Lo chiamavamo ‘Wilt the Stilt’, il trampoliere, ma non gli piaceva quel soprannome, lui preferiva ‘The Big Dipper’, il grande mestolo, che gli diedero i suoi amici perchè doveva sempre abbassare la testa per passare da una porta. Oggi avrebbe compiuto 77 anni.

“… arrivò al palazzo a partita già iniziata, essendosi intrattenuto più del dovuto in una sala giochi, sfidando chiunque a flipper e distribuendo tra le ragazze presenti i peluche vinti al tiro al bersaglio. Entrò in campo e a metà partita il suo tabellino recitava già 41 punti. Fu allora, poco prima della ripresa, che media e corrispondenti si riversarono nella piccola arena (appena 8.000 posti, di cui meno della metà occupati), fiutando nell’aria l’odore della magia. Wilt Chamberlain segnò, senza particolare fatica, quello che ad oggi rimane il traguardo al contempo più sacro e lontano per ogni giocatore di basket: i 100 punti”.
2 marzo 1962 Philadelphia Warriors – New York Knicks.
Vince Phila 169-147, le cifre di Wilt: 36/63 al tiro e 28/32 ai liberi, 25 rimbalzi.

Nato a Philadelphia il 21 agosto 1936, esplose all’università di Kansas diventando un “pericolo” per il basket.
Prima lo spedirono in giro per il mondo con gli Harlem Globetrotters, poi quando iniziò a giocare con Philadelphia nella Nba, introdussero una nuova regola su misura contro di lui: il goaltending.
Chamberlain giocò 14 stagioni nella Nba, con Philadelphia, Golden State e Los Angeles. E rispetto ai riconoscimenti individuali vinse poco, solo due titoli: nel 1967 con Philadelphia, nel 1972 con Los Angeles. Purtroppo per lui in quell’epoca ci fu una squadra tra le più forti di sempre, i Boston Celtics che dominarono gli anni ’60 e ’70 vincendo 11 titoli in 13 anni. A Boston giocava il suo più grande avversario, Bill Russell, per qualcuno addirittura più forte di lui.

31.419 punti segnati, 1205 partite giocate, 7 classifiche dei marcatori vinte di fila, 11 volte miglior rimbalzista, 4 volte Mvp della lega, seconda miglior media punti a partita nella storia dietro solo a Michael Jordan (30,07), 5805 tiri liberi sbagliati (primo in assoluto, dietro di lui Shaq..), 271 volte sopra i 40 punti, 7 partite consecutive sopra i 50 punti. Una vita fatta di numeri e di record. Forse un giorno saranno tutti superati, ma difficilmente il JR Smith di turno, piuttosto che qualche altro “sveglio” di oggi potranno mai superare le 20.000, dico ventimila, donne avute in carriera: 1,2 al giorno se cominciò a 15 anni…

Quando morì (il 12 settembre del 1999) furono trovati nella sua villa di Los Angeles migliaia di articoli “erotici”, ognuno dei quali appartenuti ad una delle sue conquiste.
Wilt dopo ogni partita, tornava a casa con più di una ragazza alla volta e aveva messo davanti al suo enorme materasso ad acqua un vero e proprio semaforo che azionava per far defluire il traffico di gnocca dentro la casa: rosso, non c’è più posto, giallo, devi attendere, verde, vieni qui che ti apro in due.

Califfo e fenomeno allo stesso tempo.
Morto troppo presto.