Articolo di Mario Castelli
Immagine copertina di Davide Giudici

 

 

Diciamo la verità: tutti noi, fin da quando eravamo bambini, giocavamo al campetto o facevamo canestro nel cestino con una pallina di carta simulando nella nostra mente la telecronaca dell’azione che stavamo per fare, che quasi sempre era il tiro decisivo di una finale NBA o per vincere un oro olimpico. Le telecronache sono una parte inscindibile di gran parte dei nostri ricordi cestistici, hanno sempre accompagnato le azioni storiche di questo gioco che ci piace tanto, e spesso hanno aggiunto ulteriore emozione o epicità ai momenti in questione. In questo articolo abbiamo deciso di raccogliere alcune delle “best calls”, i migliori spezzoni di telecronaca che hanno raccontato grandi giocate cestistiche nel corso degli anni, in diverse lingue, da diversi paesi e ovviamente a diversi livelli di gioco. Non abbiamo assolutamente pretese di stilare una classifica, anzi i vari video sono inseriti in ordine puramente casuale, e qualora non trovaste il vostro preferito siete assolutamente legittimati ad inserirlo tra i commenti al post. Siete pronti? Cominciamo.

 

 

Malaga-Real Madrid, ACB 2010/11
Oscar Cuesta

Iniziamo da uno degli spezzoni forse più famosi a chi bazzica spesso su Youtube alla ricerca di finali incredibili di partita. Può una partita bruttina per 39 minuti diventare memorabile negli ultimi secondi? Assolutamente sì. Lo dimostrano queste quattro triple in meno di 40 secondi: prima segna Prigioni da lontanissimo, quindi risponde Garbajosa, poi ancora uno scatenato Prigioni riporta avanti il Real e infine la vecchia conoscenza italiana Terrell McIntyre sigla la vittoria del’Unicaja sulla sirena, facendo esplodere il Martin Carpena e lasciando completamente senza voce il telecronista spagnolo Oscar Cuesta, che sopraffatto da tutte le emozioni che si sono accavallate in quell’ultimo minuto di gioco tira fuori dal cilindro un antologico “dime che no estoy soñando”.

 



 

Utah Jazz-Chicago Bulls, NBA Finals 1997/98
Flavio Tranquillo e Federico Buffa

Salt Lake City. Gara 6. Bulls avanti 3-2 nella serie ma sotto di 3 punti a 40 secondi dalla fine. 20mila tifosi dei Jazz che infuocano il Delta Center per spingere Utah a Gara 7, dopo la finale persa già l’anno prima proprio contro gli stessi Chicago Bulls. Michael Jordan in campo. Flavio Tranquillo e Federico Buffa al microfono. Dobbiamo davvero dirvi altro?

 

 

Indiana-Kentucky, NCAA 2011/12
Dan Shulman e Dick Vitale

Il 10 dicembre 2011 alla Assembly Hall di Bloomington, casa degli Indiana Hoosiers, arriva Kentucky. Non solo quella tra Indiana e Kentucky è una rivalità sentita, ma quell’anno tutti vogliono battere i Wildcats: in quel momento sono la squadra numero 1 della nazione, hanno un roster fortissimo che ha nel freshman Anthony Davis la stella più luminosa, hanno vinto tutte le prime 8 partite. Infatti Kentucky alla fine di quell’anno vincerà il titolo NCAA con un bilancio di 38 vittorie e 2 sconfitte. E una di queste due arriva proprio alla Assembly Hall, dove la tripla sulla sirena di Christian Watford fa perdere la testa ai tifosi di Indiana e ci lascia con un insegnamento e una domanda. Il primo è che a volte non parlare più e lasciare che siano i rumori del pubblico a “commentare” una giocata del genere può essere una mossa vincente più di qualsiasi parola. La seconda invece è: secondo voi Dick Vitale ci credeva al canestro che aveva appena visto?

 

 

Fabriano-Siena, Serie A 2001/02
Gianni Quaresima

Nella primavera del 2001 la città di Fabriano, appassionatissima piazza nelle Marche, festeggia il ritorno in A1 a 17 anni dall’ultima volta. L’anno successivo centra una grande salvezza arrivando perfino ai playoff, ma uno dei momenti più alti rimane la partita interna di regular season contro la Mens Sana Siena, che quell’anno vinse il suo unico trofeo internazionale della storia, la Coppa Saporta, e di lì a poco sarebbe diventata la grande dominatrice del nostro basket. In questa partita, alla seconda giornata di ritorno, Fabriano conduce per quasi tutto il match ma viene acciuffata proprio alla fine da Siena, che forza la partita al supplementare. Qui diventa una vera battaglia, con LaSalle Thompson che segna 30 punti per Fabriano e Boris Gorenc che risponde dicendo 33. Fabriano torna a +3 a pochi secondi dalla fine, ma Brian Tolbert con uno dei soli due canestri della sua partita la pareggia quasi sulla sirena. Secondo supplementare? No, perché Rodney Monroe la decide in questa maniera, facendo impazzire il telecronista fabrianese Gianni Quaresima e mettendo a serio rischio le sue corde vocali.

 

 

Pavia-Soresina, Legadue 2007/08
Anonimo

Se un canestro sulla sirena può far impazzire di gioia un telecronista, come nel caso di Quaresima sul buzzer beater di Monroe, dall’altra parte può anche gettarlo nello sconforto più totale. Come ad esempio successo al povero telecronista della Edimes Pavia, che in questa partita era ormai convinto che la sua squadra del cuore fosse riuscita a strappare la vittoria contro Soresina, una delle big di quel campionato. Invece la preghiera finale di JR Reynolds viene incredibilmente accolta dal ferro, regalando il derby lombardo agli ospiti per 101-103 e lasciando senza parole il commentatore di casa.

 

 

Portland Trail Blazers-Houston Rockets, NBA Playoffs 2013/14
Mike Tirico

I Blazers non vincono una serie di playoff da 14 anni, ma finalmente al primo turno del 2014 hanno la loro occasione in casa contro i Rockets. Avanti 3-2 nella serie, Portland può chiudere il discorso in gara6 per evitare una rischiosa gara7 in casa di Houston, ma la squadra di James Harden vuole riportare la serie in Texas e si presenta ad un secondo dalla fine avanti di 2. Allora, come spesso accade, diventa Dame Time: Mike Tirico sottolinea alla perfezione la gran giocata di Lillard, che vince la partita sulla sirena e manda Portland al turno successivo.

 

 

Houston Rocket-San Antonio Spurs, NBA 2004/05
Flavio Tranquillo e Federico Buffa

Ancora NBA e ritorniamo di nuovo dal duo che ci ha raccontato e ci ha portato per mano nel mondo dell’NBA per quasi 20 anni. Il 9 dicembre 2004 gli Houston Rockets sono a -8 con 35” da giocare contro i fortissimi San Antonio Spurs di Tim Duncan, che a fine stagione vinceranno il titolo. Quasi metà del pubblico del Toyota Center ormai ha abbandonato il palazzo, nel tentativo di evitare il traffico post-partita, dando ormai per certa la sconfitta. Chi non la dà per certa è Tracy McGrady, giocatore straordinario che forse in carriera ha dato e raccolto meno di quello che avrebbe potuto consentirgli il suo clamoroso talento. Il numero 1 si carica sulle spalle i Rockets e segna 13 punti con quattro triple in pochi secondi dopo aver tirato 8/25 dal campo (con 1/8 dall’arco) fino a quel momento. La faccia di Devin Brown è la fotografia perfetta per riassumere una delle più grandi rimonte nella storia della NBA, ma anche le voci di Tranquillo e Buffa la raccontano piuttosto bene.

 

 

Valencia-Real Madrid, ACB 2015/16
Mario Gomez

Il commento Mario Gomez al canestro “estratosferico” da 20 metri di campo di Llull è indimenticabile: dal “dentroooo” urlato a pieni polmoni come il suo collega che abbiamo postato poco più in alto, fino al “madre de Dios” finale, passando per un geniale “eso no es una mandarina”.

 


 

Cleveland Cavaliers-Boston Celtics, NBA Playoffs 2007/08
Kevin Harlan

Una di quelle occasioni in cui è la telecronaca a rendere ancora più memorabile la giocata, più che il gesto stesso. Cleveland sotto 2-1 nelle semifinali della Eastern Conference, con i Cavs a un passo dal portare a casa la vittoria del 2-2: LeBron condisce il tutto coi jalapeños andando a schiacciare il canestro del +9 in testa a Kevin Garnett, a quel punto Kevin Harlan incastona il momento nella storia con un azzeccatissimo “LeBron James with no regard for human life!”.

 

 

Cska Mosca-Olympiacos, finale Eurolega 2011/12
Niccolò Trigari e Dan Peterson

“Non è possibile!”. Le Final Four di Eurolega negli ultimi anni ci hanno regalato emozioni a profusione, ma una delle più intense rimane forse questa. L’Olympiacos, destinato a diventare bestia nera del Cska, compie una delle sue incredibili rimonte tornando a contatto nel finale dopo essere sempre stato sotto. Siskauskas, tiratore affidabilissimo ai liberi, fa clamorosamente 0/2 in lunetta e dall’altra parte Printezis regala il titolo ai greci quasi sulla sirena, facendo esplodere Niccolò Trigari che all’epoca commentava l’Eurolega su Sportitalia.

 

 

Florida-Gonzaga, March Madness 1999
Gus Johnson

Se volete emozionarvi con una telecronaca, allora Gus Johnson è esattamente l’uomo che fa per voi. Nel 1999 Gonzaga, piccolo ateneo gesuita del nord-ovest degli Stati Uniti, si qualifica al Torneo NCAA per la seconda volta nella sua storia. Entra in tabellone con la testa di serie #10 nel proprio Regional e al primo turno batte Minnesota conquistando la sua prima vittoria di sempre alla March Madness. Al secondo turno elimina anche la testa di serie #2 Stanford e così si inizia a parlare di “Cinderella”, ovvero Cenerentola, come vengono chiamate oltre oceano quelle squadre che rimangono in corsa nel “grande ballo” del Torneo NCAA più del previsto. Alle Sweet 16 tocca a Florida, altra squadra più quotata che però viene sconfitta di 1 con un tap-in di Casey Calvary a pochi secondi dalla fine. Dopo il suono della sirena Gus Johnson sottolinea il successo della Cinderella di turno con un leggendario “the slipper still fits!”, con slipper che rappresenta ovviamente la scarpetta di vetro di Cenerentola. Gli Zags usciranno poi alle Elite Eight contro Connecticut e diventeranno una università di riferimento dell’intera NCAA negli anni successivi, ma questa vittoria e anche questo commento di Gus Johnson hanno scritto una pagina di storia dell’ateneo.

 

 

Roseto-Reggio Emilia, Serie A 2004/05
Geri De Rosa

Il finale di questa partita resta sicuramente uno dei più assurdi che possiate vedere. Roseto è sotto di 3 a soli 4” dalla fine con due tiri liberi in mano a Mahmoud Abdul-Rauf. Il fu Chris Jackson, una macchina dalla lunetta, segna ovviamente il primo. A quel punto ci si aspetterebbe che sbagli il secondo per provare a conquistare il rimbalzo offensivo, invece il piccolo americano della Sedima segna anche quello. Però sulla successiva rimessa arriva il regalo che non ti aspetti: un giovane Gigli consegna di fatto la palla in mano ad Andre Brown, che forse rimane sorpreso dal cadeau del giocatore reggiano e sbaglia clamorosamente la schiacciata da solo. Il PalaMaggetti si sta già disperando, ma avanzano ancora un paio di secondi: Brown ha quantomeno la prontezza di riflessi di seguire il suo errore e servire il pallone fuori a Duane Woodward, che infila il canestro della vittoria sulla sirena davanti a un incredulo Geri De Rosa, assolutamente titolato nel battezzare questa azione come “il più incredibile dei finali”.

 

 

NBA Slam Dunk Contest 2000
Kenny Smith

Facciamo un’eccezione e postiamo l’unico video non relativo ad una partita, ma con le nostre buone ragioni. Nel 2000 ad Oakland va in scena, nel corso dell’All Star Weekend, una delle edizioni più belle dello Slam Dunk Contest che si possano ricordare. La vince meritatamente Vince Carter, battendo in finale Tracy McGrady e Steve Francis, mostrando un paio di schiacciate che all’epoca rivoluzionarono la storia della gara delle schiacciate. Ecco perché i due commenti più famosi di Kenny “The Jet” Smith, che commentava quell’All Star Weekend per TNT, ovvero “Let’s go home ladies and gentlemen! Let’s go home” e “It’s over! It’s over!” appaiono senza dubbio più che adeguati.

 

 

Oklahoma City Thunder-Golden State Warriors, NBA 2015/16
Alessandro Mamoli e Flavio Tranquillo

La rivalità tra i Thunder di Durant e Westbrook e i Warriors di Steph Curry infiamma la stagione 2015/16, con Golden State che eliminerà proprio OKC in finale di conference per 4-3 dopo essere stata sotto anche 1-3 nella serie. Ma prima ancora di quelle sette sfide meravigliose, queste due squadre si erano già affrontate nel mese di febbraio a Oklahoma City, con Golden State che vinse dopo tre tempi supplementari con questo siluro di un Curry da 46 punti, giunto in quel momento alla dodicesima tripla segnata della partita, per quello che allora era un record NBA eguagliato. Alessandro Mamoli e Flavio Tranquillo, al commento quel giorno, reagirono nella stessa sbalordita maniera…

E date un’occhiata anche ai commentatori delle altre parti del mondo…

 

 

Cleveland Cavaliers-Chicago Bulls, NBA playoffs 1988/89
Jim Durham e Johnny Kerr

Uno degli spezzoni di telecronaca più famosi, anche se in realtà questa era…una radiocronaca! Da sempre siamo stati abituati a vedere le immagini di “The Shot” di Michael Jordan su Craig Ehlo accompagnate dalle voci di Jim Durham e Johny Kerr. Chi non ha mai sentito il celebre “Here’s Michael at the foul line, the shot on Ehlo… Good! Bulls win!” di Durham che viene subito coperto dall’euforico “The Bulls win it! They win it!” di Kerr? Ebbene, quella sera però il duo commentava uno dei tiri più famosi nella storia della NBA per la radio dei Chicago Bulls, mentre il commento ufficiale di Dick Stockton, il telecronista che commentava quella partita in tv per la CBS, è rimasto molto meno famoso nell’immaginario collettivo.

Nel caso voleste sentire anche la versione televisiva di quel canestro, con il commento di Stockton, la trovate invece qui:

 

 

Napoli-Fortitudo Bologna, Serie A 2005/06
Flavio Tranquillo

Una delle partite più belle della nostra Serie A nel nuovo millennio. Quella fortissima Climamio Bologna chiuse la regular season al primo posto e dovette arrendersi solamente in finale contro la Benetton Treviso di un grandioso Bargnani, che di lì a poche settimane sarebbe diventato la prima scelta assoluta al draft NBA. Napoli invece giocava il basket più divertente del campionato e vinse una storica Coppa Italia prima, una delle ultime vere grandi gioie cestistiche per una città che poi ha dovuto soffrire parecchio nell’ultimo decennio. Quelle due squadre si ritrovarono poi anche in una meravigliosa semifinale playoff che la Fortitudo vinse per 3-2, ma il match d’andata di regular season rimane davvero indimenticabile: colpi di scena, emozioni, canestri difficili, sorpassi e un tempo supplementare. E quando ormai la partita sembrava destinata al secondo overtime dopo il 2/2 in lunetta di Cittadini, ecco che Lynn Greer, il giocatore più forte di quella squadra, ruba palla dalla rimessa e segna sulla sirena, mandando in visibilio il PalaBarbuto e facendo urlare a pieni polmoni uno stupefatto Flavio Tranquillo.

 

 

Chicago Bulls-Cleveland Cavaliers, NBA playoffs 2014/15
Mike Breen

Il 2014/15 è la stagione del ritorno di LeBron James a Cleveland: il Re, dopo i due anelli vinti a Miami, torna a casa per cercare di portare i Cavaliers al primo titolo della loro storia. Dopo aver eliminato facilmente al primo turno i Boston Celtics, Cleveland incontra sulla sua strada i Chicago Bulls di Derrick Rose. Chicago soffia subito una vittoria in trasferta in gara1 e torna nell’Illinois per mantenere il vantaggio del fattore campo. Gara3 si chiude con una tripla sulla sirena proprio di Rose, che regala il momentaneo 2-1 nella serie ai Bulls: Mike Breen, diventato famoso con i suoi “Bang!”, sottolinea il momento proprio con il suo marchio di fabbrica, urlando “Bang! It’s over! The Bulls win at the buzzer!”. Anche se poi Cleveland vincerà le tre gare rimanenti e arriverà fino in finale, dove cederà il passo a Golden State, questo rimane uno dei momenti di culto di quella stagione.

 

 

North Carolina-Villanova, March Madness 2015/16
Jim Nantz

Una delle finali NCAA più belle di sempre. North Carolina rimonta nel finale e arriva a -3 con 12” da giocare, Paige tira fuori un clamoroso canestro da tre punti fuori equilibrio a 4”7 dalla sirena. Poi è il momento dello storico tiro di Kris Jenkins e del racconto di Jim Nantz: “(Arcidiacono) gets it to Jenkins, for the championship… Yeees! Villanova! Phenomenal! The national champions! With Jenkins hitting the winner at the buzzer!”. Ancora oggi rivedere questo video fa tornare la pelle d’oca.

 

 

Italia-Germania, Eurobasket 2015
Flavio Tranquillo

Italia-Germania porta sempre alla mente grandi ricordi e grandi emozioni, soprattutto calcistiche. Dal 4-3 del 1970, passando per la finale del 1982 o la vittoria a Dortmund del 2006, raccontata da Fabio Caressa e dal suo storico “andiamo a Berlino, Beppe!”. Ma Italia-Germania ha regalato grandi soddisfazioni e brividi a profusione anche nella palla a spicchi, come agli Europei di due anni fa. A Berlino l’Italia affronta i padroni di casa guidati da Nowitzki per prendersi il pass verso la seconda fase a Lilla. La Germania sembra mettere le mani sulla partita, ma poi Gallinari forza l’overtime e la coppia Gallo-Beli sigilla la vittoria nell’ultimo minuto del prolungamento, facendoci esultare assieme allo scatenato Flavio Tranquillo e lasciandoci urlare per giorni il suo celebre “Danilo step back! Danilo step back!”

 

 

UCLA-Gonzaga, March Madness 2006
Gus Johnson

Sweet 16 del Torneo NCAA 2006, da una parte UCLA di Farmar, Afflalo, Mbah A Moute, Hollins, dall’altra i Gonzaga Bulldogs di Adam Morrison, il vero mattatore di quella stagione, chiusa addirittura vicino ai 30 di media. Nel primo tempo Gonzaga prende il largo e arriva fin quasi sul +20. Il match sembre destinato a diventare una formalità per gli Zags, invece UCLA nella ripresa rimonta fino ad arivare a -1 a 20” dalla fine. Lì il suicidio di Gonzaga si completa, con una palla regalata ai Bruins che si tramuta nel +1 di Mbah A Moute, e il successivo attacco a testa bassa di Raivio che porta ad un’altra palla persa. Adam Morrison scoppia in un pianto a dirotto in mezzo al campo prima ancora che la partita sia finita, mentre Gus Johnson sottolinea la tragedia sportiva di Gonzaga con un “Heartbreak City!” che calza a pennello.

 

 

Boston Celtics-Philadelphia 76ers, NBA Playoffs 1964/65
Johnny Most

In un articolo come questo sarebbe stato un peccato mortale lasciare fuori una delle voci più famose e riconoscibili nella storia della NBA “raccontata”, ovvero quella di Johnny Most. Commentatore radiofonico per i Boston Celtics per quasi 40 anni, ha visto e narrato quasi tutti i momenti più importanti della franchigia più vincente nella storia della Lega. La sua voce arrochita battezzava ogni telecronaca sempre con la solita formula “Hi there once again, this is Johnny Most high above courtside here at the Boston Garden” e spesso e volentieri parteggiava per i suoi Celtics con un trasporto e una partigianeria poco comuni negli Stati Uniti. Per omaggiarlo abbiamo scelto forse la sua “call” più famosa, l’indimenticabile “Havlicek stole the ball!” che sigillò gara7 delle finali con Philadelphia della Eastern Conference del 1965, spendendo Boston alla finale che avrebbe poi vinto per 4-1 contro i Lakers, conquistando il settimo titolo consecutivo.

Ma visto che non potevamo limitarci a un solo video, ecco anche un bonus: il commento del canestro della vittoria di Larry Bird, uno dei giocatori più amati da Most, contro Portland nel 1985.

 

 

Washington Wizards-Oklahoma City Thunder, NBA 2016/17
Kevin Harlan

Chiudiamo con un pezzo di telecronaca non famoso e che descrive un’azione tutt’altro che indimenticabile. Però la presenza di spirito di Kevin Harlan, che non si lascia trarre in confusione da questo flipper cestistico scatenatosi nell’area dei Washington Wizards, merita di essere premiata. Nonostante sia sostanzialmente impossibile commentare quello che sta succedendo in campo, l’esperto Harlan non perde la lucidità e improvvisa con prontezza invidiabile una telecronaca che ricorda quella del commentatore di Fantozzi durante Italia-Inghilterra: “tiro, nuca del terzino inglese, tibia di Capello, nuca ancora, mischia paurosa, naso, nuca, tibia, nuca, orecchio, entra Pulici, fuori di un soffio!”. Chi l’ha detto che bisogna per forza commentare un grande tiro o un’azione storica per essere ricordati?

 

 

Questi erano solo alcuni dei tanti spezzoni di telecronaca famosi che ci sono venuti in mente. Non avete trovato il vostro preferito? Potete sempre postarlo nei commenti. Non si sa mai che un giorno ci venga voglia di fare un secondo articolo con tutti i video rimasti fuori da questo primo pezzo…