articolo di Marco A. Munno
grafici di Luca Cappelletti

 

 

Nel corso dell’ultima decade, uno dei ruoli in cui l’Olimpia Milano ha sperimentato maggiori difficoltà di rendimento da parte dei vari interpreti è quella del “classico” numero 5: sia giocatori di livello, da Bourousis a Raduljica, quanto scommesse nel momento dell’approdo a Milano quali Radosevic o Gani Lawal non hanno vissuto nella città del Duomo i migliori momenti della carriera. Non è un caso che le uniche vittorie in questo lasso di tempo siano arrivate durante la militanza degli unici ad aver offerto grandi prove in quella posizione, ovvero Samardo Samuels e (anche se a corrente alternata) Esteban Batista, a confermare il trend che vede nelle ultime stagioni ai vertici in Serie A squadre con un importante punto di riferimento sotto canestro.

Proprio nell’ultimo playoff di Serie A, mentre in una parte del tabellone a giocarsi l’accesso in finale erano Avellino e Venezia, guidate sotto le plance rispettivamente da Fesenko e dallo stesso Batista passato in maglia Reyer, nell’altra semifinale Trento superava la stessa Olimpia favorita per la vittoria del titolo contando su un Dustin Hogue da 16 punti e 7.6 rimbalzi di media nella serie; al suo impatto non resistette l’impianto leggero di Milano con Macvan adattato nella posizione di pivot, nei tratti di partita in cui in campo non si trovava il positivo polacco Kaleb Tarczewski.

Volendo subito tornare leader in ambito italiano, questa estate l’Olimpia per la posizione di centro titolare ingaggiò Patric Young, proveniente dalla sfortunata stagione con l’Olympiacos. Il problema fu rappresentato dagli strascichi dell’infortunio al crociato anteriore, con l’americano che non sarebbe stato disponibile per i milanesi prima di metà novembre a causa della programmata operazione al ginocchio sinistro e quella alla caviglia. Milano corse il rischio di attendere il recupero dello statunitense e nel frattempo, confermato Tarczewski e messo sotto contratto il 28 luglio Marco Cusin, decise in extremis di ampliare la rosa di alternative di coach Pianigiani alle prese con il doppio impegno di campionato ed Eurolega, firmando il 12 settembre un ulteriore rinforzo fra i pivot, il lituano ArtūrasGudaitis.

Nato a Klaipėda nel 1993, l’infanzia del ragazzo non è stata semplice, abbandonato dai genitori e cresciuto con una tata. All’inizio tentò di seguire le orme dei suoi progenitori, con la lotta greco-romana praticata già dal nonno e dal padre; tuttavia il piccolo Artūras decise di virare sulla pallacanestro,iniziando a giocare con la squadra della sua città, la LCC Klaipėda, impegnata nella terza divisione lituana,quando era già quattordicenne. Il legame con lo sport lo ha quindi contraddistinto sin da piccolo e ancora adesso la sua passione a tutto tondo è manifesta: oltre al basket è appassionato di tennis e di calcio, con una simpatia proprio per quello italiano.

Cestisticamente, il suo nome divenne noto fra gli scout quando, diciottenne, all’edizione del 2011 del Nike International Junior Tournament (ora Adidas Next Generation Tournament) registrò una doppia doppia di media con 10.4 punti e 10 rimbalzi con la divisa del Rytas durante la fase di qualificazione. Durante lo stesso torneo, partecipò anche alle finali, come di consuetudine tenute durante le Final Four di Eurolega, con la casacca dei rivali delloŽalgiris Kaunas, i quali cominciarono ad inserire il ragazzo nella propria orbita; lo osservando giocare anche nello stesso anno agli Europei Under 18 con la divisa della nazionale, dove agli 11.3 punti e 6.2 rimbalzi comincia a mostrare una delle sue caratteristiche principali, l’efficienza, terminando la competizione come terzo assoluto per PER.

In azione al torneo NIJT il giovane Artūras

L’esperienza in una prima squadra per Gudaitis arriva nella stagione successiva, nella seconda divisione lituana, dove inizia la stagione con il Gargždai-Bremenaper poi terminarla con il Nafta-Universitetas della sua Klaipėda; nel torneo, si piazza diciottesimo per punti realizzati e secondo in rimbalzi a partita. Arriva poi il passaggio ad una delle squadre riserve dello Žalgiris, dove anche per l’annata 2012/2013 risulta uno dei giocatori più produttivi del campionato ma rimedia un infortunio che lo costringe ad un’operazione a maggio, il cui effetto è quello di costargli l’Europeo Under 20 disputato in estate in cui sarebbe stato coinvolto visto che la stagione precedente, nell’edizione del 2012, dalla nazionale lituana furono presi in considerazione solo i nati nel 1992.

Viene comunque promosso nella prima squadra dello Žalgiris nel 2013, col doppio impegno nel campionato della Lietuvos Krepšinio Lygae in Eurolega; se in LKL fa registrare cifre di 5.8 punti e 3.3 rimbalzi, nella competizione continentale giocò forse la sua miglior partita in cui realizzò 14 punti e catturò 6 rimbalzi contro il Lokomotiv Kuban. Scudettato a fine stagione, bissò la vittoria in ambito nazionale nella stagione successiva, in cui le sue cifre quasi raddoppiarono con 9.4 punti, 5.2 rimbalzi, l’ottimo dato di 1.2 stoppate a partita col 76.4% ai liberi di media in campionato in 17 minuti di utilizzo a partita e 6.5 punti di media con 4.0 rimbalzi e 0.9 stoppate a partita in Eurolega in 15.4 minuti di utilizzo a partita.

Sua è anche la giocata dell’anno per la LKL nella stagione 14/15

Qualche sopracciglio si alza anche al di là dell’Oceano; eleggibile al draft del 2015, classificato dal noto sito specializzato Draft Express quale miglior prospetto internazionale fra i nati nel 1993, rimedia una chiamata con la scelta numero 17 del secondo giro coi Philadelphia 76ers, in piena fase iniziale del celeberrimo “Process”, ad accaparrarsene i diritti fra gli 11 teams dei quali si vociferava l’interesse, nonostante l’affollamento nel ruolo con la contemporanea scelta nella notte di Jahil Okafor, Willy Hernangomez (poi spedito ai Knicks) e Richaun Holmes.
Si verifica per il ragazzo il cambio di casacca, che però non lo vede approdare negli Stati Uniti ma restare in patria al Lietuvos Rytas Vilnius, prendendo la particolare decisione nel lasciare lo Žalgiris, insoddisfatto del minutaggio a lui riservato, con un vociferato pagamento dello stesso Gudaitis di parte della somma del trasferimento. I giorni d’estate trevigiana spesi da Marcelo Nicola con il lavoro individuale per preparare Donatas Motiejūnas al salto nella NBA furono raccontati con enfasi dallo stesso Donatas ad Artūras,il quale nell’ottica di un futuro approdo oltreoceano e della conquista di una sospirata convocazione per una manifestazione FIBA da parte della nazionale maggiore (che lo aveva tagliato appena 4 giorni prima dell’inizio dalla spedizione per l’Europeo 2015) non ci pensò due volte a raggiungere il team ora condotto in panchina dall’ex giocatore della Benetton.

Di certo lo sponsor BMW si è presentato ad inizio stagione col regalo giusto per Artūras e Marcelo

Il suo connubio con il coach funziona: durante la prima stagione con la nuova squadra il ragazzo conquista la Coppa di Lituania, proseguendo il trend che lo vede migliorare ogni stagione i suoi numeri individuali, diventati di 10.5 punti e 6.5 rimbalzi a gara. Vlade Divac, gm dei Kings che ne avevano acquisito i diritti dai 76ers appena un mese dopo la sua selezione nell’ambito dell’affare per l’acquisizione di Nik Stauskas, Carl Landry e varie prime scelte, lo chiama per una prima esperienza oltreoceano, la Summer League del 2016. doveArtūras, con 31 minuti giocati in 3 partite e 12 punti complessivi segnati, non è reputato ancora pronto per il piano superiore.

Tornato in patria, nell’ultima stagione in LKL si verifica un ulteriore salto in avanti per le sue cifre, con 11.6 punti per gara con 6.5 rimbalzi, tirando con il 57.1% dal campo e piazzando 49 stoppate in 40 partite, con una superba media di 1.32 a partita. Inoltre, ha avuto la possibilità di continuare a confrontarsi anche in Europa; sebbene non si trattasse dell’Eurolega, Artūrasha disputato l’Eurocup con Vilnius, segnando 13.2 punti con 8.2 rimbalzi, tirando con il 52.9% da due e il 70.3% dalla lunetta e piazzando 1.89 stoppate per gara, risultando fra i migliori nella regular season della competizione, durante la quale è risultato primo nelle stesse stoppate, nei rimbalzi offensivi, nei falli subiti e nei tiri liberi eseguiti e segnati.

In questo modo arriva la convocazione per la prima esperienza in una competizione per nazionali maggiori; nel 2017 ha preso parte all’Europeo quale cambio di Valanciunas, mettendo insieme 4.8 punti e 2.5 rimbalzi a gara.

Da qui, la chiamata dell’Olimpia, che decide di concedere un’opportunità al ragazzo già osservato in precedenza, nell’attesa del rientro di Young; il suo esordio in maglia meneghina sembra incoraggiante, 11 giorni dopo la sua firma, fornendo un buon contributo nella Supercoppa Italiana vinta con 18 punti e 18 rimbalzi messi a segno complessivamente nelle due partite di semifinale e finale giocate.

E’ però l’esordio in campionato, contro la Vanoli Cremona, a mostrare come potesse trattarsi di un acquisto particolarmente azzeccato per la compagine milanese. Il ragazzo infatti mette a segno una doppia doppia da 17 punti e 17 rimbalzi, con un 31 globale di valutazione raggiunto; il massimo per un giocatore dell’Olimpia all’esordio in campionato dal 2009, in cui Morris Finley realizzò un 34. Per quanto riguarda i soli rimbalzi, il dato resta notevole, risultando il più alto numero registrato dai 18 catturati da Singleton il 17 aprile 2005 contro Pesaro.

Il primato personale relativo ai rimbalzi è stato comunque riscritto successivamente daArtūras, contro Avellino; in quella occasione ha catturato infatti 20 rimbalzi, prima volta con un tesserato dell’Olimpia oltre la doppia decina dai 21 di Rusconi contro Imola, durante la stagione 2000/2001.

Nella stagione regolare di Serie A non è stato utilizzato per più di 20minuti di media, con quota 28 minuti raggiunta solo tre volte; tuttavia le sue cifre si sono attestate sui 10.7 punti, 7.3 rimbalzi e 1.2 stoppate a gara, con il 67.8% da due punti, il 75.8% ai tiri liberi e 17.3 di valutazione. Per quanto riguarda i rimbalzi è risultato il nono del campionato, per quanto riguarda le stoppate e la percentuale dal campo è il terzo, per quanto riguarda la valutazione è il settimo; cifre di spessore sebbene ottenute in un tempo di gioco limitato. Parametrizzando infatti i suoi dati su 40 minuti, Arturas risulta secondo rimbalzista del campionato (dietro al compagno di squadra Tarczewski), quarto stoppatore e inoltre nono marcatore del campionato; data anche l’alta percentuale al tiro, non stupisce come risulti nettamente il migliore della Serie A per valutazione.

Per avere un’idea del suo valore rispetto ai pariruolo nel campionato, incrociando True Shooting Percentage (ovvero la percentuale di tiro che considera globalmente tiri da 2, da 3 e liberi) e Net Rating (ovvero il differenziale in termini di punti realizzati e subiti su 100 possessi durante la sua presenza in campo), il ragazzo è capofila con valori stellari:

D’altro canto, il margine di errori nel momento in cui conclude è bassissimo: possiamo contare 6 partite su 28 con il 100% raggiunto al tiro e svariate partite in cui è arrivato vicino a quel valore, mostrando un’eccezionale efficienza.

 

Il ragazzo poi ha mostrato grande valore anche oltre i confini del campionato nazionale, disputando una stagione individuale di livello anche in quell’Eurolega dove nella comparazione coi vari Vesely, Ayon, Shengelia o Singleton non ha per nulla sfigurato. Nonostante una campagna europea dell’Olimpia Milano avara di risultati, Gudaitis ha mostrato anche in questo duro contesto gran stabilità di rendimento: nella regular season, sempre con un minutaggio limitato a 20.4 minuti a partita, ha concluso secondo assoluto per rimbalzi a partita, secondo assoluto per percentuale di tiro da due con il 67.1%, quarto assoluto per stoppate a partita, con un buon 71.5% ai tiri liberi e nono per valutazione globale (sarebbe terzo, dietro solo a Doncic e De Colo, se il dato fosse parametrizzato sui 40 minuti). Con un grafico simile a quello coi valori relativi alla Serie A, considerando True Shooting Percentage e Net Rating il lituano si mantiene nelle vette nel confronto coi pariruolo:

Mutato il contesto, non cambia la sua scarsissima propensione all’errore: anche in Europa è andato più volte a solleticare la quota del 100% al tiro, raggiunta 8 volte in 30 partite.

In particolare, il 24 ottobre contro il Real Madrid ha stabilito il record societario nella competizione per il maggior numero di canestri da due punti senza errori, con 9.

In che modo Gudaitis riesce ad essere così continuo nel suo alto rendimento?
Non si tratta di un cestista con un gioco dalla totale varietà, ma nelle cose che fa Artūrassi distingue per massima concretezza ed efficienza.
Dall’alto dei suoi 208 centimetri di altezza e 115 chilogrammi, il ragazzo è dotato di ottima mobilità e grande resistenza ai contatti; nonostante abbia un raggio di tiro limitato e quindi minori soluzioni di gioco individuale, sa farsi valere in post basso con la sua fisicità rendendolo efficiente nei pressi del canestro:

Assorbe il contatto e conclude in equilibrio

Il suo poco egoismo lo rende molto partecipe nelle fasi di gioco più “sporche”, con il lavoro fatto nel portare i blocchi che abbinato al suo atletismo si tramuta in un pericolo costante durante i suoi tagli a canestro nei pick’n’roll con i compagni:

Dopo il blocco portato sulla linea da tre punti, è rapido nello sprintare a canestro e concludere nonostante due difensori a disturbarlo

Con la sua mobilità che a volte gli consente anche giocate a sorpresa:

Nonostante lo sviluppo non sia completo, vista l’età nella quale ha iniziato a giocare, sta comunque affinando le letture di gioco quale passatore per i compagni; conscio dei suoi pregi e difetti, evita soluzioni in cui non è particolarmente certo di aver successo per poter mettere a disposizione della squadra altre sue qualità; questo massimizza la sua efficienza.

In questo caso, rinuncia al tiro dalla media contro Tomic per una soluzione migliore; spaziandosi, sul successivo pick’n’roll fra Theodore e Pascolo e la rotazione difensiva del croato si fa trovare pronto per concludere il 2 vs 1

L’attitudine al sacrificio, l’intelligenza e la verticalità costituiscono un pregio anche in difesa, dove senza sottrarsi ai contatti rappresenta un costante impedimento ai canestri avversari:

Alza le braccia riducendo la visuale del canestro a Watt, dall’alley oop, restando ben posizionato sui movimenti dell’americano che viene respinto quando prova infine a concludere

Anche quando è coinvolto nei pick’n’roll è in grado di assicurare ottimo contenimento nelle situazioni di sottonumero, fino al recupero del difensore del bloccato:

Con Theodore ad inseguire sul pick’n’roll, riesce a difendere ottimamente contemporaneamente palleggiatore e bloccante

La bontà della sua stagione non è passata inosservata oltreoceano; i diritti sulle sue prestazioni sono stati inseriti sotto richiesta dei Cavaliers durante quest’ultima sessione di trades, al momento dello scambio che ha portato fra gli altri George Hill a Cleveland e Iman Shumpert a Sacramento.

I dubbi restano sull’effettiva capacità di traslare il proprio gioco ad un livello di atletismo maggiore; leggermente più basso della media dei pivot NBA, con un’architettura fisica da ala forte possiede un gioco da centro, con ulteriore difficoltà di previsione sull’efficienza da stoppatore, altro suo pezzo forte, rispetto ai diretti avversari da affrontare nella Lega americana.

Non è ancora chiaro cosa riserverà il futuro per il pivot lituano, da un passaggio fortunato nella NBA ad un’avventura americana senza impatto, dalla conferma e magari aumento di questo grande impatto in ambito nazionale ed europeo ad un calo di rendimento; di sicuro, per una Milano della quale si vocifera un grosso ricambio per il reparto degli esterni, col rinnovo di contratto per il ragazzo fino alla stagione 2020/2021 (con una clausola “NBA escape” per l’estate del 2019, già dichiarata quale momento giusto in cui considerare seriamente l’avventura negli Stati Uniti), il ruolo di pivot sembra essere una certezza granitica, consegnato nelle grandi mani di Artūras.