Qual é la prima cosa che vi viene in mente, di getto, associata al termine ‘bancarotta’La mia mente elementare, trovandosi a dover rispondere alla domanda in questione, viaggia immediatamente verso le seguenti due cose:

  1. la puntata dei Simpsons in cui Shawn Stoner… Ehm… Krusty il Clown fallisce e, una volta rimessosi in sesto con l’aiuto di Bart, spende immediatamente tutte le nuove entrate da capogiro per acquistare un naso da clown fatto di rubini,

    Shawn quando se la passava male

    Shawn quando se la passava male

  2. lo statement di Sports Illustrated, che nel 2009 fa rivelò la seguente statistica:

    “A 5 anni dal proprio ritiro, circa il 60% dei giocatori NBA è ‘al verde’ (broke)”.

    “A 5 anni dal proprio ritiro, circa il 60% dei giocatori NBA è ‘al verde’ (broke)”.


Una buona fetta di voi l’avranno già sentito e/o visto in svariate sedi; ma vale la pena di prendersi il tempo di leggere attentamente la frase un’altra volta.

Più della metà verserebbe in questa condizione a distanza di meno di un lustro dall’ultima allacciata di scarpe (da notare che non stiamo parlando di atleti NFL, le cui carriere, volenti o nolenti, son destinate a durare di meno rispetto a quelle dei loro ‘peers della palla al cesto’).

“Come si fa?” vi chiederete voi, dall’alto della vostro regime di ristrettezze economiche che vi costringe a rinunciare all’uscita con gli amici oppure allo spettacolo al cinema al solo fine di riuscire a permettersi la scommessa settimanale negli ‘Speciali Basket’ alla PlanetWin che sistematicamente, ogni maledetta volta, toppate.

Ci sono molti modi per riuscirci a dir la verità, e conseguentemente ci sono altrettante tipologie – se così possiam definirle –  di atleta sciagurato che dilapidi il patrimonio intascatosi:

 

QUELLO CON L’INVESTIMENTO FACILE #ascoltauncretino

“Che fai già, che ci stai, non te lo compri un jet che non funziona?”

Uno degli esempi di investimenti improbabili rimasto negli annali è quello di Scottie Pippen – capace di polverizzare i 120 milioni di dollari guadagnati durante la sua carriera da professionista – che decise di spendere 4 milioni per acquistare un jet privato… che neanche funzionava! Metterlo in condizioni di poter spiccare il volo gli è infatti costato un ulteriore milione, per un totale di 5: un affarone, insomma!

I soldi ok, ma Scottie sa come consolarsi…

I soldi ok, ma Scottie sa come consolarsi…

Per una frazione di secondo, quando ho avuto la possibilità di giocarci contro a calcetto, mi sono domandato: “chissà cosa succederebbe se qualcuno facesse trash-talking a riguardo?“. Il fatto che sia qui a scrivere questo articolo a distanza d’anni è ovviamente testimonianza ed indice del fatto che mi sono ben guardato dal rischiare a tentar di trovare la risposta in prima persona.

Un altro settore in cui sono andate a finire ingenti somme è quello del ‘real estate’: Coleman, ad esempio, pensò bene di “investire forte” nel settore immobiliare in quel di… Detroit! Eh sì, la città del Michigan che era già chiaramente avviata verso il fallimento che si sarebbe verificato. Il buon Derrick, che durante la sua carriera aveva dichiarato che avrebbe continuato a giocare tanto da potersi garantire un ritiro tranquillo, è andato da +91M$ a -4.7M$.

All it files by...

All it files by…


Tante ma davvero tante sono le scelte poco oculate (come quelle del Latrell nazionale) e questa non ha la presunzione di voler essere una lista esaustiva… Ce n’è una che merita una menzione però:

sapevate che Eddy Curry ha avuto la brillante idea di farsi prestare 575.000$ ad un tasso di interesse dell’85%?

Questa la reazione quando qualcuno gli ha fatto notare le implicazioni...

Questa la reazione quando qualcuno gli ha fatto notare le implicazioni…



QUELLO CHE CERCA LA “DOPPIA DOPPIA” #manocaldamanonsoloquella

Punti + rimbalzi? Punti + assists? Rimbalzi + stoppate? Nulla di tutto ciò.
Le categorie in questione risultano essere ben altre: madri + figli/e!

Da notare il fatto che, in quanto ‘double double’, si va in doppia cifra in entrambe le categorie: non solo una numerosa prole, ma anche tante mogli e/o madri diverse. Dal punto di vista economico, se la compagna fosse stata la medesima, le implicazioni sarebbero almeno state diverse e leggermente meno pesanti.

It goes without saying che quanto più alti i valori tanto più costoso il mantenimento ed i multipli assegni di alimenti, mantenimento & co. che hanno contribuito alla drastica diminuzione dei rispettivi patrimoni.

Esempi? Ne abbiamo a volontà (notazione: prima cifra per figli/e, seconda per madri):

Larry Johnson: 5 + 4 – il buon Larry ci ha provato ma si è fermato a cinque più quattro, con un paio di energici tentativi finali nel convincere le sue partners all’aborto (famoso il caso della modella Laura Tate) – articolo

Larry ed il suo ammaliante sorriso

Larry ed il suo ammaliante sorriso

Royce White: 5 + 5 – tantissime virgole per lui sul parquet, ma parecchia attività altrove… Tocco di classe il blocco ad una delle ultime compagne su Twitter dopo aver scoperto la gravidanza – articolo

“Again?”

“Again?”

Scott Skiles – 6 + unknown – anche un coach nella lista, sconosciuto il numero di partners ma certezza sulla prole. Hai capito Scott!

“Shit!”

“Shit!”

Kenny Anderson – 7 + 5 – 3 divorzi, 5 ex-mogli da mantenere, ma soprattutto i pargoli: “They can burn a hole in your pocket real quick… you’ve got your schooling, day care, nanny. It just goes on and on”. 63 milioni il patrimonio mandato in fumo con tanto di bancarotta dichiarata nel 2005

Shawn Kemp – 7 + 6 – e sono solo quelli ufficialmente confermati… Rumors lo vorrebbero in testa alla graduatoria abbondantemente… 91 i milioni bruciati per lui. Chissà se a Montegranaro…

‘A bella, vuoi vedere un par de dunks?’

‘A bella, vuoi vedere un par de dunks?’

Willie Anderson – 9 + 7 – affatto male considerate le 11 stagioni… Più difficile che ve lo ricordiate rispetto agli altri (7 stagioni agli Spurs, un bronzo olimpico nel 1988, all rookie team l’anno successivo) ma in un certo senso un precursore ed antesignano

Jason Caffey – 10 + 8 – colui che c’è andato più vicino di tutti è il grandissimo Giasone. I 29 milioni di dollari messi in saccoccia, insieme a due anelli di campione della Lega, non sono bastati a prendersi cura degli eredi. Tante le cause di mancato sostentamento che Caffey non riuscì neanche ad espletare interamente tutte le pratiche per la dichiarazione di bankruptcy.

‘Ma cazzo…’

‘Ma cazzo…’

Anche se nello “scout ufficiale” non risulta una vera doppia doppia, ci han provato come avete visto in tanti e questo fattore è stato sicuramente determinante, per una buona parte dei giocatori finiti al verde, nel far sì che perdessero le finanze accumulate.



QUELLO CHE DIVENTA UN BANCOMAT UMANO #checelhaidueeuromessimale

Non solo ovviamente voglia di sfoggiare i propri acquisti: spesso e volentieri, anzi, uno dei motivi che conduce a simili situazioni è la nobile volontà di condividere le proprie ricchezze con i propri cari. Tutto bene fin qui, se non fosse che la definizione di ‘propri cari’, come potrete immaginare, in simili circostanze tende ad aumentare esponenzialmente, includendo non solo famiglia ed amici più prossimi, ma anche quel ragazzino incontrato un’unica volta nei corridoi a scuola piuttosto che presunte conoscenze di vecchia data. La ‘famiglia allargata’ può facilmente esser costituita da un numero tra 30 e 70 persone, ed il fornir loro contanti ad ogni richiesta (“Che fai, gliela neghi? Sei o non sei una star NBA?”) trasforma in veri e propri ATM umani.

atm

Human ATM

E’ questo il caso di Antoine Walker, che ha bruciato la bellezza di 110 milioni di dollari incassati nella sua gloriosa carriera da pro (12 stagioni, un anello di campione NBA con i Miami Heat, non più in suo possesso perché… ha dovuto venderlo a 21.500$).

walkLa bancarotta non è stata causata solo il mantenimento della propria ‘crew’ (70 membri) ma questo fattore ha decisamente giocato un ruolo importante nella sua sonora caduta finanziaria. è stato determinante.

Altri esempi di questa tipologia sono costituiti da Eddone Curry – ancora lui – che ha fornito uno stipendio mensile di 16.000$ ad ogni componente della sua famiglia allargata.

 “Ah, non ti bastano ‘sto mese?”

“Ah, non ti bastano ‘sto mese?”

Di ulteriori esempi potrebbero essercene a vagonate, ma ne menzioneremo solo un altro: The Answer.

Uno dei motivi per cui Allen Iverson si è dovuto ridurre ad avere un account eBay chiamato ‘iversonauthentic’ in cui, tramite il proprio staff, vende dal 2010 “in prima persona” suoi memorabilia frutto della propria carriera (qui l’account e qui gli oggetti in vendita, per i curiosi), è proprio il fatto che nei suoi anni da professionista abbia supportato e sostenuto economicamente un ‘close circle’ composto da 50 elementi. In America hanno reagito così: ‘Allen Iverson is selling gear on eBay and it is sad’.

La foto è accattivante, ma il fatto in sè in effetti un po’ triste lo è...

La foto è accattivante, ma il fatto in sè in effetti un po’ triste lo è…



QUELLO COL VIZIO DEL GIOCO D’AZZARDO #telodicoquestaèlavoltabuonamelosento

Se a voi l’agognata giocata alla Planet menzionata poco sopra inizia a sembrare uno sfarzoso lusso nel caso in cui saliate sopra un budget di 10€, c’è chi si gioca cifre con tre o quattro zeri in più senza battere ciglio. Lunga é infatti la lista dei giocatori NBA che hanno bruciato una fortuna mediante gioco d’azzardo.

Nel 2006 Sir Charles ha dichiarato di aver perso in gambling la modica cifra di 10 milioni di dollari.

"Cazzo!"

“Cazzo!”

Nonostante ciò, fortunatamente per lui, non viene classificato come uno degli atleti in bancarotta che ha bruciato tutto il capitale a propria disposizione, con il ruolo da affermato commentatore televisivo ed analista che ha dato il “la” affinché si potesse rimettere in carreggiata.

Ci sono altri cui è andata peggio: per citare due degli esempi fatti sopra, Allen Iverson non è più autorizzato a metter piede nei casino di Atlantic City as well as Detroit, mentre Antoine Walker  (700K$ lasciati sul ‘tappeto verde’) è stato arrestato in quel di Las Vegas per il suo aver staccato numerosi assegni fraudolenti ai vari casino.



QUELLO CHE MERITA UNA MENZIONE D’ONORE #leinonsachisonoio

Tanti altri i possibili problemi con legge e forze dell’ordine che han dato il via a pesanti sanzioni ed a quell’effetto domino culminato poi con le carte per dichiarare bancarotta o lo svuotamento dei vari conti in banca: dall’abuso di droghe (Shawn Kemp, David Harrison tra gli altri) a quello di alcohol (Vin Baker), dalla violenza (da Eric Williams ed il famigerato drink scagliato in faccia alla sua ora ex-moglie ad abusi sfortunatamente ben più seri) alle armi, e chi più ne ha più ne metta… In tema di menzioni d’onore, impossibile non nominare The Worm, Dennis Rodman, il cui legale ha fornito carte che dichiaravano come fosse “extremely sick and broke” alla corte che lo stava incalzando per giustificare l’ammanco di 800K$ nei confronti dei commitments presi per cause di child support.

David Harrison, 4.4 milioni di $ guadagnati nella NBA - in cui verrà ricordato per aver preso parte alla Malice in the Palace - ed attualmente dipendente di un ristorante McDonald’s

David Harrison, 4.4 milioni di $ guadagnati nella NBA – in cui verrà ricordato per aver preso parte alla Malice in the Palace – ed attualmente dipendente di un ristorante McDonald’s

Su un tono più serio e meno faceto, come rivelato dai vari studi ed approfondimenti a riguardo, tanti sono i fattori che determinano una situazione simile: fiducia malriposta, incapacità di reggere la pressione dovuta alle aspettative altrui, estrema competitività, falsata percezione di quanto sia “facile” fare soldi e di come cifre sotto i 6 zeri non siano piccole somme, problemi effettivi con le rispettive famiglie e, last but not least (!), mancanza di esperienza nel maneggiare capitali considerando età ed il fatto che gran parte dei giocatori inizi ad ottenerli appena finito il liceo.

E’ proprio per quest’ultimo motivo che Antoine Walker, uno dei casi più eclatanti trattati (sapevate che non aveva abbastanza fondi per un affitto on his own e doveva condividere un appartamentino da 915$ al mese con un compagno di squadra negli Idaho Stampede in D-League? E parliamo di un ex-all star…), si occupa al giorno d’oggi di sensibilizzare i rookies NBA a proposito di queste problematiche in collaborazione con Morgan Stanley

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Antoine Walker: “Ti insegnerò a come evitare di fare la fine che ho fatto io…”
Random Rookie: “No way. Ma che ne sai tu!”
Antoine Walker: “SCOMMETTIAMO?”

Certo che in effetti si può scommettere ormai su tutto… Dal canto nostro, non ci resta che aspettare il giorno in cui nei famigerati ‘Speciali Basket’ si potrà puntare anche su Under/Over (4.5 anni) dal ritiro prima di bancarotta per i giocatori NBA

Nonostante la sensibilizzazione e le campagne, qualche candidato sicuramente c’è. Io ne ho in mente qualcuno, e voi?

 

di Valerio D’Angelo