di Raffaele Ferraro

 

L’EMOZIONALE

Duncan si ritira? Lui si commuove e riempie la bacheca di cuoricini. Doncic mette 6 bombe nell’ultimo quarto? Lui posta una foto in cui abbraccia mamma e papà con gli hashtag #struggente #brividi #lacrime #noncelafacciotroppiricordi. Gallinari tira un pugno ad un olandese, si spacca la mano e salta gli Europei? Lui posta il video in questione con l’hashtag #prayforhand

 

L’HATER

Di norma l’hater odia i giocatori più forti. Anche perché se odiasse Luc Mbah a Moute non lo cagherebbe nessuno. Fino ad un paio d’anni fa il principale bersaglio era LeBron James reo di aver cambiato squadra e di essere andato a giocare con compagni più forti per provare a vincere il titolo. Un po’ come criticare un tuo amico perchè lascia il suo lavoro da impiegato per andare a fare l’amministratore delegato di una multinazionale. Ogni tanto l’hater è offensivo e minaccioso, forte dello svolgere la propria attività da dietro un computer. L’hater riesce a piazzare il suo odio in qualsiasi discussione. Parlano di Kobe? Lui scrive che Curry si dovrebbe ficcare il paradenti nell’ano. Parlano di Cusin? Lui scrive che Curry tira da 9 metri perché è un idiota. Parlano del referendum in Lombardia e Veneto? Lui scrive che Curry è del PD.

 

IL NOSTALGICO

Il nostalgico consulta i risultati delle partite a pagina 245 del televideo, è convinto che i Washington siano ancora Bullets e che il tiro da tre punti abbia rovinato il basket. Nowitzki? Non è un giocatore di basket perchè uno alto come lui dovrebbe giocare sulle tacche a non più di 2 metri dal ferro. Al sondaggio “chi è più forte tra Durant e LeBron?” risponde Stacey Augmon. Il nostalgico ha ancora i poster in camera di James Worthy e Dino Meneghin, il sabato pomeriggio si collega su Rai Tre per seguire il secondo tempo della partita di Serie A commentata da Gianni Decleva, pensa che i Golden State Warriors non giochino a basket perché se una squadra ha a disposizione 24 secondi li deve utilizzare tutti. Il nostalgico stira sull’asse play-pivot.

 

IL SACCENTE

“Secondo me” è un concetto che non rientra nel suo vocabolario. Lui sa tutto e quello che dice è legge. E’ la persona con la quale non conviene mai discutere sui social perché non riusciresti ad avere ragione se scrivessi che Phil Jackson è un vincente: lui replicherebbe che Gianfranco Lapadula ha vinto 8 prime divisioni, 2 promozioni e 12 campionati Uisp a Torre De’ Passeri vicino Pescara, quindi Phil Jackson è un allenatore che ha ancora tanta strada da fare.

 

IL TALENT SCOUT

Doncic fa faville? Ben Simmons comincia a dominare? Tatum fa progressi? Lui commenta scrivendo che c’è un 2006 senegalese di 1.98 che ha margini di miglioramento superiori a loro. Danny Green chiude una partita con 0/11 da tre? Secondo lui Gregg Popovich dovrebbe far arrivare a San Antonio un 2012 di Andorra che lunedì pomeriggio ha fatto il suo primo allenamento nella palestra della chiesa vicino alla sua scuola materna segnando nel canestrino al primo tentativo. Se fosse il GM di una squadra di Serie A, giocherebbe con gli Under 14.

 

L’ANTI-NBA

Odia le schiacciate e gli alley oop, si sente male se una squadra segna più di 100 punti, quando vede Curry tirare da 10 metri si fa il segno della croce e chiede scusa a San Antonello Riva. Secondo lui in NBA non si gioca a basket ma si fa avanspettacolo: mancano solo Martufello a Boston e Ale & Franz come coppia di esterni a Brooklyn e lo show è al completo. L’anti-NBA non compra le canotte delle squadre americane perché secondo lui è impensabile che una canotta non abbia il logo della “Conad”, di “Poste Italiane”, della “Beko”, del vino “Ronco” e della ditta “Autospurghi Gaetano e figli dal 1912 s.n.c.” sul davanti.

 

L’OCCASIONALE

Segue di rado il basket, guarda un quarto di partita all’anno, non capisce come mai Spoelstra non faccia più giocare Bosh, perde delle mezz’ore a cercare il risultato dei Bobcats e non trovandolo invia mail di lamentele alla APP della NBA. L’occasionale non desiste dall’essere attivo sulle pagine, commenta spessissimo e quando scrive delle cazzate diventa come il saccente creando un mix letale, il mostro finale dei social network: l’occasionale saccente.

LO STALKER

La sua vita sociale è pari al cognome di quello che cantava “il triangolo no, non l’avevo considerato”. E’ fan di 1750 pagine di basket ed è iscritto su 800 gruppi. In una giornata è capace di mettere mi piace a 200 post usando qualunque tipo di emoticons e tutti i suoi 6 profili fake. Mette il mi piace a tutti i commenti e risponde ai commenti delle donne col cuoricino. Ma la sua attività principale è quella di scrivere ai giocatori “sei il numero 1!!!” salvo poi essere smerdato pubblicamente da Nick Young perché lui è il numero 6. Quando scrive uno status tagga sempre i profili dei giocatori per fargli arrivare le notifiche e ostentare ai suoi amici il suo finto essere introdotto.

 

L’ANTI-CALCIO
Commenta i video con i sottomani di Lillard “ah, che goduria… questa roba nel calcio non si vede di certo. Messi queste cose non le sa fare”. Un giocatore di basket fa beneficenza? Tutti i giocatori di calcio spendono i soldi solo in alcool e donne. Video di un canestro allo scadere? Nel calcio l’emozione di un canestro allo scadere non ci sarà mai. Se due tifosi avversari a fine partita si abbracciano in segno di rispetto, per lui succede solo nel basket perché nel calcio si accoltellano e basta. E se qualcuno gli risponde linkandogli l’ultima partita della finale del campionato greco Olympiacos-Panathinaikos, risponde che Spanoulis è un grande attaccante. L’anti-calcio schifa la Reyer Venezia perché partecipa alla Champions League.

 

QUELLO CHE CHIEDE GLI STREAMING

Video con le migliori giocate di Amedeo Della Valle? Lui commenta chiedendo se qualcuno ha uno streaming per Memphis-Sacramento. Post d’addio al basket di Kobe Bryant? Lui commenta chiedendo se qualcuno ha uno streaming per Bamberg-Maccabi. Hayward si spacca una caviglia? Lui chiede se qualcuno ha uno streaming per Cantù-Varese. Quello che chiede gli streaming il giorno del suo matrimonio, in chiesa, davanti al prete che gli domanda “vuoi tu prendere la qui presente come tua legittima sposa?”, risponde chiedendo al sacerdote se ha uno streaming per Medjugorje-Sarajevo, semifinale della C1 bosniaca.