disegno di Markkanen di Paolo Mainini
articolo di Marco Crespi
grafici e stats di Fabio Fantoni

 

 

17 febbraio 2016. HBA, la Helsinky Basketball Academy, ha perso contro UU-Korihiat 63-91. Lauri gioca la sua sedicesima partita di quella stagione nella prima divisione finlandese, la “Serie B” dopo la Korisliiga. Si è già promesso ad Arizona. In stagione 25 minuti in campo, 21.6 punti e solo 64 tiri tentati da 3, rispetto ai 167 da 2.

24 ottobre 2017. Cleveland ha battuto Chicago, 119-112. LeBron James nel post-partita parla di Lauri. “Very confident” le prime parole, e aggiunge un ben più significativo “Ad Arizona l’ho visto giocare spesso. L’ho guardato molte volte”.

AP Photo/Tony Dejak

Le due date sono (così) vicine. Provate ad andare a guardare come (e contro chi) giocava in quella stagione Lauri e diventa ancora più complicato pensare a come sia stato tutto così veloce: Arizona, scelta numero 7, Europei da protagonista con la Finlandia, Chicago e subito un ruolo ben definito. Un ruolo da giocatore NBA. Da giocatore vero NBA.

 

Non solo un tiratore

Una delle prime etichette che si tende abbinare a Markkanen è il tiro da 3 punti.

Duecentosedici centimetri che corrono alla velocità giusta, e, soprattutto, sapendo come muoversi in campo: dote che conta tantissimo, lo insegnano i Rockets che sono ultimi per distanza percorsa in tutta la Lega.

Sapere dove andare significa essere visti e pronti. Markkanen possiede l’arresto ad un tempo, l’arresto contemporaneo per guadagnare quel frame di decisivo vantaggio, fatto sempre con sicurezza e ricevendo in corsa. Ha tiro da 3 punti e il “Pop”, cioè il bloccare la palla e allargarsi verso la linea da 3 punti: azione utilizzata, quasi scontata.

In entrambe le azioni il suo timing nel muoversi è di alta qualità, senza fretta: contro la scelta difensiva di stare davanti alla palla, lascia il tempo a chi ha la palla in mano di attaccare per poter creare vantaggio, e lui si muove in controllo per essere pronto quando parte il passaggio, partendo dai piedi, per avere il rilascio più veloce e consistente (come dice LeBron…).

E il suo trovare tiri da 3 (per frequenza e percentuale) non è aiutato dalla qualità del roster e del gioco dei Bulls.

Qualcuno li ha definiti così, “The Bulls are Bad-But Worse“. Giocare con Dunn (e contro la scelta difensiva che non rispetta il suo up-and-down tiro) e con un sistema che si annoia, non aiuta a trovare vantaggi per il suo tiro da 3.

In questo grafico la distribuzione dei tiri di Lauri nelle sue tre esperienze di livello (NCAA con Arizona, Europei con la Finlandia, NBA con Chicago). Due dati che lo fotografano: quasi lo stesso numero di tiri nelle tre differenti esperienze, e i tentativi da 3 che sono sempre inferiori a quelli da 2. Aggiungendo che la media di tiri liberi è una voce statistica, presente e attiva.

Non è un semplice tiratore.

Torneo di Cagliari, agosto 2017. Vedo Markannen dal vivo, dopo averlo solo visto e letto – “Arizona, scelta numero 7 dal Draft”. Finisce la partita con l’Italia. Routine post partita per tutti, stretching, poi lui si ferma. Una semplice occhiata ad un componente dello staff, e inizia a tirare. Lo guardo. Serie da 3 e poi dalla stessa posizione palleggio a destra, paleggio a sinistra, cross-over e palleggio. In tutto sette posizioni. 4 canestri consecutivi per passare alla stazione successiva. Ogni movimento in silenzio, con energia, senza pause.

 

Attaccare con la mano destra e sinistra

Contro un tiratore il primo obiettivo difensivo è limitare i tentativi da 3. Il tiratore -per non essere solo tale- deve saper attaccare dal palleggio. Lauri lo sa fare: in estate attaccava quasi sempre con la mano destra.

Nella prima clip gli viene portato un blocco e lui va a destra dalla parte opposta contemporaneamente leggendo la difesa e ricercando il suo lato più naturale.

Nella seconda attacca e accelera con decisione andando a destra.

Il miglioramento nell’andare a sinistra è impressionante. Sia per attaccare il difensore che vuole togliergli il tiro da 3 (nella prima clip), sia per attaccare il difensore che recupera dopo il suo Pop.

E la soluzione dopo aver aperto il palleggio con la sinistra non è un semplice palleggio e arresto e tiro, ma è l’andare fino in fondo, al ferro e nei contatti.

Sapendo attaccare a destra e sinistra, ecco che i tocchi di Markkanen possono essere elevati. E anche ogni tocco non si riduce in un semplice prendo-e-tiro. Ma alla possibilità di mettere la palla per terra per costruire.

Ciò è ancora più evidenziato nel confronto con altri 3 giocatori simili, per caratteristica fisica e tipo di gioco: Bender (un Europeo giovane), Mirotic (un Europeo con stagioni in NBA), Anderson (il classico stretch 4).

La sua capacità di poter usare il palleggio da Point Forward viene utilizzata per entrare nei giochi direttamente dal suo rimbalzo difensivo, ed anche per giocare il P&R bloccato dal 5. Lo fa per forzare un cambio o per trovare un vantaggio non solo per il suo arresto e tiro, ma anche per la sua visione di passaggio.

 

Torneo di Cagliari. Sempre Agosto 2017, seconda giornata: la Finlandia ha giocato con la Turchia. Finita la partita, stesso cenno. Lavoro individuale, ma non stesso lavoro. La concentrazione è identica, ma i tiri vengono partendo senza palla: pop e uscite. E allora è facile comprendere perchè quella volta ad Arizona, Joe Pasternack (quella stagione assistente ad Arizona), dopo 45 minuti di lavoro post allenamento, gli disse “Adesso basta, c’è tuo padre -arrivato dalla Finlandia- che ti aspetta per andare a cena“.

Lauri è follemente innamorato del gioco e del lavoro per migliorarsi.

 

Lavora in ogni momento non per soddisfare una tendenza maniacale, ma per aggiungere pezzi al suo gioco. Pezzi semplici, per pulizia e qualità.

Nella prima uscita c’è la velocità giusta e la decisione del saper dove andare. Nella seconda la possibilità di essere efficace nella doppia scelta, blocco per andare a tirare frontale o eventuale blocco per andare in post basso.

 

Non solo fuori dalla linea da 3 punti

Proprio cosi. Non sa solo giocare frontalmente, ha anche la capacità di usare il suo tocco in avvicinamento.

Senza uso del palleggio: elegante uso del perno completato con il suo tocco, nella prima. Sorpassare il difensore e portarlo dove il vantaggio di taglia (dopo un cambio) lo fa tirare sopra la testa, nella seconda. Fa sempre movimenti semplici, partendo da quello che serve in quella situazione e cercando di risolvere il “problema” creato, per l’appunto, nella maniera più semplice possibile.

E in modo consistente, come disse LeBron…

Concludiamo con questo grafico dove troviamo la percentuale dei rimbalzi conquistati rispetto a quelli a disposizione, quando è in campo.

Evidenziamo sempre le sue tre esperienze di alto livello: i numeri non sono quelli di un giocatore che gira alla larga da canestro.

La percentuale dei rimbalzi difensivi sale con il crescere della fisicità della competizione, per arrivare al 23.4% a Chicago. Per poter comprendere meglio il dato, Tristan Thompson in questa stagione è al 21.9%, e nella sua migliore (quella del titolo) arrivò al 22.4%…

 

Lauri è un giocatore che ha tutto per diventare un pezzo importante di una squadra che compete per vincere. Lo fa ogni giorno con sé stesso.