articolo di Marco Crespi
grafici e stats di Fabio Fantoni

 

 

Sono iniziati i playoffs NBA: da vivere, da guardare e riguardare. 

Tanti modi diversi di giocare delle squadre, che spesso ti fanno tornare indietro col MySky per rivedere situazioni particolari. Tendenze di gioco che si sviluppano, partendo da quello che il campo richiede per essere più efficiente.

Stiamo assistendo ad un’apertura al cambiamento, per essere efficienti oggi, giocando un basket che è diverso da ieri, perché in continua evoluzione. Raccogliendo sensazioni e supportandole con dati, dai statistici e video.

Il Tracking ha permesso di raccogliere quasi infiniti dati. 

Ma che cos’è il Tracking? E’ un sistema di video-camere che traccia il movimento dei giocatori, della palla, inogni tempo e distanza. 

Già nel 2012 si diceva che avrebbe cambiato, o forse solo migliorato, l’analisi statistica. Non per complicare le cose, ma per avere dati che aiutino a semplificare l’analisi di quello che succede sul campo.

Per guardare meglio come una squadra gioca, mi piace cercare (attraverso appunto il tracking accessibile a tutti QUI) i dati relativi a passaggi, tocchi e distanza percorsa. Non è assolutamente complicato e può far capire un dettaglio in più. E far divertire di più. 

Ogni tabella e grafico analizza i dati delle sedici squadre che si sono qualificate per i playoffs.

 

A. Houston prima muovendosi meno di tutti

“Gira la palla. Gira la palla. Gira la palla”. Il ritornello tormentone che ascoltai ad un camp, usato da un divertente istruttore per spingere i ragazzi e le ragazze a passarsi il pallone, per far succedere qualcosa. I Rockets non la fanno girare tanto la palla, ma qualcosa succede comunque sul campo.

Sono la squadra che fa meno passaggi e che percorre meno distanza in attacco. E sono la squadra che più tira da tre, e la numero 1 del tabellone dei playoffs.

Uno. Mike D’Antoni. Già a Milano, primi anni ’90, quando partiva una situazione di P&R, la sua idea era che gli altri 3 fossero fermi e pronti: “Se si bloccano, ci sarà almeno un giocatore non pronto a punire la scelta difensiva”. Poi sono arrivati i 7 secondi or less di Phoenix. Insomma nessun passaggio di circostanza. La scelta è chiara: entrare subito nella situazioni di gioco per attaccare (perché arrivarci dopo un qualcosa?)

Due. Harden. (E poi anche Paul). Giocatori che hanno una capacità di giocare 1c1 in isolamento di altissima qualità: 19.2 possessi in isolamento, producendo per ogni possesso 1.12 punti, primi per frequenza e per efficienza in NBA. 

Tre. Cosa fa la difesa, sempre di più? Cambi. Quindi arrivare in velocità nelle situazioni di gioco rende più difficile i cambi sistematici da parte della difesa (che ha meno tempo per organizzarsi), per avere più tempo per attaccare.

In queste 2 clip vediamo i due giocatori primi per efficienza negli Isolamenti 1c.1. Nella prima clip, Harden è anticipato e quindi l’isolamento è di Chris Paul. Nella seconda vediamo l’utilizzo dell’arrocco (cioè di un blocco sulla palla che ha come obiettivo quello di forzare un cambio, per poi attaccare in 1c.1 il difensore ritenuto più debole) per Harden.

In questa terza clip, Harden&Capela. Blocco sulla palla, su un lato, e in mezzo: gli altri giocatori fermi ma per attaccare, essendo pronti a ricevere costringendo i rispettivi difensori a non poter aiutare. E finisce con due Roll vincenti di Capela dalle mani del Barba.

 

B.  Passaggio e movimento per andare in post basso, ma…

San Antonio è nettamente la prima per distanza percorsa e per post up, cioè per situazioni in cui la palla è andata in post basso per essere attaccata in 1c.1.

Il talento di Aldridge in queste due clip. Palla dentro e canestro nella prima. Schema classico di San Antonio nella seconda: tutti a disposizione per far arrivare la palla esattamente lì. Qualità, sì, ma se alla fine non hai un vantaggio oppure segni, gli altri sono fermi senza attaccare.

Nel grafico la dimensione della pallina indica l’efficienza dell’attacco (punti segnati per 100 possessi). L’efficienza passa attraverso il talento dei singoli giocatori, e LaMarcus Aldridge di talento ne ha e di punti in quell’area ne produce. Ma l’offensive rating rimane nella parte bassa della tabella delle 16 squadre playoffs…

Ulteriormente interessante -e utile per capire l’essenza del gioco- è che gli Spurs abbiano lo stesso numero di possessi in post basso che avevano dieci anni fa. Allora erano la 14° squadra per frequenza, oggi sono la prima. Il gioco cambia.

 

C. Passaggi lenti e veloci

Senza nessuna intenzione di collegarsi al libro di Daniel Kahneman (Premio Nobel per l’Economia), Pensieri lenti e veloci, esistono passaggi lenti e veloci. O meglio, esistono soprattutto passaggi che, in quanto veloci, costruiscono e portano vantaggi (e magari assist nel passaggio successivo)

In questo grafico ci sono assist e passaggi sull’asse delle X e delle Y. Golden State è la prima nel rapporto tra numero di passaggi e assist. 

Facciamo un primo confronto tra il numero di passaggi degli Warriors e dei Rockets. Dati diversi per le due squadre: tanti passaggi i primi e pochi i secondi, tanti tiri da 2 i primi e tantissimi i secondi. Le due squadre hanno uno stile di gioco per arrivare a costruire vantaggi per il tiro da 3, ma sono possibili anche diversi sviluppi di gioco per ottimizzare le caratteristiche dei giocatori a disposizione: Harden e Durant sono molto differenti…

Ecco due esempi di passaggi frutto del gioco senza palla, attraverso i blocchi, o meglio finti blocchi. Vediamo due giocatori che si incrociano e il reale obiettivo è battere la scelta difensiva scegliendo di punire il mismatch nella prima clip (giocando spalle a canestro), battendo il cambio sul tempo con un taglio, nella seconda clip.

Quelli degli Warrios sono passaggi che “attaccano”, che arrivano in velocità. Sono passaggi che permettono di attivare la qualità (tecnica e mentale) delle loro stelle. Passaggi che “attaccano” abbinati al movimento senza palla, per creare vantaggi ed area libera per poi essere attaccata con tagli e lay-up.

 

D. Philadelphia e il  The Process

Philadelphia ti coinvolge e i giocatori sono coinvolti. Si entusiasmano correndo e attaccando, entusiasmano chi li guarda. Un The Process anche nei numeri. 

Nella tabella ci sono i dati delle ultime cinque stagioni: Assist, Palleggi per tocco, Secondi per tocco, Passaggi. 

Aumentano gli assist, diminuiscono il tempo e i palleggi per tocco. Perché? Perché aumenta la qualità nel gioco: più consistente qualità, più sicurezza nella qualità di ognuno. 

Vediamo inoltre un miglioramento in difesa (efficienza difensiva che è passata da 106.7, ventiduesima squadra nel 2015-16, al 102.1 di questa stagione, solo Boston e Utah hanno fatto meglio) che significa più palloni (e migliori palloni) per correre, per segnare, per fare più passaggi. Ma di quelli che entusiasmano, non di quelli fini a sè stessi com’era -a volte- prima.

Tutto questo succede grazie ad un’abitudine a passarsi il pallone che prima era necessità (con giocatori che giocavano a testa bassa), adesso è giocare orgogliosi a testa alta.

In queste due clip è lampante l’entusiasmante sviluppo dei Sixers.

Nella prima clip, passaggi e tocchi per arrivare a JJ Reddick che batte la scelta difensiva di negargli il consegnato con un taglio (e area libera). Nella seconda clip, palla sotto a Simmons che la ribalta fuori a Saric in uscita da un blocco: movimento e sicurezza. E’ evidente come i ruoli non esistano proprio più. Esistono le situazioni di gioco adatte per le qualità di un giocatore. 

Ancora una cosa. In (quasi) tute le clip c’è un punto in comune: l’area libera per essere attaccata da penetrazioni e tagli. Questa è una caratteristiche comune non ai singoli modelli di gioco, ma al Gioco del 2018.

Concludiamo ammirando. Ammirando Simmons.

Ci sarà da divertirsi in tanti modi. Buoni playoffs a tutti.