Gli amanti della pallacanestro, intendo quelli veri, non quelli occasionali, sono gente strana. Quando tutta l’Italia insulta la nazionale di calcio perché sta perdendo contro l’Uruguay, loro sono su Sportitalia ad esaltarsi con gara 3 di Barcellona – Real Madrid. Quando il giorno dopo sui social network si critica Balotelli e ci si lamenta del caldo, loro guardano nervosamente l’orologio aspettando gara 6 tra Siena e Milano.

Ieri sera si stava bene, un bel freschino, un giovedì sera tra amici con birrette e magari un salto in qualche locale. Tanto domani è venerdì. Sì ma gli amanti del basket sanno che non è una notte come le altre: finalmente si può tornare a stare in piedi la notte. C’è il Draft dell’NBA.

Il draft dell’NBA consiste in un’interminabile sequenza di scelte di giocatori, facce sorridenti, 5 alti, paragoni improbabili e tentativi di scorgere sui volti dei giocatori eventuali delusioni per un matrimonio indesiderato. Tipo questo dai..

Insomma, la notte dei draft è il paradiso cestistico di ogni nerd devoto a questo sport.

Non intendo fare un recap di tutte le scelte, per quello c’è nba.com (http://www.nba.com/draft/2014/draftboard.html). Intendo invece sputtanarmi allegramente andando ad analizzare alcune scelte che per me possono cambiare il volto del basket oltreoceano.

Partiamo dal fondo delle prime scelte: i San Antonio Spurs scelgono Kyle Anderson, di UCLA. Ma come??? Vi fate ancora trollare da Pop & soci? Anderson è lento, ma sa far tutto: passatore sublime, vede il gioco prima degli altri, tiro alterno ma perfetto in un sistema dove tutti i componenti possono andare in doppia cifra. Non farò paragoni per tutto l’articolo, ma nel sistema Spurs a Giugno ha discretamente dominato un ragazzo sovrappeso che preferisce le crepes alla palestra ma ha mani da artista. Per me è assurdo che Anderson non sia stato scelto prima.

Who the fuck is Bruno Caboclo? Non ditemi che i Raptors l’hanno scelto per questo titolo su youtube..

Adoro Jabari Parker, è felpato nei movimenti, ha già la faccia di uno che vuole essere un all star dal primo anno. Lo adoro anche perché ha fatto schifo nei work out con Cleveland perché fondamentalmente voleva andare a Milwaukee. Ha già ottenuto il primo successo. Dio ti prego salvalo dalle serate con Larry Sanders.

Andrew Wiggins alla prima, il Canada esulta, Cleveland esulta soprattutto. Non è ancora del tutto NBA ready a mio avviso, e questo non necessariamente è un male. Atleta mostruoso, ha migliorato il tiro visibilmente in un anno di college, figuriamoci cosa può fare coi preparatori dell’NBA, figuriamoci cosa può fare con David Blatt. Cleveland con lui, Irving e scambiando Waiters, soprattutto senza Mike Big Mac Brown può arrivare comodo ai playoff. Sicuro in contropiede ci si diverte.

Sì, la Gazzetta diciamo che la salta

Scendiamo ancora un po’, tra Orlando che sceglie Gordon (mah,manco fosse il supereroe, non mi piace per niente), Utah Exum (ma non hanno già Burke?), arriviamo a due scelte di due squadre che tendenzialmente vengono seguite.

Allora, vado di primo vero sputtanamento: Julius Randle è il miglior lungo di tutto il draft. Dominerà ai Lakers, e Bryant fa bene ad essere contento. E’ un giocatore con un senso di rimbalzo randolphiano (è un aggettivo, non un paragone), è basso ma chissenefrega se si protegge così sotto le plance, in un gioco sempre più devoto allo small ball. Per me è perfetto sugli scarichi del Mamba.

Boston alla 8 ha scelto un animale: Marcus Smart. Fisicamente pronto per il pentathlon, corre, salta, schiaccia, tira, è cattivo. Non mi sembra che sia un genio, ma se Rondo rimane Smart vicino può davvero essere scomodo. Sempre stando in tema celtico, grande pesca alla 17 con James Young. Gli analisti NBA lo esaltano per il tiro, io ricordo che sa attaccare il ferro

Non l’ho vista tutta la serata, aspettavo solo un momento prima di andare a letto: WITH PICK NUMBER 11 THE DENVER NUGGETS SELECT… DOUG MCDERMOTT, FROM CREIGHTON UNIVERISTY.

Io McDermott lo adoro, è il giocatore che avrei sempre voluto essere. Unica perplessità: a Denver? Dove c’è il Gallo? Ma ecco che arriva la news da sogno: McDermott finisce a Chicago, da Thibodeau. Meraviglia. Certo di gavetta per entrare nelle rotazioni dei Bulls ce n’è, ma se c’è un giocatore pronto a lavorare e col talento per entrare in un sistema come quello dei rossi, quello è McDermott.

No way u take another PG in the lottery before Napier.— LeBron James (@KingJames) April 8, 2014

Ecco, Miami ha preso Napier dando agli Hornets (che lo avevano scelto originariamente) due scelte di quest’anno, due del prossimo, soldi, il gel di Pat Riley, il dentista di Spoelstra e la bambola gonfiabile di Bosh. Insomma, diciamo pure che questo è il primo segnale di una franchigia che non vuole mollare il Re. E forse viceversa.

Una notte che doveva entrare nella storia dei draft NBA, vedremo solo tra qualche anno se sarà degna di tale aspettativa. Di sicuro ricorderemo per sempre la commozione di Isaiah Austin (l’NBA sempre 100 gradini sopra). Di sicuro nella storia del nostro basket ci va, visto che Alessandro Gentile è stato scelto da Minnesota (poi ceduto a Houston). Il ragazzo per me può addirittura star meglio in un contesto del genere che in Italia, vediamo cosa deciderà di fare.

Adesso è ufficialmente finita la stagione NBA, e contemporaneamente sono iniziate le fantadiscussioni per la stagione 2014/15. Intanto dal 1 Luglio si parla di mercato, che quest’anno è più entusiasmante di un “all you can drink” per Jr Smith. Voi parlate pure dei Mondiali di Calcio, io inizo una stagione NBA2K14 creano ad uno ad uno i giocatori draftati. #basketballneverstops #ottobreètroppoinlà