Siamo a inizio Febbraio circa: “Amore mio, luce dei miei occhi, ho una proposta da farti: ti andrebbe di andare al mare il weekend dell’8 Marzo? Sarà bel tempo, e così ti festeggio a dovere!”

“Ma è un’idea fantastica, prenota pure!”

Venerdì 6 Marzo, ore 15.45 circa: borse piene, benzina fatta, si parte per il weekend riminese. SPOILER: mia moglie ha saputo tutto, d’altronde la mia voglia di celebrare la Festa della Donna (ricorrenza che oggettivamente importa a entrambi come una conferenza sui lupini) l’aveva insospettita.

Si va a Rimini per le Finali di Coppa Italia di LNP e A2 Femminile!

Ore 17: non passiamo nemmeno dall’albergo prima, sono più emozionato di un bimbo il 24 Dicembre. La prima e unica fermata è la Fiera di Rimini. Tempo di parcheggiare (8 euro, nice!) e si entra. La prima sensazione è che ci sia molta più gente rispetto alla prima edizione. Il numero degli stand è anche maggiore, si parla di basket in ogni angolo e nel giro di pochi metri ci sono procuratori, ex giocatori, allenatori e il presidente Gianni Petrucci. #aRiminiilbasketèinsalute

Ore 18: inizia la prima semifinale della Final Six, la competizione per le squadre di Gold e Silver. Si affrontano Treviso e Ferentino. Durante la ruota si sente in lontananza un coro che parte…

“TREEEE….VIIIII…SOOOOO”

treviso

La partita è equilibrata, Treviso resta in vantaggio fino alla fine del terzo quarto grazie a Negri, Rinaldi e un Powell che a mio avviso vedremo presto in categorie superiori. Ferentino, anch’essa sospinta da un foltissimo numero di tifosi, non ci sta e grazie alle iniziative individuali di un Bucci scatenato sorpassa e non si guarda più indietro. Vincono i laziali di 5 punti, sugli spalti è festa comunque per entrambe le curve con Treviso che abbandona la competizione tra gli applausi del proprio pubblico.

Ore 20.05: panino, birra e rutto libero guardando Faenza- Sassari di serie C, ultimo quarto di finale delle Final Eight di categoria.

Ore 20.30 Si torna sul campo centrale, “Parigi 99” (l’altro campo è “Atene 2004”, nomi azzeccatissimi già dall’anno scorso). Si sfidano Torino e Ravenna. Sulla carta non dovrebbe esserci partita in favore dei piemontesi. Ravenna però ha le idee chiare, mette in campo più energia e arriva quasi in doppia cifra di vantaggio nel primo tempo. Bechi prova a svegliare i suoi, la difesa si fa più dura, Lewis e Miller vanno a canestro con facilità e Torino allunga imponendosi come da copione.

Ore 00.30 Dopo una mangiata di pesce giusto per testimoniare che siamo a Rimini e non in qualche paradiso cestistico immaginario, tutti a letto perché il sabato propone un programma ancora più intenso tra partite, eventi e visite agli stand.

Sabato 7 Marzo, ore 13.30: c’è Faenza–San Severo e Scauri–Ortona, semifinali di serie C. Vuoi che ce le perdiamo? Non scherzare minimamente. Sono partite davvero intense, molto fisiche, dove tutte le squadre non lesinano colpi proibiti pur di arrivare alla vittoria finale. La sfida tra romagnoli e pugliesi è la più equilibrata, “Atene 2004” è abbastanza piena, su un fallo un po’ dubbio ai danni di San Severo ci giriamo per vedere chi sta protestando così animatamente. E’ un simpatico vecchietto tifoso di San Severo, con gli occhiali da sole, che ci guarda in maniera minacciosa. Non ci giriamo più, fortuna che vince San Severo!

Nella foto "Rudy Fernandez" Zambrini di Faenza a colloquio con un grigio

Nella foto “Rudy Fernandez” Zambrini di Faenza a colloquio con un grigio

Ore 15.30 “Parigi ‘99”, semifinale di Serie B tra Cento e Agropoli: in 500 dalla provincia di Ferrara, in 300 dalla Campania. Si preannuncia uno spettacolo di partita. Ed è proprio così: tra ribaltamenti di fronte, sorpassi e controsorpassi, fischi piuttosto pesanti prevale Agropoli che gioca un basket alla Phoenix Suns. Romano, guardia di Agropoli, fa impazzire i tifosi con una bomba in transizione alla Djordjevic (ok sto esagerando coi paragoni #Pistocchitime), Marulli è un signor play per la categoria, l’espulsione del centese Di Trani condanna i biancorossi alla sconfitta.

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La finale di serie B sarà tra Agropoli e Montichiari, che sotto le plance schiera Marconato, Perego e Cazzaniga…….

campo

Ore 18 prima semifinale di A2, Brescia contro Ferentino. I lombardi sarebbero i favoriti, ma Ferentino ha acquisito grande consapevolezza dopo la faticaccia del giorno prima. Dopo il primo quarto “di studio” Ferentino allunga con un Starks davvero incontenibile tra canestri e assist alla Curry (ok, la smetto).

I tifosi laziali spingono i propri beniamini verso la conquista della finale in una cornice di pubblico davvero stupenda. A fine partita, tutti allo stand di Ferentino dove si stappano bottiglie di prosecco e si canta per la squadra. Noi non cantiamo, ma brindiamo volentieri.

semi

Ore 20.30 mentre sull’altro campo stanno giocando le ragazze impegnate nella Final Four di A2 femminile (semifinali tra l’altro al cardiopalma con thriller incluso tra Ferrara e Torino, dove è la prima a imporsi), su quello centrale inizia la semifinale forse più attesa, tra Verona e Torino.

I ragazzi di Bechi partono carichi mentre Verona gioca un primo tempo col freno a mano tirato. Nonostante un Mancinelli più carico forse per il post serata che per la partita, la Manital mantiene il controllo dei primi 20 minuti. Il terzo quarto però è storicamente la frazione della Ramagli band: difesa molto più aggressiva, Monroe in post basso passa la palla come nessuno in qualsiasi campionato nazionale, Umeh esce dai blocchi come Ray Allen (non riesco a smettere..) e Verona allunga. Torino pensa più a litigare con gli arbitri, rei di aver perso un po’ il polso della partita, ed esce totalmente dalla contesa. Vince Verona, i tifosi di Torino intanto cantano in direzione della terna “fischiaci, fischiaci, fischiaci sto fallo” con gestualità annesse molto esplicite.

Davanti alle transenne un tifoso di Verona che per tutto il tempo ha urlato a Mancinelli di stare seduto. Al 47 esimo urlo Mancinelli si è seduto e tutta la tribuna si è messa a ridere.

Davanti alle transenne un tifoso di Verona che per tutto il tempo ha urlato a Mancinelli di stare seduto. Al 47 esimo urlo Mancinelli si è seduto e tutta la tribuna si è messa a ridere.

Ore 23.30 pub riminese preso d’assalto da tutto lo staff de La Giornata Tipo insieme a qualche direttore sportivo, appassionato, allenatori e giocatori. Sembra l’Oktoberfest del basket, spettacolo puro.

Domenica 8 Marzo, ore 12.30: con occhiaia che sembrano Samsonite, un sapore in bocca di birra misto hamburger e la colazione appena digerita, eccoci già in prima fila per la giornata delle finali.

Si inizia con la C, in campo Scauri e San Severo. E’ una partita STU-PEN-DA, sempre in equilibrio con Scauri che ha nell’asse Richotti-Bagnoli (sì quel Simone Bagnoli enorme visto giocare proprio a Rimini) la colonna portante del proprio gioco. San Severo dall’altra parte non è da meno con un Serroni davvero irreale dall’arco. Le tifoserie battibeccano nel più “naturale” dei modi, l’intensità sale a mille, si arriva in parità a pochi secondi dalla fine. Richotti tira, sbaglia, PRENDE IL RIMBALZO ( è alto 1.75 ad esagerare), scarica a Bagnoli che segna. Il tiro della disperazione di San Severo non va, Scauri trionfa.

Meravigliose le lacrime di Bagnoli portato in trionfo da tifosi e compagni.

Bagnoli in lacrime

Bagnoli in lacrime

Ancor più emozionanti le parole di coach Addessi.

Ore 15: non stiamo nemmeno a uscire per un caffè perché ricordare la partita appena conclusa è d’obbligo. Non si ha un attimo per respirare, Agropoli e Montichiari sono già in campo. C’è curiosità nel vedere come il gioco “run & gun” di Agropoli cozzerà contro la fisicità di Montichiari.

Il primo tempo è la FOLLIA. I campani volano sul 50-28 con un incredibile 10/15 da 3, mai vista una roba del genere. Ho la sensazione però che Montichiari possa tornare in partita in qualsiasi momento. Per una volta non sparo la bagattata, perché con un altrettanto incredibile parziale di 23-2 i lombardi chiudono il primo tempo sul -1.

Montichiari sembra averne di più, Agropoli è stanca e imprecisa nei secondi 20 minuti anche se non molla. Perego e Bonfiglio però sono davvero inarrestabili, la squadra di coach Cadeo allunga e si impone con un roboante 94-83. E’ stato uno spettacolo, i tifosi di Agropoli sono fieri dei loro beniamini, non potrebbe essere altrimenti.

A 20 anni come a 40, a Barcellona come a Montichiari. Denis Marconato: un Vincente.

A 20 anni come a 40, a Barcellona come a Montichiari. Denis Marconato: un Vincente.

Montichiari vince, tra i suoi giocatori c’è uno che qualcosina in carriera ha vinto…e non potevamo certo lasciarcelo sfuggire (chiedo scusa per la regia ma ero ancora in adrenalina post match e non ci stavo capendo un cazzo, detta come va detta).

Ore 18.00: Mentre Sesto San Giovanni vince la Coppa Italia di A2 Femminile, ci si prepara alla Finale di A2.

Verona – Ferentino è il giusto epilogo di una 3 giorni che vorremmo durasse 3 mesi. Invito chiunque non abbia visto questa finale a guardarla e riguardarla più volte perché in 45 minuti c’è stato tutto quello che la pallacanestro può offrire: azioni spettacolari, il sistema di Verona al limite della perfezione, la voglia di vincere di Ferentino, alcune scelte opinabili, errori pesanti e canestri incredibili, come quello di Omar Thomas che porta Ferentino al supplementare.

Nel supplementare Ferentino è distrutta e commette moltissimi falli, Verona è infallibile dalla lunetta. E’ trionfo gialloblu, con Umeh MVP da 37 punti, trentasette!

umeh

I tifosi veneti festeggiano coi loro giocatori in curva, dall’altra parte Ferentino applaude a scena aperta l’incredibile partita dei suoi, affranti per aver sfiorato davvero l’impresa.

ferentino

sopra la nuova specialità olimpica "il lancio del Ramagli" Sotto la curva canta "Portaci Portaci Portaci a puttane Boscagin Portaci a Puttane"

sopra la nuova specialità olimpica “il lancio del Ramagli”
Sotto la curva canta “Portaci Portaci Portaci a puttane Boscagin Portaci a Puttane”

Si conclude così una 3 giorni indimenticabile, in un contesto dove il basket è stato il protagonista assoluto. 30mila visitatori è un numero pazzesco: significa 30mila “anime” che sono arrivate alla Fiera di Rimini per respirare pallacanestro, sia vedendo una partita sia rimanendo all’esterno tra gli stand, gli eventi e le numerose conferenze che si sono succedute nel tempo.

Serve questo al nostro movimento, servono idee e soprattutto gente che ha voglia di trasmettere cosa è la pallacanestro, cosa può dare questo sport sia all’appassionato sia al curioso che varca l’ingresso di un palazzetto, magari coi propri figli, per vedere un qualcosa di genuino e profondamente sano.

Il basket italiano non sarà di certo in salute, inutile raccontarci balle, ma sono questi eventi a ribadire il concetto che il popolo cestistico in Italia è vivo e sente il bisogno di respirare pallacanestro da tutti i pori… con il sorriso sulle labbra e la palla a spicchi negli occhi.

Il simbolo di questa 3 giorni: il capo ultrà di Scauri

Il simbolo di questa 3 giorni: il capo ultrà di Scauri