Venti degli ultimi venticinque Scudetti sono stati vinti da città che oggi sono in Serie A2. Basterebbe questo dato per evidenziare quanto il torneo che inizierà nel weekend assomigli ben poco ad una seconda serie: tra numerose piazze storiche e blasonate che hanno scritto la storia della nostra pallacanestro, altrettante in rampa di lancio determinate a proseguire la propria crescita, e tanti protagonisti importanti sia in campo che in panchina i motivi di interesse non mancano. Proviamo a raccogliere i dieci più interessanti!

 

E’ UNA FINTA A2

Se un appassionato di basket avesse lasciato il nostro Paese una quindicina d’anni fa perdendo ogni contatto con il mondo cestistico italiano, oggi stenterebbe a credere ai propri occhi nel leggere le squadre iscritte alla seconda categoria nazionale (tornata nel frattempo a chiamarsi A2): Siena, Treviso, Virtus Roma, Verona e le due bolognesi sono solo alcune delle formazioni catapultate per motivi differenti (ma in quasi tutti i casi accomunati da difficoltà economiche) al piano di sotto, dopo aver ricoperto ruoli da protagoniste assolute anche in campo internazionale. Ed a rendere ancor più affascinante questo campionato è il mix con realtà di tutt’altra storia e tradizione, che battagliano ad armi pari con quelle che fino a qualche anno fa erano superpotenze irraggiungibili. Il tanto spazio per gli atleti italiani rende inoltre più facile l’identificazione con il pubblico, rispetto ad una Serie A smembrata dagli innumerevoli cambiamenti e dai tanti (troppi) stranieri ‘usa e getta’. Il gap con la massima serie appare così sempre più sottile, soprattutto a livello di lungimiranza e programmazione societaria: chi sale da qui può aspirare rapidamente ad un ruolo da protagonista anche al piano di sopra, come dimostrano le varie Sassari, Reggio Emilia, Trento e Venezia (tutte promosse in tempi recentissimi). L’unico grande problema è farlo: una sola promozione per 32 squadre è un delitto, non un peccato.

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Eccezion fatta per uno scudetto di Milano e Varese, tutte le squadre che hanno trionfato in Italia dal 1991 al 2013 oggi militano in A2.

 

LE GRANDI FAVORITE

Ogni campionato che si rispetti ha le sue grandi favorite, pur se con 32 partecipanti ed una formula così estenuante i giochi sono quantomai aperti ed imprevedibili. Di certo, il girone Est sembra avere qualcosa in più al vertice: Fortitudo e Virtus Bologna, Treviso, Mantova e Verona appaiono tutte compagini attrezzate e costruite per arrivare fino in fondo. Le Vu Nere, assorbita una retrocessione molto dolorosa, hanno messo in piedi un mix di esperienza e giovani del proprio vivaio con due americani già conosciuti alle nostre latitudini come Umeh e Lawson, Rosselli, Ndoja e Spizzichini che sono ormai delle certezze e uno dei migliori playmaker giovani italiani come Spissu. A guidare la truppa bianconera l’esperienza di un grande coach come Ramagli.

Ramagli - www.virtus.it

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La De Longhi ha mantenuto il suo zoccolo duro italiano con innesti mirati come quelli di Andrea Saccaggi, DeCosey e Perry che vanno ad aggiungersi al roster di chi ha vinto la regular season della scorsa stagione, mentre è stato totale o quasi il rinnovamento di Dinamica e Tezenis dopo una stagione inferiore alle aspettative. Mantova è ripartita dalle certezze Amici e Gergati, aggiungendo una sicurezza offensiva come Corbett, una star collegiale in cerca di identità tra i pro come l’ex UConn DeAndre Daniels e l’esperienza di Giachetti arrivato poche ora fa. Verona ha azzerato roster e staff tecnico, affidando la panchina a chi questo campionato l’ha già vinto 4 volte (Frates) e puntando forte sul talento di Totè, una coppia di americani che mixa esperienza (Robinson) e gioventù (Frazier), andando sul sicuro con uno dei migliori giocatori dello scorso campionato (Portannese) e coprendo l’area con DiLiegro e Pini (out per infortunio per 2 mesi, ma è già arrivato l’esperto Brkic).

Portannese e Frates - www.scaligerabasket.it

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Grandi favorite che sembrano invece mancare nell’altro raggruppamento, pur se formazioni come Ferentino, Trapani, Scafati e Agrigento (avendo peraltro mantenuto una buona ossatura dello scorso torneo) hanno anch’esse le carte in regola per fare molto bene. Ferentino ha aggiunto un giocatore che può spostare gli equilibri come Musso e il talentuoso Gilbert, Trapani si è assicurata uno dei migliori playmaker dello scorso campionato (Tavernelli), Scafati ha cambiato gli americani aggiungendo due giocatori di assoluto livello come Fantoni e Santiangeli, e Agrigento ha sempre una certezza in panchina (coach Ciani), l’asse Piazza-Evangelisti sugli esterni, Buford e Bell-Holter a guidare la truppa straniera e due ottimi “gregari” dalla panchina come Ryan Bucci e Ferraro.

coach Ciani

coach Ciani

Attenzione però: lo scorso anno si faceva il discorso opposto, ma le due finalisti provenivano entrambe dal meno considerato Est. Proprio alla Fortitudo, sconfitta solo all’ultimissima curva da Brescia pochi mesi fa, spettano probabilmente i galloni di favorita numero uno: gli uomini di Boniciolli, che l’anno scorso ha fatto un lavoro straordinario, hanno aggiunto elementi come Mancinelli, Ruzzier, Gandini, Roberts e Knox al nucleo capace di sfiorare il clamoroso doppio salto (appena 16 mesi fa arrivava la promozione dalla B), oltre a vantare un fattore campo ineguagliabile da nessun altro palasport italiano. Poi possono sempre spaventare gli avversari con le nuove canotte:

www.repubblica.it

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LA LOTTA-SALVEZZA

Se la corsa alla promozione in A catalizza inevitabilmente le maggiori attenzioni del grande pubblico, altrettanto agguerrita ed interessante è la lotta per non retrocedere. La Serie B rappresenta infatti uno spauracchio dal quale è difficilissimo risalire (con la formula attuale, 64 squadre per 3 promozioni: vincere il proprio girone può non bastare!), oltre ad essere un campionato di struttura, appeal e livello diametralmente diversi. Per questo, evitare il sedicesimo ed ultimo posto del girone (che spalanca l’inferno della retrocessione diretta) è un diktat insindacabile per tutte le squadre partecipanti: non andrà molto meglio a terzultima e penultima, costrette ai duelli rusticani dei playout, dai quali tre delle quattro candidate usciranno comunque indenni. A maggior ragione per le squadre di seconda e terza fascia, quindi, ogni gara di regular season andrà giocata con il coltello tra i denti e la consapevolezza che una vittoria in più potrebbe decidere l’intera stagione.

Lo si è visto nella passata stagione a Ovest, dove la Virtus Roma era precipitata ai playout dopo un rocambolesco finale con quattro squadre a chiudere a pari merito. Proprio a Ovest l’equilibrio che regna sovrano rende davvero difficile designare una candidata numero uno alla retrocessione. Agropoli anche quest’anno ha rischiato forte arrivando a settembre prima di firmare i suoi due Usa, che però sono pezzi da novanta: Kevin Langford, fratellino di Keith, e soprattutto un Donell Taylor che non sarà quello degli anni di Reggio Emilia ma che può essere un crack a questi livelli. Latina ha scommesso forte sugli Usa pescando il rookie DeShields a Tennesee State ed il pivot Arledge in Svizzera, ma a convincere poco è anche il gruppo italiano, con i soli Rullo e Poletti a dare garanzie. La neopromossa Eurobasket Roma ha cercato di non stravolgere il gruppo che ha conquistato la A2 sul campo, ma resta da decifrare la coesistenza di due giocatori che amano avere tanto la palla in mano come Stanic e Deloach. Quantomeno, però, spettacolo e sorrisi sono assicurati con le schiacciate di Tony Easley. Sempre che nello stato di abbandono in cui versa il PalaTiziano non venga giù anche qualche canestro…

E’ partita a fari spenti, tra difficoltà economiche e rifondazione tecnica, la nuova Mens Sana Siena, che ha puntato su un deciso ringiovanimento e due stranieri da decifrare come Harrell e Myers. Chi è spesso riuscita a fare le nozze coi fichi secchi è Legnano, che però ha due sicurezze come Nik Raivio e William Mosley intorno alle quali ronza un solido gruppo di italiani (Frassineti, Palermo, Ihedioha…). E la mano di Mattia Ferrari è ormai un marchio di fabbrica.

coach Ferrari - Foto Claudio Devizzi Grassi

coach Ferrari – Foto Claudio Devizzi Grassi

A Est le gerarchie sembrano più definite. Il precampionato ha messo Jesi e Roseto sul banco delle imputate. L’Aurora, alla 12° stagione consecutiva in A2, ha scommesso forte in cabina di regia col due Alessandri-Battisti e sotto pare mancare qualcosa con il solo Janelidze dietro al duo Maganza-Benevelli. Ma due Usa di livello come Tim Bowers e Dwayne Davis fanno dormire sonni più tranquilli al semi-esordiente coach Cagnazzo. A Roseto, invece, le porte sono girevoli: steccata la scelta dell’inconsistente ala Lewis-Briggs, la società è ancora in cerca di un Usa per rimpolpare un reparto lunghi dove l’innesto di Amoroso potrebbe non bastare. Adam Smith dovrà fare pentole e coperchi, anche se il suo scintillante precampionato dà sicurezze in tal senso. Un gradino sopra partono Chieti, Imola e Ravenna. Gli abruzzesi scommettono su Mattia Venucci, rivelazione della scorsa stagione in B a Piombino (quasi 20 di media), anche se alle sue spalle c’è sempre il confermatissimo Andrea Piazza. La OraSì ha perso il suo faro Eugenio Rivali (sceso in B a Montegranaro) e punta forte sul funambolo ex Tortona Derrick Marks, ma le rotazioni non paiono così profonde. Le fortune della Andrea Costa, invece, passano dalle lune dei suoi tanti esterni e da un Maggioli che, alla soglia dei 40 anni, dovrà dimostrarsi ancora tra i più solidi del campionato nel suo ruolo. Basterà?

Nel lontano 1988, a Rimini una salvezza venne festeggiata così …

 

GLI ITALIANI

Definirlo il campionato degli italiani non è certamente una forzatura, considerando la grande importanza che rivestono all’interno di questo torneo, in cui godono di spazi e responsabilità spesso precluse nella massima serie. La scelta degli italiani in questa categoria determina storicamente la differenza tra un campionato normale ed uno di alto livello, e quest’anno in particolare basta scorrere nei vari roster per scorgere i tanti potenziali protagonisti.

Gli italiani a zonzo per i campi di A2 sono fondamentalmente di tre tipi: campioni scesi di categoria per continuare ad essere decisivi; giovani in rampa di lancio; giocatori di categoria ormai consolidatisi nel secondo campionato nazionale. Tra i primi, il nome di spicco tra quelli scesi dal piano di sopra è sicuramente Stefano Mancinelli, tornato alla Fortitudo con tanto di fascia di capitano. Magari l’atletismo non è più quello dei giorni belli, ma col suo semigancio ne porta ancora a scuola parecchi…

Mancinelli - www.ilrestodelcarlino.it

Mancinelli – www.ilrestodelcarlino.it

Percorso diverso, invece, l’ha fatto un altro ex Nazionale come Alex Righetti, medaglia d’argento olimpica ad Atene 2004. Sceso due stagioni fa in B a Roma per sposare la causa dell’Eurobasket, ritorna in A2 tre anni dopo l’esperienza a Ferentino. La mano è sempre di quelle caldissime dalla lunga distanza, guai a lasciargli un centimetro.

Tra i secondi, vanno in cerca del definitivo salto di qualità un altro fortitudino, Leonardo Candi, già miglior under 22 della passata stagione, e il trevigiano Davide Moretti, per citare solo i due forse più noti al grande pubblico.

Moretti - trevisobasket.it

Moretti – trevisobasket.it

Ma c’è curiosità per la linea verde della Virtus Bologna, a partire da un Marco Spissu responsabilizzato dal ruolo di play titolare, fino ai prodotti della cantera bianconera Tommaso Oxilia e Lorenzo Penna, ed anche per l’altro grande prodotto del settore giovanile bianconero, Andrea Tassinari, classe ’96, che ad Imola cercherà di guadagnarsi un buon minutaggio dopo aver brillato nella Sangiorgiese, in B, la scorsa stagione, chiudendo a 14 punti di media con un doppio high di 39 punti. Tra i nomi nuovi, però, metto due cents su Andrea Pecchia, esterno scuola Olimpia Milano che prova a lanciarsi a Treviglio: leadership da veterano e buon fisico per dare una mano ai lombardi a lanciarsi verso un’altra salvezza.

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Andrea Pecchia

Nella terza fascia c’è di tutto e di più. Sorprendente, in estate, la scelta di Marco Santiangeli, tra i migliori italiani del campionato, di non tentare il salto in A dopo aver trascinato Jesi alla salvezza. Guardia con struttura fisica da ala e capacità di lettura da playmaker, sarà la punta di diamante della nuova, pazza Scafati. Tra i veterani della categoria non può mancare il totem trapanese Andrea Renzi, alla terza stagione consecutiva in una Trapani dove sembra aver trovato la sua dimensione di uomo squadra. Con l’ambizione di tornare in quella serie A solo assaggiata negli anni di Biella e Treviso da protagonista.

[Santiangeli ha anche un discreta freddezza nei momenti caldi]

 

GLI AMERICANI

Avere un gruppo italiano di livello è una condizione fondamentale per far bene in A2, ma determinante è anche la scelta dei due stranieri. Negli ultimi anni, il livello medio degli americani nella nostra seconda lega si è diametralmente abbassato: dall’allora LegaDue emersero elementi del calibro di Terrell McIntyre, Romain Sato, Drew Nicholas e Kyle Hines, che hanno utilizzato questo campionato da viatico per una carriera di altissimo livello europeo (gli ultimi due hanno entrambi vinto più volte l’Eurolega da protagonisti). Il periodo di crisi attraversato dal nostro basket si riflette anche sulla scelta di questi giocatori, con i rookies che stanno prendendo sempre più piede. Ma con intelligenza ed un pizzico di fortuna si possono comunque pescare jolly importanti, come i vari Bryon Allen, Kenny Lawson e Jordan Parks dello scorso campionato.

Jordan Parks - www.triesteallnews.it

Jordan Parks – www.triesteallnews.it

Prevedere il loro impatto alla prima esperienza nel nostro Paese è ovviamente molto difficile, ma resta interessante constatare come la metà esatta degli stranieri ai nastri di partenza in questa A2 sia al debutto assoluto in Italia.
Le squadre più blasonate ad Est, come Mantova, Treviso, Fortitudo e Verona, hanno deciso di affidarsi a coppie di americani di diversa caratura: uno già conoscitore del nostro basket (LaMarshall Corbett a Mantova, Jesse Perry a Treviso, Chris Roberts a Bologna e Dawan Robinson a Verona) ed un novellino alle prime armi col campionato italiano (rispettivamente DeAndre Daniels, Quenton DeCosey, Justin Knox e Michael Frazier). La Virtus, da molti addetti ai lavori additata come l’indiziata numero 1 a compiere il salto di categoria, non ha voluto correre rischi, puntando tutto sull’esperienza e sulle eccellenti doti realizzative dell’accoppiata Michael UmehKenny Lawson: il primo, ormai ben noto a tutti ed alla sua quarta esperienza italiana, viene da una buona esperienza alle Olimpiadi con la sua Nigeria, ed anche se la carta d’identità dice 32 le mani ed il fisico sono ancora ottime.

Umeh - www.ilrestodelcarlino.it

Umeh – www.ilrestodelcarlino.it

Il secondo, giramondo (ha già giocato in Cina, Israele, Corea e Spagna) classe ’88, ha dimostrato lo scorso anno a Recanati di essere un giocatore di categoria superiore, ed ha accettato la sfida delle V Nere per riportarla nei piani alti della pallacanestro italiana. Tanti sono i rookie interessanti su ambo i gironi: da Perrin Buford di Agrigento fino all’accoppiata Obi EmeganoJordan Tolbert di Casale Monferrato, senza dimenticarci di Jalen Reynolds a Recanati, centro da Xavier in grado di cambiare le partite grazie al suo possente fisico ed alle sue gambe alla dinamite. Andrà seguito con particolare attenzione Adam Smith, combo guard di Roseto che eredita il vuoto lasciato da Bryon Allen e, da quanto si è potuto vedere nel precampionato non lascerà di certo nulla di intentato.

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Reggio Calabria si candida al ruolo di outsider ad Ovest e richiama in Italia Alex Legion, guardia/ala con un passato a Veroli e Trapani che garantisce sempre un grande contributo a livello realizzativo, e mette sotto le planche Ivica Radic, già visto a Venezia, Veroli e Bologna (sponda F) ma mai messo in grado di esprimere tutto il suo potenziale. Occhio all’accoppiata imolese Travis CohnBrandon Norfleet, due esterni giovani ed in grado di bucare la retina con facilità se in giornata positiva, che avranno il compito di far dimenticare il bombardiere Karvel Anderson. Oltre ai rookie, sono tanti i nomi che tornano in Italia: BJ Raymond confermato a Ferentino, Derrick Marks passa da Tortona a Ravenna che conferma sotto canestro Tyler Smith, a Rieti fari puntati sul funambolo Pepper che potrebbe risultare piccante a molte difese, Keddric Mays rimane a Trapani dove lo raggiunge l’ex Caserta Carleton Scott, Terrence Roderick e Lawrence Bowers a Ferrara, William Mosley con il confermato Nik Raivio a Legnano e l’imprevedibile coppia ad Est, più precisamente nella matricola Piacenza, formata da Kenny Hasbrouk e Bobby Jones, scesi di categoria per far bene da subito nella nuova, ennesima piazza del basket emiliano.

Keddric Mays - trapaniok.it

Keddric Mays – trapaniok.it

Le neopromosse hanno pianificato strategie differenti: se l’Eurobasket Roma si è affidata a due fuoriclasse esperti come Moe Deloach e Tony Easley, Udine ha preferito scommettere sul ‘94 Eddie Delegal addirittura con un biennale, salvo poi pentirsene a poche settimane dalla firma e virare sull’usato sicuro Stanley Okoye, e sul playmaker Tyler Laser, anche lui vicino al taglio dopo essere stato presentato “con orgoglio ed un pizzico di emozione” dal presidente Pedone. Forlì ha convinto un ottimo Wayne Blackshear a scendere di categoria, dopo gli alti e bassi di Pistoia, per rimettersi in gioco e far bene in una piazza importante come quella romagnola, affiancandogli il lungo ex Tortona Jaye Crockett.

Wayne Blackshear - www.pallacanestroforli2015.it

Wayne Blackshear – www.pallacanestroforli2015.it

Agropoli ancora una volta spiazza tutti ed attendendo pazientemente settembre firma Donell Taylor e Kevin Langford, mentre Scafati scommette sul rookie mormone Corey Fischer come guardia e gli affianca l’esperto israeliano Yuval Naimy dopo aver tagliato i ponti con Derek Williams. Guardando alle squadre meno quotate, bel colpo di Jesi che potrà disporre del vice capocannoniere della scorsa A1 Greca Dwayne Davis, supportato da un intenditore del gioco ma ormai non più giovanissimo Tim Bowers; Chieti si aspetta dal play/guardia Trae Golden numeri eccellenti, mentre a Cade Davis, ala arrivata dal campionato finlandese, si chiede equilibrio e presenza a rimbalzo. Tanti volti nuovi, tanti ritorni e qualche conferma, con la solita speranza che il campionato italiano di A2 torni ad essere il trampolino di lancio per tutti quegli stranieri che vorranno fare strada nella pallacanestro mondiale, ed anche con una piccola provocazione: che i direttori sportivi si stacchino dalle agenzie di procura e comincino a scoutizzare gli stranieri in base a ciò che serve davvero alle proprie squadre, e non a chi fa comodo firmare per “tenersi buono” il procuratore di turno.

Kyle Hines, dalla Legadue di Veroli all’Eurolega vinta con Olympiacos e CSKA Mosca.

 

I DERBY

Un altro grande motivo di interesse in questo campionato è dettato dalla presenza di tanti derby, partite che non valgono ‘solamente’ due punti ma per pubblico, ambiente e società coinvolte hanno sempre significati ben più profondi. Ad Est è nutritissima la pattuglia emiliano/romagnola con le varie Forlì, Imola, Ravenna, Piacenza e Ferrara; Jesi e Recanati si giocheranno la supremazia marchigiana (all’ombra di Pesaro, s’intende), Roseto e Chieti quella abruzzese e c’è grande attesa per il ritorno del sentito Udine-Trieste che manca dal 2004, mentre Treviso e Verona oltre che dalla vicinanza geografica sono accomunate da importanti ambizioni di classifica. Il girone Ovest vede ai nastri di partenza ben cinque formazioni laziali, con i fari puntati soprattutto sul derby romano tra la Virtus Roma e l’Eurobasket (le altre sono Ferentino, Latina e Rieti), recentemente scissosi dalla società del presidente Toti di cui era una costola. Biella e Casale Monferrato metteranno in scena quella che è ormai diventata una piccola classica del basket piemontese, arricchito dalla presenza di Tortona; Treviglio e Legnano, entrambe ‘trasferite’ dall’Est, hanno privato Mantova di derby lombardi, mentre scendendo più a Sud il quadro dei confronti regionali è completato da Scafati-Agropoli e Trapani-Agrigento. Come dite, dimentichiamo qualcosa? Per il ritorno dopo sette anni del derby per eccellenza, quello di Basket City, lasciamo parlare le immagini…

 

LE STORIE: EUGENIO FANTI E TERRENCE RODERICK

Dalla D alla A2 in poco meno di sei anni, vincendo sul campo, uno alla volta, tutti i campionati. E’ la storia di Eugenio Fanti, pronto a vestire la canotta dell’Eurobasket Roma anche la prima stagione in A2.

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L’imprevedibile guardia mancina classe ’91 prodotto del vivaio di via dell’Arcadia ha, con l’eccezione di una stagione spesa con la maglia di Costa Volpino, infatti sempre indossato i colori biancoblu ed è l’unico ad aver vissuto per intero, e da protagonista, la prodigiosa cavalcata che, attraverso ben quattro promozioni, ha portato l’Eurobasket dalla sabbiosa periferia dei campi regionali fino all’olimpo della A2. Idolo indiscusso di giovani e meno giovani per l’estrema disponibilità sia fuori dal campo che nei panni di istruttore minibasket, “Arsenio Lupin” ha chiuso anche l’ultima stagione all’insegna della consueta grande solidità sui due lati del campo, mettendo insieme 9,3 punti (saliti a 10.3 nei playoff) col 70% da 2, 5.4 rimbalzi e 3.1 assist in nemmeno 25 minuti sul parquet, segnale emblematico di una estrema funzionalità che ora è chiamato, come sempre, a confermare anche al piano superiore.

Terrence Roderick è nato in un sobborgo di Philadelphia 28 anni fa, e la palla da basket è stata la sua migliore amica sin da subito. Figlio di una famiglia molto povera, è cresciuto in una situazione molto difficile e la pallacanestro ha rappresentato per lui una valvola di sfogo importantissima.

Terrence Roderick - lanuovaferrara.gelocal.it

Terrence Roderick – lanuovaferrara.gelocal.it

Alla Northeast Prep School ha fatto pentole e coperchi attirando le attenzioni di molti college tra cui Iowa, Minnesota, Kansas e Florida State. Quando non era ancora ventenne è divenuto padre e per mantenere la figlia ha lavorato per qualche anno come operaio in una fabbrica, rischiando di dover accantonare definitivamente il sogno di diventare un giocatore di basket. Ma nell’estate del 2009, Manuel Capicchioni lo ha notato e lo ha convinto a sbarcare nel vecchio continente, precisamente all’Arkadia Traiskirchen, in Austria, società che ha lanciato anche Nemanja Bjelica e Jakob Poeltl. Qui ha messo in luce tutto il suo enorme talento e nel 2010 è iniziata la sua carriera italiana, vestendo le maglie di Rimini, Cremona, Agropoli (nella scorsa stagione) e Ferrara da questa estate.

 

SCOMMETTIAMO SU UNA SQUADRA: ANGELICO BIELLA

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Dal 1999 tra A ed A2 e mai al di sotto della B2 nella sua giovane storia (appena 22 anni di esistenza dopo la fondazione tra Biella Basket Club ed Amici del Basket Biella), la Pallacanestro Biella ha trovato il suo equilibrio nella seconda serie nazionale dopo la retrocessione della stagione 2012/2013. La squadra costruita quest’anno è un interessante mix di giovani di belle speranze e di giocatori con alle spalle importanti esperienze ad alti livelli, due su tutti la coppia Jazzmarr FergusonMike Hall. I due americani sono stati confermati entrambi dalla passata stagione: Ferguson, che aveva già giocato in Italia con le maglie di Forlì in A2 e Cremona in A, è un ottimo play/guardia di 185cm in grado di trovare spazi tra la difesa avversaria e colpire coi piedi dietro i 6,75, ma anche di mettere in ritmo i propri compagni. Hall, ala piccola trasformatasi col tempo in 4 tattico che arrivò lo scorso anno dopo appena 4 partite per sostituire l’impalpabile ex canturino Marcel Jones, viene da un tremendo infortunio al ginocchio sinistro, che da fine Gennaio gli ha impedito di scendere in campo con la squadra. Ma la sua etica del lavoro e la vicinanza dei tifosi biellesi gli hanno permesso di recuperare in fretta e convincere lo staff tecnico e dirigenziale dell’Angelico a puntare ancora su di lui. Intorno alla coppia a stelle e strisce, coach Michele Carrea, alla seconda stagione da head coach sulla panchina di Biella, ha voluto una squadra giovane ed al tempo stesso capace di reggere il peso della categoria. Ci si è affidati dunque alle larghe spalle di Amedeo Tessitori, centro classe ’94 ma con un bagaglio già ricco di esperienze importanti, come dimostrano le stagioni a Forlì, Sassari, Caserta e Cantù e le numerose convocazioni nelle nazionali giovanili. In cabina di regia confermato Marco Venuto, playmaker d’ordine e uomo di fiducia di coach Carrea per averlo avuto con sé nelle giovanili di Casalpusterlengo. L’ala piccola titolare nonché capitano della squadra è Niccolò De Vico, prodotto dell’ottimo vivaio biellese che ha debuttato con la maglia dell’Angelico nel 2010 in Serie A. Col passare degli anni si è guadagnato la fiducia di tutti gli allenatori passati per Biella, ed ora si ritrova titolare e capitano della sua squadra a 22 anni, dopo un ottimo campionato da 11.4 punti e 3.6 rimbalzi di media. Dalla panchina si alza Mattia Udom, visto lo scorso anno nella “sua” Siena dove ha confermato quanto di buono fatto ad Agrigento l’anno prima, e diversi giovani locali come Federico Massone, Luca Rattalino, Luca Pollone ed il londinese ma ormai italianissimo Carl Wheatle, uno dei più fulgidi prospetti classe 1998 di tutta Italia. La scorsa stagione è servita al nuovo staff tecnico per conoscere meglio l’ambiente ed il materiale a propria disposizione, e nonostante tutte le difficoltà è arrivato un buon decimo posto con 28 punti in classifica. Quest’anno Carrea sa già cosa può chiedere ai propri giocatori, e gli stessi giocatori (4/5 del quintetto base del vecchio quintetto base sono stati confermati) sanno cosa serve alla squadra per vincere, e grazie alle abilità dell’allenatore milanese di lavorare coi giovani potremmo già vedere i primi germogli di qualche promettente talento. Tutte queste motivazioni potrebbero bastare per puntare il fatidico Euro sulla nuova (ma non troppo) Angelico Biella.

 

SCOMMETTIAMO SU 5 POSSIBILI RIVELAZIONI

Playmaker: Mattia Venucci

Venucci - chietitoday.it

Venucci – chietitoday.it

Finalmente l’A2 arriva anche per Mattia Venucci, non più giovanissimo (26 anni da compiere il 31 di Ottobre) ma più carico che mai per lasciare il segno nella Proger Chieti. La squadra allenata da coach Galli cercava un playmaker per sostituire il partente Diego Monaldi: raccogliere l’eredità di Monaldi non era facile, ma il diesse Brandimarte ha riconosciuto in Venucci il giocatore giusto da cui ripartire. Eletto miglior giocatore della scorsa Serie B, le cifre di Venucci nella stagione ‘15/’16 in maglia Golfo Piombino non lasciano spazio a dubbi: 19.7 punti, 4.9 rimbalzi e 23.1 di valutazione. Lui stesso si definisce una combo guard, playmaker in grado di giocare anche da guardia grazie alle sue abilità al tiro dalla lunga. Amante del pick ‘n roll, ha un’ottima visione di gioco ed una propensione per il lato sinistro del campo, e per un mancino come lui non è nulla di nuovo. Dopo anni di gavetta è arrivato anche il suo momento, ed il nuovo playmaker delle Furie è pronto a cogliere al balzo la palla più importante della carriera.

Guardia: Marco Timperi

Timperi - stings.it

Timperi – stings.it

Prima esperienza in A2 che coincide con il primo allontanamento da casa sua, quella Pescara che dal 2010 se lo coccolava ininterrottamente. Marco Timperi, nuova guardia della Dinamica Generale Mantova, è pronto a buttarsi a capofitto su questa nuova avventura. È stata un’estate ricca di interessamenti per Timperi, e non sarebbe potuto accadere altrimenti: dopo la stagione della consacrazione in Serie B (8.7 punti e 4.1 rimbalzi di media in campionato, cifre aumentate nei playoff con Montegranaro), il classe ’97 nativo di Atri ha deciso che Mantova fosse la destinazione più giusta, rispendendo al mittente le offerte di tanti club di A2 e Serie B. Alle spalle di giocatori esperti come Gergati ed Amici, e di grandi realizzatori come Corbett, Timperi è pronto a mettersi in gioco e dare tutto sé stesso per guadagnarsi la fiducia di Martelossi, che potrà sempre fare affidamento sulla sua difesa rocciosa e la sua voglia di stupire. Chissà, magari già da rookie.

Ala piccola: Lorenzo Bucarelli

Bucarelli - www.menssanabasket1871.com/

Bucarelli – www.menssanabasket1871.com

Siena, che sia Virtus o Mens Sana, ama far crescere i propri ragazzi gettandoli nella mischia fin da subito, e spesso questa strategia paga. È il caso di Lorenzo Bucarelli, ala classe 1998 nato proprio nella città del Palio più famoso d’Italia. Dopo aver vinto i campionati Under 14 ed Under 15 con la Mens Sana (allora Montepaschi), la Stella Azzurra decide di accaparrarselo, gestendolo tra giovanili (dove vince il camponato di DNG) e Veroli, che lo chiama in prima squadra in A2 per 11 partite e 17 minuti di impiego medio. A metà stagione torna alla Stella Azzurra, dove si mette in mostra nella prima squadra capitolina in Serie B, ed è ospite fisso dei raduni delle nazionali giovanili ormai da parecchi anni. Bucarelli è un’ala versatile, in grado di colpire sia in penetrazione che da 3 punti, e non sono da sottovalutare tantomeno le sue abilità di passatore. Con Griccioli in panchina, che lo conosce già molto bene per averlo visto nel vivaio senese qualche anno fa, si troverà sicuramente a suo agio, e starà a lui guadagnarsi giorno dopo giorno qualche minuto in più sul campo. Che sia l’anno della fioritura di Bucarelli, proprio davanti ai suoi concittadini?

Ala grande: Leonardo Totè

Totè - Foto De Marco

Totè – Foto De Marco

Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano. È la storia di Leonardo Totè, che ha iniziato il suo percorso cestistico giovanile alla Scaligera Verona giocando U13, U15 ed U17 nella città di Giulietta per poi tornarci quest’estate, dopo aver vestito le maglie di Brescia (ed aver vinto l’A2) e Venezia (sconfitto solo in finale DNG da Cantù) nella scorsa stagione. Ala forte di 205 cm, ha ancora bisogno di lavorare sodo in palestra per aumentare la sua muscolatura e migliorare il suo gioco, ma è sicuramente uno dei prospetti più interessanti della sua annata in tutto lo Stivale. L’impatto a Brescia nella sua prima stagione ad alti livelli è stato inizialmente difficile, ma con il tempo ha saputo convincere coach Diana a dargli minutaggi sempre più elevati partita dopo partita, grazie al suo atletismo ed alla sua versatilità, che gli garantisce di affrontare l’avversario sia in post basso che fronte a canestro, o addirittura prendendosi tiri dalla lunga distanza. Verona e tutta Italia aspetta di vedere il vero Leonardo Totè.

Centro: Luca Severini

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Severini

Dalle Marche con furore: il processo di crescita di Luca Severini può trovare in Casale Monferrato un’occasione d’oro per dimostrare tutto il suo vero valore. Fin da subito nelle Marche, più precisamente a Civitanova, hanno capito che si trattava di un diamante grezzo: tanti centimetri già dall’Under 15, grandi abilità vicino a canestro ed una tecnica di tiro impeccabile. La crescita repentina gli ha creato inizialmente qualche difficoltà fisica, ma ora è tirato a lucido per dimostrare di essere un giocatore da Serie A. Pistoia (che ne detiene il cartellino), dopo la scorsa stagione in cui ha visto a fatica il parquet, ha deciso di girarlo in prestito alla squadra piemontese per fargli fare esperienza, e la squadra di coach Ramondino potrebbe essere il contesto ideale per mettersi in luce. Dopo le preziosissime esperienze nelle nazionali giovanili, è il momento di esplodere definitivamente. L’arsenale offensivo di Severini è in costante aggiornamento, il suo curriculum pure: la consacrazione potrebbe essere ad un passo.

 

SCOMMETTIAMO SU UN COACH: ANTONIO PATERNOSTER

Antonio Paternoster - www.cilentonotizie.it

Antonio Paternoster – www.cilentonotizie.it

Nella favola di Agropoli, capace di raggiungere per la prima volta nella sua storia il campionato di A2 e poi di imporsi come principale rivelazione del torneo scorso, tanto del merito va attribuito al suo timoniere. Antonio Paternoster, nel quadriennio che lo ha visto guidare la formazione cilentana, ha unito a grandi risultati un gioco frizzante, offensivo e spettacolare divenuto un marchio di fabbrica che (pur con interpreti diversi ed in un torneo di caratura superiore) la sua BCC ha saputo mantenere anche l’anno passato. La sfida è ora quella di fare altrettanto bene in una piazza di spessore e tradizione diverse come Reggio Calabria, reduce da un campionato a dir poco deludente: una campagna acquisti faraonica sembrava preludio ad un percorso da protagonisti, ma la Viola si è barcamenata per tutta la stagione nei bassifondi di classifica, evitando solo alle ultime curve un clamoroso approdo nei playout. Quest’anno, con meno proclami ma un roster ugualmente competitivo, i nero-arancio puntano al riscatto, e soprattutto a ristabilire il feeling con un pubblico numeroso e appassionato: evidente il cambio di tendenza nella costruzione del roster, con giocatori più giovani ed affamati di emergere (Marulli, Caroti, Guariglia ed il baby locale Lupusor i principali) rispetto ai grandi flop dello scorso anno. Il cavallo di ritorno Fabi e due stranieri già conosciuti (e protagonisti) nel nostro Paese come Legion e Radic completano il cocktail di un organico che ha tutto per stupire. Ma stavolta in positivo.

 

I PLAYOFF

In ogni categoria i playoff rappresentano il momento più atteso ed importante, quello in cui ci si gioca il lavoro di un’intera stagione. A maggior ragione per un campionato come questo, dove sedici squadre si contendono l’unico posto al sole della Serie A in una post-season massacrante ed equiparabile quasi ad una March Madness (pur con serie al meglio di cinque gare e non partite secche) per sforzo mentale ed imprevedibilità del tabellone. Basti pensare al percorso di Brescia, che nella scorsa stagione ha dovuto affrontare una vera e propria maratona di venti partite (e quattro serie su quattro terminate alla decisiva gara-5!) in meno di due mesi: arrivare nelle condizioni psico/fisiche ideali sarà ancor più importante del piazzamento finale in regular season, dovendo fronteggiare un percorso così tortuoso. Due le perplessità: oltre a quella ampiamente sottolineata dell’unica promozione in palio, appare singolare anche la scelta di incrociare i due gironi nei playoff. Mantenere i due tabelloni separati (come avviene in NBA dove le vincitrici delle due Conference si giocano l’anello nella finalissima) cementerebbe le sfide già affrontate nei mesi di regular season, piuttosto che giocarsi un’intera stagione contro una squadra mai affrontata prima. Ma ci divertiremo lo stesso, potete starne certi.

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Il tabellone degli scorsi playoff di A2.

 

TV

Il campionato di A2 oltre ad avere la copertura televisiva di molte emittenti locali, viene interamente trasmesso in diretta streaming a pagamento, dalla tv della Lega Nazionale Pallacanestro (https://tvpass.legapallacanestro.com/). Da quest’anno ci sarà anche una novità: ogni domenica, una partita sarà visibile gratuitamente da tutti quelli che si collegano al sito.

Da pochi giorni è stato riconfermato l’accordo tra Fip e Sky per la trasmissione del match domenicale, subito dopo pranzo, sui canali di SkySport HD (che dovrebbe coprire quasi interamente semifinali e finali playoff).

 

Adesso che avete finito di leggere l’articolo, mancano pochissime ore alla prima palla a due. E quindi… buon campionato a tutti!

 

a cura di Stefano Blois, Raffaele Ferraro, Eugenio Agostinelli e Marco Pagliariccio