I playoffs sono iniziati, la primavera anche, il primo turno è già terminato, i temporali ancora no. Ecco dunque un breve recap di quanto accaduto finora, con un piccolo spoiler: a Est hanno vinto tutte le squadre col fattore campo perché le sorprese, in fondo, non piacciono a nessuno. Tranne che a Dwight Howard, che è Stuporman.


Houston Rockets

Chris Paul e James Harden, come due compagni di banco, si son coperti a vicenda quando l’altro era assente: I 44 punti del Barba hanno compensato la brutta gara 1 di Paul (6 turnover, di cui uno a dieci secondi dalla fine sul +3), che ha poi ricambiato con un solido 22 + 8 nell’incontro successivo in cui Harden ha tirato a salve.

Piccolo intermezzo per una vittoria Timberwolves, giusto per educazione, poi un’altra partita in cui i due discoli combinano 50 punti in un quarto e la portano a casa. Aggiungere qualche alley oop al Clint più esplosivo dopo Eastwood, Capela, un pizzico di triple dall’angolo di Ariza, un pelo del pizzetto di Ryan Anderson e un sorriso di Eric Gordon, ed è già semifinali di conference.
#AvantiIlProssimo



Toronto Raptors

Continua la missione dei Raptors di arrivare alle Finals senza che nessuno se ne accorga. Al momento per Toronto è più importante Fred VanVleet di Lowry&DeRozan: il sophomore è fondamentale nel dare un senso ad una bench unit che, in fondo, un senso non dovrebbe avere.
#FredTheDread


Golden State Warriors

Ok, mancava Steph Curry, ma c’erano ancora Durant, Thompson e Green. E dall’altro lato non c’era Leonard, ma molti venerandi.

Un po’ ci manchi

Tutto facile quindi per i Warriors, che vanno oltre senza particolari colpi di scena, tranne quando al direttore della sicurezza della Oracle hanno rubato la giacca.
#AlmenoNonPiove

 

Boston Celtics

In una serie che forse non avrebbe sfigurato tra le finali di conference, la spuntano i Celtics, che per sicurezza perdono anche Jaylen Brown per infortunio. Nessuno sa che Terry Rozier in realtà è il figlio segreto di Micheal Jordan. Tutti invece sanno che Jayson Tatum gioca in NBA da 6-7 anni. Pochi si rendono conto del fatto che Al Horford sia uno dei centri più completi della lega.
#BigBostonBrand



Portland Trail Blazers

Dopo tanti anni in cui facevano gli underdogs ai playoff contro i primi seed, i Blazers si ritrovano col fattore campo. Presi dalla confusione per questa situazione inedita, non sanno cosa fare, e nel dubbio subiscono uno sweep dai Pelicans, arrivando a 10 sconfitte consecutive ai playoff negli ultimi tre anni. La franchigia sta vivendo momenti tesi, visto che si parla di scambiare uno tra Lillard e McCollum e ricostruire attorno all’unico vero punto fermo, in tutti i sensi: Meyers Leonard.
#BracketRovinati

 

Philadelphia 76ers

Ora che i Sixers non solo hanno vinto una serie di playoff, ma sono probabilmente quelli più in forma e più favoriti per raggiungere le Finals, l’apocalisse dovrebbe giungere a breve.

Una serie con pochissima qualità e tante botte, ma che ha dato mostra dei grandi punti di forza di Phila: due stelle evidenti in Embiid e Simmons, cecchini perfettamente integrati nel sistema come Redick, Belinelli e Ilyasova, role player di fatica come Holmes e McConnell. E occhio a Covington che è forse il talento più sottovalutato della lega.
#TrustThePlayoffs

 

Oklahoma City Thunder

L’infortunio al tendine d’Achille di Andre Roberson ha fatto più danni alla difesa di OKC di quanti ne abbia fatti l’infortunio al tendine di Achille di Achille all’attacco degli Achei. Per quanto riguarda Carmelo Anthony: o muori da eroe, o vivi abbastanza a lungo da assistere a quintetti più funzionali con Jerami Grant in campo al posto tuo.

L’anno scorso Russell Westbrook ha registrato una tripla doppia di media ed è uscito al primo turno con una squadra di scappati di casa, quest’anno ha registrato una tripla doppia di media ed è uscito al primo turno con due All Star in quintetto. Di questo passo diventerà il giocatore con più record individuali a non aver mai vinto nulla.
#BackTheFuckUp

 

Cleveland Cavaliers

Parliamoci chiaro: sono passati al secondo round perché nelle ultime due gare LeBron è andato in Emergency Mode, accorgendosi che stava per uscire al primo turno. Per il resto tanti dubbi su questi Cavs, tra scelte tattiche discutibili e prestazioni deludenti. Almeno in gara 7 abbiamo avuto rassicurazioni sul fatto che Tristan Thompson fosse ancora un giocatore di basket. #GodSaveTheKing

Tristan Thompson e la sua amata (vabbè…) Khloé Kardashian

 

Utah Jazz

Se non sapete chi tifare durante questi playoffs, fate che siano loro. Si sono qualificati dopo una grande rimonta, hanno una squadra equilibrata e che gioca una splendida pallacanestro, son riusciti a rendere un Rubio col man bun e felpa di Friends in grado di dominare Westbrook.

La meccanica di tiro di Joe Ingles, le stoppate di Gobert, le gote infossate di coach Snyder.
Quando ci si lascia con una ragazza, la frase che si sente più spesso è “Chiusa una porta si apre un portone”. Nel caso sia un cestista ad avere problemi di cuore, che gli si dica “Partito un Gordon Hayward, arriva un Donovan Mitchell”. Capirà.
#TuttiQuantiVoglionFareJazz

 

Indiana Pacers

Continua l’antica maledizione che sancisce il fallimento di buone squadre Pacers contro LeBron James. Indiana va a casa ma con la consapevolezza di essere stata la squadra migliore in campo nel corso della serie, e con tante certezze in più per l’anno prossimo: Myles Turner e Sabonis promettono di essere uno dei frontcourt più interessanti, Oladipo ha fatto il salto di qualità e Lance Stephenson è sempre completamente pazzo.
#LaGiornataDipo

 

New Orleans Pelicans

I Pelicans realizzano un upset che pochi credevano possibile, grazie alla prestazione di giocatori ormai underdog – Rondo, Mirotic – proprio contro la squadra storicamente più underdog di tutte.

Con quattro anni di ritardo Jrue Holiday ha ricordato a tutti che quando è sano per più di sei mesi è un giocatore di gran qualità, e ha letteralmente passeggiato su Damian Lillard e la difesa dei Blazers, realizzando 80+ punti in gara 4 in tandem con Anthony Davis.
#WelcomeTheUnderbird

 

Miami Heat

La prima vittima illustre dei Sixers è la franchigia che vinceva il titolo proprio quando aveva inizio il Process: gli Heat escono senza troppe cerimonie dopo 5 gare molto simili tra loro, in cui dopo un buon inizio difensivo sono venuti meno dal lato mentale. Fanno molto rumore i cinque turnovers di Dragic nelle ultime due gare, così come il declino di Whiteside negli ultimi mesi.
#2KRatingInCalo

 

San Antonio Spurs

Manu uno màs. Aldridge da solo. Leonard in punizione. Kyle Anderson è lento. Alla fine han perso.
#Popovich

Non c’è niente da ridere.

 

Milwaukee Bucks

Ancora una volta i Bucks non riescono a superare lo spettro del primo turno. Antetokoumpo è stato devastante per gran parte della serie ma un po’ esitante a prendersi responsabilità nelle ultime due gare in trasferta. Bledsoe conferma di essere nel suo meme year dopo aver finto di non conoscere quel Terry Rozier che lo ha massacrato per tutta la serie.

Assente ingiustificato Antonino Snell, mentre a Brogdon come sempre non importa nulla di quanto accade attorno a lui. Date a questi ragazzi un buon coach e vi solleveranno il mondo.
#APropositoDiGreci


Minnesota Timberwolves

Quando sei la terza peggior difesa della lega e ti trovi davanti il miglior attacco, non c’è molto da fare. C’è un lato positivo per Minnesota: coach Thibodeau non è morto di rabbia dopo aver concesso cinquanta punti in un quarto durante gara 4.

Però tra due anni Minnesota contender, come minimo.
#GoodbyeTimberBulls

 

Washington Wizards

Non è bastato il John Wall delle grandi occasioni (26 + 11 ast di media) né la resurrezione di Ty Lawson per far avanzare i Wizards al turno successivo. Dopo aver battagliato alla pari nelle prime quattro gare della serie, Washington è venuta meno nelle ultime due gare calando d’intensità e di qualità nelle ultime frazioni di gioco. Momento topico della serie quando Gortat si è fatto fotografare con la maglia del Napoli per sostenere il connazionale Milik e poi entrambi hanno perso le gare più importanti della stagione.
#Kurwa