach LaVine e la scelta al primo giro che sarebbe diventata Lauri Markkanen. Un forte segnale sulle intenzioni rifondatorie della franchigia.

L’obiettivo è ricominciare da capo, con un gruppo nuovo che non sia un reimpasto di quanto resta del vecchio ciclo di Thibodeau.

Kris Dunn, nonostante fosse considerato da molti il rookie più divertente da vedere, non ha fatto alzare molte sopracciglia nella sua prima stagione. L’ex Big East Player Of The Year si è dimostrato un solido difensore, ma per partire titolare dovrà aggiungere molta consistenza al suo gioco, soprattutto per quanto riguarda le percentuali al tiro e la capacità di creare per i compagni.

Il suo cambio sarà Jerian Grant, giocatore che era riuscito a partire in quintetto al posto di Rondo per il suo grande atletismo e le sue ottime percentuali al tiro, ma è presto tornato sul pino per le sue lacune difensive. Alla finestra Ryan Arcidiacono, playmaker affidabile e solido, sembra avere riscosso più consensi di Cameron Payne, che non ha affatto impressionato finora e potrebbe essere tagliato.

La guardia titolare (o alla bisogna anche il playmaker) avrebbe dovuto essere Zach LaVine che durante la scorsa stagione finché ha giocato ha tenuto livelli da All Star. Tuttavia, sta ancora recuperando da un infortunio al crociato anteriore, lo stesso che distrusse la carriera di Derrick Rose.

Al suo posto partirà Denzel Valentine, oggetto misterioso della scorsa stagione, anch’egli un ex Player Of The Year a livello collegiale, grandi doti fisiche, molto versatile e con buone doti di playmaking. Anche Justin Holiday, il fratello “scarso” di Jrue, avrà tanti minuti date le sue capacità in difesa e le sue buone percentuali, che lo rendono un solido Three-and-D in uscita dalla panca.

Completano il pack degli esterni Paul Zipser, cecchino da tre che ha sorpreso durante gli scorsi playoffs, e il difensore girovago Quincy Pondexter.

Il ruolo di ala grande titolare dovrebbe appartenere a Nikola Mirotic, stretch-four dall’efficacia molto variabile che dovrà migliorare la sua consistenza offensiva se non vuole subire la concorrenza di Lauri Markkanen. Il rookie finlandese ha faticato durante la Summer League, ma ha disputato un grande Europeo e se riuscirà a mantenere le promesse potrebbe avere un impatto quasi simile a quello che ebbe il “collega” Porzingis ai Knicks.

Robin Lopez è pronto a fornire difesa di qualità, capelli e pragmatismo in post basso, ma ha un contrattone che per una squadra in rebuilding non è esattamente ideale. Da non sottovalutare anche il contributo che può fornire Cristiano Felicio, in grado di avere un impatto in entrambi i lati del campo e se continuerà a fornire tanta sostanza nel pitturato potrebbe veder aumentare il suo minutaggio.


 

CLEVELAND CAVALIERS

TEAM ROSTER
NO. NAME POS AGE HT WT COLLEGE 2017-2018 SALARY
81 Jose Calderon PG 36 6-3 200 $1,471,382
99 Jae Crowder SF 27 6-6 235 Marquette $6,796,117
20 Kay Felder PG 22 5-9 176 $1,312,611
8 Channing Frye PF 34 6-11 255 Arizona $7,420,912
32 Jeff Green SF 31 6-9 235 Georgetown $1,471,382
6 Isaac Hamilton G 23 6-4 194
10 John Holland SG 28 6-5 205 Boston University
23 LeBron James SF 32 6-8 250 $33,285,709
24 Richard Jefferson SF 37 6-7 233 Arizona $2,500,000
26 Kyle Korver SG 36 6-7 212 Creighton $7,000,000
0 Kevin Love PF 29 6-10 251 UCLA $22,642,350
16 Cedi Osman SF 22 6-8 215 $2,642,857
21 Kendrick Perkins C 32 6-10 270
1 Derrick Rose PG 29 6-3 190 Memphis $1,471,382
4 Iman Shumpert SG 27 6-5 220 Georgia Tech $10,337,079
5 JR Smith SG 32 6-6 225 $13,760,000
3 Isaiah Thomas PG 28 5-9 185 Washington $6,261,395
13 Tristan Thompson C 26 6-9 238 Texas $16,400,000
9 Dwyane Wade SG 35 6-4 220 Marquette $1,471,382
41 Ante Zizic PF 20 6-11 250 $1,645,200

 

La partenza di Kyrie Irving verso il Massachussets è solo il sintomo più evidente che in Ohio le cose non stanno andando bene come potrebbe apparire. Si potrebbe dire che l’arrivo di Durant ai Warriors abbia cambiato tutto, rendendo non più equo il confronto con i rivali e inducendo in LeBron James qualche dubbio riguardo al suo futuro nella squadra dove era tornato, tra mille fanfare, quattro anni fa.

I Cavs hanno costruito un roster equilibrato e profondo, ma non quanto potrebbero suggerire i nomi: non siamo più tra il 2010 e il 2012. Manca inoltre l’identità tattica che fa la forza di Golden State, e con tanti, forse troppi, giocatori che attaccano solo il ferro.

La sensazione è quella di un all in disperato, perché se non si dovesse riuscire ad arrivare in fondo il rinnovo di LeBron è tutt’altro che garantito.

Isaiah Thomas è chiamato a confermarsi sui grandi standard di Boston, ma non lo vedremo in azione fino a gennaio. Fino ad allora il titolare sarà il giocatore che un tempo fu Derrick Rose, reduce da una stagione discreta ai Knicks, e le sue doti realizzative saranno fondamentali. Dalla panca il promettente sophomore Kay Felder e il veterano José Calderon.

Dwyane Wade è un generale in campo dotato di grande IQ e abilità che ha già superato da tempo i suoi anni migliori. Ma con LeBron ha un grande feeling e questo potrebbe essere l’ago della bilancia della stagione. Lo stesso dicasi per JR Smith (che non sembra aver digerito al meglio la probabile partenza dalla panchina) così come per Kyle Korver e la sue meccaniche perfette: c’è ancora qualità, ma il declino è palpabile.

Occhio a Iman Shumpert: sta per raggiungere il suo prime, e in questa preseason ha fatto vedere cose buone.

LeBron James è il miglior giocatore del mondo, e non c’è molto altro da aggiungere. La speranza è che la presenza di Wade gli risollevi il morale, spesso preda della frustrazione durante la scorsa stagione. Jeff Green può essere un ottimo cambio, Jae Crowder è una grande aggiunta. Cedi Osman ha più possibilità di vedere il campo rispetto a Richard Jefferson, ma si parla probabilmente di briciole.

Possiamo aspettarci che Kevin Love riceva più palloni in attacco, e giochi in posizione di centro: secondo coach Tyronn Lue questa sarà la sua migliore stagione. Tristan Thompson partirà dalla panca e sarà una vera e propria riserva di lusso per l’intensità che è in grado di fornire, soprattutto a rimbalzo.


 

DETROIT PISTONS

TEAM ROSTER
NO. NAME POS AGE HT WT COLLEGE 2017-2018 SALARY
22 Avery Bradley PG 26 6-2 180 Texas $8,808,989
25 Reggie Bullock SF 26 6-7 205 North Carolina $2,500,000
20 Dwight Buycks PG 28 6-3 190 Marquette
0 Andre Drummond C 24 6-11 279 Connecticut $23,775,506
8 Henry Ellenson F 20 6-11 245 Marquette $1,780,800
9 Langston Galloway SG 25 6-2 200 Saint Joseph’s $6,666,667
34 Tobias Harris SF 25 6-9 235 Tennessee $16,000,000
1 Reggie Jackson PG 27 6-3 208 Boston College $16,000,000
7 Stanley Johnson SF 21 6-7 245 Arizona $3,097,800
5 Luke Kennard SG 21 6-5 200 Duke $2,759,280
30 Jon Leuer PF 28 6-10 228 Wisconsin $10,497,319
51 Boban Marjanovic C 29 7-3 290 $7,000,000
44 Luis Montero SG 24 6-7 200 Westchester CC
24 Eric Moreland PF 25 6-10 238 Oregon State $1,739,333
14 Ish Smith PG 29 6-0 175 Wake Forest $6,000,000
43 Anthony Tolliver PF 32 6-8 240 Creighton $3,290,000
19 Beno Udrih PG 35 6-3 205 $1,471,382

 

Dopo un paio di stagioni contraddistinte da scelte sbagliate in campo e fuori, nei primi mesi del 2016 coach Stan Van Gundy sembrava aver finalmente trovato la quadratura del cerchio. La squadra vinceva, divertiva e aveva potenziale: sembrava che finalmente ci fossero i requisiti per competere ad Est, data anche la scarsa concorrenza. Ma la scorsa stagione è stata una brusca battuta d’arresto in termini di vittorie e soprattutto di performance, sia individuali che di squadra.

Quest’anno servirà a rimettere la franchigia sulla retta via, anche perché il front office sembra credere nel progetto: gran parte dei giocatori dello scorso anno sono stati confermati, e hanno dunque una chance di dimostrare che il 2016-17 sia solo stato un piccolo sbandamento nella strada volta a rimettere Detroit sulla mappa. L’obiettivo sono i playoff e migliorare l’attacco che l’anno scorso è stato il vero problema della squadra (penultimi negli assist, terzultimi nel tiro dall’arco).

Reggie Jackson ha avuto guai fisici per tutta la stagione e dal suo feeling con Drummond passeranno le vittorie (o le sconfitte) di questa stagione. Ish Smith ha guidato molto bene la squadra quando ha dovuto e si è confermato come un backup solido e sottovalutatissimo. Anche il solido difensore Langston Galloway può fare il playmaker, ma la sua abilità nel catch and shoot lo rende più adeguato a giocare lontano dalla palla.

Avery Bradley è il vero grande acquisto di quest’anno: può fare tutto quello che faceva Caldwell-Pope, e farlo anche meglio. Le sue caratteristiche lo rendono inoltre un giocatore perfetto per il sistema di Van Gundy. Il rookie Kennard è chiamato a dare pericolosità sul perimetro, compito non scontato da parte sua.

Tobias Harris sembra non convincere più molto il coach, e non è da escludere parta dalla panchina: ma anche da sesto uomo rimane una delle ali più complete ed efficaci della lega, sia da tre che da quattro, e viene da buone stagioni. Stanley Johnson ha l’occasione di confermare quanto di buono aveva fatto vedere nella sua stagione da rookie, dopo essersi un po’ perso nella difficile annata appena trascorsa.

Jon Leuer ha fatto bene da ala grande durante la scorsa stagione e la sua versatilità gli garantisce un certo minutaggio, con solo le briciole per il sophomore Henry Ellenson.

Andre Drummond non si discute, ha un potenziale pazzesco e si spera possa essere esaltato dal “ritorno” di Reggie Jackson. Il suo backup, il gigante Boban Marjanovic, ha delle statistiche paragonabili a quelle di Anthony Davis se parametrate sui 36 o sui 40 minuti. Nonostante questa curiosità un po’ fine a sé stessa e un buon Europeo disputato, la sua lentezza condiziona inevitabilmente il suo minutaggio in NBA.


 

INDIANA PACERS

TEAM ROSTER
NO. NAME POS AGE HT WT COLLEGE 2017-2018 SALARY
13 Ike Anigbogu C 18 6-10 250 UCLA $950,000
44 Bojan Bogdanovic SF 28 6-8 216 $10,500,000
2 Darren Collison PG 30 6-0 175 UCLA $10,000,000
25 Al Jefferson C 32 6-10 289 $9,769,821
20 DeQuan Jones SF 27 6-8 221 Miami (FL) $1,312,611
6 Cory Joseph PG 26 6-3 193 Texas $7,630,000
22 T.J. Leaf PF 20 6-10 225 UCLA $2,028,360
10 Trey McKinney-Jones SG 27 6-5 220 Miami (FL)
26 Ben Moore PF 22 6-8 220 SMU $815,615
4 Victor Oladipo SG 25 6-4 210 Indiana $21,000,000
0 Alex Poythress SF 24 6-7 238 Kentucky
40 Glenn Robinson III SG 23 6-6 222 Michigan $1,524,305
11 Domantas Sabonis PF 21 6-11 240 Gonzaga $2,550,000
1 Lance Stephenson SG 27 6-5 230 Cincinnati $4,180,000
5 Edmond Sumner PG 21 6-6 176 Xavier
33 Myles Turner PF 21 6-11 250 Texas $2,569,920
19 Jarrod Uthoff SF 24 6-9 221 Iowa $1,312,611
12 Damien Wilkins SG 37 6-6 225 Georgia $1,471,382
3 Joe Young PG 25 6-2 185 Oregon $1,471,382
21 Thaddeus Young PF 29 6-8 221 Georgia Tech $14,996,348

 

Il termine del sodalizio tra Paul George e i Pacers ha seguito un copione già scritto e più volte messo in scena NBA da diversi interpreti: la stella che trascina letteralmente la squadra che vede avvicinarsi la fine del contratto, mette in chiaro che non ha intenzione di rinnovare, e la franchigia costretta a svenderla per noccioline pur di ricavarci qualcosa.

Esattamente questa la situazione vissuta dai Pacers in estate, che si sono ritrovati a dover cedere la loro stella per noccioline (o quasi) e hanno perso anche il leggendario Larry Bird, che ha rassegnato le dimissioni da President Of Basketball Operations. Laddove molte altre squadre avrebbero ricominciato da zero, la mentalità “Never Rebuild” della franchigia si è manifestata ancora una volta, e l’obiettivo sarà rimanere rilevanti ad est col talento che si ritrovano a roster, troppo elevato per puntare alla lottery ma troppo poco per essere considerati una contender.

Probabilmente l’obiettivo cambierà in base a come coach McMillan riuscirà a far giocare la squadra: se i playoffs dovessero sembrare troppo lontani, non è da escludere qualche trade volta a “indebolire” la squadra in ottica draft.

Il play titolare sarà Darren Collison, molto maturato negli ultimi anni e in grado di fornire concretezza in fase di playmaking, ma senza eccellere particolarmente in nulla.

Idem con patate per quanto riguarda il backup Cory Joseph, ex Spurs e fan favourite ai Raptors, molto simile per caratteristiche e pronto a guidare la second unit.

Alla finestra ci sarà anche Joseph Young, che dovrà dimostrare di meritarsi un posto a roster.

Victor Oladipo non ha impressionato nel suo stint a OKC, ma quest’anno tornerà a ricoprire il ruolo di primo realizzatore come ai tempi di Orlando, ma con un fisico più possente e con un repertorio offensivo più solido.

Il suo backup sarà Lance Stephenson, l’idolo locale, che da quando è tornato in patria a Indiana è decisamente rinvigorito. Molto versatile, è in grado di portare energia, cattiveria e punti in uscita dalla panca, ma anche capace di giocate importanti in momenti decisivi del match.

Bojan Bogdanovic partirà titolare come lo scorso anno a Brooklyn, ma il suo obiettivo sarà mantenere le percentuali che ha tenuto quando si è trasferito a Washington: la sua efficacia realizzativa sarà fondamentale per aprire gli spazi in area, e specie nei primi mesi avrà un largo minutaggio a causa dell’infortunio alla caviglia di Glenn Robinson III., anch’egli tiratore, meno in grado di crearsi un tiro rispetto a Bogdanovic ma più atletico e con più impatto difensivo.

Confermato nel ruolo di ala grande Thaddeus Young, uno stretch-four atipico molto efficace sui tagli e dal piazzato abbastanza solido. Un veterano d’esperienza che può ancora fornire discreta qualità e versatilità, ma anche fare da guida a giovani come T.J. Leaf, giocatorino ancora grezzo ma che potrebbe dire la sua in futuro.

Il figlio d’arte Domantas Sabonis è calato nella fase finale della scorsa stagione, ma dovrebbe avere un discreto minutaggio e meno pressioni: in post basso è solido ed ha dinamismo, oltre a buone doti da passatore.

Le speranze dei tifosi dei Pacers sono però riposte in Myles Turner, il prototipo del centro moderno e nuovo volto della franchigia. Super atleta, anche nella metà campo difensiva, attivissimo a rimbalzo e tiro più che rispettabile. La grande domanda è se sarà capace di gestire la pressione e prendersi la squadra sulle spalle fin da subito.

A fargli da backup un altro veterano, Al Jefferson, che pur non essendo più il “Big Al” di qualche anno fa può ancora fornire del solido lavoro in post, in attesa che si sviluppi anche il rookie Ike Anigbogu, appena tornato da un brutto infortunio al ginocchio, che ha il fisico per diventare un buon intimidatore in area.


 

MILWAUKEE BUCKS

TEAM ROSTER
NO. NAME POS AGE HT WT COLLEGE 2017-2018 SALARY
34 Giannis Antetokounmpo SF 22 6-11 222 $22,471,910
30 Joel Anthony PF 35 6-9 245 UNLV $1,471,382
13 Malcolm Brogdon PG 24 6-5 215 Virginia $1,312,611
23 Sterling Brown SG 22 6-6 230 SMU $815,615
8 Matthew Dellavedova PG 27 6-4 198 Saint Mary’s $9,607,500
28 Gerald Green SG 31 6-7 205 $1,471,382
31 John Henson PF 26 6-11 229 North Carolina $11,422,536
7 Thon Maker PF 20 7-1 223 $2,684,160
22 Khris Middleton SF 26 6-8 234 Texas A&M $14,100,000
15 Greg Monroe C 27 6-11 265 Georgetown $17,884,176
9 Xavier Munford PG 25 6-3 180 Rhode Island $874,636
12 Jabari Parker PF 22 6-8 250 Duke $6,782,392
0 Gary Payton II PG 24 6-3 190 Oregon State $1,312,611
25 Brandon Rush SG 32 6-6 220 Kansas $1,471,382
21 Tony Snell SG 25 6-7 221 New Mexico $9,887,640
35 Mirza Teletovic PF 32 6-9 242 $10,500,000
3 Jason Terry SG 40 6-2 185 Arizona $1,471,382
20 Rashad Vaughn SG 21 6-6 202 UNLV $1,889,040
5 D.J. Wilson PF 21 6-10 236 Michigan $2,135,040

 

I Bucks vengono da una stagione che può essere considerata molto più positiva di quanto lasci presumere il record. Gli infortuni ad elementi importanti del quintetto generalmente portano la squadra ad un gran numero di sconfitte, ma una combinazione di fattori (un Est poco competitivo, le riserve che hanno elevato il loro gioco) ha portato i Bucks ai playoff per la terza volta in sei stagioni, la seconda da quando è subentrato Jason Kidd come allenatore nel 2014.
Sono stati sopra la media in attacco e ottimi in difesa, e sono pronti ad una stagione competitiva con un nucleo giovane e già affiatato.

Il Rookie Of The Year in carica Malcom Brogdon è stata un’inaspettata (e provvidenziale) sorpresa nel backcourt, dove ha scalzato l’arcigno difensore Matt Dellavedova grazie al suo dinamismo e alle sue percentuali da tre punti. I due giocheranno probabilmente un minutaggio simile, con Gary Payton II che regalerà qualche volo sopra il ferro ogni tanto.
Tony Snell, difensore versatile e tiratore nella media, dovrebbe riuscire a conservare il posto in quintetto. Dalla panca: Jason Terry, il giovane tiratore Rashad Vaughn e un giocatore a lui simile ma con più esperienza, Brandon Rush.

Khris Middleton è un giocatore in grado di fornire tanta qualità in entrambe le metà campo, e, al netto degli infortuni, è spesso sottovalutato. Gerald Green potrebbe uscire con tanti punti nelle mani quando è in serata giusta, mentre Teletovic aprirebbe il campo soprattutto quando va in striscia al tiro.

Jabari Parker non vedrà il campo fino a Febbraio, e se riuscirà a trovare il giusto feeling con Middleton al suo ritorno potrebbe davvero rendere devastante l’attacco dei Bucks.

Giannis Antetokoumpo può ricoprire potenzialmente ogni ruolo, e in pochi anni è diventato un giocatore davvero unico. Il suo frame atipico, l’apertura alare e le lunghe leve gli consentono una mobilità straordinaria per uno sopra i 210, a cui si aggiunge una grande esplosività. Il suo più grande difetto è il tiro, ma è ancora un ‘94.

DJ Wilson è un rookie interessante che ha la giusta costruzione fisica per diventare un buon difensore perimetrale: non è da escludere che possa dare un contributo già alla prima stagione.

Il gigante Thon Maker partirà ancora in quintetto, anche se ha ancora diversi aspetti su cui migliorare: serve che metta su muscoli e lavori sul suo tiro – già abbastanza onesto – ma il sophomore ha davvero grande potenziale. Greg Monroe, in scadenza di contratto, partirà dalla panca ma avrà un minutaggio più alto, essendo l’unico lungo con un solido gioco spalle a canestro. Tuttavia il fatto che la dirigenza stia cercando di scambiarlo indicherebbe che potrebbe non rimanere a Milwaukee nel prossimo futuro. Completa il roster John Henson, che ancora non è riuscito a ritagliarsi un ruolo in cui giocare al meglio e non è molto richiesto sul mercato per il suo contratto da 32 milioni in 3 anni.