DALLAS MAVERICKS

TEAM ROSTER
NO. NAME POS AGE HT WT COLLEGE 2017-2018 SALARY
21 Brandon Ashley PF 23 6-9 230 Arizona $815,615
5 J.J. Barea PG 33 6-0 185 Northeastern $3,903,900
40 Harrison Barnes SF 25 6-8 225 North Carolina $23,112,004
8 Gian Clavell SG 23 6-4 185 Colorado State $815,615
30 Seth Curry SG 27 6-2 185 Duke $3,028,410
35 PJ Dozier PG 20 6-6 205 South Carolina $815,615
11 Yogi Ferrell PG 24 6-0 180 Indiana $1,312,611
10 Dorian Finney-Smith F 24 6-8 220 Florida $1,312,611
34 Devin Harris PG 34 6-3 185 Wisconsin $4,402,546
42 Maximilian Kleber F 25 6-11 220 $815,615
23 Wesley Matthews SG 30 6-5 220 Marquette $17,884,176
13 Josh McRoberts PF 30 6-10 240 Duke $6,021,175
50 Salah Mejri C 31 7-2 235 $1,471,382
6 Johnathan Motley PF 22 6-10 230 Baylor
3 Nerlens Noel PF 23 6-11 220 Kentucky $4,187,599
41 Dirk Nowitzki PF 39 7-0 245 $5,000,000
7 Dwight Powell PF 26 6-11 240 Stanford $9,003,125
1 Dennis Smith Jr. PG 19 6-3 195 North Carolina State $3,218,280
18 Maalik Wayns PG 26 6-1 195 Villanova $1,471,382
17 Jeff Withey C 27 7-0 230 Kansas $1,577,230

 

I texani arrivano da una stagione piuttosto mediocre, ma visto il collettivo che avevano a disposizione potrebbe dirsi un successo essere riusciti a scollinare le trenta vittorie stagionali. La squadra sembra un po’ migliorata rispetto allo scorso anno, ma è decisamente arduo che possano pensare di arrivare ai playoff in un Ovest così competitivo: si prospetta una stagione di transizione, trascorsa ad osservare le ultime pennellate di Nowitzki che si avvicina alla fine dei suoi giorni cestistici e con la vaga speranza di una scelta di livello al prossimo draft.

Dennis Smith Jr. è un rookie molto interessante che può avere un impatto immediato, col veterano Barea a guardargli le spalle e il giovane Yogi Ferrell (su di lui si punta molto) a portare energia e punti, dopo le buone prestazioni in quintetto della scorsa stagione.

Wesley Matthews non è più la sentenza dal perimetro dei tempi di Portland, ma potrebbe ritrovare il filo se riuscisse a rimanere abbastanza sano durante il corso della stagione: altrimenti Seth Curry è pronto a confermare di non essere solo “il fratello scarso di Steph”, bensì un ottimo scorer che va rispettato dalle difese. Devin Harris potrebbe riuscire a rimanere a roster come riserva, per avere una soluzione in più in caso di infortuni.

Harrison Barnes è stato ottimo nella sua prima stagione da solista fuori da Golden State, e anche quest’anno sarà la prima opzione offensiva. Il ragazzo ha ancora upside, e potrebbe migliorare il suo rendimento in questa stagione in cui è il leader indiscusso della squadra.

Alle sue spalle giocherà Dorian Finney-Smith, ma anche Wes Matthews potrebbe giocare qualche minuto da ala.

Barnes potrebbe partire anche da 4, quando Dirk Nowitzki giocherà da centro (molto spesso): il record dei Mavericks con lui in campo non è stato mai negativo durante la scorsa stagione, ma probabilmente assisteremo ad una netta riduzione del suo minutaggio. Ha ancora tanta qualità ed è probabilmente l’ultimo esemplare della sua specie di lunghi – o forse pioniere della nuova – ma in fase difensiva, da sempre una debolezza – non ha più molto da offrire. Dwight Powell aveva sorpreso tutti quando è stato gettato nella mischia e ha fornito un notevole contributo in fisicità sotto le plance, ma poi ha mostrato di non avere grandi margini di sviluppo.


 

HOUSTON ROCKETS

TEAM ROSTER
NO. NAME POS AGE HT WT COLLEGE 2017-2018 SALARY
33 Ryan Anderson PF 29 6-10 240 California $19,578,455
1 Trevor Ariza F 32 6-8 215 UCLA $7,420,912
28 Tarik Black PF 25 6-9 250 Kansas $3,290,000
6 Bobby Brown PG 33 6-2 175 Cal State Fullerton $1,471,382
15 Clint Capela C 23 6-10 240 $2,334,528
14 George de Paula PG 21 6-6 194
10 Eric Gordon SG 28 6-4 215 Indiana $12,943,020
13 James Harden SG 28 6-5 220 Arizona State $28,299,399
42 Nene Hilario C 35 6-11 250 $3,477,600
2 Demetrius Jackson PG 23 6-1 201 Notre Dame
8 Chris Johnson SG 27 6-6 206 Dayton $1,050,961
12 Luc Mbah a Moute PF 31 6-8 230 UCLA $1,471,382
0 Cameron Oliver PF 21 6-8 239 Nevada $815,615
21 Chinanu Onuaku C 20 6-10 245 Louisville $1,312,611
3 Chris Paul PG 32 6-0 175 Wake Forest $24,599,495
9 Zhou Qi PF 21 7-1 210 $815,615
55 Tim Quarterman SG 22 6-6 190 LSU $1,312,611
17 Isaiah Taylor PG 23 6-3 170 Texas $1,312,611
4 PJ Tucker SF 32 6-6 245 Texas $7,590,035
5 Troy Williams SF 22 6-7 218 Indiana $1,471,382

 

Con l’acquisto di uno dei migliori playmaker della lega, un roster molto profondo, e una stella assoluta a guidarli, i Rockets hanno il mix giusto per essere belli da vedere, ma soprattutto un obiettivo dichiarato: puntare al titolo. Il punto di forza naturalmente sarà ancora aprire il campo col tiro da tre, e avere in campo due giocatori che sanno trattare la palla come pochi altri nella NBA: Chris & James.

Paradossalmente, pur essendo probabilmente la seconda miglior squadra ad Ovest, l’hype è stato molto contenuto finora, e questo non può che essere un bene per un gruppo che esce da una stagione con 55 vittorie e può fare altrettanto (se non meglio) quest’anno.

L’innesto di Chris Paul, un leader assoluto in campo, sarà l’ago della bilancia della stagione: se troverà il feeling giusto con Harden, e col sistema di D’Antoni, saranno guai per tutti.

Non c’è una vera riserva nel ruolo di point guard, visto che i vari Isaiah Taylor, Demetrious Jackson e Georges De Paula faranno molta fatica ad avere minuti.

Quando Paul si siederà è probabile che il playmaker sarà proprio James Harden, che ha dimostrato di poter essere davvero devastante nel ruolo durante la scorsa annata, mettendo a referto 29 punti, 11 assist e 8 rimbalzi di media. Eric Gordon costituirà come sempre una minaccia dall’arco e viene da una delle sue migliori stagioni in carriera (sesto uomo dell’anno). A roster presenti anche il rookie Tim Quarterman e Chris Johnson, al momento entrambi fuori dalle rotazioni.

Trevor Ariza fungerà da collante e difenderà sul miglior attaccante degli avversari, rimanendo sempre uno dei migliori tiratori in squadra. Un altro difensore di livello, P.J. Tucker, è pronto a subentrare dalla panchina e ad avere un buon minutaggio. Troy Williams riempirà il vuoto lasciato da Sam Dekker con la sua versatilità, dopo una stagione molto positiva a Memphis.

Dopo dei playoffs in cui ha faticato, Ryan Anderson è pronto a tornare fondamentale nel sistema offensivo con il suo tiro da tre e la sua capacità di aprire il campo nello spot da 4, con Luc Mbah A Moute in uscita dalla panca a fornire un buon contributo in difesa. Sarà interessante seguire Clint Capela durante questa stagione: il giovane centro è già migliorato molto dal suo arrivo nella lega ed è già uno dei migliori intimidatori e sa giocare bene il pick and roll. La cura Paul potrebbe essere decisiva per un altro upgrade, proprio nell’anno in cui termina il suo contratto da rookie. Ci sarà Tarik Black dalla panca e soprattutto il veterano Nené, che è un lusso da cambio.


 

MEMPHIS GRIZZLIES

TEAM ROSTER
NO. NAME POS AGE HT WT COLLEGE 2017-2018 SALARY
4 Wade Baldwin IV PG 21 6-4 202 Vanderbilt $1,874,400
24 Dillon Brooks SF 21 6-6 220 Oregon $815,615
6 Mario Chalmers PG 31 6-2 190 Kansas $1,471,382
11 Mike Conley PG 30 6-1 175 Ohio State $28,530,608
23 Deyonta Davis C 20 6-11 237 Michigan State $1,312,611
8 James Ennis III SF 27 6-7 210 Long Beach State $3,028,410
12 Tyreke Evans SG 28 6-6 220 Memphis $3,290,000
33 Marc Gasol C 32 7-1 255 $22,642,350
0 JaMychal Green PF 27 6-9 227 Alabama $8,533,333
5 Andrew Harrison PG 22 6-6 213 Kentucky $1,312,611
32 Vince Hunter SF 23 6-8 208 UTEP
1 Jarell Martin PF 23 6-10 239 LSU $1,471,382
23 Ben McLemore SG 24 6-5 195 Kansas $5,200,000
25 Chandler Parsons SF 28 6-10 230 Florida $23,112,004
10 Ivan Rabb PF 20 6-10 220 California $950,000
3 Durand Scott SG 27 6-5 203 Miami (FL)
7 Wayne Selden SG 23 6-5 230 Kansas $1,312,611
2 Kobi Simmons PG 20 6-4 170 Arizona
34 Brandan Wright PF 30 6-10 235 North Carolina $5,955,760
52 Rade Zagorac SF 22 6-9 205 $950,000

 

In Tennessee si vivrà una stagione unica. Durante questa offseason è infatti finito un ciclo, quello della difesa forte, del cosiddetto Grit’n Grind, del gioco in post e delle partite vinte tutte d’intensità. Le cessioni dei veterani Zach Randolph e Tony Allen sono state gli atti che hanno sancito l’inizio di un nuovo corso, ma dall’arrivo del nuovo coach David Fizdale erano già sorti importanti segnali che qualcosa sarebbe drasticamente cambiato. I Grizzlies hanno troppo talento per pensare di tankare, ma non sembrano in grado di lottare per un posto ai playoffs, né sembrano ansiosi di muoversi per farlo. Mancano dei giovani talenti da sviluppare, e non sembra contemplabile una trade sconvolgente che rivoluzioni ulteriormente il roster: probabilmente questa stagione servirà a chiarire le idee sulle potenzialità di questo collettivo e su quale siano le mosse migliori in una fase così delicata per la franchigia.

Mike Conley è stato la chiave di volta dei sistemi offensivi di Fizdale, ed è finalmente riuscito ad elevare suo gioco dimostrando di meritare il maxicontratto che ha suscitato tanto clamore due anni fa. Però ha già 30 anni e si è infortunato ogni parte del corpo possibile, dunque è davvero difficile aspettarsi ulteriori miglioramenti da lui.

Mario Chalmers è stato la sua miglior riserva degli ultimi anni, ma dopo un anno di stop potrebbe faticare a ritrovare la forma. Anche il sophomore Andrew Harrison potrebbe avere spazio, mentre Wade Baldwin è ancora ai margini della rotazione.

Tyreke Evans sostituirà l’amatissimo Tony Allen, ma rimane un po’ un’incognita per i problemi fisici che lo hanno accompagnato negli ultimi anni. È un giocatore più completo rispetto al Grindfather. Ben McLemore avrà l’opportunità di guadagnarsi un solido minutaggio appena rientrerà da un infortunio al piede, e chissà che un ambiente diverso rispetto a Sacramento non sblocchi il suo potenziale. Da tenere d’occhio anche Wayne Selden, che potrebbe strappare un posto in quintetto se confermerà le buone prestazioni di quest’estate.

Chandler Parsons servirebbe come il pane a questa squadra, col suo tiro da fuori, ma le recenti stagioni, piagate da infortuni, non lo rendono un’opzione affidabile. Ma potrebbe rivelarsi l’acquisto più importante. Il già citato Tyreke è in grado di ricoprire il ruolo di ala piccola, che altrimenti sarà appannaggio del vigoroso James Ennis.

JaMycheal Green tornerà a ricoprire la posizione che fu di Zach Randolph: il talento non è comparabile a quello di Z-Bo, ma si tratta di un onesto comprimario che possiede anche una buona chimica con Gasol. Oltre lui c’è un po’ di incertezza, perché Jarrell Martin finora non ha convinto e il rookie Ivan Rabb potrebbe non essere ancora in grado di contribuire efficacemente.

Marc Gasol sta aggiungendo di stagione in stagione armi (affidabile tiro da tre) al proprio repertorio, continuando ad essere uno dei migliori centri della lega. Brandan Wright è un valido cambio. Deyonta Davis è stato condizionato da un infortunio al piede nella scorsa stagione, e farà la spola tra i margini della rotazione e la G-League.


 

NEW ORLEANS PELICANS

 

Quest’anno sarà fondamentale per la franchigia di più recente rebranding della lega. Dopo una stagione mediocre, in cui l’esperimento controcorrente di giocare con le Twin Towers ha dato risultati altalenanti, i Pelicans devono mostrare di poter essere competitivi se vogliono che Cousins non veleggi verso altri lidi a fine stagione. Anziché consolidare il roster, però, si è scelto di innestare in un mix ancora poco stabile altri elementi che potrebbero spostare gli equilibri del quintetto, ed è difficile dire quali esiti potrebbe avere tutto ciò.

Partirà infatti come playmaker Rajon Rondo (che però sarà out per 4/6 settimane), che ha tanta leadership e una straordinaria visione di gioco, ma può essere una presenza ingombrante all’interno dello spogliatoio ed è limitato in difesa e nel tiro da fuori. Ci sarà comunque anche Ian Clarke che potrà fornire concretezza in difesa e consistenza dall’arco partendo dalla panca.

Jrue Holiday ha rinnovato a cifre piuttosto alte, se consideriamo le sue numerose assenze negli ultimi anni, e per la prima volta giocherà stabilmente nel ruolo di guardia. L’obiettivo è cercare di aprire il campo visto che è abbastanza affidabile nel catch-and-shoot, ma potrebbe far fatica ad abituarsi a giocare tanti minuti senza la palla in mano. Jordan Crawford è chiamato come al solito a dare pericolosità offensiva e in assenza di Rondo potrà giocare molti minuti.

Twaun Moore, buon tiratore, potrebbe avere un minutaggio discreto, sa giocare sia da 2 che da 3, e il veterano Tony Allen fornirà la consueta intensità ed esperienza. Solomon Hill potrebbe saltare gran parte della stagione, e Darius Miller ha quindi una chance di partire titolare, ex compagno di Nicolò Melli al Bamberg, e aprire il campo col suo tiro da fuori: è però ancora in lizza col veterano Dante Cunnigham.

Anthony Davis avrà finalmente più minuti da ala grande: vedremo il risultato delle estati di lavoro sul tiro da fuori e anche sulla visione di gioco (appena due assist di media), per uno dei migliori giocatori della Lega.

Tuttavia lui e Demarcus Cousins costituiscono il frontcourt più arduo da gestire della lega: Boogie davvero can do it all, e quest’estate sembra aver anche perso peso. L’unico limite di questo giocatore straordinario è il caratteraccio, che lo rende un elemento imprevedibile e prono ad incomprensioni con compagni e staff.
Il reparto è completato da Asik e Ajinca, due centri dal talento limitato, e dal rookie Cheick Diallo, non ancora maturo per un minutaggio di rilievo.


 

 

SAN ANTONIO SPURS