illustrazione di copertina di Paolo Mainini

 

 

Sarà la quarta volta nella storia che gli Europei di basket si giocheranno (anche) nel nostro Paese: 1969 Napoli, 1979 Torino, 1991 Roma, 2022 Milano. Abbiamo messo “anche” tra parentesi perché ormai da anni la fase finale della competizione europea viene giocata in quattro Stati diversi: l’Italia giocherà il “suo” girone a Milano con l’obiettivo di qualificarsi alla fase finale che si terrà (per tutti) interamente a Berlino.

Il quadro geopolitico mutato negli ultimi anni ha portato all’aumento di squadre competitive: dalle ceneri della vecchia Jugoslavia sono addirittura cinque le nazionali ad essere presenti nella fase finale, mentre sono tre le compagini figlie della vecchia Unione Sovietica (oltre alla Russia, che dopo aver ottenuto la qualificazione è stata esclusa per i noti fatti di cronaca, sostituita dal Montenegro). Alle discendenti delle due prestigiose scuole cestistiche si sommano poi Spagna, Francia, Grecia e Italia, tutte vincenti almeno una volta nelle ultime dieci edizioni: insomma, nonostante i diversi infortuni (arrivati soprattutto nell’ultima settimana di gare di qualificazioni al Mondiale) che hanno portato a diversi importanti forfait, ci sono tutti gli ingredienti per un’edizione spettacolare.

D’altronde, un terzetto del livello di Luka Dončić + Giannis Antetokounmpo + Nikola Jokić (ad oggi tre dei migliori cinque giocatori dell’intera NBA), che si darà battaglia sui parquet del Vecchio Continente, non si era mai visto.

Come al solito abbiamo preparato una guida nella quale troverete: la presentazione di tutte le squadre (in ordine crescente del nostro personale ranking), poi, alla fine, le info su come e dove si possono vedere le partite in tv e in streaming, la formula, il calendario della competizione e gli orari delle partite.

Enjoy!

 

 

#24 OLANDA

foto FIBA

Roster

Keye van der Vuurst de Vries (Ostenda)

Leon Williams (Donar Groningen)

Worthy De Jong (ZZ Leiden)

Mohamed Kherrazi (Heroes Den Bosch)

Shane Hammink (Heroes Den Bosch)

Roeland Schaftenaar (Leyma Basquet Coruna)

Jesse Edwards (Syracuse University)

Olaf Schaftenaar (Donar Groningen)

Matt Haarms (Fraport Skyliners)

Jito Kok (Heroes Den Bosch)

Charlon Kloof (FC Porto)

Yannick Franke (Andorra)

Coach: Maurizio Buscaglia (Napoli)

 

di Marco Munno

Quando tre anni fa Maurizio Buscaglia è diventato il primo allenatore non olandese della nazionale dopo 10 anni, sapeva di dover iniziare un ciclo e di farlo con gli occhi puntati addosso: difficilmente avrebbe potuto fare meglio, dopo aver portato i Paesi Bassi ad una qualificazione che, con Turchia, Croazia e Svezia nel girone, sembrava impossibile. E invece, superando una volta i turchi (mantenendo poi la differenza canestri a favore nel doppio confronto) e una volta i croati, oltre agli svedesi, gli olandesi si ritrovano a giocare la loro seconda edizione di Eurobasket dal 1989, con la speranza di fare una miglior figura del 2015, e mettendo così un altro tassello nel potenziamento in corso del movimento nazionale.


UP

La chiave per superare nazionali ben più blasonate è stata quella dell’applicazione difensiva, subendo meno punti di tutti nel girone di qualificazione e mascherando così un attacco che, puntando sulla collettività, ha bisogno di trovare giornata per giornata l’interprete più in forma: Charlon Kloof e Worthy de Jong (al probabile ultimo giro con la Nazionale) sono le principali bocche da fuoco.


DOWN

Il grande spirito di squadra degli olandesi non compensa la differenza di talento a questo livello, dove l’assenza di individualità di spicco si farà sentire. Particolarmente sfortunati i tulipani nell’aver perso, per infortunio, il ragazzo deputato ad essere il principale riferimento offensivo, quello Yannick Franke visto anche a Trento e distintosi anche nell’incontro di qualificazione mondiale contro l’Italia con il trentello messo a segno.


X FACTOR – Maurizio Buscaglia

Lo aveva già dimostrato lungo il suo percorso a Trento e lo ha ribadito portando i tulipani a questa fase finale di Eurobasket, ottenendo contemporaneamente una salvezza difficile a Napoli visto il calendario delle ultime giornate: pochi coach nel Vecchio Continente sono al livello di Maurizio Buscaglia nel far rendere oltre i propri limiti le squadre allenate. Sarà la sua preparazione e la sua gestione a permettere eventualmente all’Olanda di raccogliere qualche soddisfazione nonostante la quantità di talento nel roster sia considerevolmente più bassa rispetto a quella degli avversari. Attenzione: si dicevano le stesse cose all’epoca delle qualificazioni…

Dove tutto iniziò: la vittoria in Turchia per 65-72, primo passo per la qualificazione a Eurobasket

 

 

#23 GRAN BRETAGNA

foto FIBA

Roster

Kavell Bigby-Williams (Boulazac Dordogne)

Dan Clark (Manchester Giants)

Myles Hesson (Kagawa Five Arrow)

Ben Mockford (Newcastle Eagles)

Luke Nelson (London Lions)

Teddy Okereafor (free agent)

Gabe Olaseni (Darussafaka)

Tarik Phillip (London Lions)

Ovie Soko (London Lions)

Devon van Oostrum (free agent)

Carl Wheatle (Pistoia)

Patrick Whelan (Leicester Riders)

Coach: Nate Reinking (Cleveland Cavaliers)

di Andrea Meneghin

Avversaria nel girone dell’Italia, la Gran Bretagna sogna di avanzare al turno successivo. Compito non semplice per la compagine allenata da Nate Reinking, giocatore del team olimpico britannico alle Olimpiadi di Londra 2012. Se si guarda il suo cammino per le qualificazioni, la Gran Bretagna ha chiuso con 4 vittorie e 2 sconfitte: bilanci di 1-1 contro Francia (+19 per i transalpini), 2-0 contro la Germania e 1-1 contro il Montenegro. Ok, il roster delle squadre nel girone di qualificazione non sarà lo stesso degli europei; ciò non toglie che si siano guadagnati meritatamente l’ingresso nel girone, togliendo di fatto un avversaria più temibile agli azzurri. Kavell Bigby-Williams (Cantù), Tarik Phillip (Venezia), Dwayne Lautier-Ogunleye (Latina), Kyle Johnson (Montegranaro-Ferentino-Cantù-Casale, anche se una meteora nelle ultime 3 destinazioni), Dwayne Lautier-Ogunleye (Udine-Latina), Gabe Olaseni (Sassari) sono passati in Italia senza lasciare un ricordo indelebile. Nella pattuglia “italiana” poi c’è il nostro Carlo Grano (Carl Wheatle) che il segno sui parquet dello Stivale lo sta ancora tracciando! In bocca al lupo Carl!  

Si tratterà della quarta partecipazione per la Gran Bretagna ad un Europeo, dove non è mai andata oltre il 13esimo posto… che sia la volta buona per superare il turno e scrivere una pagina di storia? Difficile…


UP

Ovie Soko e Myles Hesson saranno i possibili protagonisti e saranno pronti ad assumersi grandi responsabilità nella squadra guidata dalla grande leadership di Dan Clark. Gabe Olaseni è una certezza in area e Luke Nelson il frombolier senza timor. 


DOWN

È vero che il basket oltre manica sta crescendo, è vero che c’è tanta voglia di fare ma rimane il dubbio sul fatto che la squadra possa essere a livello delle altre nazionali a roster completi. Stranissima preparazione per la squadra, che ha giocato solo le partite di qualificazione contro Belgio e Lettonia: questo aspetto inciderà molto quando ci sarà da fare sul serio.


X FACTOR – Dan Clark

Comunque vada, l’X FACTOR se lo becca Dan Clark. Il 210 centimetri per 95 chilogrammi è uno sbombardatore di prima categoria, assistman, rimbalzista e sicuramente un grande compagno di squadra (così a vista). Idolo assoluto, ha già vinto il mio MVP del torneo. 

A proposito di Luke Nelson: suo il canestro della vittoria sulla sirena contro la Germania nelle qualificazioni. FERMATE IL TELECRONISTA

 

 

#22 BULGARIA

foto FIBA)

Roster

Ivan Alipiev (free agent)

Dee Bost (Galatasaray)

Dimităr Dimitrov (BC Balkan)

Andrey Ivanov (Chernomorets)

Pavlin Ivanov (Rilski Sportist)

Deyan Karmfilov (Rilski Sportist)

Čavdar Kostov (Levski)

Stanimir Marinov (BC Balkan)

Alex Simeonov (Rilski Sportist)

Emil Stoilov (Estudiantes)

Aleksandăr Vezenkov (Olympiacos Pireo)

Aleksandăr Yanev (Beroe)

Coach: Rosen Barchovski (CSKA Sofia)

 

di Andrea Meneghin

L’ultima volta che i balcanici si sono qualificati per EuroBasket è stato nel 2011 e due cose non sono cambiate: l’allenatore Rosen Barchovski in panca e Chavdar Kostov, che è l’unico giocatore della squadra odierna ad aver giocato a EuroBasket nel 2009 e nel 2011. Qualche passo indietro: fallite le qualificazioni ad Eurobasket nel 2013, nel 2015 e nel 2017, finalmente si è presentata l’occasione in casa della Lettonia. Senza il suo gioiello Aleksandăr Vezenkov e contro tutti i pronostici, la squadra bulgara ha superato i lettoni e staccato il pass per Eurobasket 2022. Questa qualificazione è giunta grazie a Dee Bost (al suo sesto anno con la casacca della nazionale bulgara, in quella che sarà la sua ultima estate in nazionale) che ha segnato il canestro decisivo. Aggiungiamo il già citato Vezenkov, campione di Grecia, vincitore della Coppa di Grecia, MVP e All-Star Team Player di EuroLeague, poi Kostov e Marinov; da sottolineare poi la presenza di Pavlin Ivanov, tiratore che sarà sulla bocca di tutti a Tbilisi, così come Yordan Minchev. Un Minchev che ha subito diversi infortuni, ma quando è in forma è una bestia: bisogna tenerlo a bada con della carne cruda! Vogliamo aggiungere un futuro protagonista negli anni? Eccolo: Emil Stoilov, cresciuto tra le fila dell’Estudiantes spagnolo (mentre uno degli ultimi tagli è stato l’altro giovanissimo, Konstantin Kostadinov, del Real Madrid). Così la Bulgaria si presenta a questo torneo con la voglia di fare bene. 


UP

Inutile nasconderlo. Grazie alla loro storia cestistica è nata la madre di tutte le difese. Le ciabatte con le tre strisce bianche, il rigoroso baffo, gli uomini che si muovono come il calcio balilla… la zona bulgara ha permesso e permette a tutti (a qualunque livello) di potere giocare ancora in difesa. GRAZIE! 


DOWN

Nelle poche uscite prima del torneo sono arrivate sonore legnate. Come si dice in queste occasioni, solo il campo darà il suo verdetto. Difficoltà per loro a rimbalzo e in un attacco che credo potrebbe fare fatica se Dee non giocherà sempre su standard molto alti. Sfortunati nel girone: difficilissimo con la presenza di Spagna, Turchia, Georgia, Montenegro e Belgio.


X FACTOR – Aleksandăr Vezenkov e Dee Bost

Il duo composto da Bost e Vezenkov rappresenterà ovviamente l’X factor per la squadra di Barchovski. Tanti punti nelle mani e i loro compagni faranno di tutto per metterli nelle condizioni migliori. Il primo crea dal palleggio, il secondo apre benissimo il campo e ha una gran visione di gioco.

Con questa impresa sui lettoni la Bulgaria ha staccato il pass per Eurobasket 2022

 

 

#21 ESTONIA

foto FIBA

Roster

Martin Dorbek (free agent)

Henri Drell (Windy City Bulls)

Janari Joesaar (Anwil Wloclawek)

Kristjan Kitsing (free agent)

Maik-Kalev Kotsar (Baskonia)

Kerr Kriisa (University of Arizona)

Kristian Kullamae (San Pablo Burgos)

Rauno Nurger (Kalev/Cramo)

Sander Raieste (Baskonia)

Sten Sokk (Charilaos Trikoupis)

Matthias Tass (Dabrowa Gornicza)

Siim-Sander Vene (Hapoel Gerusalemme)

Coach: Jukka Toijala

 

di Mario Castelli

L’Estonia è pronta a partecipare al suo quarto campionato europeo da quando ha riconquistato l’indipendenza dall’Unione Sovietica nel 1991. Il miglior piazzamento è lo straordinario sesto posto dell’edizione 1993 in Germania, un traguardo che rimarrà quasi sicuramente molto lontano in questo appuntamento del 2022. I baltici hanno staccato il biglietto per la fase finale arrivando terzi nel girone di qualificazione con Italia e Russia (poi inevitabilmente esclusa a causa dell’invasione militare dell’Ucraina), togliendosi anche la soddisfazione di battere gli Azzurri per 105-101 dopo un supplementare nella finestra giocata a febbraio 2021 nella bolla di Perm. L’Estonia arriva a Milano dopo un’estate dove, tra amichevoli e qualificazioni mondiali, ha sempre perso contro le avversarie più forti di lei e ha vinto con quelle del suo livello: nel percorso della squadra di Jukka Toijala, coach finlandese, spiccano i successi in doppia cifra contro Belgio e Bosnia Erzegovina, mentre le due amichevoli con la Lituania sono stati perse (ma una di soli 2 punti), così come quella con la Lettonia e gli ultimi due match di qualificazione contro la debordante Slovenia di Dončić e una solida Finlandia. Nel roster, piuttosto giovane e interessante, ci sono diverse conoscenze del nostro basket, giocatori che militano o hanno militato nei nostri campionati, e la loro speranza è quella che l’Italia possa portargli bene negli scontri diretti contro Ucraina e Gran Bretagna per assicurarsi il quarto posto nel girone, l’unico verosimilmente “up for grabs”, che spalancherebbe le porte della seconda fase.


UP

L’entusiasmo sarà sicuramente un fattore determinante per una nazionale che disputa solo il suo secondo major tournament negli ultimi 20 anni, dopo l’Europeo 2015 dove chiusero la prima fase con 1-4. Anche il sorteggio, che li ha messi in un girone con due avversarie alla portata come Ucraina e Gran Bretagna, ha fatto il suo. Una cosa che non mancherà ai baltici sarà sicuramente la stazza, potendo contare su un’altezza media del roster ben superiore ai 2.00 mt, e su un pacchetto lunghi senza grandi campioni ma molto solido, guidato dal centro Kotsar che ha ben figurato nelle ultime uscite.

 

DOWN

Come dicevamo la squadra è giovane, ma forse anche troppo: quasi metà del roster è nata dal 1999 in avanti, il che significa che per tutti l’esperienza e il chilometraggio alle spalle saranno relativi. L’assenza di un vero “capo branco”, quello che può essere Markkanen per la Finlandia per intenderci, potrebbe renderli più imprevedibili ma potrebbe anche non avere un punto di riferimento e un go-to-guy da cui andare nei momenti clou quando la cioccolata si farà densa.

 

X FACTOR – Kerr Kriisa

Il giocatore di maggior rilievo è probabilmente Kotsar, ma l’uomo da tenere sott’occhio sarà Kerr Kriisa, uno della “banda” di ragazzini di questa Estonia, diversi dei quali con già esperienze americane. Anche lui arriva dagli States, dove ha appena chiuso la sua seconda stagione ad Arizona University facendo vedere buonissime cose. Sebbene sia un classe 2001, ha già nel suo bagaglio esperienze al Bamberg e allo Žalgiris Kaunas, è un playmaker di 190 cm con capacità di correre il campo, innescare i compagni e colpire da fuori, anche se dovrà maturare nella sua selezione di tiro. Sarà una delle rising star da monitorare di questo Europeo.

Nelle qualificazioni a questo Eurobasket, l’Italia (già qualificata) cadde per la prima volta sotto i colpi di un Kostar da 32 punti

 

 

#20 UNGHERIA 

foto FIBA

Roster

Rosco Allen (Niigata Albirex)

Szilard Benke (Gravelines Dunkerque)

Janos Eilingsfeld (Atomerömü)

Csaba Ferencz (Egis Kormend)

Gyorgy Goloman (Lietkabelis Panevėžys)

Adam Hanga (Real Madrid)

Mikael Hopkins (Reggio Emilia)

Akos Keller (Falco Szombathely)

Zoltan Perl (Falco Szombathely)

Adam Somogyi (Falco Szombathely)

Benedek Varadi (Lietuvos Rytas)

David Vojvoda (Alba Fehervar)

Coach: Stojan Ivković

 

di Roberto Gennari

La nazionale di basket dell’Ungheria vanta un discreto passato, di cui l’apice massimo è rappresentato dalla vittoria degli Europei nel non esattamente recentissimo 1955, e una presenza costante alla rassegna continentale fino al 1969. Da lì, la miseria di una sola presenza (in quel per noi indimenticabile Eurobasket 1999) in 23 edizioni, fino alla qualificazione ottenuta nel 2017, quando riuscì a staccare il pass per l’europeo da imbattuta in un girone che comprendeva anche Macedonia del Nord e Regno Unito, riuscendo poi a raggiungere un po’ a sorpresa gli ottavi di finale (dove venne eliminata dalla Serbia) grazie alle vittorie con Repubblica Ceca e Romania. Cinque anni dopo quel risultato, la banda guidata ancora una volta da coach Stojan Ivković è chiamata a confermarsi, prova non semplicissima visto il girone in cui è inserita. La squadra è comunque abbastanza criptica da valutare, perché la maggioranza dei dodici componenti della rosa milita attualmente nel campionato casalingo, con le eccezioni della stella Adam Hanga, attualmente in forza al Real Madrid, degli “italiani” Mikael Hopkins e Márkó Filipovity e dell’ex Stanford Rosco Allen. Nella prima partita delle qualificazioni hanno fatto lo sgambetto ai campioni in carica della Slovenia, battuti 77-75, e nelle qualificazioni ai mondiali, a parte la clamorosa imbarcata presa dalla Francia (40-81), hanno vinto due partite contro Portogallo e Repubblica Ceca che li mantengono ancora in corsa per un posto al sole.

 

UP

L’ossatura della squadra è la stessa che ha fatto bene a EuroBasket 2017, e il ritorno di Hanga in nazionale è la notizia in cui tutti gli appassionati di basket in terra magiara speravano. Già nelle due partite di qualificazione ai mondiali disputate, ha messo insieme cifre ragguardevoli, risultando il migliore dei suoi. Una parte consistente della rosa, poi, viene dal Falco Szombathely, campione d’Ungheria da tre stagioni consecutive, che ha ben figurato nella scorsa Basketball Champions League (per info citofonare Treviso), quindi è prevedibile che la squadra abbia già una certa chimica. 

 

DOWN

Se il ranking FIBA dell’Ungheria dice 43esimo posto, 21esimo tra le nazionali europee, evidentemente qualcosa ancora manca per tornare ai fasti di un tempo. Adam Hanga è l’unico giocatore del roster ad aver calcato i parquet dell’Eurolega, e alla squadra di coach Ivković sembra mancare una certa solidità a rimbalzo e continuità nel tiro da fuori. Il fatto di venire da un Europeo in cui si sono raggiunti gli ottavi, poi, può trasformarsi in un boomerang in una squadra non troppo abituata a gestire partite di alto livello.

 

X FACTOR – Dávid Vojvoda

Il miglior realizzatore a Eurobasket 2017 per l’Ungheria è stato David Vojvoda, che sarà della partita anche stavolta. Il suo apporto da oltre l’arco, fin qui altalenante, sarà determinante per garantire ai suoi un’alternativa al gioco in post basso e al “palla ad Hanga e poi vediamo”. Nella vittoria contro la Repubblica Ceca, pur non tirando benissimo, ha messo in mostra anche delle discrete doti di passatore, chiudendo come miglior assistman dei suoi, fondamentale nel quale dovrà essere d’aiuto al play Benedek Váradi, che nel 2017 non era nei 12 ma che ha avuto un buon percorso di crescita da allora.

D’accordo, c’erano un sacco di assenti tra gli sloveni, e tuttavia…

 

 

#19 MONTENEGRO

foto FIBA

Roster

Igor Drobnjak (Buducnost)

Bojan Dubljevic (Valencia)

Aleksa Ilic (Buducnost)

Vladimir Mihailovic (Mornar)

Zoran Nikolic (Buducnost)

Nikola Pavličević (Studentski Centar)

Kendrick Perry (Unicaja Malaga)

Petar Popovic (Buducnost)

Dino Radoncic (Saragozza)

Nemanja Radovic (Murcia)

Marko Simonovic (Chicago Bulls)

Zoran Vukselic (free agent)

Coach: Boško Radović

 

di Andrea Meneghin

Ripescata per via dell’estromissione della Russia dai campionati Europei, il Montenegro potrebbe essere l’underdog del girone. Davanti alla scelta di andare con una formazione giovane o una esperta, si è optato per una via di mezzo. Nonostante le assenze pesanti di alcuni gioielli come Nikola Vučević (17,8 punti a gara nell’ultima stagione ai  Chicago Bulls) e la stellina di Ulm Fedor Žugić, il Montenegro si presenta comunque con un roster molto intrigante e senza alcun dubbio pieno di talento,di tecnica e di cazzimma. Bojan Dubljević, Marko Simonović, Dino Radončić, Vladimir Mihailović e Kendrick Perry danno un’idea di come possa essere una squadra davvero tosta, rappresentativa di una nazione da 620.000 abitanti con un’autostima innata pazzesca. In panchina c’è Boško Radović, coach di scuola americana e con tanto lavoro sul cv con Boscia Tanjević; con il vantaggio di essere un ex giocatore, tosto e diretto con i propri atleti, ha un record che potrebbe essere definito miracoloso, con 13 vittorie su 20 incontri ufficiali. D’altronde, il Montenegro resta la prima squadra ad aver battuto la Francia nelle qualificazioni per i mondiali.


UP

La coppia Dubljević-Simonović sotto canestro è l’arma in più per coach Radović. Esperienza e forze fresche per la squadra montenegrina. UP anche l’apporto che dà dopo la classica pizza, birra, caffè e amaro per chiudere la giornata con i compagni di squadra. Anche qui un doveroso GRAZIE!


DOWN

La mancanza di continuità nel tiro da 3 e in generale da fuori può creare problemi alla corsa verso la gloria. Pur avendo buonissimi tiratori come Popović, Mihailović, Perry e compagnia, le prestazioni dei ragazzi di Radović da quel punto di vista sono troppo ondivaghe.


X FACTOR – Kendrick Perry e Bojan Dubljević

L’asse Perry-Dubljević sarà determinante e, come già citato in precedenza, lo smisurato orgoglio montenegrino rappresenterà la forza in più di questa squadra.

Meglio non sottovalutare il Montenegro: per informazioni, chiedere alla Francia…

 

 

#18 UCRAINA

foto FIBA

Roster

Bohdan Blizniuk (Budivelnyk Kyiv)

Viacheslav Bobrov (Budivelnyk Kyiv)

Volodimir Herun (Real Betis Siviglia)

Pavlo Krutous (Budivelnyk Kyiv)

Oleksiy Len (Sacramento Kings)

Denis Lukashov (Prometey)

Sviatoslav Mikhailiuk (Toronto Raptors)

Artem Pustoviy (Murcia)

Issuf Sanon (Prometey)

Ilya Sidorov (Prometey)

Dmitro Skapintsev (free agent)

Ivan Tkachenko (Prometey)

Vitaly Zotov (Riga)

Coach: Ainārs Bagatskis

 

di Roberto Gennari

La nazionale ucraina è ormai una presenza fissa in questa manifestazione, visto che è alla quinta qualificazione consecutiva, con il top raggiunto nel 2013: sotto la guida dell’ex coach dei Cavs, Mike Fratello, chiusero la rassegna continentale al sesto posto, ottenendo la qualificazione ai mondiali a spese degli azzurri guidati da Simone Pianigiani. Già questo ricordo dovrebbe bastare a classificare la partita contro gli ex sovietici come “da non sottovalutare”. Ovviamente, a rafforzare il concetto c’è anche la presenza dei due NBA Oleksiy “Alex” Len e Sviatoslav “Svi” Mykhailiuk. La guida tecnica è una sorta di avvicendamento interno al Kyiv-Basket tra Murzin e il lettone Ainārs Bagatskis, che per comodità chiameremo Guido. Nel percorso delle qualificazioni agli europei, tra le mura amiche sono stati in grado di sconfiggere nientemeno che i campioni in carica della Slovenia, sia pur con numerosi assenti da ambo le parti, sempre per il discorso di prima sulla faccenda del non sottovalutare. Sarà della partita anche l’esperto Denys Lukašov, al suo terzo europeo con la maglia della nazionale, e il resto della rosa è un mix di veterani e giovani interessanti. Con la sconfitta all’overtime subita dall’Islanda, peraltro, la qualificazione ai mondiali potrebbe essere andata, il che rende questa partecipazione all’europeo ancora più importante per l’Ucraina.

 

UP

Il duo Len-Mykhailiuk è un’importante iniezione di talento per una nazionale che ha grande bisogno di fare bene. Per la prima volta, infatti, la nazionale gialloblù potrà schierare due giocatori provenienti dal massimo campionato USA. Entrambi, peraltro, sanno che l’Europeo è un campionato sempre più seguito con attenzione anche oltreoceano, e avranno una motivazione ulteriore nel mettere in campo il proprio valore dopo una stagione che è andata al di sotto delle loro aspettative. 

 

DOWN

La miglior squadra del campionato ucraino, il Prometej (in cui militavano anche le nostre conoscenze Miro Bilan e D’Angelo Harrison), è ferma da mesi per i motivi extracestistici che tutti conosciamo. Questo ha portato ad avere un livello diverso di preparazione fisica tra i giocatori della nazionale. Lo stesso Len viene a volte utilizzato col contagocce da coach Bagatskis. Anche la difesa, a volte, è sembrata da registrare, forse per conseguenza di quanto detto in precedenza.

 

X FACTOR – Issuf Sanon

In pochi se lo ricordano, ma nel draft NBA del 2018 Svi Mykhailiuk non fu l’unico ucraino ad essere scelto, e non fu neanche il primo, a dire il vero. Con la chiamata 44, cioè tre posti prima di Svi, ma anche prima di giocatori attualmente in pianta stabile in NBA come De’Anthony Melton e Keita Bates-Diop, i Washington Wizards presero Issuf Sanon, play all’epoca all’Olimpia Lubiana e reduce da un buonissimo Eurobasket Under-18. I suoi diritti appartengono oggi agli Houston Rockets. A 23 anni ancora da compiere, disputare un buon europeo potrebbe essere il miglior viatico per la NBA che tanto sogna.

Per fare canestro, fa canestro…

 

 

#17 GEORGIA

Roster

Rati Andronikashvili (Creighton University)

Beka Bekauri (TSU Tblisi)

Mikheil Berishvili (Air Defence Sporting Club)

Goga Bitadze (Indiana Pacers)

Merab Bokolishvili (Rustavi)

Beka Burjanadze (Real Betis Siviglia)

Kakhaber Dzhincharadze

Ilia Londaridze (Olimpi Tblisi)

Sandro Mamukelashvili (Milwaukee Bucks)

Thad McFadden (Murcia)

Duda Sanadze (Borac Cacak)

Giorgi Shermadini (Tenerife)

Giorgi Tsintsadze (U.S. Monastir)

Coach: Īlias Zouros (Promitheas)

 

di Mario Castelli

L’hype e l’eccitazione in Georgia erano a livello altissimo per questi Europei, dove uno dei quattro gironi viene ospitato proprio a Tbilisi e quindi la nazionale di coach Īlias Zouros potrà giocare davanti alla propria gente. La squadra peraltro era anche buona e il girone, tolte Spagna e Turchia, più che abbordabile per ambire a un pass per la fase finale. Però il serio infortunio alla spalla nel match di qualificazione mondiale contro i Paesi Bassi che ha tolto di mezzo Tornike Shengelia, l’uomo di spicco e più rappresentativo di questa Georgia, ha fiaccato molto di questo entusiasmo alla nazionale caucasica, trovatasi a pochi giorni dal via senza la propria stella. A roster restano altri giocatori interessanti, dal naturalizzato Thaddus McFadden al veterano Giorgi Shermadini a Duda Sanadze fino ai giovani e interessanti “americani” della generazione X, i poco più che ventenni Goga Bitadze (Indiana Pacers), Sandro Mamukelashvili (Milwaukee Bucks) e Rati Andronikashvili (Creighton University). Il loro entusiasmo potrà riuscire a scacciare il fantasma dell’infortunio di Shengelia? La buona prestazione nell’ultimo match di qualificazione mondiale contro l’Italia fa pensare di sì, anche se la Georgia arrivava da un pre-Europeo terribile (sei amichevoli perse su sei).


UP

Ovviamente il punto di forza di questa squadra sarà il sesto uomo, non nel senso del primo giocatore delle rotazioni che uscirà dalla panchina, ma nel senso del pubblico della Tbilisi Arena, che si preannuncia imballata da 10mila tifosi scatenati per ogni match della squadra di casa. Sfruttare l’orgoglio del popolo georgiano in quello che è forse il secondo evento sportivo più importante ospitato nella giovane storia del proprio paese, dopo la Supercoppa Europea del 2015 tra il Barcellona di Leo Messi e il Siviglia, sarà fondamentale per i “Jvarosnebi”, come sono soprannominati.


DOWN

Altrettanto ovviamente il grosso punto di domanda è vedere come riuscirà la Georgia a sopperire la mancanza della propria guida tecnica e spirituale Toko Shengelia. In attacco bisognerà trovare nuove gerarchie e nuove soluzioni, sperando di trovare apporto anche da qualcuno della “generazione di mezzo”, dato che tutti i punti di riferimento della squadra saranno o super esperti, e quindi magari non freschi al punto da poter reggere cinque partite in sette giorni, o super giovani, e quindi magari ancora un po’ acerbi per questo genere di pressione e questo palcoscenico così atteso in Georgia.


X FACTOR – Thaddus McFadden

Sembra sciocco da dire, ma come spesso accade per queste nazionali di seconda/terza fascia la differenza potrebbe farla “l’americano” di turno. Senza scomodare Bo McCalebb, che da naturalizzato trascinò la Macedonia ad una insperata semifinale degli Europei, sono tanti i giocatori statunitensi passaportati che hanno legato le loro prestazioni alle fortune delle nazionali che li hanno “assoldati”. Per questo per la Georgia sarà fondamentale avere un Thad McFadden punto di riferimento offensivo: nei due match contro Paesi Bassi e Italia ha segnato 19 e 16 punti, e questo dovrà essere il minimo sindacale per l’ex mvp delle Final Eight di Champions League vinte con la maglia di Burgos. Se lui gira, la Georgia può girare; se il 35enne del Michigan fatica, allora diventa tutto maledettamente più difficile.

Nell’ultimo successo collezionato prima di Eurobasket, un McFadden show da 19 punti contro l’Olanda

 

 

#16 BELGIO

foto FIBA

Roster

Ismael Bako (Virtus Bologna)

Vrenz Bleijenbergh (Ostenda)

Haris Bratanovic (Ostenda)

Maxime De Zeeuw (Limburg)

Pierre-Antoine Gillet (Ostenda)

Manu Lecomte (BC Jonava)

Alexandre Libert (Spirou Basket)

Jean-Marc Mwema (Antwerp Giants)

Retin Obasohan (Asvel Villeurbanne)

Jonathan Tabu (Limburg)

Kevin Tumba (Phoenix Brussels)

Hans Vanwijn (Nanterre)

Coach: Dario Gjergja

 

di Marco Munno

L’ultima volta che la nazionale belga ha partecipato ad Eurobasket, il bilancio non è stato granché: era il 2017 e la squadra ha collezionato una sola vittoria, non superando la prima fase. A distanza di cinque anni, però, le premesse sembrano diverse: innanzitutto, il sorteggio ha regalato nel girone la Turchia, la Spagna alla sua peggior versione da tanti anni a questa parte, la Georgia che ha perso Shengelia per infortunio e nazionali battibili come Montenegro e Bulgaria. Il passaggio del turno, riservato alle prime quattro, non è quindi un miraggio, considerando poi il livello tecnico e di compattezza della squadra, che è riuscita nel corso delle qualificazioni mondiali a battere due volte su due la Serbia, in casa e fuori, nel corso di questo 2022. Ad eccezione della prima uscita, il percorso di avvicinamento ad Eurobasket ha visto il Belgio sempre sconfitto in amichevole. Nella prima delle due gare di qualificazione al Mondiale con la Gran Bretagna però è tornato il sorriso (nella seconda, è arrivata una sconfitta contro la favoritissima Grecia): insomma, quando i risultati contano, i Leoni belgi non sono da prendere sottogamba.


UP

La compagine belga parte da due certezze: fra gli esterni Retin Obasohan, fra i lunghi Ismaël Bako. I due ragazzi, che nella prossima stagione calcheranno i prestigiosi campi di Eurolega (per il primo, neo acquisto dell’Asvel, si tratterà dell’esordio; per il secondo sarà un ritorno dopo il 2019 sempre con l’Asvel, questa volta con la maglia della Virtus Bologna), stanno vivendo il miglior momento della loro carriera: proveranno a confermarlo indossando la maglia della nazionale. Momento d’oro che dura da anni per il coach, Dario Gjergja: il croato è ormai un’istituzione in Belgio, dove alla guida del B.C. Oostende dal dicembre del 2011 è arrivato questa stagione all’undicesimo campionato nazionale consecutivo vinto.


DOWN

Ad eccezione della vecchia conoscenza dei parquet italiani Maxime De Zeeuw e del playmaker Lecomte, il resto della squadra sembra troppo lontano dal livello della coppia Obasohan + Bako. La mancanza di alternative (fra cui l’assenza pesante di Sam Van Rossom) si farà sentire quando il gioco si farà più duro.


X FACTOR – Emmanuel Lecomte

Con Van Rossom fuori da Eurobasket, sarà Lecomte a dover gestire i ritmi dell’attacco di coach. Dopo l’ottimo periodo a Baylor in NCAA, non è riuscito a diventare il secondo belga a trovare posto in NBA (dopo D.J. Mbenga), fermandosi alla partecipazione in Summer League con i Mavericks e alla militanza nell’Agua Caliente Clippers (il team di sviluppo della franchigia losangelina). Point guard con la propensione al passaggio oltre a tanti punti nelle mani, dovrà riuscire a coinvolgere nel migliore dei modi i compagni, per esaltarne le qualità e superare il girone.

Fu proprio di Lecomte il sottomano decisivo per la vittoria in Serbia menzionata prima

 

 

#15 FINLANDIA

foto FIBA

Roster

Shawn Huff (Helsinki Seagulls)

Mikael Jantunen (Treviso)

Henri Kantonen (Karhu)

Petteri Koponen (Helsinki Seagulls)

Miro Little (Sunrise Christian Academy)

Alexander Madsen (Aek Atene)

Lauri Markkanen (Cleveland Cavaliers)

Edon Maxhuni (Heroes Den Bosch)

Topias Palmi (Limburg)

Sasu Salin (Tenerife)

Ilari Seppälä (Saint Chamond Basket Vallee)

Elias Valtonen (Manresa)

Coach: Lassi Tuovi (Strasburgo)

 

di Mario Castelli

Quinta partecipazione consecutiva agli Europei per la Finlandia, che nell’ultimo decennio si è ormai stabilizzata come importante realtà di seconda fascia e che nel 2025 ospiterà uno dei gironi della prossima edizione di questa manifestazione, come già aveva fatto nel 2017, a riprova della sempre crescente passione per il basket che si respira a Helsinki, Tampere e dintorni. Cinque anni fa la Finlandia fu una delle squadre più piacevoli da vedere: ai gironi vinsero quattro partite su cinque, piegando squadre del calibro di Francia e Grecia e cadendo solo di 3 punti di fronte alla Slovenia successivamente campione d’Europa. La loro corsa però si infranse subito agli ottavi di finale contro l’Italia, nel primo e unico passo falso di quell’edizione, a dimostrazione che forse il valore di quella squadra nella prima fase era stato amplificato dai 14mila tifosi scalmanati che avevano sempre gremito la Hartwall Arena di Helsinki. Ma questa Finlandia è una squadra che può dare fastidio a molti, come testimonia anche il fatto che siano ormai già qualificati con largo anticipo ai Mondiali del 2023, dopo aver battuto due volte sia la Slovenia (senza Dončić) sia la Croazia nelle qualificazioni. La campagna di avvicinamento agli Europei non è stata brillantissima: una vittoria contro il Belgio e una in rimonta al supplementare contro l’Ucraina, oltre a due sconfitte pesanti con la Lituania e una proprio contro il Belgio. I finnici però si sono rifatti contro Israele ed Estonia nelle ultime due partite di qualificazione (diventando così fin qui l’unica europea già matematicamente certa di un biglietto per la Coppa del Mondo del 2023) prima di partire per Praga, dove avranno l’obiettivo minimo (e più che mai alla portata) di strappare uno dei quattro posti per la seconda fase a Berlino.


UP

La Finlandia potrà contare su uno scheletro di squadra composto da giocatori che si conoscono bene e da parecchio tempo (i vari Shawn Huff, Petteri Koponen, Sasu Salin) e su una stella del calibro di Lauri Markkanen, che sarà chiamato ad essere il principale terminale offensivo. Poi si potrà cavalcare la freschezza e l’entusiasmo dei giovani, tra cui l’interessante Mikael Jantunen, classe 2000 firmato quest’estate da Treviso, l’altro 2000 Olivier Nkamhoua e soprattutto il classe 2004 Miro Little (dominante da minorenne a quasi 22 di media nella passata stagione in A2 finlandese, futuro giocatore di Baylor e probabile scelta al draft NBA nel 2024), che garantiranno rinnovamento e continuità nei prossimi anni. Il rumoroso e sempre corposo seguito di pubblico finlandese potrà dare una mano.


DOWN

Il quintetto è buono, potendo contare sui già citati senatori e su Markkanen, ma la squadra è abbastanza corta e dalla panchina non si avrà un grande aiuto, salvo exploit dei baby sopracitati.


X FACTOR – Lauri Markkanen

Per forza di cose sarà Lauri Markkanen l’ago della bilancia di questa squadra. Per il momento la sua carriera NBA può ritenersi abbastanza deludente in rapporto alle aspettative, ma con la nazionale spesso e volentieri il 25enne di Vantaa si è trasformato: cinque anni fa deliziò il pubblico di Helsinki nella prima fase con quasi 20 punti di media a 20 anni, nelle ultime due partite di qualificazione mondiale, quelle che hanno spedito definitivamente la Finlandia in Asia nell’estate 2023, è stato determinante con 28 punti contro Israele e 18 contro l’Estonia. Se gira lui tutto è possibile, soprattutto in un girone così abbordabile, altrimenti le speranze si ridurranno sensibilmente.

Intanto è già andato alla Finlandia il premio per il miglior annuncio dei 12 convocati

 

 

#14 BOSNIA ED ERZEGOVINA 

foto FIBA

Roster

Edin Atic (Buducnost)

Sani Campara (Zadar)

Amar Gegic (Cibona)

Miralem Halilovic (Nanterre)

Kenan Kamenjas (Buducnost)

Aleksandar Lazic (Buducnost)

Dzanan Musa (Real Madrid)

Jusuf Nurkic (Portland Trail Blazers)

Ajdin Penava (Belfius Mons-Hainaut)

John Roberson (Manisa)

Emir Sulejmanovic (Bilbao)

Adin Vrabac (BC Vienna)

Coach: Adis Bećiragić

 

di Andrea Meneghin

Problemi economici stanno caratterizzando l’estate e la preparazione a questi Europei per la Bosnia. La Federazione locale ha rischiato di non poter mandare la squadra agli europei  proprio per mancanza di fondi. Sembrerebbe tutto rientrato per la squadra allenata da Adis Bećiragić, un giocatore leggenda negli anni 90 e vice di Boscia Tanjević (fu suo assistente per sei anni) che ha messo insieme una signora squadra: Jusuf Nurkić, Miralem Halilović ed Emir Sulejmanović, per citarne alcuni. Volete di più? Ok, aggiungiamo l’MVP del campionato spagnolo Džanan Musa e il passaportato John Roberson ( messosi in luce a Strasburgo con 15,6 punti a gara e un ottimo 43.4% da 3). Non vedremo Amar Alibevogić e suo cugino Luka Garza, visto che si può portare un solo passaportato alla volta.
Il loro è stato un precampionato con poche amichevoli, come ci si poteva aspettare per via delle difficoltà economiche, e due partite di qualificazione dove sono arrivati schiaffoni dal Montenegro e una vittoria esaltante contro la Francia!


UP

Il talento e la testa leggera di Nurkić e Musa (finito in ospedale dopo la gara col Montenegro per un trauma al collo) possono far volare la Bosnia. Lo stesso Musa, MVP in carica della stagione nel campionato nazionale più forte di tutta Europa, la Liga Endesa spagnola, è quello che potrebbe far svoltare definitivamente la squadra: se la mettesse anche da fuori allora diventerebbe immarcabile per gli avversari.


DOWN

Stesso discorso fatto per il Montenegro: la continuità nel tiro da fuori e l’intensità difensiva e a rimbalzo che sono mancate nelle due gare di qualificazione ai Mondiali 2023 rappresentano i principali limiti della squadra.


X FACTOR – John Roberson

Metto John Roberson come X FACTOR. Fantastica la sua prova contro la Francia, canestri importanti e presenza pesante per lui. Un terzo protagonista per l’attacco e la leadership della Bosnia.

Proprio nell’ultimo match prima di Eurobasket, il clamoroso poster su Poirier firmato da Nurkić

 

 

#13 POLONIA

foto FIBA

Roster

Aaron Cel (Pierniki Toruń)

Aleksander Balcerowski (Gran Canaria)

Jakub Garbacz (Ostrów Wielkopolski)

Lukasz Kolenda (Slask Wroclaw)

Michal Kolenda (Trefl Sopot)

Dominik Olejniczak (Gravelines Dunkerque)

Mateusz Ponitka (Reggio Emilia)

Jakub Schenk (Tours Metropole)

AJ Slaughter (Gran Canaria)

Jeremy Sochan (San Antonio Spurs)

Michal Sokolowski (Treviso)

Jaroslaw Zyskowski (Enea Zastal)

Coach: Igor Miličić

 

di Andrea Meneghin

Dopo avere fallito la qualificazione per la seconda fase del turno di qualificazione ai Mondiali 2023, la nazionale polacca ha affrontato la Croazia e tre giorni dopo l’Austria a Schwechat vicino a Vienna per l’Eurobasket 2025. Dopo lo stop per infortunio di Michał Michalak e Aleksander Dziewa, assenti durante la finestra di giugno per le partite di qualificazione ai Mondiali, sono tornati in nazionale; a loro si è unito, dopo un anno di pausa, Aaron Cel, 35 anni (93 partite per 642 punti), uno dei giocatori più esperti. Aggiungiamo Michał Sokołowski e AJ Slaughter (passato per l’Angelico Biella nella stagione 2010/11) al solidissimo Aleksander Balcerowski (Gran Canaria) e al neo acquisto reggiano Mateusz Ponitka, per dare un certo peso alla squadra della Polandia. Pardon, Polonia.

A proposito di Ponitka… è d’obbligo una menzione al litigio tra i due fratelli Mateusz e Marcel. Il 16 marzo 2021 è successo questo:

Inoltre anche mamma e papà Ponitka 10 anni fa, non gradendo l’attuale moglie di Mateusz, lo hanno messo davanti ad una scelta: “O noi o tua moglie”, con l’aggiunta di pesanti insulti sui social dai due genitori al figlio maggiore. Col passare del tempo pare che anche Marcel si sia unito all’ultimatum di madre e padre e il gioco è presto fatto. Da qui, l’idea del coach Igor Miličić di guardare anche alla serenità del gruppo, escludendo quindi Marcel. Un’altra dolorosa assenza per Milicic è la rinuncia alla convocazione di Jeremy Sochan, il quarto polacco che vedremo nella NBA, dopo Cezary Trybański, Maciej Lampe e Marcin Gortat. Sochan è stato selezionato con il numero 9 del draft dai San Antonio Spurs.


UP

La capacità di poter segnare con diversi giocatori da dietro l’arco, la forza fisica che non è mai mancata alla nazionale polacca e l’estro di A.J. Slaughter combinato a quello di Ponitka, Sokolowski e Michalak che rendono la squadra molto insidiosa da affrontare.


DOWN

Il controllo dei rimbalzi , specie in preparazione, è stato il punto debole di questa nazionale. Il girone non è certo uno dei più semplici (Serbia, Israele, Finlandia, Repubblica Ceca e Olanda) e il trio composto da Aleksander Balcerowski, Dominik Olejniczak e Aleksander Dziewa dovrà fare un ottimo lavoro sia a rimbalzo che in aiuto sui pick’n’roll, altra nota dolente della difesa polacca.


X FACTOR – Tiro da fuori

Portarsi dietro il cuoco per mantenere una bella fiatella che aiuterebbe la loro zona (anche 1-3-1)… in alternativa, come detto in precedenza, l’esaltazione nel tiro da 3. Nel roster ci sono tanti e ottimi tiratori che se iniziano… CIAONE!

Ponitka di Giannis paura non ne ha

 

 

#12 ISRAELE

foto FIBA

Roster

Deni Avdija (Washington Wizards)

Tamir Blatt (Alba Berlino)

Jake Cohen (Maccabi Tel Aviv)

Tomer Ginat (Levallois Metropolitans)

Nimrod Levi (Hapoel Elon)

Yam Madar (Partizan Belgrado)

Gal Mekel (Andorra)

Rafael Menco (Hapoel Holon)

Guy Pnini (Hapoel Holon)

Roman Sorkin (Maccabi Tel Aviv)

Idan Zalmanson (Hapoel Tel Aviv)

Yovel Zoosman (Alba Berlino)

Coach: Guy Goodes (Hapoel Holon)

 

di Andrea Meneghin

“Deni Avdija ha detto che possiamo vincere l’Europeo”. Si comincia forte con le parole di Pini Gershon. Si, lui c’e’ sempre. Deve esserci sempre. Grandissimo Pini. La nazionale israeliana ha come protagonisti i recenti campioni Under 20 (nel 2018 e 2019), alcuni eterni veterani e un allenatore che sembra perennemente incazzato. Nella preparazione hanno perso solo l’ultima partita con la Spagna mostrando una pallacanestro dinamica, divertente e molto intensa sui due lati del campo. Merito dei protagonisti in campo che hanno trovato una splendida chimica, con la sfrontatezza di chi non ha paura di nessuno. Yovel Zoosman e Tamir Blatt compagni anche all’Alba Berlino, il play del Partizan Yam Madar (chi lo ha allenato? Eh già proprio lui.. il Trinca), Tomer Ginat (Levaillois), Roman Sorkin, l’eterno Guy Pnini e tutti gli altri sono pronti a giocare ad altissimo livello a questo Eurobasket 2022. Secondo me potrebbero essere una delle squadre sorpresa dell’europeo. A chiusura della loro preparazione, due test “nordici” per la qualificazione ai mondiali che li hanno visti affrontare la Finlandia di Lauri (perdendo) e la Svezia (perdendo) che hanno fatto vedere che manca ancora qualcosina. O forse qualcosona.


UP

Quando erano nelle nazionali giovanili Avdija e Madar hanno fatto sfracelli: un oro nell’Europeo Under 20 del 2019 (bis per Deni, vincente anche sotto età nella stessa competizione l’anno prima) e premi a raffica. Assieme a loro ci sono anche Blatt e Sorkin a dare ancora più futuro alla nazionale israeliana, con l’entusiasmo dei giovani a regnare: grazie a loro, per la squadra tanta freschezza atletica ed un’enorme capacità di creare. 


DOWN

L’assenza del grande Zohan potrebbe risultare determinante per la corsa al podio, ma mai dire mai. Manca un po’ di esperienza a questo livello per alcuni giocatori… ma per fortuna loro imparano in fretta!


X FACTOR – Deni Avdija

Avdija su tutti. Non c’e molto da aggiungere. La faccia tosta e la spavalderia mixata a possibili minchiate colossali caratterizzeranno l’europeo di Israele. Non vedo l’ora di vedere cosa combinerà. A parte gli scherzi: un grandissimo talento.

Deni Avdija, nel 2019 anche MVP dell’intero Eurobasket Under 20

 

 

#11 REPUBBLICA CECA

foto FIBA

Roster

Patrik Auda (Yokohama B-Corsairs)

Ondrej Balvin (Prometey)

Vojtech Hruban (London Lions)

David Jelinek (Murcia)

Martin Kriz (Nymburg)

Tomas Kyzlink (Brose Bamberg)

Lukas Palyza (Nymburk)

Martin Peterka (Löwen Braunschweig)

Viktor Pulpan (Brno)

Ondrej Sehnal (Löwen Braunschweig)

Jan Vesely (Barcellona)

Tomas Vyoral (JIP Pardubice)

Coach: Ronen Ginzburg

 

di Mario Castelli

Tre anni fa la Repubblica Ceca fu una delle grandi sorprese della Coppa del Mondo in Cina, dove eliminò la Turchia nel primo girone e Grecia e Brasile nel secondo, sbarcando così a sorpresa ai quarti di finale, dove venne poi eliminata dall’Australia. L’anno scorso vinsero il Preolimpico in Canada contro i fortissimi padroni di casa, staccando il biglietto per Tokyo. Questi due exploit raccontano bene la pericolosità sulla carta di questa squadra, che magari non siamo avvezzi a vedere tra le grandi contender a livello di nazionali europee ma che può rivelarsi un cliente tosto. Però a rendere molto difficile un’eventuale altra impresa ci si è messa di mezzo la sfortuna, che ha tolto di mezzo con ogni probabilità la stella ceca Tomáš Satoranský a causa di un infortunio subìto ad Amburgo nel match amichevole contro la Germania, proprio poco prima di questo Europeo che la squadra di coach Ginzburg giocherà in casa nella prima fase, davanti ai 17mila di Praga. Senza di lui la Repubblica Ceca ha poi perso di 35 in Francia e di 3 in casa con l’Ungheria i due match di qualificazione dei giorni scorsi, compromettendo probabilmente la partecipazione ai Mondiali del prossimo anno. Senza più l’ex giocatore degli Washington Wizards, dalla prossima stagione al Barcellona, ora i protagonisti della squadra diventeranno altri: molto sarà chiesto a Jan Veselý e a Vojtěch Hruban, con Ondřej Balvín, Tomáš Kyzlink e tutti gli altri a comporre un supporting cast affidabile ma che sarebbe stato molto più efficace se innescato dalla stella della squadra. Però il girone D è più che abbordabile e quindi, nonostante tutto, i cechi dovrebbero riuscire a centrare l’obiettivo dell’accesso alla fase finale di Berlino.


UP

Giocare in casa davanti al proprio pubblico sarà una grande spinta per la Repubblica Ceca, che avrà bisogno di ogni possibile tipo di aiuto per risollevarsi dal momento difficile degli ultimi giorni. La squadra è solida ed esperta, gioca assieme da tanti anni e si conosce bene. Sotto canestro ci sono diversi giocatori che possono garantire impatto, da Veselý a Balvín passando per Auda. Inoltre Hruban, giocatore che non è mai uscito dal campionato ceco ma avrebbe potuto meritare altri palcoscenici, è in gran forma e a 33 anni sta vivendo forse il miglior momento della sua carriera.


DOWN

La probabile assenza di Satoranský ovviamente ridimensiona le ambizioni della Repubblica Ceca e cambia il volto della squadra. Senza di lui mancheranno punti ma anche la capacità di muovere le difese e liberare spazi per i tiratori o per i tagli dei compagni.  Ora il reparto esterni resta un po’ più povero e scoperto, soprattutto in termini di leadership quando la palla si farà pesante, sperando che le alternative a Satoranský, da Sehnal a Vyoral, possano rivelarsi all’altezza. Da verificare anche la tenuta fisica e atletica, con cinque partite in sette giorni, in una squadra dove fin qui c’è stato poco ricambio generazionale e quasi tutti i giocatori della rotazione hanno più di 29 anni.


X FACTOR – Jan Veselý

Senza il suo compagno di merende, il leader indiscusso della Repubblica Ceca, soprattutto in termini di esperienza, sarà Jan Veselý. Nonostante i 32 anni e i diversi problemi fisici alle spalle, Veselý è ancora un giocatore di alto livello in Eurolega e lo dimostra l’investimento fatto dal Barcellona per strapparlo al Fenerbahce dopo otto anni. I suoi centimetri e la sua verticalità sotto canestro saranno fondamentali tanto in attacco quanto in difesa, dove assieme a Balvín formerà probabilmente la coppia di lunghi più alta dell’Europeo e saranno chiamati a proteggere il ferro. 

Se arriverà il recupero di Satoranský, la coppia con Veselý ricostruita questa estate dal Barcellona promette scintille

 

 

#10 GERMANIA

Roster

Niels Giffey (free agent)

Justus Hollatz (Amburgo Towers)

Maodo Lo (Alba Berlino)

Andreas Obst (Bayern Monaco)

Dennis Schroder (Houston Rockets)

Christian Sengfelder (Brose Bamberg)

Daniel Theis (Boston Celtics)

Johannes Thiemann (Alba Berlino)

Johannes Voigtmann (free agent)

Franz Wagner (Orlando Magic)

Nick Weiler-Babb (Bayern Monaco)

Jonas Wohlfarth-Bottermann (Amburgo Towers)

Coach: Gordon Herbert

 

di Mario Castelli

In un Europeo con quattro nazioni padrone di casa, la Germania sarà quella più padrona di casa di tutte, dato che giocherà ogni eventuale partita sul proprio suolo: la prima fase a Colonia e la seconda a Berlino. Un’ulteriore occasione di sviluppo per un paese che è cresciuto molto negli ultimi anni, trainato dall’effetto Nowitzki, e che si presenta con una squadra interessante e che potrebbe rappresentare una mina vagante pericolosa, soprattutto nel cosiddetto girone di ferro, il gruppo B. Una riprova di ciò l’ha avuta anche la Slovenia di Dončić, battuta di quasi 20 punti nell’ultimo match prima di questo Europeo (e nuovamente avversaria della Germania il 6 settembre), in delle qualificazioni mondiali che ormai i tedeschi hanno abbondantemente messo in ghiaccio con largo anticipo. E peraltro il roster a disposizione di coach Gordon Herbert, bravo allenatore canadese di nascita ma ormai da decenni finlandese di adozione, è tutt’altro che completo rispetto a ciò che sarebbe potuto essere: nei 12 che scenderanno in campo mancheranno nomi del livello di Mo Wagner, Maxi Kleber, Tibor Pleiss, Isaiah Hartenstein, Isaac Bonga e Paul Zipser, mentre ce l’ha fatta in extremis Daniel Theis, che ha rischiato di aggiungersi alla lista delle defezioni a causa di un infortunio superato all’ultimo minuto. Pur con tutte queste assenze, soprattutto nel reparto lunghi, la Germania potrà contare su numerosi altri giocatori di livello, da Dennis Schröder a Johannes Voigtmann, passando per Franz Wagner e il naturalizzato Nick Weiler-Babb, oltre all’impatto del fattore campo, anche se resta un po’ di curiosità su cosa avrebbe potuto fare la squadra al completo.


UP

E’ una nazionale ormai strutturata da tempo, che si conosce bene, solida. L’anno scorso è arrivata ai quarti di finale delle Olimpiadi, negli ultimi mesi ha vinto 10 delle ultime 11 partite disputate perdendo solo un’amichevole contro la fortissima Serbia. Potrà contare su un backcourt ben assortito, con l’estro del fumantino Schröder, la solidità di Weiler-Babb e la pericolosità da fuori di Obst. Il rientro in extremis di Theis non solo allunga le rotazioni sotto canestro, ma restituisce anche un po’ di fiducia dopo le tante defezioni.


DOWN

Il girone, il più complicato di tutto Eurobasket, e le tante assenze concentrate soprattutto nei lunghi lasciano un po’ di amaro in bocca. L’infortunio a Mo Wagner ha tolto di mezzo uno dei potenziali protagonisti di questa squadra e anche altri lunghi come Tibor Pleiss e Maxi Kleber, assenti rispettivamente per problemi fisici e per scelta personale, sarebbero stati molto utili per aggiungere sostanza sotto al ferro.


X FACTOR – Franz Wagner

Il giocatore che avrà di più la palla in mano sarà Dennis Schröder, che peraltro essendo tuttora free agent avrà voglia di strafare per mettersi in mostra e guadagnare un buon contratto in NBA, però il “fattore X” di questa nazionale potrebbe essere Franz Wagner: fratello minore di Moritz, di cui ha seguito le orme prima giocando a Michigan University e poi raggiungendolo agli Orlando Magic, ha avuto una eccellente prima stagione NBA da oltre 15 di media e inserimento nel primo quintetto dei rookie dell’anno, sia pure in una franchigia derelitta come quella della Florida. Un palcoscenico così importante a 21 anni potrebbe essere l’occasione per consacrarsi e per diventare uno dei pilastri della nazionale tedesca non solo del futuro, ma anche del presente. 

Nella prima gara giocata in assoluto con la Nazionale maggiore, 23 punti per Franz

 

 

#9 CROAZIA

foto FIBA

Roster

Bojan Bogdanović (Utah Jazz)

Lovro Gnjidić (Cedevita)

Mario Hezonja (Real Madrid)

Karlo Matković (New Orleans Pelicans)

Dominik Mavra (free agent)

Toni Perković (KK Spalato)

Roko Prkačin (Cibona)

Ivan Ramljak (Slask Wroclaw)

Dario Šarić (Phoenix Suns)

Krunoslav Simon (Anadolu Efes)

Jaleen Smith (Alba Berlino)

Ivica Zubac (Los Angeles Clippers)

Coach: Damir Mulaomerovic

 

di Marco Munno

Il quinto posto alle Olimpiadi del 2016 (con la qualificazione ottenuta battendo nella finale del Torneo Preolimpico di Torino proprio gli azzurri…) sembrava testimoniare il valore del gruppo guidato da Bogdanović e Simon, con i giovani Šarić e Hezonja in rampa di lancio. Invece da allora sono arrivate una grama figura a Eurobasket 2017 e la mancata qualificazione al Mondiale del 2019, alle Olimpiadi di Tokyo del 2020 e (avvenimento di questi giorni) al Mondiale del 2023. Una serie di fiaschi arrivata mentre l’età dei quattro portabandiera avanza, e questo Eurobasket diventa forse l’ultima occasione di portare a casa qualche risultato di rilievo e non dissipare il (tanto) talento del quartetto.


UP

Šarić e Hezonja sono ormai maturati e rappresentano due punti fermi della selezione, così come Bojan Bogdanović che ha trovato anche un suo ruolo solidissimo nella NBA. Insieme ai tre un altro giocatore da quintetto nella Lega, come Zubac; per completare un quintetto che ha poco da invidiare agli altri, è arrivato il passaporto per Jaleen Smith, uno che da anni fa il bello e il cattivo tempo nel campionato tedesco, MVP della Basketball Champions League di due stagioni fa e che non ha sfigurato neanche in Eurolega, andando a colmare proprio la lacuna nel ruolo scoperto di playmaker titolare.


DOWN

Se il quintetto titolare è ben attrezzato, stessa cosa non si può dire della panchina: Kruno Simon è in parabola discendente e viene da un infortunio, mentre gli altri, capeggiati dai giovani Matković (seconda scelta dei Pelicans nel draft NBA di questa stagione) e Prkačin (che al draft si affaccerà invece al termine della prossima stagione) sono ancora acerbi a questo livello. A proposito, nonostante l’incompatibilità tecnica con il titolare Zubac, lascia qualche dubbio l’esclusione di Ante Žižić.


X FACTOR – Dario Šarić

Fenomeno sin da ragazzo, Dario ha percorso tutti gli step che si immaginavano riguardo alla sua carriera futura, fermandosi sul più bello: ovvero, dopo l’approdo e le belle cose fatte vedere, l’affermazione in NBA. Ora che sembrava aver trovato nei Suns un contesto ben strutturato per diventare più di un cambio di buon livello, ha rimediato la rottura del crociato nelle Finals dello scorso anno saltando per intero l’ultima stagione. Dovrà dimostrare (come già fatto intuire nelle gare di preparazione) di essere tornato in forma e, soprattutto, dovrà vestire lui i panni da trascinatore, arrivato a 28 anni, per la sua selezione.

Altro giocatore da cui ci si attende molto è Super Mario Hezonja, uno capace giusto un anno fa di piazzarne 37 contro la Slovenia

 

 

#8 ITALIA

Foto di Gioele Mason

Roster

Tommaso Baldasso (Olimpia Milano)

Paul Biligha (Olimpia Milano)

Luigi Datome (Olimpia Milano)

Simone Fontecchio (Utah Jazz)

Nico Mannion (Virtus Bologna)

Nicolò Melli (Olimpia Milano)

Alessandro Pajola (Virtus Bologna)

Achille Polonara (Anadolu Efes)

Giampaolo Ricci (Olimpia Milano)

Marco Spissu (Reyer Venezia)

Amedeo Tessitori (Reyer Venezia)

Stefano Tonut (Olimpia Milano)

13° uomo – Sergio Civitarese (free agent)

Coach: Gianmarco Pozzecco

 

di Marco Munno

La Nazionale azzurra vista negli ultimi tempi della preparazione a questo Europeo non è facile da decifrare: si presenta infatti all’appuntamento tanto atteso, anche per il girone disputato in casa, con due anime opposte al suo interno. Da un lato, un gruppo sostanzialmente confermato (se non per la rinuncia forzata a Gallinari, il valido rientro di Capitan Datome e quello di Biligha, oltre alla new entry Baldasso); dall’altro, un coach in carica da poco tempo, che nelle ultime tappe di avvicinamento è andato alla ricerca della rotazione migliore rispetto ai suoi dettami tattici. Questo doppio volto si è palesato lungo il percorso di fronte allo stesso avversario (come nelle due prove con la Francia, una buonissima e l’altra molto meno) e anche all’interno delle singole partite, con molti parziali positivi e negativi a susseguirsi. Spesso, a fare la differenza alla fine è stata la somma della qualità individuale di molti dei ragazzi di coach Poz: più verranno diminuite le battute a vuoto fra i break piazzati grazie al tanto talento puro, più si alzeranno le possibilità di fare strada nel torneo (anche oltre i pronostici iniziali: Belgrado insegna).


UP

Il ritorno alle Olimpiadi ha certificato il valore della generazione successiva a quella dei “4 NBA”, con l’esplosione di Simone Fontecchio insieme all’affermazione al più alto livello europeo giunta per Achille Polonara. Sommando l’immenso Nik Melli e altri ragazzi in forte ascesa come Tonut, Pajola, Spissu, si ottiene un gruppo dalle tante risorse e che, puntando sulle proprie qualità, riesce a piazzare delle fiammate grazie al tiro da fuori, e alla versatilità data da quintetti atipici (vista la sovrabbondanza tra le ali) ma efficienti. Molto positiva la forma finalmente ritrovata da Nico Mannion che è il giocatore che più di tutti può creare vantaggi dall’1 contro 1 e dal pick and roll. 


DOWN

L’assetto sfrontato, in grado di aprire il campo anche con tutti e cinque i giocatori schierati e di regalare fiammate, è arrivato anche per necessità: nello specifico, quella di sopperire all’assenza di lunghi dominanti, in attacco come in difesa. Nik Melli, uno dei migliori 4 d’Europa, in azzurro gioca stabilmente da centro; alle sue spalle, l’Italbasket resta distante dal livello nella stessa posizione di molte squadre d’Europa. A questo, bisogna aggiungere che all’altra soluzione d’emergenza, ovvero Danilo Gallinari da 5 davvero atipico, purtroppo non si potrà ricorrere: sotto canestro bisognerà stringere i denti.


X FACTOR – Luigi Datome

Ancora di più dopo il forfait di Gallinari, diventerà fondamentale l’apporto di Gigione. Al suo ritorno dopo la scorsa estate saltata per guai fisici, non dovrà cantare e portare la croce come capitato in tante stagioni precedenti, ma in un gruppo con le responsabilità offensive già definite sarà chiamato togliere le castagne dal fuoco nei momenti più duri. Come dire: se c’è bisogno di un miracolo, l’uomo da invocare è Jesus Datome!

Riassumi le tue speranze per l’Italia con una parola: SIMONEFONTECCHIO

 

 

#7 TURCHIA 

foto FIBA

Roster

Onuralp Bitim (Bursaspor)

Şehmus Hazer (Fenerbahce)

Shane Larkin (Anadolu Efes)

Melih Mahmutoğlu (Fenerbahce)

Sadik Emir Kabaca (Galatasaray)

Furkan Korkmaz (Philadelphia 76ers)

Cedi Osman (Cleveland Cavaliers)

Ercan Osmani (Darussafaka)

Alperen Sengun (Houston Rockets)

Sertaç Şanlı (Barcellona)

Buğrahan Tuncer (Anadolu Efes)

Yiğitcan Saybir (Bursaspor)

Coach: Ergin Ataman (Anadolu Efes)

 

di Roberto Gennari

Se avesse avuto a disposizione i 12 potenzialmente migliori, sarebbe stato perfino scontato esclamare “mamma li turchi!”, e invece i forfait di Yurtseven, l’addio al basket di İlyasova e quello al passaporto turco di Enes Kanter danno un po’ di respiro a tutta la questione. Per la seconda volta nella sua storia, la nazionale di pallacanestro della Turchia si presenta ai nastri di partenza degli Europei con Ergin Ataman in panchina. Scelta quanto mai comprensibile, se si considera che stiamo parlando del vincitore delle ultime due Euroleghe, anche se la sua esperienza precedente in nazionale non andò benissimo, o meglio, fu al di sotto delle aspettative dell’esigente movimento cestistico turco. Sette anni dopo quell’europeo, Ataman è maturato molto (e ha vinto altrettanto), e la nazionale ha comunque un tasso di talento decisamente alto, grazie anche all’aggiunta di uno dei giocatori più forti degli ultimi anni in Europa, quello Shane Larkin che del back-to-back dell’Anadolu Efes in Eurolega è stato una delle chiavi. A cui si aggiungono un nucleo di giocatori NBA che va da Cedi Osman a Furkan Korkmaz ad Alperen Şengün, più alcuni veterani di Eurolega come il lungo del Barcellona Sertaç Şanlı e il capitano del Fener, Melih Mahmutoğlu, sopravvissuto assieme al nostro Gigi Datome ad uno dei time-out più celebri di coach Obradović.

Tra Europei e Mondiali, la Turchia vanta due secondi posti, entrambi tra le mura amiche, e non è mai andata oltre i quarti di finale al di fuori del patrio suolo. Solo che quest’anno, col roster a disposizione, i quarti sono veramente l’obiettivo minimo – oddio, Ataman ha detto che ha come unico obiettivo l’oro europeo (forse anche perché i turchi hanno un piede e mezzo fuori dai mondiali), ma insomma… blablabla


UP

Il quintetto della Turchia è potenzialmente uno dei migliori dell’intero torneo, su questo ci sono pochi dubbi. I nomi li abbiamo già menzionati: come 5 dovrebbe partire Şanlı in un quintetto con Larkin, Korkmaz, Osman e Șengün, e il buon Mahmutoğlu come sesto uomo. C’è tutto: esperienza, esplosività, talento, centimetri e fisico. E conoscenza del gioco del coach in cabina di regia. Ovvio, le manifestazioni in cui si gioca a ritmi serrati come gli Europei ci insegnano che bisogna poter contare su tutti e 12 i membri del roster, ma diciamo che il grosso questi sei possono farlo.


DOWN

Detto di questa prima parte del roster, il down può essere rappresentato dai rincalzi, certamente di livello inferiore rispetto ai nomi appena elencati. Un buon piano partita contro la Turchia può essere cercare di mettere in problemi di falli i titolari, o giocare a ritmi alti per provare a sfiancarli, o meglio ancora entrambe le cose. Gli ultimi match prima dell’europeo, oltretutto, non sono andati granché, perché perdere di 7 con la Serbia ci può stare, mentre un -26 dalla Lettonia fa suonare più di un campanello d’allarme.



X FACTOR – Alperen Şengün

Alperen Şengün sarà sicuramente uno degli osservati speciali di questo europeo, ma il ragazzo ha già fatto vedere più di uno sprazzo del proprio talento. Ad appena vent’anni, mostra una grandissima consapevolezza dei propri mezzi, unita ad un buon Q.I. cestistico. Ha già dimostrato a tutti coloro che erano scettici sul suo conto che il titolo di MVP del campionato turco non gli era stato dato per caso: ha ancora ampi margini di crescita, e in questo europeo ne potremmo vedere delle belle.

Che dite, se lo chiamiamo “Agent Zero” quell’altro si arrabbia?

 

 

#6 SPAGNA

foto FIBA

Roster

Lorenzo Brown (Maccabi Tel Aviv)

Jaime Pradilla (Valencia)

Rudy Fernandez (Real Madrid)

Xabi Lopez-Arostegui (Valencia)

Jaime Fernandez (Unicaja Malaga)

Dario Brizuela (Unicaja Malaga)

Sebastian Saiz (Alvark Tokio)

Willy Hernangomez (New Orleans Pelicans) 

Usman Garuba (Houston Rockets)

Fran Guerra (Tenerife)

Juancho Hernangomez (Toronto Raptors)

Alberto Díaz (Unicaja Malaga)

Coach: Sergio Scariolo (Virtus Bologna)

 

di Roberto Gennari

Partiamo da una doverosa premessa: la Spagna arriva ALMENO alle semifinali di Eurobasket da 10 edizioni consecutive. In altre parole, l’ultima volta in cui questo evento non si è verificato risale a 25 anni fa. In queste 10 edizioni, la Roja ha messo insieme 3 ori, 3 argenti, 3 bronzi e un quarto posto. A cui, per dovere di cronaca, vanno aggiunti due ori mondiali e tre medaglie olimpiche. Fa pertanto un po’ impressione poter prendere in considerazione l’ipotesi, quanto mai realistica, di una Spagna fuori dalle prime 4 della rassegna continentale. Il ricambio generazionale, iniziato già da qualche tempo, non procede speditamente come speravano in terra iberica, e tra infortuni, addii alla nazionale o al basket giocato, la truppa a disposizione di coach Scariolo è competitiva, ma non così profonda come eravamo abituati a vedere. Del resto, non poter contare su Ricky Rubio, Sergio Llull, Alex Abrines, Victor Claver e Pierre Oriola, sommati alle defezioni già preventivate del Chacho Rodríguez e di Marc Gasol (per tacer di Mirotić) non è affar di poco conto. Ma appunto, come abbiamo detto in apertura, stiamo pur sempre parlando della Spagna, che comunque ha rimpiazzato l’MVP dei mondiali Rubio con la naturalizzazione di Lorenzo Brown, ha come trait d’union con la generazione più vincente di sempre Rudy Fernandez e i tre NBA: Juancho e Willy Hernangómez, Usman Garuba, il più giovane di sempre ad aver tolto due primati della Liga ACB a Luka Dončić. Aspettiamo a darli per finiti, ma ecco, di sicuro stavolta non sono i favoriti numero uno.


UP

Il fattore esperienza ad alti livelli conta molto in manifestazioni come queste, ed è ovvio che giocare in Liga ACB (o al Maccabi, come Lorenzo Brown) aiuta a gestire determinate situazioni. Sergio Scariolo, poi, di per sé è una garanzia di squadra che giocherà con intensità e altruismo (parole sue). Juancho Hernangómez dovrà dimostrare che non è solo “il giocatore NBA protagonista di Hustle”, ma un giocatore che in NBA merita di starci – anche per tornaconto personale, visto che il suo contratto coi Raptors è un annuale al minimo salariale: le motivazioni, insomma, non dovrebbero mancargli, soprattutto adesso che non ci sono più Pau e Marc a relegarlo a fondo panchina.


DOWN

La sconfitta contro la Georgia e la vittoria a fatica contro l’Ucraina ci hanno mostrato, se mai ce ne fosse stato il bisogno, che il ricambio generazionale spagnolo è tutt’altro che semplice. Le cose sono andate prevedibilmente meglio negli ultimi match di qualificazione ai mondiali, quando Scariolo ha potuto contare su un roster più attrezzato. La mancanza di uno come Sergio Llull, uno dei migliori in Europa nel togliere le castagne dal fuoco quando conta, si farà comunque sentire. 

 

X FACTOR 

Anche se Scariolo l’ha utilizzato col contagocce fin qui, è da Usman Garuba che ci si aspetta un contributo importante sui due lati del campo, per l’energia e l’atletismo che l’ex Real Madrid può fornire ad una squadra in cerca di una quadratura del cerchio. Nell’ultimo test contro l’Olanda, certo non l’avversario più ostico, le risposte migliori sono arrivate da lui e da Brizuela. Usman, ad appena 19 anni nominato Rising Star di Eurolega, vuole dimostrare ai Rockets che hanno fatto bene a puntare su di lui al draft dello scorso anno. 

Houston Rockets che comunque hanno pubblicato sul loro canale YouTube questo video delle migliori cinque giocate del ragazzo, a dimostrazione di una certa considerazione, viene da dire

 

 

#5 LITUANIA

foto FIBA

Roster

Ignas Brazdeikis (Zalgiris)

Arnas Butkevičius (Zalgiris)

Martynas Echodas (Lietuvos Rytas)

Rokas Giedraitis (Baskonia)

Marius Grigonis (Panathinaikos)

Rokas Jokubaitis (Barcellona)

Mindaugas Kuzminskas (Zenit)

Lukas Lekavičius (Zalgiris)

Domantas Sabonis (Sacramento Kings)

Jonas Valančiūnas (New Orleans Pelicans)

Kristupas Žemaitis (BC Wolves)

Eigirdas Žukauskas (BC Wolves)

Coach: Kazys Maksvytis (Zalgiris)

 

Dopo le delusioni delle ultime manifestazioni (fuori agli ottavi di finale agli ultimi Europei nel 2017 e ai Mondiali del 2019, nemmeno qualificati alle Olimpiadi di Tokyo dopo aver perso il girone del Preolimpico in casa a Kaunas), la Lituania è assetata di vendetta e vuole tornare ad essere considerata una delle candidate per arrivare fino in fondo, come aveva fatto negli Europei 2013 e 2015, perdendo però in entrambe le occasioni la finale. La squadra di Kazys Maksvytis – fresco coach dello Žalgiris, e vincitore di diversi ori europei e mondiali alla guida delle selezioni giovanili lituane – vedrà subito le proprie ambizioni messe alla prova nel girone di ferro di Colonia, dove dovrà misurarsi con due corazzate come Francia e Slovenia e i pericolosissimi padroni di casa della Germania: arrivare quarti nel girone potrebbe voler dire affrontare subito la Spagna negli ottavi, uno spauracchio da evitare. I baltici però hanno avuto un avvicinamento ad Eurobasket perfetto: sette amichevoli vinte su sette (spicca il doppio successo proprio contro la Spagna, ma anche le due larghe vittorie con la Finlandia) e poi due successi di autorità nelle qualificazioni mondiali, obiettivo ormai messo in ghiaccio, contro Ungheria e Montenegro. Niente male per una squadra che comunque non può contare su elementi come Ulanovas, Motiejūnas, Gudaitis, Sedekerskis, Milaknis e Bendžius, tutti assenti dal roster finale.

 

UP

La Lituania potrà contare su una delle migliori coppie di lunghi titolari dell’intero torneo, con due stelle NBA come Domantas Sabonis e Jonas Valančiūnas dall’impatto sicuro e capaci di integrarsi a vicenda. La loro presenza al centro dell’area potrà garantire grande sostanza in attacco e attrarrà le difese avversarie a protezione del canestro, liberando spazi per eventuali scarichi a tiratori pericolosi come Grigonis o Giedraitis, giocatori rispettivamente da 45% e 40% da tre punti nell’arco delle ultime tre stagioni di Eurolega.

 

DOWN

Un problema per la Lituania potrebbe essere l’assenza di veri veterani nel gruppo: l’unico over 30 è il classe 1989 Mindaugas Kuzminskas, non esattamente un trascinatore, mentre tutti gli altri sono nati dal 1992 in avanti e hanno fatto parte marginalmente del ciclo precedente della Lituania, quello del bronzo mondiale e delle due finali europee della prima metà dello scorso decennio. Ci sarà da trovare un leader, sarà pronto ad esserlo Domantas Sabonis oppure bisognerà rivolgersi al più giovane di tutti?


X FACTOR – Rokas Jokubaitis

Il più giovane di tutti è Rokas Jokubaitis, pupillo di Jasikevičius prima a Kaunas e poi a Barcellona, giocatore ancora 21enne ma di grande talento e grande personalità. In una nazionale lituana che, come dicevamo prima, deve trovare un proprio trascinatore, paradossalmente potrebbe essere proprio il piccolino del gruppo ad incarnare la figura determinante per poter ispirare la truppa giallorossoverde.

Con una coppia di lunghi come Valančiūnas + Sabonis in campo si tende a sorridere spesso

 

 

#4 FRANCIA

Foto di Gioele Mason

Roster

Andrew Albicy (Gran Canaria)

Moustapha Fall (Olympiakos)

Evan Fournier (New York Knicks)

Rudy Gobert (Minnesota Timberwolves)

Thomas Heurtel (free agent)

Timothé Luwawu-Cabarrot (free agent)

Theo Maledon (Oklahoma City Thunder)

Amath M’Baye (Anadolu Efes)

Elie Okobo (Monaco)

Vincent Poirier (Real Madrid)

Terry Tarpey (Le Mans)

Guerschon Yabusele (Real Madrid)

Coach: Vincent Collet (Metropolitans 92)

 

di Andrea Meneghin

Una squadra che vuole arrivare in fondo. Una squadra super. Dopo il disastro ad Eurobasket 2017 (addirittura un 12esimo posto!), la Francia è tornata sul podio con un bronzo ai Mondiali 2019 e con uno strepitoso argento ai Giochi Olimpici di Tokyo. Adesso vuole tornare sul podio d’Europa e continuare fino alle Olimpiadi di Parigi 2024, passando per i Mondiali del 2023. Insomma, vogliono tutto e le potenzialità ci sono.

Forte fisicamente, completa in tutti i ruoli, peso, stazza, altezza, star NBA, star di Eurolega, la baguette, i croissant, i formaggi… insomma, hanno di tutto, tranne il bidet.

Non fanno parte del gruppo dopo anni di servizio con la maglia tricolore Nando De Colo e Nicolas Batum, con Moustapha Fall e Andrew Albicy recuperati negli ultimi giorni con gli ultimi due tagli formati dalla coppia di virtussini Cordinier-Jaiteh.

Perse due partite di qualificazione per i Mondiali 2023 (in Montenegro e in Bosnia), i transalpini si presentano con coach Collet non ancora contento della sua squadra. All tredicesima annata sulla panchina dei Blues (è in sella dal 2009), ha dichiarato, dopo la gara contro l’Islanda: “Dobbiamo continuare a sviluppare questa definizione di ruoli. Abbiamo molti giocatori che non sono completamente nei loro costumi. Le assenze di Nando de Colo, Nicolas Batum cambiano la gerarchia della squadra. Dobbiamo ricostruire, non è facile. Alcuni giocatori vogliono fare la loro parte e a volte lo fanno a discapito del collettivo”.

Il roster francese è impressionante. Sotto canestro hanno centimetri, atletismo, e potenza a non finire con Gobert, Poirier e Fall; gli esterni hanno talento e capacità di battere chiunque in 1 vs 1. Tra questi ultimi, il giocatore che ha avuto più problemi con i club negli ultimi due anni è anche quello con più presenze dei Blues: Thomas Heurtel. Tanto del gioco passerà però dalle mani e dal talento del terzetto formato da Evan Fournier, Yabusele e Okobo.


UP

Vice campioni Olimpici, qualità da vendere in tutti i ruoli, hanno tutte le soluzioni possibili ed immaginabili. Sotto canestro hanno uno dei reparti più completi del mondo con Gobert, Poirier, Yabusele e Fall.

 

DOWN

Dalle parole di Collet si capisce che spesso la Francia ha un approccio spocchioso quando scende in campo il che potrebbe, nelle gare secche, essere davvero pericoloso. A guardare bene un punto debole lo si trova: la coppia di playmaker Heurtel-Albicy non dà molte garanzie ed entrambi hanno sempre avuto in carriera grandi problemi di discontinuità.


X FACTOR – Guerschon Yabusele, Timothé Luwawu-Cabarrot

Evan Fournier è il leader offensivo designato: i palloni che scottano passano sempre dalle sue mani e non sempre arriva la scelta giusta. Al suo fianco, l’orso ballerino per dare ancora più peso ed energia, Yabusele, e un Luwawu-Cabarrot per tutte le occasioni: sono loro gli X FACTOR per i transalpini. Non vorresti stappare una sera un Luwawu-Cabarrot? Allez les Bleus!

Ma a prescindere da tutto, con uno come Gobert nel pitturato tante cose vengono più facili…

 

 

#3 GRECIA

Roster

Dimitris Agravanis (Promitheas)

Giannis Antetokounmpo (Milwaukee Bucks)

Kostas Antetokounmpo (Asvel Villeurbanne)

Thanasis Antetokounmpo (Milwaukee Bucks)

Lefteris Bochoridis (Panathinaikos)

Nick Calathes (Fenerbahce)

Tyler Dorsey (Olympiacos)

Giannoulis Larentzakis (Olympiacos)

Georgios Papagiannis (Panathinaikos)

Kostas Papanikolaou (Olympiacos)

Ioannis Papapetrou (Panathinaikos)

Kostas Sloukas (Olympiacos)

Coach: Dīmītrīs Itoudīs (Fenerbahce)

 

di Roberto Gennari

Le sconfitte contro Bosnia Erzegovina e Lettonia hanno agitato davanti agli occhi dei tifosi ellenici lo spettro di una mancata qualificazione agli europei, evento infausto che non si verifica dal 1985. La fatica con cui la nazionale greca ha spuntato il pass per questo Eurobasket (due sconfitte, due vittorie ai supplementari, una vittoria di cinque lunghezze) non deve però trarre in inganno circa il valore di questa squadra, chiamata oltretutto a riscattarsi dopo la mancata qualificazione alle Olimpiadi e il deludente mondiale del 2019, curiosamente in entrambe le occasioni per mano della Repubblica Ceca: l’obiettivo è il podio. Come minimo. Per riuscire nell’impresa di tornare ai massimi livelli, che mancano dal bronzo europeo del 2009, la scelta è caduta su uno dei migliori allenatori d’Europa, che ha mietuto successi alla guida del CSKA Mosca (6 volte campione di Russia, 2 Euroleghe in bacheca), chiamato per la prima volta a guidare la squadra del proprio Paese: Dīmītrīs Itoudīs. C’è talento in tutti gli spot del roster, con la stella più splendente che è ovviamente Giannis Antetokounmpo, ma oltre a lui, il coach può contare su una batteria di giocatori di grande esperienza ad alti livelli. Uno dei Paesi di maggior tradizione cestistica d’Europa ha fame di grandi risultati, e davvero questa potrebbe essere la volta buona, nonostante un ricambio generazionale ancora in atto e gli addii di alcuni “pezzi da novanta” del basket ellenico, ultimo in ordine di tempo Giōrgos Printezīs.

 

UP

Giannis Antetokounmpo rappresenta un problema per chiunque al mondo non sia lui, su un campo da basket. Perché oltre ad avere dei mezzi fisici fuori dal comune, continua a lavorare incessantemente sui propri limiti tecnici, aggiungendo ogni anno qualcosa al suo arsenale. La sua meccanica di tiro diventa sempre più fluida, la varietà di soluzioni tattiche aumenta di anno in anno. In questo momento, The Greek Freak rappresenta un discreto rebus tattico per chiunque. Mettetelo in mano ad uno dei coach più esperti sulla piazza, abilissimo nel gestire e massimizzare squadre di talento, e la miscela è potenzialmente esplosiva. Ah, e poi c’è quel backcourt discreto, con Sloukas (se riuscirà a recuperare in tempo dall’infortunio patito contro la Serbia), Calathes, Dorsey…

 

DOWN

Trovare un punto debole a questa squadra è un po’ un’impresa, perché se del backcourt abbiamo già detto, non è che a lunghi si sia messi malissimo, tra (gli) Antetokounmpo, Papapetrou e Papanikolaou in ala, Papagiannīs (quanti papi… troppi?) come centrone che dovrebbe farcela a recuperare dai guai fisici… Ecco, se un problema può esserci nella Grecia, è la gestione della pressione, che ha stritolato anche due allenatori non certo di primo pelo come Skourtopoulos e Rick Pitino. La partita con la Serbia ci ha ricordato che comunque, a quel livello lassù, non ci sono solo i greci, anzi. Quindi, nelle gare che contano, anche la tenuta mentale può fare la differenza.


X FACTOR – Giōrgos Papagiannīs

Avere Papagiannīs (ovviamente sano) come centro può essere di vitale importanza per coach Itoudis, perché gli permette di poter utilizzare il talento puro di Giannis in più posizioni diverse del campo e al tempo stesso mantenere un gran livello di intensità difensiva. In attacco, poi, costringere le difese a tentare spesso il raddoppio è un investimento che può pagare i suoi dividendi, specie con Sloukas e Dorsey in campo.

Fortino, quello col 34…

 

 

#2 SERBIA

Roster

Dejan Davidovac (Cska Mosca)

Marko Guduric (Fenerbahce)

Marko Jagodic-Kuridza (Buducnost)

Ognjen Jaramaz (Bayern Monaco)

Nikola Jokic (Denver Nuggets)

Nikola Kalinic (Barcellona)

Vladimir Lucic (Bayern Monaco)

Vanja Marinkovic (Baskonia)

Vasilije Micic (Anadolu Efes)

Nikola Milutinov (Cska Mosca)

Nemanja Nedovic (Stella Rossa)

Dusan Ristic (Fuenlabrada)

Coach: Svetislav Pešić

 

di Marco Munno

Nell’ultimo lustro, sono state diverse le amarezze per la squadra slava: sconfitta in finale da favorita a Eurobasket 2017, eliminazione sempre da favorita (assieme, e forse più, degli Stati Uniti) ai quarti ai Mondiali 2019, fallimento nella qualificazione all’Olimpiade dopo l’impresa degli azzurri dell’Italbasket a Belgrado. Con la quantità di talento di cui dispone al giorno d’oggi la selezione serba, l’imperativo sarebbe quello del riscatto: “sarebbe”, perchè in questo Eurobasket sono diverse le assenze nelle fila dei serbi, da Bogdanović a Marjanović, passando per Teodosić e per Bjelica e chiudendo con Pokuševski e Nikola Jović non liberati dalle rispettive squadre NBA. NBA nella quale, nel corso degli ultimi anni, è diventata una superstar il quasi omonimo di quest’ultimo, quel Nikola Jokić, MVP nelle ultime due stagioni nella Lega: è lui a guidare una nazionale che nonostante tutto si presenta con un roster eccezionale a questo Europeo, in primissima fila tra le favorite per la vittoria finale.


UP

Nonostante le assenze, restano tantissime le armi a disposizione di coach Pešić per tentare l’assalto al trono d’Europa. Ovviamente non si può che iniziare da Nikola Jokić, ma considerare troppo lontano il livello dei compagni sarebbe sbagliato, partendo proprio dal suo cambio Milutinov, uno che sarebbe presenza fissa in quintetto per tutte le altre partecipanti (escludendone giusto un paio). In particolare, la versatilità del parco di ali con Bjelica, Kalinic e Lučić amplia il numero di soluzioni che la squadra può adottare, rendendo difficile a tutte le avversarie la ricerca di altrettante contromisure.


DOWN

Allontanandosi da canestro, invece, la Serbia può contare su minori risorse, ad esclusione di un acciaccato Vasilije Micić dominatore di almeno le ultime due stagioni di Eurolega. C’è poi stata l’esclusione di Miloš Teodosić, arrivata per evitare il conflitto nelle rotazioni con lo stesso “Vasa” prima della sua scavigliata: a posteriori, il funambolo della Virtus Bologna sarebbe servito eccome. Come nelle ultime due gare prima di Eurobasket, più che da Gudurić, Marinković e Jaramaz, coach Pešić cercherà playmaking aggiuntivo dalle sue ali.


X FACTOR – Vladimir Lučić

Senza essere mai particolarmente sotto la luce dei riflettori, l’ala serba è diventata una delle migliori d’Europa nel ruolo, costante nella sua produzione in tantissimi aspetti del gioco. Aggiungendo la maturità ormai acquisita con i suoi 33 anni, così come nelle squadre di club Vladimir sarà importantissimo come collante fra le tante individualità di spicco del roster, col suo lavoro silenzioso ma fondamentale nell’economia della squadra.

 

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Se poi si va in difficoltà, in squadra c’è sempre Nikola Jokić

 

 

#1 SLOVENIA

foto FIBA

Roster

Jaka Blažič (Bahcesehir)

Vlatko Čančar (Denver Nuggets)

Žiga Dimec (Anwil Wloclawek)

Luka Dončić (Dallas Mavericks)

Goran Dragić (Chicago Bulls)

Zoran Dragić (Olimpia Lubiana)

Edo Murić (Olimpia Lubiana)

Aleksej Nikolić (San Pablo Burgos)

Klemen Prepelič (Valencia)

Luka Rupnik (Kulubu Dernegi)

Žiga Samar (Alba Berlino)

Mike Tobey (Barcellona)

Coach: Aleksander Sekulić (Nymburk)

 

di Roberto Gennari

FIBA Europe ha distribuito, a tutti i media accreditati, un media survey -o, se preferite, un sondaggio- in cui si chiedeva chi avrebbe vinto questo Europeo: le risposte hanno decretato una sostanziale parità tra Slovenia e Francia, con Grecia e Serbia decisamente staccate. Quasi il 75% degli intervistati vede la Slovenia almeno sul podio, e fanno abbastanza impressione le risposte sui giocatori: Luka Dončić è dato come favorito per il premio di MVP, con quasi il doppio dei voti dati a Giannis Antetokounmpo, secondo, e quasi il quadruplo di quelli dati a Nikola Jokić, terzo. Ma tre intervistati su cinque lo danno come favorito come top scorer del torneo, ed è largamente in testa sia nella graduatoria dei potenziali top assistman, sia in quella del giocatore migliore a cui affidare l’ultimo possesso. In ogni caso i campioni in carica, oltre ad avere un grosso asso nella manica, hanno anche una serie di giocatori di talento ed esperienza capaci di togliere il peso dell’attacco dalle spalle del numero 77. A cominciare dal “cavallo di ritorno”, l’MVP dello scorso Europeo, quel Goran Dragić che a 36 primavere si appresta a disputare la sua quindicesima stagione NBA, la prima con la maglia dei Chicago Bulls, e che torna in nazionale dopo cinque anni. Ma limitarsi a considerare la Slovenia come la squadra di questi due fenomeni sarebbe riduttivo: a disposizione di coach Sekulić, infatti, ci saranno in tutto otto dei dodici giocatori che avevano portato a casa il titolo continentale nel 2017 agli ordini di coach Igor Kokoškov, con l’aggiunta di un giocatore che garantisce solidità sotto canestro come Mike Tobey, fresco di contratto col Barcellona, e il ritorno (dopo il forfait del 2017, ma c’era anche alle Olimpiadi) di Zoran Dragić. Ah, e ci sono anche Vlatko Čančar e Klemen Prepelič, tanto per dirne due. Insomma, in poche parole, la Slovenia ha tutto per provare a bissare il successo del 2017.


UP

Prendete la squadra che è andata ad una stoppata di Batum dalla finale olimpica, dopo aver disputato 4 partite vinte con uno scarto medio di oltre 21 punti, aggiungeteci un anno in più di esperienza per la sua stella più splendente e un veterano che ritorna come Goran Dragić.  “Cosa può andare storto?” verrebbe da dire. Il fatto di non poter più contare sull’effetto sorpresa del 2017 non sembra pesare alla nazionale slovena, che quando riesce a sviluppare il proprio gioco è difficile da affrontare per chiunque.

 

DOWN

La partita contro la Germania, persa in maniera piuttosto netta dalla Slovenia, ha evidenziato come in questo Eurobasket nessuno può permettersi di sottovalutare nessuno. I tedeschi hanno fatto polpette degli sloveni a rimbalzo (56-27) e hanno evidenziato come Doncić sia un giocatore destinato a scrivere pagine di storia del basket, ma che con ogni probabilità non vincerà mai un premio come Difensore dell’anno, diciamo così. Il tecnico rimediato dal giocatore dei Mavs, dopo i momenti di nervosismo palesati nella partita contro l’Estonia, ci fanno capire che nessuno è intenzionato a fargli sconti. Il girone di ferro, poi, farà sì che ci sia un certo dispendio di energie fin da subito.

X FACTOR 

Scelta scontata, banale, ok, tutto quello che volete. Ma l’ago della bilancia per la Slovenia non potrà che essere Luka Dončić. Le sue capacità di crearsi un tiro contro chiunque, così come di trovare angoli di passaggio sconosciuti ai più, saranno l’ago della bilancia sulla strada per la conferma del titolo continentale. Certo, se qualcuno (Muric? Oltre all’ovvio Luka) si degnerà di dare una mano a Mike Tobey, che già di suo non è che sia Dennis Rodman, a rimbalzo, la situazione potrebbe volgere al sereno con ampie schiarite nella zona di Lubiana.

Giuriamo, non sappiamo che altro dire su questo qua, se non che avrebbe potuto farsi concepire una settantina di km più a ovest, già che c’era. Battute sul più giovane di sempre in arrivo sui commenti in 3, 2, 1…

 

 


 

“Dove potremo vedere le partite???”

Ci sono 3 soluzioni diverse per vedere gli Europei dall’1 al 18 settembre:

 

  • SkySport farà vedere tutte le partite dell’Italbasket con telecronaca di Flavio Tranquillo, Davide Pessina, Matteo Soragna, Andrea Meneghin, e qualche altra partita del resto del torneo (anche collegamenti e approfondimenti quotidiani). L’abbonamento (per i neo-abbonati) parte da € 30,99 al mese (pacchetto TV+SPORT) e potete farlo cliccando QUI.

 

  • Eleven Sports, dopo aver acquisito i diritti della Serie A (aveva già quelli di Eurolega e Eurocup) ha acquisito anche i diritti per Eurobasket 2022 e i Mondiali 2023 (finestre di qualificazione comprese). Trasmetterà tutte le partite in streaming di tutte le squadre (diretta e on demand, possibile la visione ad un solo dispositivo per volta) e costa € 89,99 l’anno o 9,99 al mese e potete sottoscrivere l’abbonamento QUI.

 

  • NOW trasmette in streaming i canali di Sky, quindi la trasmissione delle partite (e le telecronache) sono le stesse. Ha attivato una offerta di  9,99 al mese e potete sottoscrivere l’abbonamento QUI.

 


 

CALENDARIO E FORMULA

 

Quattro gironi da sei, si qualificano agli ottavi di finale le prime 4 di ogni girone. Il girone dell’Italia disputa le partite a Milano, il girone della Spagna disputa le partite a Tbilisi, il girone della Slovenia disputa le partite a Colonia, mentre il girone della Serbia disputa le partite a Praga. Ottavi (10/9 e 11/9) quarti (13/9 e 14/9), semifinali (16/9) e finale (18/9) si giocano a Berlino.

 

Le partite dell’Italia:

2 settembre ore 21, ITALIA-ESTONIA

3 settembre ore 21, ITALIA-GRECIA

5 settembre ore 21, ITALIA-UCRAINA

6 settembre ore 21, ITALIA-CROAZIA

8 settembre ore 21, ITALIA-GRAN BRETAGNA

 

Il calendario di tutte le partite di tutte le squadre è disponibile sul sito di Fiba cliccando QUI, oppure potete ingrandire (e salvare) l’immagine in alta risoluzione qui sotto: