illustrazione grafica di Paolo Mainini
testi di:
Marco Munno, Donatello ViggianoMarco Pagliariccio e Mario Castelli
grafici di Fabio Fantoni

 

 

 

Simbolico. Fra i tanti, questo è l’aggettivo che forse maggiormente descrive il campionato di Serie A che ci apprestiamo a vivere. Simbolico, perchè inizia nel 50esimo anno di esistenza dell’organizzatrice LegaBasket. Ma soprattutto, simbolico dopo lo stop che tutti gli appassionati e gli addetti ai lavori della pallacanestro italiana hanno dovuto subire a causa della pandemia. Per i quali, non c’è da girarci attorno, è il massimo campionato ad essere considerato la più alta espressione del basket in patria: la Supercoppa è percepita come un antipasto, la Coppa Italia come un torneo emozionante ma un pò a sé stante, mentre il sogno di ogni amante della palla a spicchi a tinte azzurre (assieme alla maglia della Nazionale) è quello di laurearsi Campione d’Italia.
Per chi, fermo da marzo, si è dovuto accontentare di guardare le ripartenze nelle bolle in Europa quanto negli Stati Uniti, superate le consuete estati un pò turbolente nella composizione del mosaico della Serie A (anche grazie ad un mercato che dà la sensazione di un innalzamento del livello medio della competizione), il campionato che oggi prende il via rappresenta il principale passo per il ritorno ad una “normalità” cestistica.
A proposito di bolle e Supercoppa: in questa particolare pre stagione, il consueto precampionato è stato quasi in toto sostituito da un’edizione maxi della Supercoppa, con tutte e 16 le squadre coinvolte in quattro gironi, disputate in quattro location attrezzate come pseudo-bolle (almeno fino alle prime parziali aperture al pubblico), prima delle Final Four. Le condizioni in cui i vari roster si sono presentati non sono state di certo quelle ottimali (con compagini a patire più di altre la situazione, a partire dalla Virtus Roma che di fatto non ha quasi per nulla schierato i futuri titolari); se però le quattro qualificate alla Final Four sono state comunque le squadre ad oggi presumibilmente migliori, non si possono neanche ignorare in toto le indicazioni fornite dalla competizione.

Considerando quindi i dati con un asterisco, dato dal campione non esagerato di partite, dall’assenza di fattore casa e dalle condizioni dei roster, abbiamo riunito alcune delle statistiche prodotte dalle varie compagini nel corso della Supercoppa nel grafico sottostante. Partendo dalle due finaliste Milano e Virtus Bologna, è possibile quindi selezionare le squadre desiderate per poter effettuare i confronti su quanto espresso sinora.

Con la stessa mancanza di certezze assolute, abbiamo quindi organizzato in fasce il nostro pronostico: abbiamo distinto il gruppo delle compagini cercheranno di salvarsi, quello delle squadre nel limbo fra salvezza e possibilità di inserimento nella zona playoffs, quello dei club che paiono più attrezzati per la partecipazione alla postseason e quello dei team che punteranno allo scudetto.

 

 

SALVEZZA

 

CREMONA 

di Marco Munno

Nuovi arrivi: Fabio Mian (Dolomiti Energia Trento), TJ Williams (Hapoel Beer Sheva), Jarvis Williams (ZZ Leiden), Giuseppe Poeta (Pallacanestro Reggiana), David Cournooh (Virtus Bologna), Marcus Lee (Sioux Falls Skyforce), Andrea Donda (Orlandina Basket), Daulton Hommes (Austin Spurs), Lazar Trunic (Sansebasket Cremona)

Conferme: Topias Palmi

Probabile quintetto: Williams TJ – Cournooh – Hommes – Williams Jar. – Lee

Coach : Paolo Galbiati (nuovo)

 

A cinque giorni dalla chiusura delle iscrizioni alla Serie A 2020/21, il destino della squadra di patron Vanoli sembrava segnato: con budget insufficiente, la vincitrice della Coppa Italia di sole due stagioni fa, culmine di un ottimo ciclo sotto la guida di coach Sacchetti (per informazioni, chiedere ad esempio a Giampaolo Ricci avrebbe salutato la massima serie senza demeriti sul campo.

Poi, il fulmine che però il cielo l’ha rasserenato:

Col club iscritto, è arrivato il momento di imbastire in fretta e furia un roster in grado di non posticipare solo di qualche mese la perdita della Serie A, o quantomeno di non prolungare per l’intero campionato l’agonia estiva. Il gm cavallo di ritorno Flavio Portaluppi ha annunciato in serie gli innesti in una rosa rivoluzionata, che rispetto alla scorsa stagione ha visto la conferma del solo Topias Palmi (tra l’altro, dal ruolo marginale in campo).

La scelta è stata quella di pescare le pedine più importanti per la squadra sul fronte americano. In regia è arrivato TJ Williams, play col vizio del canestro (nella scorsa annata sesto miglior marcatore della Winner League israeliana con 18.8 punti a gara), in grado di disimpegnarsi anche da guardia di fianco a Cournooh o a Peppe Poeta (che insieme a Fabio Mian dovranno assicurare la quota parte di contributo italiana). In ala, si spera che Daulton Hommes confermi le belle cose fatte vedere in Division II ai tempi della NCAA, prima dell’annata di G League. Sotto canestro, spazio alla fisicità di Marcus Lee. Da ala forte Jarvis Williams, eventualmente utilizzabile come cambio del centro, più maturo rispetto alla breve esperienza a Rieti dove non riuscì ad adattarsi al ruolo di riferimento in area (posizione in cui Donda ha avuto discreti sussulti positivi in Supercoppa).

La missione pare tutt’altro che facile, e forse per questo come timoniere è stato scelto Paolo Galbiati:uno che, a dispetto della giovane età, in una situazione non proprio tranquilla come quella di Torino da subentrante riuscì a portare a casa addirittura il primo trofeo societario.

Nel pacchetto italiano, sinora il migliore come plausibile è stato David Cournooh

 

ROMA 

di Marco Pagliariccio

Nuovi arrivi : Damir Hadzic (Flagler College), Ygor Biordi (Soresina), Anthony Beane (Charleroi), Luca Campogrande (Brindisi), Riccardo Cervi (Trieste), Dario Hunt (Mornar Bar), Gerald Robinson (Bursaspor), Chris Evans (Orleans), Jamil Wilson (Kazan).

Conferme : Tommaso Baldasso, Liam Farley

Probabile quintetto : Robinson – Beane – Evans – Wilson – Hunt

Coach : Piero Bucchi (confermato)

C’erano tutte le premesse per un disastro. E invece dopo l’iscrizione all’ultimo secondo, la Virtus Roma non solo non ha assemblato una squadra ad ultra-risparmio. Ma sembra addirittura poter ambire anche a qualcosa di più di una semplice salvezza, se le fibrillazioni societarie lasceranno lavorare in serenità la squadra di coach Bucchi.

In un periodo turbolento, coach Bucchi è stato una certezza

Squadra che in Supercoppa di fatto non si è vista, con gli americani a scartamento ridotto, ma che una volta a regime ha tutte le qualità per dare fastidio, soprattutto grazie a un quintetto composto da giocatori da lanciare o rilanciare ma con indubbie qualità. Gerald Robinson e Chris Evans avevano fatto furore in coppia qualche stagione fa in canotta Monaco, prima di imbeccare qualche annata storta; Anthony Beane è stato uno delle sorprese della passata stagione di Fiba Europe Cup, competizione nella quale ha dominato con la canotta di Charleroi (18,2 punti di media) e la coppia Jamil Wilson-Dario Hunt sa già come ci si comporta dalle nostre parti. La panchina non è proprio profondissima, con l’ormai romano d’adozione Tommaso Baldasso e Luca Campogrande a dover dare sicurezze sugli esterni e un Riccardo Cervi sulle cui condizioni fisiche restano sempre punti interrogativi che dovrà garantire tonnellaggio sotto canestro. Sempre che non tornino utili Damir Hadzic, bosniaco cresciuto a Rimini ma reduce da un’esperienza americana al piccolo college di Flagler, e il “folcloristico” Liam Farley, che nel suo primo anno romano si è reso famoso più per le sue performance dal terrazzo che per quanto fatto vedere in campo. Per ora, insomma, una Virtus tutta da decifrare. Ma gli ingredienti sembrano buoni per poter essere una mina vagante nella pancia del gruppone che starà tra la zona salvezza e i playoff.

 

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FRA SALVEZZA E PLAYOFF

 

PESARO

 

di Donatello Viggiano

Nuovi arrivi : Frantz Massenat (Andorra), Ariel Filloy (Umana Venezia), Michele Serpilli (Poderosa Montegranaro), Matteo Tambone (Pallacanestro Varese), Tyler Cain (Leonessa Brescia), Justin Robinson (Chalon), Carlos Delfino (free agent), Marko Filipovity (Falco Szombathely)

Conferme : Henri Drell, Simone Zanotti, Lorenzo Calbini, Beniamino Basso

Probabile quintetto : Robinson – Massenat – Drell – Filipovity – Cain

Coach : Jasmin Repeša (nuovo)

 

La “bolla” di Olbia ha subito dato ragione alla scongiurata ipotesi estiva di autoretrocedersi in A2: dopo la disgraziata stagione scorsa (una sola vittoria, in casa della Fortitudo Bologna, fino allo stop definitivo), la VL pare aver fatto tesoro degli errori commessi. Il roster affidato a Jasmin Repeša (tornato in Italia tre anni dopo il biennio milanese) sembra presentare la giusta dose di esperienza e fisicità, denotando qualità interessanti anche tra i volti totalmente nuovi a queste latitudini: 10/20 da 3 nelle due partite contro Sassari di Justin Robinson. Pur nella sua discontinuità (in doppia cifra le due sconfitte maturate a Olbia), la nuova Prosciutto di Carpegna sembra squadra da non sottovalutare, soprattutto sulla singola partita. Ai soli tre over 30 (Delfino, Filloy, Cain) il compito di condurre verso porti più tranquilli la nuova stagione pesarese, con l’ex Fortitudo parso già fin troppo in clima partita, tanto da rimediare due giornate di squalifica per un colpo a gioco fermo inflitto a Pusica.

Un Carlitos smagliante nelle prime uscite

Il suo ritorno in A dopo la non positiva esperienza di Torino e la breve parentesi al piano di sotto proprio con la F, desta fascino ed interesse, regalando leadership ed imprevedibilità ad una squadra parsa equilibrata nella distribuzione dei tiri, ma probabilmente ancora alla ricerca del suo principale terminale offensivo. 

Delfino e Repesa insieme, 16 anni dopo l’ultima volta alla Fortitudo – Foto Vuelle Pesaro

 

 

CANTU 

di Marco Pagliariccio

Nuovi arrivi : Donte Thomas (Donar Groningen), Jaime Smith (Sassari), Sha’Markus Kennedy (McNeese State), James Woodard (Bayreuth), Maarten Leunen (Fortitudo Bologna), Jazz Johnson (Nevada), Jordan Bayehe (Roseto)

Conferme : Andrea Pecchia, Andrea La Torre, Gabriele Procida, Biram Baparapè

Probabile quintetto : Smith – Woodard – Pecchia – Thomas D. – Kennedy

Coach : Cesare Pancotto

 

Secondo anno del nuovo corso canturino nel segno del santone Cesare Pancotto e obiettivo che non cambia per la Acqua San Bernardo: salvarsi e farlo prima possibile. Per centrare l’obiettivo ancora una volta la società tenta di nuovo di scommettere su una squadra molto giovane (8/10 del roster sono sotto i 26 anni), ma provando a fare un passettino in avanti in due direzioni. Da un lato inserendo due veterani che conoscono già l’ambiente come Jaime Smith, che proprio a Cantù esplose ormai tre stagioni fa, e soprattutto Maarty Leunen, che a 35 anni non avrà magari la freschezza atletica dei tempi belli ma che avrà importanza fondamentale per dare fosforo e tiro da fuori a un reparto lunghi più di quantità che di qualità come quello composto da Donte Thomas, alona messasi in mostra in Champions League al Donar, Sha’Markus Kennedy, pivot undersized che al college ha fatto sfracelli, e Jordan Bayehe, lungo in evoluzione di scuola Stella Azzurra che a Roseto ha mostrato lampi di assoluto livello e che ha gli occhi della NBA addosso.

I bei vecchi tempi canturini di Maarty Leunen

Quella che verrà, anche in ottica azzurra, si spera anche sia la stagione della definitiva esplosione di Andrea Pecchia: dopo la stagione di esordio per adattarsi, ora il 23enne milanese deve dimostrare di essere pronto per entrare in pianta stabile tra i big italiani del nostro campionato. A togliergli pressione, soprattutto dal punto di vista realizzativo, dovrà pensarci il fuciliere ex Bayreuth James Woodard, realizzatore vero che ha preferito un ruolo da protagonista assoluto a Cantù a quello di uomo di rottura dalla panca che gli offriva la Fortitudo. Qualche freccia all’arco in più quest’anno per coach Pancotto: e se c’è uno in grado tendenzialmente di fare tanto con poco quello è sicuramente lui.

Fra le possibili sorprese dei canturini il classe 2002 Gabriele Procida

 

 

TRENTO

di Mario Castelli

Nuovi arrivi : Gary Browne (Darüşşafaka), Kelvin Martin (Brindisi), Luke Maye (Wisconsin Herd), Jeremy Morgan (Crailsheim Merlins), Luca Conti (Poderosa Montegranaro), Victor Sanders (Antwerp Giants), JaCorey Williams (PAOK Salonicco)

Conferme : Davide Pascolo, Toto Forray, Luca Lechthaler, Andrea Mezzanotte, Maximilian Ladurner, Igor Jovanovic

Probabile quintetto : Browne – Sanders – Martin – Maye – Williams JaC.

Coach : Nicola Brienza (confermato)

 

Andando contro ciò che ci insegna la zoologia, potremmo dire che anche l’Aquila cambia pelle: dopo la mezza rivoluzione della passata estate – con l’addio all’amatissimo coach Buscaglia, l’artefice della doppia promozione, delle due finali scudetto e della semifinale di Eurocup – ora la modifica del look è completa. Per la prima volta da quando è sbarcata in Serie A, la Dolomiti Energia ha deciso di non confermare neanche uno straniero del roster dell’anno precedente, cambiando completamente tutto il parco americani. Salutato Aaron Craft, ritiratosi per tornare sui banchi di scuola e realizzare il suo sogno di diventare medico, Trento ha perso probabilmente l’unico straniero che avrebbe avuto interesse a trattenere, sebbene a inizio estate sia comunque stata in trattativa per prolungare l’accordo con Rashard Kelly. Contemporaneamente anche l’oneroso contratto con Alessandro Gentile è stato rescisso consensualmente tra le due parti, dando il là ad un restyling quasi completo della squadra. Nonostante un taglio del budget di circa il 15% rispetto all’anno precedente, la Dolomiti Energia non ha avuto grossi problemi ad allestire un roster competitivo anche per la stagione a venire, grazie al supporto di sponsor e consorziati, guadagnandosi anche una ormai inaspettata wild card per l’Eurocup (dalla quale era stata inizialmente esclusa) dopo il passo indietro degli Skyliners Francoforte. Trento si appresta quindi a disputare la sua settima stagione in Serie A e la quinta in Europa con coach Nicola Brienza ovviamente confermato in panchina: dopo una stagione con alti e bassi, con belle vittorie ma anche il tallone d’Achille dei tanti corposi parziali negativi inanellati in molte partite, era scontato che la società confermasse la scommessa fatta la scorsa estate, quando decise di sostituire Buscaglia con l’ex canturino, alla sua prima esperienza in A da capo allenatore dall’inizio della stagione. Ovviamente nel roster sono stati confermati capitan Toto Forray, giunto ormai alla undicesima stagione consecutiva in bianconero, e altre due bandiere come Dada Pascolo e Luca Lechthaler, oltre al giovane Andrea Mezzanotte. Il parco italiani è completato da Luca Conti, rientrato dai due anni marchigiani in prestito a Pesaro e Montegranaro, e dai giovani Maximilian Ladurner (che ha mostrato ottime cose in Supercoppa) e Igor Jovanovic, promossi dal settore giovanile in prima squadra.

Dada Pascolo, uno dei pochi superstiti dell’era Buscaglia in casa Aquila – Foto Aquila Trento

Visto il doppio impegno con l’Eurocup, l’Aquila ha scelto di optare per il 6+6, andando quindi a firmare sei stranieri nuovi di zecca, di cui solo uno con trascorsi nel nostro campionato: Kelvin Martin sarà un po’ l’elemento d’esperienza di questa squadra, chiamato non solo a portare la sua difesa e la sua versatilità come già mostrato in carriera ad Agrigento, Cremona, Virtus Bologna e Brindisi, ma anche ad aiutare nell’inserimento gli altri cinque stranieri, tutti dal 1993 in su e mai stati prima in Italia. La stella sarà indubbiamente Gary Browne, playmaker portoricano arrivato dal Darussafaka, contro cui Trento aveva giocato nelle Top16 di Eurocup nella passata stagione. In mezzo all’area è arrivato JaCorey Williams, centro undersized per due anni nell’orbita dei Cleveland Cavaliers con la loro squadra di G-League, senza però mai debuttare in NBA, mentre al suo fianco ci sarà Luke Maye, ex stella di North Carolina con cui ha vinto il titolo NCAA 2017, alla sua prima esperienza europea in carriera e sicuramente il giocatore più “famoso” del roster dolomitico. Il roster è completato da due venticinquenni in rampa di lancio: Jeremy Morgan, tiratore pescato lo scorso anno dalla sorpresa della Bundesliga, gli spumeggianti Crailsheim Merlins, dal campionato finlandese, e Victor Sanders, atletico swingman reduce da due anni ad Anversa, dove ha vinto due coppe nazionali e ha anche disputato una Final Four di Champions League.

In Supercoppa la Dolomiti Energia ha chiuso all’ultimo posto il girone C, con sole due vittorie (in casa contro Treviso e Trieste) e quattro sconfitte, ma giocando sempre a ranghi incompleti. L’impressione è che la squadra sia potenzialmente solida, non ricchissima di talento ma comunque con i mezzi per giocare un basket intenso e a tratti divertente. Molto starà a coach Brienza, chiamato a limitare i blackout che hanno caratterizzato diverse partite della passata stagione e a sviluppare al meglio le doti dei suoi giocatori, tanti dei quali con relativa esperienza a questo livello. Le fortune di Trento dipenderanno dal rendimento dei suoi sei stranieri: se dovessero trovare tutti un’ottima stagione, potrebbe anche essere una candidata con Brescia, Fortitudo e Brindisi (sulla carta migliori) per la lotta al quinto posto dietro alle quattro big; se invece qualcuno dovesse rivelarsi non all’altezza, anche l’ottavo posto e la qualificazione per i playoff sarebbero tutt’altro che scontati.

In Supercoppa, il migliore della pattuglia straniera di Trento è stato Gary Browne

 

 

TREVISO

di Mario Castelli

Nuovi arrivi : Jeffrey Carroll (Bergamo), DeWayne Russell (Crailsheim Merlins), Giovanni Vildera (Npc Rieti), Nicola Akele (Cremona), Tyler Cheese (University of Akron), Christian Mekowulu (Orzinuovi)

Conferme : David Logan, Matteo Chillo, Matteo Imbrò, Lorenzo Piccin, Vittorio Bartoli

Probabile quintetto : Russell – Logan – Carroll – Akele – Mekowulu

Coach : Massimiliano Menetti (confermato)

 

In un’estate dove sarebbe stato normale e fisiologico avere delle incertezze e delle difficoltà nel completare la squadra entro i tempi consueti, la De’ Longhi Treviso è stata una delle prime squadre del nostro campionato a completare il roster. Segno comunque di solidità societaria e di un progetto chiaro, sebbene anche la squadra biancazzurra non abbia potuto evitare un comprensibile ridimensionamento del budget, come quasi tutte le rivali. La squadra della Marca trevigiana – che l’anno scorso è diventata la 99esima squadra diversa della storia a giocare in Serie A, riportando la massima serie in città a otto anni di distanza dall’addio della Benetton – ha chiuso ufficialmente le sue operazioni di mercato a inizio luglio, un mese prima del raduno e dell’avvio della prestagione. Questo ha permesso a coach Menetti di avere a disposizione tutti i giocatori fin dal primo giorno, opportunità preziosa per poter lavorare fin da subito in maniera efficace per preparare una stagione che non sarà semplice, dato che senza il calore del PalaVerde quasi sempre esaurito verrà a mancare una spinta fondamentale per una De’ Longhi che avrà ancora come obiettivo quello della salvezza.
Il cammino in Supercoppa è stato degno di Giano Bifronte: tre sconfitte nelle prime tre partite e poi tre vittorie su tre nel gironcino di ritorno, sconfiggendo in serie tre squadre più quotate come Trento, Venezia e Trieste fino a chiudere il girone C con un sorprendente secondo posto dietro alla Reyer e a scacciare via le preoccupazioni iniziali.
Il roster, va detto, non è né tra i più talentuosi né tra i più profondi del campionato, ma il lavoro di Max Menetti potrebbe fornire il valore aggiunto per permettere di trascorrere una stagione costantemente lontana dagli ultimi due posti. All’interno del 5+5, scelto dalla dirigenza trevigiana per evitare la luxury tax e poter concorrere ai premi sugli italiani, il pezzo pregiato tra gli italiani è sicuramente Nicola Akele: reduce da due eccellenti stagioni di A2 a Roseto e da un buon campionato a Cremona dopo una partenza a rilento, il giocatore nativo proprio di Treviso è tornato a casa per quello che potrebbe e dovrebbe essere l’anno della sua definitiva esplosione.

Assieme a lui il parco italiani vede Matteo Imbrò e Matteo Chillo – gli ultimi reduci, assieme a David Logan e coach Menetti, della squadra che due stagioni fa ha conquistato la promozione dalla A2 – e Giovanni Vildera, arrivato in estate dalla A2 di Rieti per completare il parco lunghi. Il decimo giocatore a referto sarà un giovane, probabilmente nel ruolo si alterneranno durante la stagione i due 2002 Vittorio Bartoli e Lorenzo Piccin. Tra i cinque stranieri invece la trazione è decisamente posteriore: quattro di questi sono esterni, mentre solo uno è un lungo, nel novero di una squadra che spesso e volentieri giocherà “piccola”, magari schierando un solo interno di ruolo per diversi minuti. La stella sarà immancabilmente David Logan, il “Professore” ex campione d’Italia con Sassari, ormai alla sua terza stagione con Treviso. In Supercoppa ha fatto fatica ingranare all’inizio, cosa comprensibile per un ormai 38enne, ma l’anno scorso con quasi 15 punti di media ha dimostrato di essere ancora in grado di dire la sua. Al suo fianco nel ruolo di play partirà in quintetto DeWayne Russell, uno dei motori e delle chiavi della straordinaria stagione degli spumeggianti Crailsheim Merlins nell’anno passato: coi suoi 14.0 punti e 6.3 assist (secondo in Bundesliga) molte azioni del divertente attacco organizzato da coach Tuomas Iisalo passavano dalle sue mani. Due giocatori da tenere d’occhio saranno invece Jeffrey Carroll e Christian Mekowulu: entrambi arrivano dalla A2, dove l’anno scorso sono stati tra i migliori giocatori della categoria rispettivamente con le maglie di Bergamo e Orzinuovi. Treviso ha deciso di scommettere su di loro e le prime uscite in Supercoppa suggeriscono che possa aver avuto un’ottima idea, anche se in campionato il lungo nigeriano dovrà riuscire a gestire i problemi di falli, tanto più in un roster così leggero sotto canestro. L’ultimo straniero invece è Tyler Cheese, guardia rookie appena uscito da Akron University: nelle prime uscite non ha preso molti tiri, pensando più a foraggiare i compagni, ma per raggiungere la salvezza servirà anche il contributo di uno come lui, che nella passata stagione in NCAA ha chiuso in doppia cifra 27 partite su 30.

In definitiva, pure quest’anno Treviso dipenderà dalle magie del “professor” Logan – Foto Treviso Basket

 

REGGIO EMILIA

di Donatello Viggiano

Nuovi arrivi : Joshua Bostic (Prokom Gdynia), Filippo Baldi Rossi (Virtus Bologna), Brandon Taylor (Le Mans), Frank Elegar (Unicaja Malaga), Justin Johnson (Pistoia), Tomas Kyzlink (Virtus Roma), Jānis Blūms (VEF Riga)

Conferme : Leonardo Candi, Mohuamet Rassoul Diouf, Ibrahima Cham

Probabile quintetto : Taylor – Kyzlink – Bostic – Johnson J. – Elegar

Coach : Antimo Martino (nuovo)

 

E’ stata di gran lunga la sorpresa, in positivo, di un girone di Supercoppa prevedibilmente all’insegna di Basket City. La rinnovatissima Reggiana di coach Antimo Martino ha, infatti, battuto in entrambe le circostanze la Fortitudo e fatto soffrire tremendamente la Virtus, portandola una volta al supplementare e spingendosi, nella gara di ritorno (dopo aver rimontato da -17), a due minuti da una clamorosa qualificazione alla Final Four.

La seconda vittoria con la Fortitudo è arrivata col buzzer beater di Kyzlink

La giovane coppia di lunghi Cham – Rassoul Diouf non ha fatto avvertire più di tanto l’assenza prolungata dell’ex milanese Elegar (in campo solo nelle ultime due gare del girone eliminatorio), infondendo energia ed atletismo ad un roster che non manca certo di talento, fosforo e personalità nel reparto piccoli. Nelle sei apparizioni del girone di Supercoppa, infatti, la squadra di Martino non ha mai mandato a bersaglio meno di otto triple in una singola partita, segnandone 12 in tre diverse circostanze e 14 nella gara di ritorno con la Segafredo.
Allo scorer designato Bostic nelle prime uscite ha dato una grande mano il piccoletto terribile Taylor, tornato in Italia dopo le ottime cose fatte vedere a Bergamo in A2 dopo una stagione a Le Mans da 15.2 punti + 7.1 assist, proseguendo nella sua crescita. Miglioramento che sembra toccare anche Tomas Kyzlink, dopo i bei lampi mostrati lo scorso anno a Roma. Fra i cambi degli esterni, Leo Candi offre il vigore complementare all’esperienza dell’eterno Jānis Blūms.
La squadra sembra già immagine e somiglianza di un coach arrivato in estate carico di motivazioni dalla sponda fortitudina di Bologna, così come il pacchetto lunghi garantisce solidità e doppia dimensione, grazie al raggio perimetrale di Johnson e Baldi Rossi (altro ex bolognese, ma della sponda virtussina) e la fisicità, dentro l’area, di Elegar.

Foto Pallacanestro Reggiana

 

 

TRIESTE

di Marco Munno

Nuovi arrivi : Andrejs Gražulis (Tortona), Milton Doyle (Hapoel Eilat), Tommaso Laquintana (Leonessa Brescia), Myke Henry (Oklahoma City Blue), Ike Udanoh (Venezia), Devonte Upson (Asseco Arka Gdynia), Davide Alviti (Treviso)

Conferme : Juan Manuel Fernández, Matteo Da Ros, Daniele Cavaliero, Andrea Coronica

Probabile quintetto : Fernández – Doyle – Henry – Gražulis – Udanoh

Coach : Eugenio Dalmasson (confermato)

 

Dopo l’ottima stagione di esordio in Serie A della Pallacanestro Trieste 2004 (erede “spirituale” della vecchia Pallacanestro Trieste, ma di fatto una società diversa), in cui arrivarono addirittura i playoff, nella scorsa annata il team ha attraversato parecchie difficoltà. Il ricambio vorticoso degli stranieri era indice dell’impantanamento nella lotta salvezza, e anche coach Dalmasson dopo 9 stagioni era stato messo in discussione.

Comunque, anno nuovo, vita nuova: con un profondo rinnovamento, Trieste è determinata a riprendersi il ruolo di mina vagante, potenzialmente in grado di infastidire le squadre in ottica playoff. Un andamento a due facce l’ha già fatto intravedere in Supercoppa, oltre a mostrare le prime scelte nei vari dualismi presenti in roster.
Ad esempio, in cabina di regia, titolare è diventato il “Lobito” Fernández: dopo aver spesso piazzato le giocate decisive nei finali pur partendo dalla panchina, pare aver conquistato il posto in quintetto, a discapito di un Tommaso Laquintana a sua volta prezioso partendo dalla panchina a Brescia nella scorsa stagione.

Fra i lunghi, un Ike Udanoh in cerca di riscatto dopo l’annata in ombra a Venezia (che non ha dato seguito alla solidità mostrata a Cantù e Avellino) è in grado di disimpegnarsi tanto da ala forte quanto da centro undersize: si cerca la formula giusta dell’alternanza al suo fianco della new entry in Italia Upson, del Gražulis positivo in A2 a Tortona e di un Da Ros che ha già dimostrato di meritare il suo spazio nella compagine giuliana.

Più definita la situazione fra gli esterni: con Cavaliero e Coronica specialisti dalla panchina, con Alviti pronto a confermarsi nella massima serie dopo la buona stagione a Treviso,  i punti sono richiesti a Milton Doyle, mentre da Myke Henry ci si attende un contributo a tutto tondo.
Dalla creazione o meno degli equilibro fra queste componenti passerà una salvezza più o meno tranquilla, o nel caso migliore il ritorno alla post season…

In Supercoppa già buoni lampi da Myke Henry

 

 

VARESE

di Marco Munno

Nuovi arrivi : Artūrs Strautiņš (APU Udine), Niccolò De Vico (Cremona), Anthony Morse (Imola), Luis Scola (Olimpia Milano), Giovanni De Nicolao (Agrigento), Denzel Andersson (Lulea), Michele Ruzzier (Cremona)

Conferme : Giancarlo Ferrero, Toney Douglas, Ingus Jakovičs

Probabile quintetto : Ruzzier – Douglas – Strautiņš – Andersson – Scola

Coach : Massimo Bulleri (nuovo)

 

Dopo la scorsa stagione, in estate il management di Varese aveva deciso per una svolta: i cambi rispetto ai 10 della rotazione dello scorso anno sono stati 7. Anzi, nella pratica sono 8: va contato anche Toney Douglas, tecnicamente ingaggiato già nello scorso febbraio al posto di Jason Clarke e pronto per esordire l’8 marzo con Milano, ma mai sceso in campo per lo scoppio della pandemia. Toney tra l’altro non era nei piani iniziali neanche in questa annata sportiva: il ruolo di scorer principe fra gli esterni sarebbe dovuto essere di Jason Rich, prima dell’improvviso annuncio del ritiro dopo 11 giorni dalla firma.

Welcome” fino ad un certo punto

La rivoluzione della squadra comunque è stata completata a scoppio ritardato, con l’allontanamento di coach Caja e l’arrivo in panchina di Massimo Bulleri, alla prima assoluta da capo allenatore dopo la lunga esperienza in campo e quella triennale da assistente (iniziata nella stessa Varese, due stagioni fa alle dipendenze dello stesso Caja). Si ritrova un roster costruito comunque seguendo idee chiare. Usato sicuro in uscita panchina, con gli unici due confermati dalla scorsa annata: capitan Giancarlo Ferrero e Ingus Jakovičs. Una coppia di playmaker italiani dai quali ci si aspetta il raggiungimento dello step successivo rispetto all’attuale carriera: il titolare Michele Ruzzier e il suo cambio Giovanni De Nicolao. Due ali che dovranno fungere da utili complementi, togliendo pressione dalle principali bocche da fuoco, in difesa quanto in attacco: Artūrs Strautiņš e Niccolò De Vico. Due lunghi dalle caratteristiche diverse a contendersi uno spot da titolare: l’esplosivo e più interno Anthony Morse, il più dinamico e in grado di allargare il campo Denzel Andersson. Per le sorti della compagine varesina sarà decisivo il contributo che l’amalgama di queste componenti saprà produrre, in aggiunta ai due punti di riferimento della squadra: il già citato Toney Douglas fra gli esterni e l’eterno Luis Scola nel reparto lunghi. E Luis sembra aver già preso in mano le redini dei varesini: nelle 6 partite di Supercoppa 21.3 punti col 55% da 2, il 30% da 3, 5.5 rimbalzi e 17.2 di valutazione per il giovincello della nazionale albiceleste.

 

 

 

PLAYOFF

 

 

BRINDISI

di Marco Munno

Nuovi arrivi: D’Angelo Harrison (Maccabi Rishon LeZion), Derek Willis (Ratiopharm Ulm), Riccardo Visconti (Mantova), Mattia Udom (Verona), James Bell (Promitheas), Ousman Krubally (Le Portel), Nick Perkins (Niigata Albirex)

Conferme: Darius Thompson, Alessandro Zanelli, Raphael Gaspardo, Riccardo Cattapan

Probabile quintetto: Thompson – Harrison – Bell – Willis – Perkins

Coach: Francesco Vitucci (confermato)

 

Estate turbolenta quella pugliese, con la compagine del presidente Marino che ha salutato Adrian Banks e John Brown III. Aggiungendo Kelvin Martin e Tyler Stone, l’ossatura della squadra è stata profondamente rivisitata, con la sola conferma di Darius Thompson rispetto allo starting five della scorsa stagione. Chiamato a stabilizzare il suo rendimento, rispetto agli alti e bassi della scorsa stagione, Darius avrà al suo fianco nel backcourt il ragazzo chiamato a raccogliere il testimone di Banks in fase realizzativa: il texano D’Angelo Harrison, che salutata la Winner League israeliana coi 38 punti segnati in finale ha già iniziato a prendere in mano l’attacco brindisino in Supercoppa.

In attesa del recupero dalle noie fisiche di Bell, l’altro punto di riferimento è nel reparto lunghi, con Derek Willis; al suo fianco, la scommessa dal campionato giapponese Nick Perkins e la “polizza” Ousman Krubally, veteranissimo e già apprezzato nel nostro campionato.
Il gruppo degli italiani invece ha visto le conferme dei due ragazzi maggiormente coinvolti nella scorsa stagione: Raphael Gaspardo e il neo capitano Alessandro Zanelli hanno dimostrato di potersi rendere molto utili alla causa, così come sperano i nuovi arrivi dalla Serie A2 Udom e Visconti, in cerca di affermazione nella massima serie.
Nel complesso, la squadra pare meno solida rispetto alla versione scintillante delle ultime due annate: ma ugualmente al loro arrivo Banks era considerato in parabola discendente, Brown un centro buono per la Serie A2, prima della cura Vitucci e del suo staff, mai valutati abbastanza per il loro grande lavoro.

Foto New Basket Brindisi

 

 

BRESCIA

di Marco Munno

Nuovi arrivi : T.J. Cline (Hapoel Holon), Andrew Crawford (Olimpia Milano), Dusan Ristic (Astana), Kenny Chery (Nanterre), Tyler Kalinoski (Bandirma), Giordano Bortolani (Biella), Salvatore Parrillo (Orzinuovi), Andrea Ancellotti (Latina), Christian Burns (Olimpia Milano)

Conferme : Luca Vitali, Brian Sacchetti, David Moss

Probabile quintetto : Chery – Kalinoski – Crawford – Cline – Ristic

Coach : Vincenzo Esposito (confermato)

 

Dopo la chiusura del ciclo legato a coach Andrea Diana, per proseguire la scalata arrestatasi verso le vette della pallacanestro italiana Brescia aveva scelto nella scorsa stagione coach Vincenzo Esposito. Prima dello stop del campionato, la scelta sembrava ripagare, con lo stazionamento alle spalle delle grandi e il ruolo di outsider nuovamente acquisito. Con la ripartenza, la conferma del coach è stata scontata; per quanto riguarda il roster invece sono stati apportati diversi cambiamenti. Innanzitutto quello forzato: Awudu Abass, dopo un’altra ottima stagione, è salito di livello passando alla Virtus Bologna. Al suo posto, quale riferimento offensivo, comunque non è arrivato un nome da poco: è difatti tornato in Serie A Andrew Crawford, MVP del campionato due stagioni fa a Cremona e visto nella scorsa annata a Milano (anche se solo in Eurolega). 

Poi, si è proceduto ad un rinnovamento del parco degli statunitensi: sotto canestro la coppia Ristic-Cline ancora non si è potuta vedere in azione in Supercoppa ma promette solidità; Kalinoski ha invece già messo in mostra la docile mano al tiro, sebbene il migliore del plotone straniero sia risultato sinora Kenny Chery.

Il quale ha scalzato dalla posizione di play titolare Luca Vitali, che assumerà un nuovo ruolo, in uscita dalla panchina, apportando qualità da subentrante così come Brian Sacchetti, l’ormai italiano d’adozione David Moss e un Christian Burns di ritorno dopo l’infausta esperienza milanese. A proposito di italiani in grado di incidere dalla panchina, varie speranze sono riposte sul contributo di Giordano Bortolani, classe 2000 in prestito dall’Olimpia Milano, atteso al salto di categoria dopo le belle cose messe in mostra a Biella in Serie A2.

Rinnovato il roster, ma ambizioni da playoff rimaste immutate: se i nuovi arrivi riusciranno a non far rimpiangere i positivi Horton, Cain e Lansdowne della scorsa stagione, con un roster ancora più profondo rispetto a quello della scorsa annata, le premesse ci sono tutte.

Foto Pallacanestro Brescia

 

 

FORTITUDO BOLOGNA

di Marco Munno

Nuovi arrivi : Leonardo Totè (VL Pesaro), Adrian Banks (Brindisi), Ethan Happ (Cremona), Todd Withers (Grand Rapids Drive), Tre’Shaun Fletcher (Ura Basket Kaarina), Gherardo Sabatini (Urania Milano), Mattia Palumbo (Treviglio)

Conferme : Matteo Fantinelli, Pietro Aradori, Nicolò Dellosto, Stefano Mancinelli

Probabile quintetto : Fantinelli – Banks – Aradori – Withers – Happ

Coach : Meo Sacchetti (nuovo)

 

Nel mercato estivo, la Fortitudo ha fatto la voce grossa, piazzando tre colpi di spessore: due tra i migliori giocatori dello scorso campionato, ovvero Adrian Banks da Brinsidi e Ethan Happ da Cremona e in panchina (nonostante la positiva stagione di Antimo Martino) il coach della Nazionale Meo Sacchetti.

Foto laprovinciacr.it

Sommando la permanenza di Pietro Aradori (che con Banks e Happ compone il trio dei migliori marcatori dello scorso campionato, ora interamente riunito con la F), è lampante il punto di forza dei bolognesi: quello di un attacco potenzialmente devastante. Per arrivare ai risultati positivi all’equazione va aggiunta però la difesa, ed è lì che cominciano i dolori: le prime uscite hanno evidenziato come sia la tenuta nella propria metà campo a bilanciare la forza delle tre bocche di fuoco fortitudine (ammesso e non concesso che gli equilibri nella ripartizione delle responsabilità offensive reggano). Se difatti anche il profilo dei nuovi arrivi italiani, Totè e il figliol prodigo Sabatini (sinora Mattia Palumbo, dopo i lampi di talento mostrati a Treviglio, non ha trovato molto spazio), è in linea con il sistema offensivo del coach, le problematiche difensive permangono. In attesa di capire quale sarà il contributo fornito da Todd Withers, potenziale ottima presa ma ancora non adattatosi al nuovo contesto, e dalla panchina del mancino Tre’Shaun Fletcher, acquista quindi importanza Matteo Fantinelli, playmaker atipico per coach Meo visto il poco tiro da fuori ma un fisico che gli consente costante mismatches coi pariruolo.
Le fortune della Fortitudo dipenderanno quindi dalla differenza fra la produzione dell’attacco e l’impatto dei limiti difensivi: è improbabile che essa sia così negativa da impedire l’ingresso ai playoff per i bolognesi, pare difficile che sia talmente positiva da poterli portare addirittura al livello successivo.

Certo che con la coppia Happ+Banks si parte già da un buon bottino di punti a referto

 

 

 

SCUDETTO

 

 

SASSARI

di Donatello Viggiano

Nuovi arrivi: Vasilije Pušica (VL Pesaro), Justin Tillman (Hapoel Galil Elion), Filip Kruslin (Cedevita Olimpija), Eimantas Bendžius (Lietuvos Rytas), Jason Burnell (Acqua San Bernardo Cantù), Luca Gandini (Pallacanestro Varese), Kaspar Treier (Ravenna)

Conferme: Marco Spissu, Miro Bilan, Stefano Gentile, Giacomo Devecchi, Marco Re

Probabile quintetto : Spissu – Krušlin – Burnell – Tillman – Bilan

Coach : Gianmarco Pozzecco (confermato)

 

Spissu-Bilan l’asse fondante dal quale ripartire, dopo l’inevitabile minirivoluzione legata al resto del quintetto. Persi Pierre ed Evans dopo la stagione scorsa, l’attenzione del duo Pasquini-Pozzecco si è sensibilmente spostata verso l’est Europa, per costruire “una squadra e dall’impronta europea, ma senza perdere i punti chiave dello scorso anno”, il diktat del mercato biancoblu in estate.

Foto Dinamo Sassari

In questa direzione vanno gli ingaggi di Pušica, Krušlin e Bendžius, mentre sono appena due i giocatori statunitensi nel roster: l’ex Cantù Burnell e la grande attrazione Justin Tillman, visto finora ancora poco o nulla, per una serie di vicissitudini di vario genere. Non è cambiata la vocazione, dicevamo, di un sistema di gioco basato sul marchio di fabbrica dei successi dell’era Pozzecco, ovvero costante ricerca del post basso e capacità di colpire da tre punti, in questo inizio di stagione croce e delizia dei destini sassaresi. Da record l’8/8 dall’arco con cui il Banco ha iniziato una delle due sfide di Supercoppa, al contrario il 7/31 della semifinale – pur essendo rimasta in partita per tre quarti abbondanti e con roster largamente rimaneggiato – ha reso ancor più arduo il compito nella semifinale contro la Virtus. Interessante la panchina, con l’aggiunta di un Pusica subito intraprendente e protagonista, a cui si affiancano la solidità di Stefano Gentile e l’esperienza di Gandini e capitan Devecchi, in attesa di testare anche al piano di sopra gli evidenti progressi di Kaspar Treier (classe ’99), bloccatosi subito nella prima gara di Supercoppa e reduce dalla positiva annata di Ravenna: 9.8 punti + 4.5 rimbalzi e il 40% dall’arco. Immediatamente a ridosso delle grandi favorite, la Dinamo proverà a stupire anche quest’anno, senza rinunciare allo spettacolo.

Per Vasa Pušica il canestro decisivo nella vittoria contro Brindisi

 

 

VENEZIA

di Marco Munno

Nuovi arrivi: Isaac Fotu (Treviso), Lorenzo D’Ercole (Pistoia)

Conferme: Austin Daye, Stefano Tonut, Julyan Stone, Andrea De Nicolao, Michael Bramos, Mitchell Watt, Valerio Mazzola, Jeremy Chappell, Gašper Vidmar, Davide Casarin

Probabile quintetto : Stone – Tonut – Chappell – Daye – Watt

Coach : Walter De Raffaele (confermato)

 

In un campionato che ci ha abituato a massicci cambi di roster da una stagione all’altra, quello della Reyer rappresenta un unicum. L’idea infatti della squadra del patron Brugnaro è quella del mantenimento della gran parte del gruppo nel corso dell’ultimo lustro. Con l’inizio del corso guidato coach di Walter De Raffaele, Venezia ha cercato di restare competitiva tramite i miglioramenti del personale sotto contratto invece che dagli arrivi dall’esterno. Missione compiuta sinora, con 4 trofei nelle ultime 4 stagioni e un generale stazionamento ai piani alti. Ancora di più in una offseason come questa, la Reyer ha quindi operato poco sul mercato: nel pacchetto italiani Lorenzo D’Ercole ha preso il posto di Ariel Filloy, mentre l’Isaac Fotu molto positivo nel suo esordio in Italia della scorsa stagione ha preso il posto nella batteria dei lunghi di un Ike Udanoh non integratosi.

Per quanto riguarda le risorse interne, sperando che Stefano Tonut riesca ad essere meno tormentato dagli infortuni, si registra l’investitura di Davide Casarin come cambio proprio di Tonut: il classe 2003, dopo aver brillato con le selezioni azzurre giovanili, verrà considerato parte integrante della rotazione e già nella semifinale di Supercoppa contro Milano ha dimostrato quantomeno di metterci tutta l’energia necessaria per entrare in meccanismi così oliati ad alto livello.

Foto Reyer Venezia

Meccanismi che vedono difesa e ripartizione delle responsabilità offensive come peculiarità, con protagonisti a turno diversi: fra tutti Austin Daye e Mitchell Watt, con Michael Bramos implacabile nei finali di gara. In un sistema che punta sul collettivo l’altra faccia della medaglia è il possibile crollo contemporaneo o la mancanza dell’uomo chiave nei momenti topici: Austin Daye, in questi anni prepotentemente emerso in quelle situazioni, nei picchi di un rendimento spesso altalenante, ma non è da escludere che (viste anche le questioni personali) possa ritrovarsi nei momenti peggiori quando ce ne sarà bisogno. Inoltre, c’è la possibilità dell’appagamento per un gruppo che dovrà dimostrare di avere ancora fame. Restano comunque timori secondari di fronte ad una compagine che ci si attende, come nelle scorse stagioni, in grado di puntare al massimo.

Mitchell Watt ad esempio non sembra avere alcuna voglia di accontentarsi

 

 

VIRTUS BOLOGNA

di Mario Castelli

Nuovi arrivi: Josh Adams (Unicaja Malaga), Amedeo Tessitori (Treviso), Amar Alibegovic (Virtus Roma), Awudu Abass (Leonessa Brescia)

Conferme: Miloš Teodosić, Stefan Marković, Kyle Weems, Giampaolo Ricci, Julian Gamble, Vince Hunter, Alessandro Pajola, Lorenzo Deri, Stefan Nikolic

Probabile quintetto : Teodosic – Marković – Weems – Ricci – Gamble

Coach : Aleksandar Djordjevic (confermato)

 

La sospensione e l’annullamento della passata stagione, in cui la Segafredo stava dominando e aveva perso solo due partite su 20 giocate, bruciano ancora. Gli investimenti estivi, con gli ingaggi di Teodosić e Markovic e l’arrivo di altri ottimi giocatori di complemento come Weems, Gamble e Hunter, avevano tramutato la Virtus nella probabile candidata numero 1 per uno scudetto che in casa bianconera manca da quasi 20 anni. Il Covid-19 poi ha sconvolto i piani di tutti, compresa la squadra di Sasha Djordjevic, che però quest’anno vuole provare a ripartire da dove aveva sospeso, per completare il suo “unfinished business”.
Nel frattempo l’Olimpia Milano si è molto rinforzata e ha anche strappato il primo trofeo stagionale proprio alla Virtus, ma anche le V Nere non sono state a guardare e in estate hanno puntellato il loro roster, per potersi giocare fino in fondo tutte le loro carte. Assieme al coach serbo è stata confermata tutta l’ossatura della squadra dell’anno scorso, molti dei quali erano già sotto contratto: ovviamente sotto le Due Torri sono rimasti Miloš Teodosić e Stefan Marković, i due cervelli di questa squadra in cui quasi tutto parte dalle loro sinapsi e dalle loro mani.

Anche quest’anno sarà il genio di Miloš Teodosić a guidare la Segafredo

Il quintetto sarà completato ancora da Kyle Weems, prezioso raccordo diventato eroe della tifoseria dopo i 32 punti nel derby di Natale, Giampaolo Ricci, che ha dimostrato di essere pronto per questo livello dopo i due anni a Cremona, e Julian Gamble, confermato nel cuore dell’area. Dalla panca i cambi dei lunghi sono il già citato Hunter e i due neo-arrivati italiani: Amar Alibegovic, reduce da una buonissima stagione a Roma e strappato in estate alla concorrenza dell’Olimpia Milano, e Amedeo Tessitori, che dopo l’esperienza con l’Italia ai Mondiali cinesi ha convinto anche con la maglia di Treviso. Sugli esterni è arrivato Josh Adams, realizzatore funambolico e atleta pazzesco, votato l’anno scorso “giocatore più spettacolare della ACB” con la maglia di Malaga.
L’ex Wyoming University si aggiunge all’altro nuovo acquisto Abass, che dopo essere stato uno dei migliori italiani del campionato nelle ultime due stagioni torna a giocare in una candidata per lo scudetto, già conquistato nel 2018 nell’ultima delle sue due stagioni milanesi. La rotazione degli esterni è completata da Alessandro Pajola, uscito dal settore giovanile della Virtus e preziosa pedina soprattutto in difesa, mentre il dodicesimo uomo è l’ala Stefan Nikolic, altro serbo (ma di formazione italiana) della truppa bianconera, pronto a sfruttare i pochi minuti che gli verranno concessi.
L’impressione avuta in Supercoppa, dove la Virtus ha perso il derby casalingo contro a Fortitudo nella prima fase e poi la finale contro l’Armani Exchange, è che la Segafredo debba ancora trovare qualche incastro prima di tornare ai livelli altissimi della passata stagione. Se Alibegovic ad esempio si è già integrato alla perfezione, Josh Adams deve ancora capire il suo ruolo all’interno di questa squadra, un po’ come era successo anche al suo predecessore della passata stagione, Frank Gaines. Il roster (sia pur non ricco e profondo come quello della favorita Armani Exchange) sembra essere competitivo per correre su più fronti, sia in Italia che in Europa, anche se molto dipenderà da Milos Teodosic e dalla capacità della squadra di rimanere “allacciata” il più possibile: in Supercoppa la Virtus ha iniziato sotto quasi sempre, perdendo il primo quarto in sette partite su otto (tutte tranne quella vinta di 23 in casa contro Cremona), salvo poi ribaltare spesso e volentieri quando il suo asso serbo si è acceso nella ripresa. Per evitare di dover giocare sempre a rincorrere, sarà cruciale che anche gli altri giocatori sappiano prendersi delle responsabilità con personalità e siano pronti a dare il loro contributo fin da subito, senza aspettare di essere trascinati solo dalle “illuminazioni” del 33enne Teodosić, fisiologicamente portato a dover scegliere i suoi momenti in cui fare la differenza.

Fra geni cestistici si riconoscono

 

MILANO

di Marco Pagliariccio

Nuovi arrivi : Kevin Punter (Stella Rossa), Zach LeDay (Zalgiris), Davide Moretti (Texas Tech University), Malcolm Delaney (Barcellona), Shavon Shields (Baskonia), Kyle Hines (Cska Mosca), Luigi Datome (Fenerbahçe).

Conferme : Sergio Rodriguez, Andrea Cinciarini, Riccardo Moraschini, Michael Roll, Vlado Micov, Jeff Brooks, Kaleb Tarczewski, Paul Biligha

Probabile quintetto : Delaney – Punter – Micov – Datome – Hines

Coach : Ettore Messina (confermato)

 

L’anno 1 dell’era Messina non ammette distrazioni: vincere tutto in Italia e fare strada in Europa sono i mantra di un’Olimpia che vuole farla da padrona. E quest’anno gli investimenti di patron Armani non lasciano adito a dubbi. Con il ritorno in Italia di Hines e Datome Milano mette in cascina qualità tecniche, fisiche e dna vincente. Con Delaney nel ruolo di point guard da affiancare a Rodriguez, che lo scorso anno fu uno dei talloni d’Achille con Mack prima e Sykes poi, si è andati su un giocatore di sicuro affidamento sia come realizzatore che come costruttore di gioco.

In Supercoppa Malcom ha già iniziato a far vedere il suo valore

Il progetto Moretti è intrigante e pensato sul lungo periodo (visto il contratto 3+2), con la speranza che possa avere impatto immediato soprattutto in campionato, magari con qualche guizzo dellavallesco in Europa. Se poi Punter riuscirà ad essere il fromboliere visto a Belgrado senza deragliare troppo fuori dai binari messiniani e Shields e LeDay si dimostreranno i solidi role players che hanno saputo essere nelle passate stagioni al massimo livello europeo allora il mix potrebbe finalmente essere quello giusto. Di sicuro, la preseason ha mostrato una squadra che ha fame di dimostrare tutto il suo arsenale, stritolando gli avversari in difesa e crivellandoli spesso e volentieri dall’arco. Troppo perfetta per essere vera la Milano settembrina? È il timore legittimo in un ambiente abituato, suo malgrado, a qualche delusione di troppo negli ultimi anni. Ma sulla carta questa Olimpia non può non essere la favorita numero uno nella corsa allo scudetto. Qualsiasi altro risultato saprebbe di nuovo di beffa.

Foto Olimpia Milano