illustrazione grafica di Paolo Mainini
articolo di Marco Pagliariccio

 

 

Grazie a Dio domani è giovedì. E per quelli come noi significa una cosa soltanto: l’Eurolega è tornata. Il coronavirus ha imposto lo stop, non senza polemiche da parte di coloro che avrebbero voluto la scorsa stagione si fosse conclusa con qualcosa di simile a quanto fatto in Spagna e Germania. Bertomeu ha sposato la linea più conservativa e rinviato tutto a ottobre per ripartite con le stesse 18 squadre che si stavano dando battaglia prima che il mondo cambiasse sotto i colpi del Covid-19.

Eurolega fotocopia di un anno fa? Manco per sogno. L’emergenza sanitaria ha creato due ordini di problematiche. In primis la gestione del mercato, che con lo sfasamento delle date rispetto ad una NBA che si chiuderà a metà ottobre e che vivrà quindi la sua offseason in corrispondenza del girone di andata di Eurolega ha costretto molti big, soprattutto americani, in cerca di contratto a rinunciare alle sirene europee per tenersi liberi in caso di chiamata. E così è rimasta a zonzo gente come Anthony Gill, Tarik Black, Quincy Acy, Jeremy Evans, Maurice Ndour, Brandon Paul, Jock Landale, Wesley Johnson, Josh Huestis, Ron Baker e via discorrendo. Senza dimenticare il caso Campazzo (di cui parleremo nella parte dedicata al Real) e le giovani promesse che, anziché consacrarsi ad alto livello in Eurolega, hanno preferito restare ai box in attesa del draft come Theo Maledon, Deni Avdija e Aleksej Pokusevski (ma non Leandro Bolmaro, che invece ha scelto di restare al Barca). Ma c’è anche la grana dell’apertura dei palasport: al momento di scrivere, solo le russe, l’Asvel, il Valencia, lo Zalgiris e Milano potranno giocare davanti ad un pubblico, più o meno contingentato a seconda dei casi. E in una competizione il fattore campo gioca spesso brutti scherzi, con campi bollenti come Belgrado, Atene o Istanbul, la questione non va sottovalutata anche sul fronte sportivo.

Da parte nostra, ci mettiamo il nostro ormai tradizionale sguardo ai raggi X sui roster delle 18 formazioni al via, tra novità, partenze e curiosità. Nell’attesa che le chiacchiere volino via insieme alla prima palla a due. Enjoy!

illustrazione di Paolo Mainini

 

18. LDLC ASVEL VILLEURBANNE

Out: TheoMaledon (NBA), Jordan Taylor (Hokkaido), Tonye Jekiri (Baskonia), Davion Berry (Ironi Nes Ziona), Charles Galliou (Digione), Livio Jean-Charles (Olympiacos), Adreian Payne (free agent).

In: AllerikFreeman (Shenzen), Paul Lacombe (Monaco), Moustapha Fall (Ankara), Kevarrius Hayes (Cantù), Matt Marsh (Barcellona), William Howard (Rio Grande Valley Vipers), Norris Cole (Monaco).

Roster

Cole, Diot, Strazel

Freeman, Lacombe, Lomasz

Lighty, Howard, Kahudi

Yabusele, Noua, Hayes

Fall, Bako, Marsh

Coach: TJ Parker (vice)

“Obiettivo fare miglior figura delle Darussafaka e Buducnost della passata stagione”, scrivevamo un anno fa dell’Asvel. E invece i francesi hanno fatto molto più che da semplice comparsa nella scorsa Eurolega, soprattutto in una prima parte di stagione che avevano iniziato con 8 vinte e 8 perse, restando stabilmente ai margini della zona playoff. Ma quando le sconfitte sono iniziate a fioccare, qualcosa si è rotto nel rapporto tra coach Mitrovic e la dirigenza guidata dal presidente Tony Parker. E così a fine maggio è arrivato quello che allora sembrava un sorprendente licenziamento con la (per nulla) sorprendente promozione a capo allenatore di TJ Parker, fratellino del grande ex Spurs e dal 2013 assistente allenatore della squadra. Nepotismo o vere qualità lo dirà il campo, sta di fatto che anche l’Asvel 2020/2021 sulla carta non pare certo squadra attrezzata per battagliare con le big d’Europa. Persa la stellina Theo Maledon in direzione draft e lanciati i vari Jekiri e Jean-Charles, le fortune offensive dell’Asvel dovrebbero passare dal tandem composto da Norris Cole e Allerik Freeman, quest’ultimo rookie a livello Eurolega ma già dimostratosi realizzatore prolifico a Bursa prima e in Cina poi. Ma attenzione alla possibile esplosione di Matt Strazel, il giovane play dal range illimitato che ha già fatto capolino nelle rotazioni francesi la scorsa stagione, e di Guerschon Yabusele, rientrato in Francia poco prima del lockdown dopo una prima parte di carriera in cui si è fatto notare soprattutto per una bislacca multa rimediata in Cina: non è altissimo, ma ha stazza, esplosività e pure discreta mano per essere un fattore a questo livello. La sfida sarà essere di nuovo competitivi.

Meglio il presidente con la palla in mano, mi permetto di azzardare – Foto euroleague.net

 

 

17. STELLA ROSSA MTS BELGRADO

Out: Kevin Punter (Milano), Lorenzo Brown (Fenerbahce), Stratos Perperoglu (free agent), Billy Baron (Zenit), James Gist (free agent), Kalin Lucas (Ironi Nahariya), Charles Jenkins (Olympiacos), Vladimir Stimac (Monaco), Michael Ojo.

In: Langston Hall (Promitheas), Corey Walden (Partizan), Jordan Loyd (Valencia), Aleksa Uskokovic (FMP Belgrado), Duop Reath (FMP Belgrado), Aleksa Radanov (FMP Belgrado), Marko Simonovic (Malaga), Emanuel Terry (Hapoel Gerusalemme).

Roster

Walden, Hall, Uskokovic

Loyd, Lazic, Davidovac

Dobric, Simonovic, Radanov

Simanic, Reath, Jagodic-Kurica

Kuzmic, Terry, Jovanovic

Coach: Sasa Obradovic (Monaco)

Un’estate di gioie e dolori quella che si mette alle spalle la Stella Rossa approcciando l’inizio di una nuova avventura in Eurolega. La scelta tanto emotiva quanto tecnica di portare finalmente Sasa Obradovic sulla panchina della società che lo aveva lanciato come giocatore nel cuore degli anni ’80 ha acceso la piazza. Ma poi sono arrivati anche i dolori. Prima l’improvvisa morte di Michael Ojo durante un provino col Partizan, solo qualche settimana dopo essere stato rilasciato dai biancorossi, che ovviamente ha scosso e non poco l’ambiente. Poi il mancato superamento della visite mediche da parte di Landry Nnoko, arrivato peraltro curiosamente con la squadra che era già ritornata da un ritiro di 17 giorni sulle montagne di Kopaonik, nel sud della Serbia. Quella che si profila sembra una Stella Rossa forse meno talentuosa, ma di nuovo molto profonda e dalla taglia fisica imponente in tutti i ruoli. La creatività sugli esterni dovrà portarla il terzetto americano Hall-Walden-Loyd, tutti giocatori che hanno mostrato il loro talento a livello inferiore (per i primi due) o in squadre dove avevano minori responsabilità (il terzo) e che quindi avranno carta bianca per fare male agli avversari. È tornato Marko Simonovic per fare da chioccia a un nucleo molto giovane dal quale si spera si erga finalmente il talento di Borisa Simanic e magari torni ad essere un fattore anche quell’Ognjen Kuzmic che aveva rischiato la vita poco più di un anno fa in un tremendo incidente stradale. Un capitolo a parte lo meriterebbe la storia di Duop Reath (se avete tempo, eccola), lungo prelevato dall’FMP originario del Sud Sudan, nazione dalla quale era scappato con la famiglia per trovare riparto in Australia durante la guerra civile. Roster non esaltante, ma sarà il solito osso duro.

L’ultima volta di Sasa da avversario a Belgrado… – Foto b92.net

 

 

16. ALBA BERLINO

Out: Rokas Giedraitis (Baskonia), Stefan Peno (Rasta Vechta), Makai Mason (Manresa), Tyler Cavanaugh (Tenerife), Martin Hermannsson (Valencia), Landry Nnoko (free agent), Kenneth Ogbe (Bamberg).

In: Simone Fontecchio (Reggio Emilia), Jayson Granger (Baskonia), Maodo Lo (Bayern), Louis Olinde (Bamberg), Ben Lammers (Bilbao), Shevon Thompson (Ostenda).

Roster

Siva, Lo, Granger

Eriksson, Mattisseck

Giffey, Fontecchio, Olinde

Sikma, Thiemann, Schneider

Lammers, Thompson, Nikic

Coach: Aito Garcia Reneses (confermato)

È stata una delle squadre più divertenti della passata Eurolega, anche se non sempre questo è bastato per fare risultato. Ora l’Alba ci riprova, sempre con la medesima formula: quella di lanciare giocatori emergenti o rimetterne in pista altri reduci da qualche annata un po’ così. Il santone Aito dovrà fronteggiare in particolare la perdita di due delle stelle della squadra della scorsa stagione, Giedraitis ed Hermannsson, volati in Spagna a monetizzare, ma per rimpiazzarli ha strappato alla concorrenza un ormai solido giocatore di Eurolega come Maodo Lo, che porta affidabilità al fianco di un “injury prone” come Siva, e un veterano dal grande quoziente intellettivo cestistico da rimettere in pista dopo qualche infortunio come Jayson Granger. Ovvio che l’attenzione del pubblico italiano sia tutta per Simone Fontecchio, che a 25 anni ha forse la sua ultima chance per lanciarsi al massimo livello europeo dopo le tre anonime annate milanesi. Nello spot di 3 dovrà sgomitare per ricavarsi minuti in mezzo al cecchino Giffey e al potente Olinde, ma l’occasione è di quelle da non fallire. Sotto canestro, tutto gira intorno al talento e alla visione di gioco paradisiaca di Luke Sikma, vero regista occulto del sistema degli albatross. A compensarne il deficit in centimetri e atletismo, come era riuscito a fare egregiamente lo scorso anno Landry Nnoko, stavolta toccherà a Ben Lammers, giocatore dalla grande verticalità che è stato il miglior stoppatore della scorsa ACB in maglia Bilbao. L’ago della bilancia potrebbero essere i tanti giovani in rampa di lancio già lo scorso anno e che quest’anno avranno almeno una stagione di esperienza sul groppone: da Mattisseck a Nikic, passando per Schneider. Mix intrigante, difficile però basti per lottare per i playoff.


[Intelligenza non solo cestistica quella di Sikma]

 

 

15. ZALGIRIS KAUNAS

Out: Edgaras Ulanovas (Fenerbahce), KC Rivers (Zenit), Erikas Venskus (Lietkabelis), Zach Leday (Milano), Jock Landale (free agent)

In: SteveVasturia (Rasta Vechta), Patricio Garino (Baskonia), Tomas Dimsa (Lietkabelis), Augustin Rubit (Olympiacos), Joffrey Lauvergne (Fenerbahce), Marek Blazevic (Rytas).

Roster

Walkup, Lekavicius, Vasturia

Grigonis, Milaknis, Jokubaitis

Garino, Dimsa, Lukosiunas

Rubit, Hayes, Jankunas

Lauvergne, Geben, Blazevic

Coach: Martin Schiller (Salt Lake City Stars)

A Kaunas non si spaventano mica quando si tratta di nuove sfide. Chiusa la parentesi (irripetibile?) di coach Jasikevicius, per ripartire lo Zalgiris ha fatto una scelta controcorrente, affidandosi all’austriaco Martin Schiller. Un nome che dice poco o nulla ai fan europei, ma che, dopo essersi fatto le ossa in Germania, si è fatto un nome in America guidando per un triennio i Salt Lake City Stars, ricevendo il titolo di allenatore dell’anno nel 2020. Chiaro sia una scommessa, come e forse più di quella su Jasi nel 2016. Ma la squadra non è che sia stata smantellata, anzi. Le uscite di LeDay, Landale e soprattutto Ulanovas pesano, ma anche le firme in entrata sono interessanti. Il nome che fa rumore è quello di Joffrey Lauvergne, che a 29 anni e dopo una carriera NBA poco esaltante e una stagione al Fener ad alti e bassi cerca il rilancio in una squadra nella quale può essere punto di riferimento. Pato Garino è chiamato a fare le veci di Ulanovas, mentre con Rubit si è andati sull’usato sicuro affiancare l’incostante Nigel Hayes e l’eterno Jankunas sotto canestro. Grande affollamento nel reparto esterni, con l’ex Rasta Vechta Vasturia che dovrà sgomitare per trovare posto tra i vari Walkup, Lekavicius, Grigonis e Milaknis se il giovane Jokubaitis continuerà a inanellare brillanti prestazioni come nel torneo preseason organizzato da Euroleague. Aspettatevi ritmi alti e pressing a tutto campo: insomma il solito Zalgiris col coltello tra i denti.

Jankunas supererà Navarro per partite giocate in Eurolega non appena scenderà in campo in questa stagione e andrà all’attacco delle 11 che lo distanziano dal numero 1 Felipe Reyes: potete immaginare l’Eurolega senza l’ingellata con la riga in mezzo? – Foto euroleague.net

 

 

14. TD SYSTEMS BASKONIA VITORIA

 

Out: Matt Janning (Hapoel Gerusalemme), Miguel Gonzalez (Real Canoe), Semaj Christon (Tofas), Jayson Granger (Alba), Sergi Garcia (Andorra), Tornike Shengelia (Cska), Kevin Shields (Milano), Michael Eric (Ankara), Patricio Garino (Zalgiris).

In: Rokas Giedraitis (Alba), Alec Peters (Efes), Tonye Jekiri (Villeurbanne), Sander Raieste (Kalev/Cramo), Arturs Kurucs (Riga).

Roster

Henry, Vildoza

Dragic, Kurucs

Giedraitis, Sedekerskis, Raieste

Peters, Polonara

Jekiri, Diop, Fall

Coach: Dusko Ivanovic (confermato)

Lavori ancora in corso in casa dei campioni di Spagna in carica. Dopo il sorprendente titolo vinto nella bolla di Valencia, i baschi hanno giocoforza dovuto voltare pagina con la partenza in direzione Cska (tra le critiche addirittura del presidente della Georgia) del loro faro Toko Shengelia, ma anche di diversi altri protagonisti della storia recente del club come Granger, Janning, Shields ed Eric. Nel backcourt, il dynamic duo Henry-Vildoza è elettrizzante sia per intensità difensiva che per talento offensivo, ma anche solo numericamente manca qualcosa dopo che è saltata la firma di Khadeem Carrington. Non essendo arrivato il passaporto di Trinidad e Tobago che gli avrebbe garantito lo status di Cotonou, la società ha preferito fare un passo indietro ma senza tappare la falla e non possono certo bastare i due fratelli d’arte Dragic e Kurucs e i gli acerbi Sedekerskis e Raieste. Tra le ali, l’innesto di Giedraitis, uno dei nomi nuovi al massimo livello europeo, fa rumore ma pensare che il pur buon Alec Peters possa fare le veci di Shengelia è utopico. Di positivo c’è che avrà maggiore spazio un Achille Polonara che ha fatto il pieno di fiducia con una grande fase finale di ACB e che, a 29 anni, è ormai nel pieno della maturità. Sotto canestro con l’arrivo di Jekiri Ivanovic aggiunge non solo un big man possente e rimbalzista feroce, ma soprattutto un giocatore che ha dimostrato di saper salire di livello anno dopo anno. Per l’ennesima volta, i baschi partono a fari spenti nella corsa verso i playoff. Ma nelle ultime cinque edizioni i baschi hanno centrato per quattro volte l’accesso nelle prime otto: non ce l’hanno fatta solo la scorsa stagione a causa del coronavirus, quando però erano a una sola vittoria dall’ottavo posto. Squadra difficile da decifrare al momento, anche in virtù di qualche innesto che arriverà in corsa.

Sei anni a Vitoria chiusi con il primo e unico trofeo per Toko – Foto kiaenzona.com

 

 

13. ZENIT SAN PIETROBURGO

Out: Colton Iverson (free agent), Andrew Albicy (Gran Canaria), Anton Ponkrashov (free agent), Sergei Balashov (Enisey), Alex Renfroe (Burgos), Evgeny Voronov (Khimki), Tim Abromaitis (Malaga), Gustavo Ayon (free agent).

In: KevinPangos (Barcellona), Denis Zakharov (Enisey), Billy Baron (Stella Rossa), Vitaly Fridzon (Kuban), KC Rivers (Zalgiris), Alex Poythress (Galatasaray), Arturas Gudaitis (Milano).

Roster

Pangos, Khvostov, Zakharov

Hollins, Baron, Fridzon

Ponitka, Rivers, Volkhin

Thomas, Zubkov, Trushkin

Gudaitis, Poythress, Pushkov

Coach: Xavi Pascual (confermato)

Investimenti meno faraonici ma più oculati per la seconda volta in Eurolega dello Zenit, stavolta con Xavi Pascual in plancia di comando sin dall’inizio dopo l’ingaggio di metà febbraio. Sforbiciato un po’ il budget rispetto alla faraonica campagna acquisti di un anno fa, i russi hanno confermato i punti fermi Hollins, Ponitka e Thomas puntellando il roster con due top player da rilanciare causa problemi fisici: il regista ex Barcellona Kevin Pangos, che avrà in mano le chiavi del team e che dovrà dimostrare di non essere stato solo una creatura di Jasikevicius, e il pivot lituano da Milano Arturas Gudaitis, i cui continui acciacchi ne hanno frenato una crescita che l’aveva portato nei radar della NBA e che avrà il peso di non far rimpiangere un certo Gustavo Ayon. Ad aiutarlo ci sarà uno dei nomi emergenti tra i lunghi della scorsa stagione europea, quell’Alex Poythress che al Galatasaray aveva trovato la sua dimensione dopo anni a fare su e giù tra NBA e G-League. L’altro innesto che suscita curiosità è quello di Billy Baron, consacratosi come qualcosa di più che un semplice tiratore nel biennio alla Stella Rossa ma che insieme a Hollins e agli altri nuovi arrivi Rivers e Fridzon forma una batteria di tiratori dal perimetro con pochi eguali in Europa. Se tutto dovesse incastrarsi per il meglio, nella battaglia per i playoff ci sarà spazio anche per la truppa targata Gazprom.

[Baron resterà per sempre una leggenda della Stella Rossa, dopo aver firmato la vittoria del titolo serbo con questa cosa qui contro il Partizan]

 

 

12. PANATHINAIKOS OPAP ATENE

Out: NickCalathes (Barcellona), Tyrese Rice (Aek), Deshaun Thomas (Tokyo), Andy Rautins (free agent), Ioannis Athinaiou (Peristeri), Wesley Johnson (free agent), Jacob Wiley (Gran Canaria), Nikos Pappas (free agent), Jimmer Fredette (Shanghai).

In: Pierre Jackson (South Bay Lakers), Leonidas Kaselakis (Promitheas), Aaron White (Tenerife), Leuteris Bochoridis (Aris), Howard Sant-Roos (Cska), Zach Auguste (Galatasaray), Marcus Foster (Hapoel Holon), Nemanja Nedovic (Milano), Georgios Kalaitzakis (Nevezis), Nikos Diplaros (Batumi).

Roster

Jackson, Kalaitzakis, Diplaros

Nedovic, Foster, Bochoridis

Papapetrou, Sant-Roos, Persidis

White, Bentil, Kaselakis

Papagiannis, Auguste, Mitoglu, Vougioukas

Coach:Georgios Vovoras (vice)

Al solito, non ci si annoia in Grecia, anche durante il covid. L’estate del Pana è stata tutta nel segno delle minacce del patron Giannakopoulos all’indirizzo di Euroleague. Dopo settimane di minacce di uscita dalla competizione, lettere al vetriolo e assalti in villa, di fatto tutto è rimasto com’era, con la società scoraggiata a colpi di testa dalle penali milionarie e quindi regolarmente ai nastri di partenza. Il secondo addio di Rick Pitino ha aperto le porte alla grande chance per l’ “eterno secondo” Giorgios Vovoras, ma l’impressione è che di confusione in casa Greens, nonostante l’inserimento nei quadri dirigenziali anche di un certo Dimitris Diamantidis, ce ne sia parecchia e di soldi non proprio a valanghe. Persa la star assoluta della squadra, Nick Calathes, attratto dai milioni del Barca, di fatto la squadra è stata rivoltata come un calzino con scelte discutibili e rischiose. Come quella di lanciare Howard Sant-Roos nell’insolito ruolo di point guard o di andare all-in sugli esterni su un giocatore estroso ma tremendamente discontinuo come Pierre Jackson e su uno dalle enormi qualità ma la pericolosa tendenza all’infortunio come l’ex meneghino Nemanja Nedovic. Vicino a canestro la chiave di volta, in una batteria di lunghi di grande quantità ma poca qualità, sembra Aaron White, che deve dimostrare di sapere produrre ad alto livello anche fuori dal contesto Zalgiris che tanto lo esaltò qualche stagione fa. Le prime uscite estive hanno mostrato una squadra ancora spaesata e la prematura eliminazione in Supercoppa di Grecia contro il Peristeri ha già accesso la spia rossa della paura: quella di fallire i playoff di Eurolega per la prima volta dopo 11 anni.

“Sì, ho messo 39 punti contro l’Alba, record per un giocatore del Pana in Eurolega, ma niente di serio” – Foto euroleague.net

 

 

11. OLYMPIACOS PIREO

Out: Taylor Rochestie (free agent), Wade Baldwin (Bayern), Brandon Paul (free agent), Dwight Buycks (Nanterre), Augustin Rubit (Zalgiris), Aleksej Pokusevski (NBA).

In: Kostas Sloukas (Fenerbahce), Aaron Harrison (Galatasaray), Charles Jenkins (Stella Rossa), Giannoulis Larentzakis (Murcia), Hassan Martin (Buducnost), Livio Jean-Charles (Villeurbanne).

Roster

Sloukas, Spanoulis, Koniaris

Harrison, Jenkins, Larentzakis

Papanikolaou, McKissic

Printezis, Vezenkov, Charalampopoulos

Ellis, Martin, Jean-Charles

Coach: Georgios Bartzokas (confermato)

Agli schiamazzi di Atene, i portuali del Pireo hanno risposto con un botto soltanto, ma che ha fatto rumore. Il ritorno in biancorosso di Kostas Sloukas, strappato a un Fener che aveva bisogno di far respirare le casse, è stato uno dei colpi grossi del mercato europeo, poco da dire. Resta da capire quanto possa essere funzionale in una squadra nella quale, con Spanoulis capace ancora di serate di chiara onnipotenza cestistica ma la cui carta d’identità dice 38 anni, c’è bisogno di un punto di riferimento offensivo chiaro. Gli anni di Istanbul lo hanno reso uomo di costruzione del gioco e dei tiri importanti, ma non certo un faro costante a livello offensivo, men che meno difensivo. In quest’ultimo aspetto sarà al mastino Charles Jenkins metterci qualche pezza, nel primo si spera nell’esplosione di Aaron Harrison, tra i migliori giocatori della scorsa Eurocup in canotta Galatasaray.  Ad ogni modo sarà un Oly che coach Bartzokas ha voluto a sua immagine e somiglianza, con un solo pivot vero (Octavius Ellis) e una quantità infinita di ali praticamente intercambiabili per rendere imprevedibile l’attacco e camaleontica la difesa, sullo stile di quel Lokomotiv Kuban che proprio Bartzokas portò sorprendentemente fino alle Final Four nel 2016. Certo, quella squadra aveva Delaney in cabina di regia e il trio Claver-Randolph-Singleton sotto… Anche quest’anno, poi, la squadra sarà concentrata solo sull’Eurolega, mentre in A2 greca scenderà in campo una formazione B: energie in più da spendere nella volata playoff.

Coi 31 punti rifilati allo Zenit lo scorso 23 gennaio, Spanoulis è diventato il giocatore più anziano a segnare più di 30 punti in una partita di Eurolega. Alla faccia dell’anziano – Foto euroleague.net

 

 

10. BAYERN MONACO

Out: Greg Monroe (Khimki), Maodo Lo (Alba), Petteri Koponen (?), Matthias Lessort (Monaco), Josh Huestis (free agent), Danilo Barthel (Bayern).

In: Nick Weiler-Babb (Ludwigsburg), Jalen Reynolds (Maccabi), JaJuan Johnson (Bahcesehir), Wade Baldwin (Olympiacos), Malcolm Thomas (Fenerbahce), Robin Amaize (Oldenburg).

Roster

Baldwin, Bray, Sisko

Weiler-Babb, Flaccadori, Amaize

Lucic, Djedovic, King

Zipser, Johnson, Grant

Thomas, Reynolds, Radosevic

Coach:Andrea Trinchieri (Partizan)

Di fatto, la seconda squadra italiana in Eurolega. Il Bayern del gm Daniele Baiesi è diventato una vera colonia italiana, con il ritorno nella massima competizione europea di coach Andrea Trinchieri, che ha voluto con sé il mago della Serie A2 nostrana Adriano Vertemati nel ruolo di vice e confermato lo spazio per crescere ad altri due azzurri, l’ex mancino Diego Flaccadori e il giovane Sasha Grant. Al di là del campanilismo, però, il Bayern ha voluto voltare pagina dopo una stagione tribolata, terminata con la deludente eliminazione ai quarti nel torneo finale organizzato in casa, e l’ha fatto chiamando un coach che ha già dimostrato di sapere come si fa solo poche decine di chilometri più in là, in quel di Bamberg. Il mercato bavarese è stato chiaramente trinchieriano, all’insegna di giocatori che avessero fame di crescere o di rilanciarsi. Dato il benservito (almeno teoricamente, visto che non ci sono ufficialità) a Petteri Koponen, le sue veci le farà l’intrigante Nick Weiler-Babb, una delle sensation della passata stagione con la maglia di quel Ludwigsburg che ha buttato fuori proprio il Bayern nei playoff teutonici. Al suo fianco cerca ancora la sua dimensione quel Wade Baldwin che all’Oly ha tutt’altro che incantato, ma tra le scommesse a dare sicurezze sugli esterni ci sono i veterani Lucic e Djedovic. Nel frontcourt Zipser garantisce qualità perimetrali e tiro pesante, ma poi servivano verticalità e potenza e allora ecco le firme di due vecchie conoscenze nostrane come JaJuan Johnson e Jalen Reynolds e quella del “flipper” Malcolm Thomas, che tocca l’esorbitante cifra di 26 squadre cambiate in nove anni da professionista. Mix intrigante e “Trinka” è garanzia di disciplina, bel gioco e risultati: obiettivo playoff, anche se la concorrenza è spietata.

Vertemati ritrova Flaccadori, che lanciò nella sua prima esperienza da senior a Treviglio in Serie A2 Silver nella stagione 2013/2014. All’epoca era ancora mancino. Flaccadori, ovviamente – Foto blubasket.it

 

 

9. KHIMKI MOSCA

Out: Thomas Robinson (free agent), Anthony Gill (free agent), Chris Kramer (free agent), Timofey Mozgov (free agent). Jeremy Evans (free agent).

In: Greg Monroe (Bayern), Jordan Mickey (Real), Evgeny Voronov (Zenit), Errick McCollum (Kazan).

Roster

Shved, Jovic, Zaytsev

McCollum, Bertans, Vialtsev, Voronov

Timma, Karasev, Barashkov

Jerebko, Monia, Valiev

Monroe, Booker, Mickey, Desjatnikov

Coach:Rimas Kurtinaitis (confermato)

Mai come la scorsa stagione il Khimki era sembrato pronto per essere un’alternativa vera allo strapotere russo del Cska. Al momento dello stop della stagione, i gialloblu erano in vetta alla classifica in VTB con una sola sconfitta e in piena zona playoff in Eurolega, con quattro vittorie nelle ultime cinque gare. Ma il coronavirus ha detto no e allora la dirigenza moscovita ha provato a cambiare il meno possibile per riprovarci ancora. Partendo da Alexey Shved, rifirmato con contratto triennale dopo qualche settimana di dubbi legati alle sirene della NBA. Poteva essere l’ultima chance oltreoceano per il 32enne da Belgorod, che invece sarà ancora croce e delizia dei destini del Khimki, il quale senza di lui (e Jovic e il nuovo acquisto Errick McCollum) ha aperto la stagione con due inaspettate sconfitte in patria. Ad ogni modo, il roster agli ordini di coach Kurtinaitis resta profondissimo e coperto in ogni ruolo. Detto di McCollum, carabina che in coppia con Shved promette di fare faville almeno in attacco, le novità maggiori si concentrano sotto canestro, dove, persa la scommessa Mozgov e con Gill e Evans che hanno preferito attendere eventuali chiamate NBA, i gialloblu hanno aggiunto tonnellaggio nel pitturato con Greg Monroe e il ritorno di Jordan Mickey. Il quesito resta quello di ogni anno: riuscirà Kurtinaitis a trovare la formula giusta per far quadrare i conti di una squadra che a talento individuale ha pochi eguali ma che troppo spesso soffre di Shved-centrismo?

Almeno quest’anno Mickey potrà prenderseli solo in allenamento i poster di Booker – Foto euroleague.net

 

 

8. VALENCIA

Out: Jordan Loyd (Stella Rossa), Maurice Ndour (free agent), Alberto Abalde (Real), Brock Motum (Galatasaray), Aaron Doornekamp (Tenerife).

In: KlemenPrepelic (Joventut), Jaime Pradilla (Zaragoza), Nikola Kalinic (Fenerbahce), Derrick Williams (Fenerbahce), Martin Hermannsson (Alba).

Roster

Vives, Van Rossom, Colom

Prepelic, Hermannsson, Marinkovic

Kalinic, Sastre, San Emeterio

Williams, Labeyrie, Pradilla

Dubljevic, Tobey

Coach: Jaume Ponsarnau (confermato)

Il Valencia è certamente la big che nessuno si sarebbe aspettato così “big”. Forti di un movimento giovanile con pochi eguali in Europa ma mai capaci davvero di inserirsi tra le superpotenze continentali, mai come quest’anno i taronja hanno allestire una squadra per far parlare di Spagna oltre l’asse Real-Barcellona-Baskonia. Pochi colpi ma tutti ad effetto quelli della squadra di Ponsarnau, che dai saldi di casa Fenerbahce ha pescato la coppia di pezzi da novanta Kalinic-Williams per dare manforte all’eclettico Labeyrie e a due lunghi atipici come l’ormai consacrato Dubljevic e il suo alter ego Tobey. Sugli esterni Prepelic, dopo una stagione fragorosa a livello personale in maglia Joventut, avrà una seconda chance in Eurolega per testare la sua ritrovata forza di fuoco dopo l’annata anonima al Real, mentre l’ingaggio di Hermannsson dall’Alba ha aperto definitivamente il caso Quino Colom. Il play campione del mondo è finito ai margini del roster valenciano, sorpassato nei gusti di Ponsarnau da Vives e Van Rossom ma per ora non è stato lasciato andare nonostante i sondaggi di parecchie altre formazioni spagnole (Zaragoza in primis). E poi ci sono sempre i senatori San Emeterio e Sastre (senatore, a 29 anni…) e magari potrebbe essere l’anno buono per l’esplosione del talentino Marinkovic, che nella prima stagione lontano da Belgrado ha mostrato solo lampi dell’enorme talento per il quale molti lo avevano paragonato a Bogdan Bogdanovic (compreso Vlade Divac che spese per lui la chiamata numero 60 dell’ultimo draft). Sarà la sorpresa meno sorpresa della stagione?

Nel 2010/2011 la stoppata di Ante Tomic su un giovane Nando De Colo nel finale di gara 5 sbatté la porta in faccia al Valencia di Svetislav Pesic, che non potè coronare l’unica qualificazione ai quarti della storia della società con le Final Four – Foto euroleague.net

 

 

7. FENERBAHCE BEKO ISTANBUL

Out: James Nunnally (free agent), Kostas Sloukas (Olympiacos), Nikola Kalinic (Valencia), Derrick Williams (Valencia), Malcolm Thomas (Bayern), Luigi Datome (Milano), Joffrey Lauvergne (Zalgiris).

In: Alex Hamilton (Darussafaka), Lorenzo Brown (Stella Rossa), Dyshawn Pierre (Sassari), Danilo Barthel (Bayern), Kenan Sipahi (Siviglia), Jarell Eddie (Murcia), Edgaras Ulanovas (Zalgiris).

Roster

Brown, Westermann, Muhammed

De Colo, Mahmutoglu, Sipahi

Eddie, Pierre, Biberovic

Ulanovas, Barthel, Candan

Vesely, Hamilton, Duverioglu

Coach: Igor Kokoskov (Sacramento Kings, vice)

Doveva essere un Fenerbahce in tono minore, ridimensionato da una drastica riduzione del budget cui erano conseguite le dipartite di coach Zelijko Obradovic e di parte del nucleo dei recenti successi gialloblu (Sloukas, Datome e Kalinic su tutti). E invece alla fine il gm dei turchi Maurizio Gherardini è riuscito a comunque a dare forma a una squadra intrigante, magari non la corazzata delle ultime 4-5 stagioni ma certamente una mina vagante che darà fastidio a molti. In primis perché un paio di pezzi da novanta, De Colo e Vesely, sono rimasti e con loro anche due pretoriani storici come Muhammed e Mahmutoglu. E poi perché in panchina è arrivato dalla NBA Igor Kokoskov, che di Obradovic è stato vice nel staff della Serbia-Montenegro agli Europei 2005 e alchimista della splendida Slovenia dorata a Eurobasket 2017. Lo spartiacque tra una stagione anonima e una di nuovo vincente la faranno i tanti giocatori chiamati a un salto di qualità sui quali ha puntato il duo Gherardini-Kokoskov. Ulanovas e Barthel dovranno dimostrare di essere in grado di replicare quanto di buono fatto per anni nelle loro rispettive “comfort zones” di Kaunas e Monaco, Hamilton, Eddie e l’ex sassarese Pierre dovranno traslare le loro qualità a un livello più alto dopo aver fatto vedere grandi cose ai piani inferiori. Ma l’ago della bilancia potrebbe essere Lorenzo Brown: la point guard che ha incantato in maglia Stella Rossa all’esordio in Eurolega deve crescere in continuità nel tiro da fuori (il 28,8% della scorsa stagione non può bastare) e nella gestione dei ritmi della gara, ma a 30 anni per lui è ora o mai più. Duttilità tattica, maggiore durezza difensiva, qualche scommessa da vincere: guai a dare i turchi per morti.

[Sull’asse De Colo-Vesely ci si diverte sempre abbastanza in curva alla Ulker Sports Arena]

 

 

6. MACCABI PLAYTIKA TEL AVIV

Out: QuincyAcy (free agent), Deni Avdija (NBA), Jalen Reynolds (Bayern), Aaron Jackson (free agent), Nate Wolters (Kazan), Tarik Black (free agent), Amar’e Stoudemire (free agent).

In: Chris Jones (Bursaspor), Ante Zizic (Cleveland Cavaliers), Oz Blayzer (Maccabi Rishon Le Zion), Eidan Alber (Ironi Ness Ziona), Dragan Bender (Golden State Warriors).

Roster

Wilbekin, Jones, Di Bartolomeo

Bryant, Dorsey, Alber

Zoosman, Cohen, Sahar

Casspi, Bender, Caloiaro, Blayzer

Zizic, Hunter, Atias

Coach:Ioannis Sfairopoulos (confermato)

Nel particolarissimo mercato post-covid, l’unica squadra in grado di strappare un paio di giocatori alla NBA è stato il Maccabi, che ricomporrà sotto le plance una coppia già transitata dalle parti di Tel Aviv. Parliamo dei di Ante Zizic e Dragan Bender, due predestinati che hanno deciso di fare un passo indietro dopo aver faticato a trovare la loro via tra i pro americani. Se però quella del centro ex Cleveland sembra una “safety pick”, avendo già dimostrato in Eurolega cosa sa fare (9,0 punti+6,7 rimbalzi nella magica stagione 2016/2017 del Darussafaka-David Blatt’s edition), quella su Bender è una scommessa intrigante per un giocatore che all’epoca probabilmente decise di compiere il grande salto troppo presto. Tanto più che la scelta su Bender (peraltro con contratto trimestrale, segno che la NBA non è per niente una storia finita) ha chiuso definitivamente le porte al rinnovo di Quincy Acy e forse anche dell’MVP delle ultime finali israeliane, Amar’e Stoudemire, sul quale sembra però essersi riaperta qualche chance nonostante un parco lunghi nel quale coach Sfairopoulos ha sì la certezza Othello Hunter ma deve fare anche i conti coi soliti acciacchi di Omri Casspi. Discorso diverso tra gli esterni. Nel ruolo di 3 la partenza in direzione draft di Deni Avdija ha aperto una voragine che solo un salto di qualità di Yovel Zoosman può tappare, ma al di là di tutto, il definitivo salto di qualità a contender per il Maccabi passa dall’ultimo step verso la ristrettissima elite europea di Scottie Wilbekin: giocatore tra i più elettrizzanti della competizione, l’ex Gators deve limare quei passaggi a vuoto che lo tengono ancora un mezzo scalino sotto ai vari Larkin, James e Shved. E poi occhio al duo Bryant-Dorsey, che dopo aver preso le misure all’Europa nella stagione da rookie quest’anno sono attesi anche loro a un passo avanti ulteriore, e alla presa di Chris Jones, che a Bursaspor ha fatto sfracelli e che dovrà alleggerire il peso della regia a Wilbekin. Obiettivo minino tornare in quei playoff che mancano dal 2015 e che la scorsa stagione erano già stati centrati matematicamente con sei giornate di anticipo.

I tifosi del Maccabi si augurano che coach Sfairopoulos continui a sapere che pesci pigliare

 

 

5. AX ARMANI EXCHANGE MILANO

Out: Amedeo Della Valle (Gran Canaria), Arturas Gudaitis (Zenit), Nemanja Nedovic (Panathinaikos), Keifer Sykes (free agent), Drew Crawford (Brescia), Christian Burns (Brescia), Luis Scola (Varese).

In: Kevin Punter (Stella Rossa), Zach LeDay (Zalgiris), Davide Moretti (Texas Tech University), Malcolm Delaney (Barcellona), Shavon Shields (Baskonia), Kyle Hines (Cska), Luigi Datome (Fenerbahce).

Roster

Delaney, Rodriguez, Cinciarini

Punter, Roll, Moretti

Micov, Shields, Moraschini

Datome, LeDay, Brooks

Hines, Tarczewski, Biligha

Coach: Ettore Messina (confermato)

L’anno 1 dell’era Messina non ammette distrazioni: vincere tutto in Italia e fare strada in Europa sono i mantra di un’Olimpia che stavolta vuole farla da padrona. E quest’anno gli investimenti di patron Armani non lasciano adito a dubbi. Con il ritorno in Italia di Hines e Datome, Milano mette in cascina qualità tecniche e fisiche e dna vincente. Con Delaney nel ruolo di point guard da affiancare a Rodriguez, che lo scorso anno fu uno dei talloni d’Achille con Mack prima e Sykes poi, si è andati su un giocatore di sicuro affidamento sia come realizzatore che come costruttore di gioco. Il progetto Moretti è intrigante e pensato sul lungo periodo (visto il contratto 3+2), con la speranza che possa avere impatto immediato soprattutto in campionato, magari con qualche guizzo dellavallesco in Eurolega. Se poi Punter riuscirà ad essere il fromboliere visto a Belgrado senza deragliare troppo fuori dai binari messiniani e Shields e LeDay si dimostreranno i solidi role players che hanno saputo essere nelle passate stagioni al massimo livello europeo, allora il mix potrebbe finalmente essere quello giusto. Di sicuro, la preseason ha mostrato una squadra che ha fame di dimostrare tutto il suo arsenale, stritolando gli avversari in difesa e crivellandoli spesso e volentieri dall’arco. Troppo perfetta per essere vera la Milano settembrina? È il timore legittimo in un ambiente abituato, suo malgrado, a qualche delusione di troppo negli ultimi anni. Ma sulla carta questa Olimpia ha tutto per stazionare stabilmente tra le prime otto. E una volta iniziato a sognare perché fermarsi?

I piccoli sono più alti dei lunghi – Foto euroleague.net

 

 

4. REAL MADRID

Out: Jordan Mickey (Khimki), Salah Mejri (free agent).

In: Carlos Alocen (Zaragoza), Alberto Abalde (Valencia).

Roster

Campazzo, Laprovittola, Alocen

Llull, Carroll, Causeur

Fernandez, Taylor, Abalde

Randolph, Deck, Thompkins

Tavares, Garuba, Reyes

Coach: Pablo Laso (confermato)

La filosofia in casa Real è sempre la stessa: un paio di ritocchi all’anno, meglio se inserendo qualche giovane astro nascente, per dare continuità ad alto livello. Idea perseguita anche nell’estate passata lasciando andare Jordan Mickey e Salah Mejri in modo da fare spazio alla crescita costante di quella forza della natura che è Usman Garuba e trovare minuti tra gli esterni a due dei giovani più promettenti emersi in ACB, ovvero Carlos Alocen e Alberto Abalde, per impostare su di loro progetti tecnici sul lungo periodo. Ma è chiaro che le reali ambizioni del Real passino da come si risolverà il caso Campazzo. Facu ha trovato un accordo con il Real per il quale continuerà a giocare gratis con i blancos finché non sarà tempo di saltare in NBA per pagare parte della clausola di rescissione da 6 milioni di euro che lo tiene legato al club. Segno che le chance americane per il folletto argentino (Timberwolves e più timidamente i Mavericks sarebbero interessate) sono molto concrete. Il problema per il Real sarà sostituirlo in modo adeguato. Perché Laprovittola e Alocen (oltre a Llull che ondeggerà come solito tra 1 e 2) sono buoni rincalzi, ma ovviamente servirà un nome di peso per tappare una falla del genere. Si era parlato di JJ Barea: che sia o no il veterano portoricano, è chiaro che la pesca sarà fatta tra i tagli della strana preseason americana. Ma anche l’altro argentino, Gabriel Deck, avrebbe più di un estimatore oltreoceano. Voci, tante e rumorose, che per ora però non intaccano la realtà: quella di un roster al solito profondo, esperto e che sa come si vincono certe competizioni. Tanto più se la colonia argentina non dovesse smembrarsi.


[Ma torniamo a Garuba, classe 2002]

 

 

3. ANADOLU EFES ISTANBUL

Out: AlecPeters (Baskonia).

In: ErtenGazi (Fordham University).

Roster

Micic, Balbay, Tuncer

Larkin, Beaubois, Gazi

Simon, Anderson, Kurtuldum

Moerman, Singleton, Gecim, Saybir

Dunston, Pleiss, Sanli

Coach: Ergin Ataman (confermato)

Squadra che vince non si cambia. E allora l’Efes riprova a dare l’assalto all’Eurolega, dopo la finale persa un anno e mezzo fa e la stagione da capolista interrotta dal Covid-19, toccando il meno possibile da un roster che nelle ultime due stagioni è stata la più costante di tutte al massimo livello in Eurolega, vincendo 48 partite in due anni (prima a pari merito con Real e Cska) e perdendone appena 4 su 24 nell’ultima stagione. Se n’è andato solo Alec Peters e la scelta è motivata dal ritorno a pieno regime di Adrien Moerman, una delle chiavi della fantastica cavalcata di due stagioni fa che però l’anno passato ha saltato tutto il girone di andata a causa di un problema al tendine d’Achille che gli costò anche il Mondiale. Il suo ritorno ai livelli pre-infortunio sarà determinante per la squadra di coach Ataman, cui manca l’Eurolega per chiudere una carriera europea nella quale ha già in bacheca Eurocup, Eurochallenge e Coppa Saporta. Chiaro che molte delle fortune del neo patron di Torino passeranno come solito dal suo Micic-Larkin: il primo, ormai uno dei registi principe del continente, ha detto no alla NBA per riprovare a dare l’assalto al trono d’Europa; il secondo è stato stoppato sul più bello dopo una stagione di quelle che non si vedono tanto spesso alle nostre latitudini, con un dominio tale da farlo scollinare ben due volte oltre quota 40 punti, compreso il nuovo record di Eurolega fissato a 49 nella sfida contro il Bayern, e altrettante volte a toccare le 10 triple segnate in una sola partita: solo Goudelock ci era riuscito, una volta, lui l’ha fatto due volte nel giro di tre mesi. Ovvio che l’interrogativo sia uno solo: sarà ripetibile quello che i turchi stavano facendo solo pochi mesi fa o l’incantesimo sarà spezzato per sempre?

Foto socratesdergi.com

 

 

2. CSKA MOSCA

Out: Howard Sant-Roos (Panathinaikos), Kyle Hines (Milano), Ron Baker (free agent), Kosta Koufos (free agent), Michail Kulagin (Enisey), Andrej Vorontsevich (free agent).

In: Nikola Milutinov (Olympiacos), Tornike Shengelia (Baskonia).

Roster

James, Hackett, Ukhov

Hilliard, Strelnieks, Khomenko

Clyburn, Kurbanov, Antonov

Shengelia, Bolomboy, Lopatin

Milutinov, Voigtmann

Coach: Dimitris Itoudis (confermato)

Si può essere più forti indebolendosi? Al Cska credono di sì. Facendo di necessità virtù, dovendo fronteggiare il taglio del budget dovuto all’uscita di scena del main sponsor Norilsk Nickel (fiaccata da quanto accaduto in Siberia), i russi hanno fatto ciò che in architettura Mies Van der Rohe e seguaci predicano da inizio Novecento: “less is more”. E allora via al contratto milionario di un Kosta Koufos lontano parente da quello dei giorni migliori, via un Kyle Hines in cerca di nuove sfide a Milano, via i rincalzi Michail Kulagin e Ron Baker, ma soprattutto via Howard Sant-Roos e Andrej Vorontsevich, sacrificati, come ha chiarito il presidente Vatutin, solo ed esclusivamente per far quadrare i conti. In entrata il mercato si è limitato a soli due pezzi, ma da 90. Nikola Milutinov e Tornike Shengelia, due dei migliori interpreti a livello Eurolega nel loro ruolo. Coppia sulla carta pazzesca, con alle spalle i confermati Bolomboy e Voigtmann e con i vari Kurbanov, Antonov e Clyburn che daranno man forte nei quintetti piccoli. Già, Will Clyburn: il ritorno a pieno regime dell’MVP delle Final Four 2019, in campo solo nelle ultime quattro gare prima dello stop lo scorso febbraio, sarà una delle chiavi di volta nella nuova corsa di un Cska che ha il suo limite in un roster tutt’altro che profondo. E allora toccherà una volta di più a Mike James fare e disfare in attacco con la sua esplosività e il suo range di tiro infinito, a Darrun Hilliard fargli da spalle e ai pretoriani Daniel Hackett e Janis Strelnieks portare fosforo e difesa. La truppa di coach Itoudis è ancora una volta fortissima, ma stavolta viaggia sul filo del rasoio: qualche infortunio di troppo potrebbe esserle fatale.

Mike James torrido sui social anche durante il Media Day – Foto euroleague.net

 

 

1. BARCELLONA

Out: Malcolm Delaney (Milano), Ante Tomic (Joventut), Pau Ribas (Joventut)

In: Nick Calathes (Panathinaikos).

Roster

Calathes, Heurtel, Bolmaro

Higgins, Kuric, Abrines

Hanga, Claver, Martinez

Mirotic, Oriola, Smits

Davies, Pustovyi

Coach: Sarunas Jasikevicius (Zalgiris)

Quante cose possono cambiare con una sola partita. Chissà se il Barcellona avrebbe dato comunque il benservito a Svetislav Pesic se non avesse perso sorprendentemente la finale di ACB contro il Baskonia. Magari oggi non staremmo a fare le carte alla prima, vera, grande occasione di Sarunas Jasikevicius, che dopo aver fatto magie allo Zalgiris ha per le mani una fuoriserie obbligata a vincere, in Spagna e in Europa. Il roster, in realtà, è cambiato pochissimo dalla stagione scorsa, ma non ditelo a Jasi. Lasciato andare Malcolm Delaney già prima del rientro nella bolla di Valencia, i blaugrana si sono liberati anche del capitano Ante Tomic, che insieme a Pau Ribas si è allontanato solo di una decina di chilometri accasandosi a Badalona, ma in entrata al momento l’unico colpo è quello bello grosso di nome Nick Calathes, che va a risolvere una volta per tutte uno dei problemi maggiori del Barca della scorsa stagione: la cabina di regia, lasciata sguarnita dai lunghi infortuni di Heurtel e Pangos e tappata con l’ingaggio in corsa di Delaney e i lunghi minuti sacrificato a portare palla da Cory Higgins. La rinascita di un Alex Abrines molto pimpante nelle prime uscite in campionato e il definitivo lancio di Leandro Bolmaro potrebbero essere i veri innesti, anche se è chiaro che sotto canestro qualcosa si farà per colmare la partenza di Tomic: dare l’assalto all’Eurolega con i pur onesti Pustovyi e Smits dietro Davies sembra un tantino azzardato. Roster stellare guidato dal coach che tutti indicano come il nuovo Obradovic: vincere tutto è l’obiettivo e non sembra nemmeno così azzardato.

Foto elpuntavui.cat