Caro Babbo Natale,

noi del basket italiano siamo un popolo semplice, ci divertiamo (tanto) con poco e siamo abituati a non avere troppa attenzione. Forse è proprio per questo che il nostro mondo non si è (ancora) montato la testa ed è un ambiente sano. Però, certo che c‘è un però, abbiamo anche noi qualche desiderio e due o tre richieste.

 

– Partiamo subito con qualcosa di oneroso, in questo momento storico forse troppo oneroso, ma dobbiamo pensare al futuro. Quindi, se fosse possibile, ci farebbe tanto piacere che arrivassero un po‘ di soldini in Comune, in Provincia ed in Regione e si potesse programmare con le società di basket il “rinnovo” dei nostri palazzetti. Se dai un‘occhiata all‘età media degli impianti delle squadre di Serie A, noterai un confortante 34(!). Ora, va bene tutto, ma se dobbiamo dare un‘immagine giovane, organizzata, concreta, proiettata al futuro e attirare nuovi investitori, forse è meglio che nel salotto di casa nostra non ci siano i mobili dei nostri trisavoli e la polvere nascosta sotto il tappeto. Che dici?

 

– Sarebbe possibile che chi si occupa di stabilire nuove regole, tipo quella dei passi se ti tuffi per recuperare un pallone, o quella della virata, o del riconoscimento giocatori stile minibasket prima della partita, quando è il momento di buttare giù qualche riga chiedessero consiglio a giocatori e allenatori? Mica per altro, ma ho come l‘impressione che chiedere ai protagonisti, se sia il caso o no di cambiare il modo di giocare, sia una scelta interessante.

 

– Il tifo in Italia è spettacolare, vivere i palazzetti pieni che cantano e urlano ti fa tremare le gambe, vedere i bambini delle scuole di tifo ti fa capire che la mentalità giusta è sempre viva. Quindi, senza voler essere esagerati, puoi mandare a fare in culo quei genitori che a bordo campo, con i figli piccoli accanto, insultano i giocatori, gli arbitri e i dirigenti pensando di essere importanti o di contare qualcosa? Spieghiamogli che sono semplicemente dei cattivi e tristi esempi di cui la pallacanestro e lo sport in generale non hanno bisogno e fanno volentieri a meno.

 

– Chi vive di basket, vive di basket 24 ore al giorno. Se ha voglia di andarsi a fare due tiri alle 3 di notte, ci va!! Potresti insegnare a quelli un po’ troppo indisciplinati che le retine sono belle attaccate ai ferri? Che i tabelloni sono belli se sono integri? Che i playground sono dei punti di riferimento importanti per gli appassionati e che se riusciamo a valorizzarli e trattarli come pezzi d’arte ci guadagniamo tutti?

 

– La prossima richiesta farà felici tanti tifosi: togliamo una decina d’anni ad un gruppetto di ragazzi? Leviamo una decade a Duncan, Ginobili, Parker, Kobe e Dirk, così li ammiriamo ancora un bel po’ mentre vincono, dominano e ci fanno divertire. Se penso che contro quattro di questi ci ho giocato contro mi viene ancora la pelle d’oca e un filo di nostalgia mi accarezza il cuore. Proprio per questo, se gentilmente levi due lustri anche al sottoscritto, prometto che farò il bravo bambino e smetterò di dire cazzate durante le telecronache.

 

– Questa è la più complicata di tutte, non so nemmeno se sia il caso di domandartela. Ci sono tre giocatori al di là dell’oceano che giocano in una condizione che definire d’emergenza è un eufemismo. Potresti recuperare un cervello per Westbrook, Stephenson e McGee? No, che cosa hai capito? Non sono mica così scemo, eh. Basta un cervello in tre. Già a quel punto si risolverebbero parecchie cose…

 

– Il fatto che Ettore Messina sia (finalmente) di nuovo seduto sulla panchina della Nazionale è già di per se un regalo meraviglioso. Ora ci servirebbero due o tre circostanze che facciano sì che gli azzurri possano arrivare a Rio 2016, vivere e farci vivere la manifestazione più bella dell’universo. Riusciamo a regalare una settimana di dissenteria ai nostri avversari durante il preolimpico? Oppure qualche idiota che si fuma due canne, viene sgamato e squalificato. O che passano direttamente alle Olimpiadi le squadre che vivono in uno stato a forma di stivale. O semplicemente che i nostri ragazzi giochino con tutto il talento che hanno, difendano forte e si passino tantissimo la palla. Ah, per questo possono fare tranquillamente senza il tuo aiuto? Benissimo allora! E’ tutto nelle loro mani.

 

– Champions League? Sul serio? Ora, capisco che gli sport minori vadano spinti e aiutati (stiamo parlando del calcio), ma cari giornali “generici”, la nostra vecchia Coppa Campioni si chiama Eurolega. da una quindicina d’anni. Facciamo che se vi sbagliate un’altra volta vi porto al campetto e vi faccio subire una sessione di blocchi da Ron Artest, così vi si schiariscono un po’ le idee.

 

– E’ un momento storico importante per la pallacanestro italiana. Dobbiamo far fronte a diverse problematiche e alcune leghe emergenti stanno mettendo la freccia di sorpasso. Regaliamoci un atteggiamento di unione, dove tutti pensano al bene delle squadre in ottica futura, al bene del nostro movimento in ottica futura, alla formazione di nuovi talenti in ottica futura. Insomma, guardiamo e pensiamo a domani e non continuiamo a guardare come eravamo belli ieri.

 

Te lo ripeto Babbo Natale, noi del basket siamo un popolo semplice e se non riesci ad esaudire proprio tutti i nostri desideri fa lo stesso. Siamo talmente innamorati dello sport più bello del mondo che ci proveremo con le nostre forze. Perché, grazie al cielo, un cervello ce l’abbiamo (Va beh, quasi tutti).

Pace, Amore e Felicità natalizia.